di Piero Sansonetti
L’Unità, 28 gennaio 2024
Mario Ciancio Sanfilippo, anni 91, non è mafioso e non ho concorso, neanche dall’esterno, con l’attività delle cosche di Catania. Lo ha deciso il tribunale. L’altro ieri sera. Mario Ciancio Sanfilippo, ex direttore della Sicilia, editore, stampatore, per cinque anni capo dell’associazione nazionale degli editori, ha trascorso però sette anni sotto la mannaia della magistratura. Il Pubblico ministero pochi giorni fa ha chiesto che fosse messo in cella e tenuto dietro le sbarre per 12 anni (cioè fino a 103 anni), la sua attività economica è stata pesantemente danneggiata dall’iniziativa della magistratura, la sua vecchiaia è stata distrutta ed è stata rovinata anche la vita e l’attività economica dei suoi figli.
di Tommaso Marvasi
La Discussione, 28 gennaio 2024
Una serie di eventi concomitanti mi fa tornare all’emergenza carceri, uno dei principali problemi del nostro vivere civile, che - si tratta di una mia dichiarata convinta - per il modo, ma sotto alcuni profili anche per il suo stesso essere, ci farà considerare barbari da generazioni future (ardisco: futuro prossimo, non futuro remoto). Il primo di questi fatti è estremamente positivo. Si tratta della Sentenza 26 gennaio 2024, n. 10 della Corte Costituzionale che segna un grande passo avanti dell’adeguamento del sistema carcerario alla Costituzione che, per i più (per fortuna non per qualche più sensibile ed illuminato magistrato, come Fabio Gianfilippi, magistrati di sorveglianza di Spoleto), sembra non riguardare chi sia stato riconosciuto reo.
di Adriano Bonanni
Il Tempo, 28 gennaio 2024
Il fenomeno della malagiustizia è una delle piaghe peggiori del nostro sistema giudiziario. Il sito errorigiudiziari.it che si occupa di questo problema fornisce le cifre con un lavoro fatto sui dati del 2022, gli ultimi a disposizione, spiegando che con il termine malagiustizia si intendono sia sia le vittime di ingiusta custodia sia quelle di errori giudiziari. Le prime sono coloro che subiscono una custodia cautelare in carcere o agli arresti domiciliari, salvo poi venire assolte) le seconde sono coloro che, dopo essere stati condannati con sentenza definitiva, vengono assolti in seguito a un processo di revisione. Unendo le due fattispecie spiegano i due autori della ricerca Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone - dal 1991 al 31 dicembre 2022 i casi sono stati 30.778: in media, poco più di 961 l’anno. Il tutto per una spesa complessiva dello Stato gigantesca, tra indennizzi e risarcimenti veri e propri: 932 milioni 937 mila euro e spiccioli, per una media di poco inferiore ai 29 milioni e 200 mila euro l’anno. Nel solo 2022 ci sono stati ben 547 casi tra ingiuste detenzioni ed errori giudiziari (-25 rispetto all’anno precedente). In notevole crescita, invece, la spesa complessiva per indennizzi e risarcimenti: poco meno di 37 milioni e 330 mila euro, oltre 11 milioni e mezzo in più rispetto al 2021.
di Fulvio Fiano
Corriere della Sera, 28 gennaio 2024
Il presidente della corte d’Appello, Meliadò: “Lazio capitale del crimine organizzato. A Regina Coeli affollamento al 160%”. “Per quantità e qualità dei fenomeni radicati nel territorio di Roma e nei circondari di Latina, Velletri, Cassino e Frosinone, la realtà criminale del Lazio è ormai comparabile a quella delle “capitali storiche” della criminalità organizzata del Paese”, dice il presidente della Corte d’Appello di Roma, Giuseppe Meliadò. Nell’anno trascorso erano 267 i procedimenti avviati contro la criminalità organizzata. Ma gli strumenti per contrastare questo dilagare di organizzazioni criminali, autoctone o “importate” come succursali delle grandi associazioni mafiose, sono insufficienti.
di Giuseppe Pietrobelli
Il Fatto Quotidiano, 28 gennaio 2024
Uccidersi in carcere. Nel giro di un paio di mesi nella casa circondariale di Montorio, alle porte di Verona, si sono suicidati quattro detenuti. Un numero agghiacciante, che è stato rimarcato anche nella relazione del presidente della Corte d’Appello di Venezia all’inaugurazione dell’anno giudiziario, pur riferite al periodo giugno 2022-giugno 2023. Carlo Citterio ha detto: “Nelle carceri del Veneto i posti previsti sono 1947, i detenuti invece sono 2481, di cui 1250 stranieri e 131 donne. È cresciuto il numero dei suicidi, da 4 a 6, dei tentati suicidi da 95 a 99 e di episodi di autolesionismo, da 768 a 787. Ricordiamoci che i detenuti sono affidati allo Stato e il suicidio è un’anomalia difficilmente accettabile”.
di Sarah Martinenghi
La Repubblica, 28 gennaio 2024
Carceri sovraffollate, carenti di educatori e di assistenza sanitaria, dove si registra il “triste primato” dei suicidi (a Torino), dove le inchieste di quattro procure mettono in luce botte e presunte torture sui detenuti, dove c’è spaccio di droga e uso impavido dei telefonini. Non c’è discorso all’inaugurazione giudiziaria del 2024 che si esima dall’affrontare di petto la fragilità degli istituti penitenziari piemontesi. Criticità che allarmano così come la crescita dei reati che coinvolgono gli adolescenti, il dramma degli infortuni sul lavoro, l’aumento dei reati da codice rosso e dei femminicidi e la piaga dell’evasione fiscale.
Il Resto del Carlino, 28 gennaio 2024
Il monito lanciato durante la cerimonia dal procuratore generale presso la Corte d’Appello, Roberto Rossi. “Assoluta inadeguatezza delle strutture per il trattamento dei detenuti affetti da patologie psichiche: lo scarsissimo numero posti delle poche Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, ndr) in Italia pone i magistrati nella drammatica alternativa di mantenere tali soggetti nell’ordinario circuito carcerario (del tutto inidoneo al loro trattamento) ovvero di lasciarli liberi ponendo a rischio la incolumità dei cittadini”.
Corriere del Trentino, 28 gennaio 2024
Rinchiuso 24 ore su 24, o quasi, scorporando l’ora d’aria e quelle per le altre attività, il numero di ore che doveva trascorrere all’interno della cella era minore. Ma poco cambia, uno spazio vitale inferiore ai 3 metri quadri è insostenibile. D’altronde è il minimo sancito per legge sotto il quale non si può andare, o meglio non si potrebbe. Un detenuto la scorsa estate aveva infatti presentato reclamo perché, come ha poi accertato il magistrato di sorveglianza, lo spazio individuale nella cella era inferiore ai 3 metri quadrati. Il reclamo era stato accolto, ha ricordato la presidente della Corte d’appello Anna Maria Creazzo. Una situazione che sarebbe creata dal sovraffollamento del carcere di Trento che conta un numero di detenuti decisamente superiore a quello stabilito nell’accordo tra il ministero e la Provincia, ossia 240 detenuti. In media ce ne sono 336. È critica anche la situazione del carcere di Bolzano, struttura vecchia che ospita 108 detenuti (il dato è riferito ad agosto).
padovaoggi.it, 28 gennaio 2024
L’invito del rappresentante del Governo raccolto e rilanciato dal Presidente della Camera di Commercio Santocono: “Faremo la nostra parte per sensibilizzare il tessuto economico del territorio”. Transizione digitale della giustizia, smaltimento dell’arretrato, processi più veloci, garanzie per il cittadino e carceri. Di questo si è discusso nell’ambito di un incontro fra il sottosegretario di Stato alla Giustizia, il senatore Andrea Ostellari, e i rappresentanti delle categorie economiche padovane: l’appuntamento, organizzato dalla Camera di Commercio di Padova, si è svolto nella sede dell’ente in piazza Insurrezione.
di Pietro Mecarozzi
La Nazione, 28 gennaio 2024
Caldo, insetti, lavori a metà: tutti i mali di Sollicciano. Sei detenuti su 10 sono stranieri: record in Italia. Le cimici che morsicano la pelle dei detenuti, i topi, le infiltrazioni, il caldo che rende l’aria irrespirabile d’estate, dentro Sollicciano. Condizioni che, constata il presidente del tribunale di sorveglianza, Marcello Bortolato, nella sua relazione 2024, rendono “la detenzione nel carcere cittadino particolarmente gravosa se non, in casi sempre più frequenti, contraria ai principi di umanità della pena per i condannati e dell’esecuzione delle misure cautelari per gli imputati”.
- Brescia. Il nodo carcere. Il ministro Nordio: “È tutto pronto, i fondi ci sono”
- Reggio Calabria. Focus su carcere e rieducazione, confronto a palazzo San Giorgio
- Bologna. “Porto ai detenuti la lezione di Lucrezio”
- Il carcere di Pistoia cambia volto e “anima” con i murales dei detenuti
- Voci dietro le sbarre. Arriva la poesia e libera i sentimenti










