di Valentina Stella
Il Dubbio, 8 febbraio 2024
Ddl Nordio, con 99 sì e 50 no il Senato approva l’abrogazione della norma più temuta dagli amministratori. I dem: “Non personalizziamo le leggi”. Con 99 voti favorevoli, 50 voti contrari e 8 astenuti l’aula del Senato ha approvato, a votazione segreta, l’articolo 1 del ddl Nordio che prevede l’abrogazione del reato d’abuso d’ufficio. Respinti tutti gli emendamenti delle opposizioni. Il tema, come nella giornata precedente, è stato al centro della discussione.
di Francesca Schianchi
La Stampa, 8 febbraio 2024
Il ddl promesso dal governo a novembre, che contiene dalla stretta alle borseggiatrici alle rivolte in carcere, deve ancora cominciare l’iter in Parlamento. Se fosse stato già legge, i trattori rischierebbero fino a due anni di carcere per blocco stradale. A sentire la premier Giorgia Meloni poco meno di tre mesi fa, si trattava di un disegno di legge di cui essere orgogliosa. Un pacchetto sicurezza approvato in Consiglio dei ministri il 16 novembre contenente un florilegio di nuovi reati - dagli occupanti abusivi di case a chi partecipa o organizza rivolte nelle carceri a chi è responsabile di blocchi stradali: allora si pensava ai giovani che protestano per il clima, mica ai trattori - un concentrato di legge e ordine che arriva fino alla possibilità di detenere anche le madri con figli piccolissimi, per colpire “il fenomeno della condizione di maternità come esimente”, spiegò burocratico il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, prima di spiegare che l’obiettivo sono le borseggiatrici sui bus.
di Giulio Gori
Corriere Fiorentino, 8 febbraio 2024
L’allerta riguarda i carcerati, ma anche le guardie penitenziarie: “Nelle carceri italiane c’è un’emergenza salute mentale. In Toscana i contesti più problematici sono le case circondariali di Sollicciano a Firenze e Le Sughere a Livorno”. A dirlo è la dottoressa Ilaria Garosi, del gruppo di lavoro sulla psicologia penitenziaria dell’Ordine toscano degli psicologi. Che spiega che, oltre al dramma dei suicidi, si ripetono aggressioni e forme di autolesionismo.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 8 febbraio 2024
Causa collettiva dei detenuti seguita dall’associazione Altro Diritto. Obiettivo: sconto di pena. Un ricorso collettivo di 200 detenuti per ottenere uno sconto di pena (o magari un trasferimento) per le condizioni estremamente fatiscenti del carcere di Sollicciano. È l’iniziativa a cui sta lavorando l’associazione di giuristi L’Altro Diritto all’indomani dello sconto di pena di 312 giorni concesso dal Tribunale a un detenuto sudamericano per le condizioni “disumane e degradanti” del penitenziario fiorentino. Ormai da una decina di giorni, i volontari dell’associazione hanno cominciato un lavoro a tappeto dentro Sollicciano per seguire i ricorsi di circa 200 detenuti, quelli cioè che si trovano nelle quattro sezioni penali che hanno condizioni pressoché identiche a quelle dove era ospitato il recluso che ha vinto il ricorso e dove vivevano altri sette reclusi che, pochi giorni fa, hanno vinto lo stesso tipo di ricorso con sconti di pena di qualche decina di giorni. Non tutti i reclusi potrebbero accettare di fare ricorso, magari per la paura di essere trasferiti in carceri molto lontani dalle loro famiglie, ma è lecito pensare che molti di loro seguiranno l’iter giudiziario proposto dall’associazione.
Corriere del Veneto, 8 febbraio 2024
Suicidio di Bassem Degachi nel carcere di Santa Maria Maggiore, il pm chiede l’archiviazione dell’inchiesta. E non perché quel giorno non ci siano state omissioni ma perché non ci sono le prove che l’uomo di 39 anni di origini tunisine e residente a Marghera poteva essere salvato. La famiglia si oppone e l’avvocato Marco Borella, legale di Dagachi, ha già impugnato l’atto, convinti che con un intervento immediato avrebbe potuto salvare Bassem.
ansa.it, 8 febbraio 2024
Lettera di un 53enne al Garante dei detenuti. “Pur essendo detenuto da più di 12 anni non mi viene garantito il diritto alla salute. Sono affetto da due patologie invalidanti, lombosciatalgia pregressa e cefalea a grappolo cronica, che prevedono presìdi e cure specialistiche, mai fornite dal sistema sanitario e dall’amministrazione penitenziaria”. Comincia così la lettera che Domenico Antonio Guglielmi, pregiudicato barese di 53 anni attualmente detenuto a Caltanissetta per reati legati alla criminalità organizzata, rivolge alla presidenza della Regione Sicilia, al Garante nazionale dei detenuti, al ministero della Sanità e “ai vari organi di competenza”. Le condizioni di Guglielmi sarebbero peggiorate nel corso degli anni tanto da renderlo “semi paralizzato”.
di Benedetta De Falco
La Repubblica, 8 febbraio 2024
Filippo, quarantenne tarantino detenuto dal 2022 nel carcere, pesa 270 chili. Il suo è un nome di fantasia, ma la storia è tutta vera: senza fissa dimora, ma non indigente, è detenuto nella casa circondariale di Bari in seguito ad una condanna per truffa. Il magistrato di sorveglianza ha disposto il suo ricovero in una Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), ma nelle due strutture pugliesi non ci sono posti. Potrebbe avere diritto alla detenzione domiciliare ma non ha un’abitazione.
di Tommaso Giani
Corriere Fiorentino, 8 febbraio 2024
C’è un pulmino da nove posti che ogni giorno sfreccia per Fucecchio scarrozzando gratuitamente bambini, anziani, ragazzi disabili. Dalle elementari ai doposcuola, dalle abitazioni ai centri diurni: andata e ritorno. Sulle fiancate del minivan campeggia la scritta “Semplicemente”, che è il nome dell’associazione di volontariato che - in collaborazione con il Comune - si occupa di questi trasporti sociali. Alla guida del pulmino c’è il mio amico Fabrizio, un sessantenne fucecchiese doc che potrebbe essere la pubblicità fatta persona del reddito di cittadinanza. Fabrizio che fino a dieci anni fa aveva vissuto di espedienti, senza diploma, senza un lavoro fisso, con alle spalle stranissimi commerci tra Italia e Romania e più di una fermata dietro le sbarre del carcere.
di Simona Musco
Il Dubbio, 8 febbraio 2024
Intanto confronto tra la procura generale e il procuratore Marcello Viola sull’attività del pm Francesco De Tommasi che, a processo in corso, ha indagato e perquisito due psicologhe in servizio a San Vittore che hanno eseguito un test per valutare l’imputata. La procura generale di Milano, guidata da Francesca Nanni, sta vigilando sulla gestione del processo e delle indagini connesse al caso di Alessia Pifferi, accusata di omicidio pluriaggravato per aver lasciato morire di stenti nel luglio 2022 la figlia Diana, di soli 18 mesi. Nanni si è confrontata con il procuratore Marcello Viola sull’attività del pm Francesco De Tommasi che, a processo in corso, ha indagato e perquisito due psicologhe in servizio al carcere San Vittore che hanno eseguito un test per valutare il Qi di Pifferi, risultato pari a 40. Un test duramente contestato in aula dal pm che, senza avvisare la collega co-assegnataria del fascicolo, Rosaria Stagnaro, ha deciso di indagare le due psicologhe e la legale di Pifferi, Alessia Pontenani.
lapresse.it, 8 febbraio 2024
In 102 hanno firmato una lettera aperta inviata alla Procuratrice generale di Milano. Oltre 100 fra operatori penitenziari di Milano, preti, avvocati, associazioni, sindacati e politici contro l’inchiesta della Procura di Milano sulle psicologhe in carcere di Alessia Pifferi. In 102 hanno firmato una lettera aperta inviata alla Procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, e alla presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano, Giovanna Di Rosa, per esprimere “preoccupazione” rispetto all’indagine del pm Francesco De Tommasi sulle due professioniste della casa circondariale di San Vittore, indagate per favoreggiamento e falso ideologico, e per le “perquisizioni” in cui sono state coinvolte le “famiglie” delle operatrici condotte e trattenute “in carcere per accertamenti” sotto “gli sguardi” di colleghi e detenuti con dispiego “ingente” di “personale e mezzi delle forze dell’ordine”. Si tratterebbe, secondo i firmatari di un’operazione che “ha come risultato l’intimidazione di tutti gli operatori e rischia di intaccare la fiducia nel loro operato da parte delle persone detenute e dell’opinione pubblica”.
- Lecce. “Il processo come ostacolo, il carcere come destino”: i penalisti protestano
- Spoleto (Pg). “Il carcere diventi risorsa per la città”. Il nodo resta la carenza di personale
- Milano. Il “no” a Giuliano Amato per la presentazione del libro a San Vittore, il Dap si scusa
- Milano. La prof abbraccia il ragazzo che l’accoltellò: “Giusto che abbia una seconda possibilità”
- Le parole d’odio che armano il terrore razzista globale










