di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 maggio 2026
Tre suicidi a Uta, due decessi per cause ancora da accertare a Bancali, 178 atti di autolesionismo nel solo istituto sassarese e 68 tentativi di suicidio nel carcere cagliaritano. Il tasso di occupazione dei penitenziari sardi è quasi raddoppiato in tre anni, passando dall’82% del 2023 al 98% del 2025, con sei istituti ora oltre la capienza regolamentare. La sanità è al centro di tutto: quasi la metà delle 149 istanze formalmente ricevute dalla garante Irene Testa riguarda problemi di salute o disagio psichiatrico. È il quadro che emerge dalla relazione annuale 2025, trasmessa al Consiglio regionale della Sardegna, che fotografa un sistema in peggioramento.
ravennawebtv.it, 30 maggio 2026
Svolta storica a Forlì: per la prima volta tutti gli istituti penitenziari della Romagna lavoreranno insieme all’interno di un unico protocollo per la formazione e il reinserimento socio-lavorativo dei detenuti. L’accordo è stato sottoscritto nella sede di Techne alla presenza del Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria dell’Emilia-Romagna, Silvio Di Gregorio, e del Garante regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri, durante un momento conviviale preparato dai ragazzi del laboratorio “Ristorando”. Il protocollo, valido per il triennio 2026-2028, coinvolge le Case circondariali di Forlì, Ravenna e Rimini insieme a Techne e a Cia Conad, con l’obiettivo di creare un progetto sperimentale capace di favorire concretamente l’inserimento lavorativo delle persone detenute al termine del percorso detentivo.
di Enrico Carta
La Nuova Sardegna, 30 maggio 2026
Il recluso è spirato la notte scorsa. Improbabile l’ipotesi del suicidio e la procura affida l’incarico a un medico legale. Un alone di mistero avvolge la morte di un detenuto, avvenuta all’interno del carcere di Uta. Mirco Fiori, 45 anni di Bosa con numerosi precedenti penali e condanne passate in giudicato da scontare, è spirato nella notte tra giovedì 28 e venerdì 29 maggio, ma qualche circostanza ha destato dei sospetti, tanto che la procura di Cagliari ha disposto l’autopsia. Nei giorni scorsi non c’erano stati segnali che potessero far pensare a un suicidio e le condizioni della cella, oltre che quelle in cui è stato ritrovato il corpo senza vita questa mattina, non sembrano lasciar spazio a questa ipotesi.
Corriere Salentino, 30 maggio 2026
“Sovraffollamento e poco personale”. La Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, professoressa Maria Mancarella, lancia l’allarme dopo i tragici suicidi dei due giovani detenuti stranieri nel carcere di Lecce: “Sono una drammatica conferma della grave situazione che, ormai da mesi, vive la Casa Circondariale di Borgo San Nicola, una struttura tra le più sovraffollate d’Italia. 1.419 detenuti a fronte di 787 posti regolamentari, con un tasso di sovraffollamento del 180%; 578 operatori di polizia penitenziaria su un fabbisogno di 742.
di Fabiana Marcolini
L’Arena, 30 maggio 2026
Giovanissima, si era allontanata dalla famiglia. Arrestata durante il blitz in stazione, nel 2025 la prima condanna a 4 anni. Era giovanissima quando la sua vita ha preso una piega sbagliata, quella che l’ha allontanata dalla famiglia, l’ha avvicinata al ragazzo che non era un punto di riferimento o forse lo era. Ma anche quello era sbagliato. Abrar era nata a Cremona nel settembre 2004, aveva 19 anni quando in stazione si verificò il blitz che smantellò la gang responsabile di furti, rapine, aggressioni. E il suo nome figurava tra quelli per i quali il gip dispose la custodia cautelare in carcere. Giovanissima anche quando, un anno dopo, arrivò la prima condanna a 4 anni e due mesi per i fatti della stazione e non solo (un’aggressione, una rapina all’Adigeo, resistenza e ricettazione). Era a Montorio, aveva chiesto di essere curata, di andare in comunità.
La Nazione, 30 maggio 2026
Quattro detenuti rinviati a giudizio dal Gip per violenza sessuale e tortura. I fatti sono avvenuti tutti nel carcere “La Dogaia” negli ultimi anni e testimoniano il clima di violenza che caratterizza l’istituto. Il procuratore capo Luca Tescaroli ha reso note le decisioni del Gip. Il primo caso riguarda un cittadino marocchino di 39 anni che ha torturato un detenuto italiano nativo di Pagani (in provincia di Salerno) di 47 anni, provocandogli acute sofferenze fisiche e un trauma psichico: l’uomo veniva svegliato di notte con il pretesto che russava, percosso abitualmente, bruciandogli le foto dei familiari, minacciandolo e offendendolo, rovesciandogli addosso il bidone della spazzatura, costringendolo a subire violenza sessuale e umiliazioni.
freepressonline.it, 30 maggio 2026
Nel corso degli ultimi mesi sono stati annunciati grandi cambiamenti per le carceri di Catania, tenendo conto anche di quello che sta succedendo sul piano nazionale. Sempre più frequentemente, infatti, si parla di sovraffollamento e soprattutto di poco personale impiegato nel sostegno e nella gestione quotidiana dei detenuti. Tempo fa, ad esempio, il Comune di Catania ha deliberato la nomina del nuovo Garante dei detenuti. Il suo sarà un compito molto importante: aiutare i detenuti all’interno delle carceri nel tentativo di fornire tutto il supporto di cui hanno bisogno, ascolto e soprattutto accompagnare la persona in questione verso un reinserimento in società, liberandosi del marchio di “ex detenuto”.
di Barbara Calderola
Il Giorno, 30 maggio 2026
Unire la cura del territorio al riscatto sociale, trasformando la pena in un’opportunità concreta sia per chi ha sbagliato sia per la comunità. Concorezzo ha ufficializzato l’adesione al progetto europeo “Reti di inclusione sostenibile-Green jobs e cittadinanza attiva”, un’iniziativa ad ampio raggio che mira ad ammettere nel tessuto lavorativo persone condannate per reati minori o ammesse a misure alternative alla detenzione. I primi inserimenti operativi scatteranno il prossimo autunno e vedranno i partecipanti impegnati in prima linea in attività essenziali per la cittadinanza: dalla manutenzione ordinaria del verde pubblico alla pulizia di strade, parchi e giardini, fino a interventi più ampi a tutela del decoro urbano.
di Camilla De Mori
Il Gazzettino, 30 maggio 2026
Cisint (Lega): “Non si deve fomentare il fanatismo”. Il presidente di Islam è luce: “Un progetto che vorremmo realizzare, non siamo radicali”. Stiamo cercando il modo per entrare anche dentro il carcere a dare assistenza spirituale ai detenuti di fede islamica”. Baba Crachi, presidente dell’associazione Islam è luce, un piccolo centro che ha sede nell’area di viale Ungheria a Udine, enuncia così uno dei progetti del sodalizio, che attualmente conta ufficialmente “cinque soci, ma siamo internazionali. Siamo aperti a tutti: fra di noi ci sono anche italiani oltre ad africani, afghani, pakistani e algerini”.
La Sesia, 30 maggio 2026
Promosso un corso di formazione di base culinaria per favorire il reinserimento sociale. Prosegue con nuove proposte il progetto nazionale “Si sostiene…In carcere”, nato nell’ ottobre 2017 per sostenere donne fragili come le detenute in percorsi di formazione professionale e lavorativa all’interno delle carceri italiane, in collaborazione con le Direzioni degli Istituti Penitenziari e grazie al protocollo sottoscritto con il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria del Ministero Giustizia. In coerenza con le finalità del Soroptimist, il progetto intende offrire alle detenute l’opportunità di imparare un lavoro che possa favorire il raggiungimento di un’autonomia economica, in vista del reinserimento sociale una volta terminato il periodo di detenzione.
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