Sardegna. “Isola-carcere” con 41bis? Il cuore del problema non è il rischio di infiltrazioni mafiose
di Marzia Piga
sassaritoday.it, 22 febbraio 2025
Preoccupa il carico sui tribunali di sorveglianza e sulle procedure sanitarie, oltre alla messa in discussione della finalità costituzionale rieducativa della pena per tutte le altre persone private della libertà che già occupano le carceri dell’Isola. Abbiamo chiesto al presidente regionale di Antigone di aiutarci ad analizzare le reali ricadute di un trasferimento massiccio a Bancali, Uta e Nuoro. “La Regione fa bene a preoccuparsi: la concentrazione di detenuti in regime di 41 bis in Sardegna ha un impatto sia sul territorio, sia sull’intero sistema penitenziario dell’Isola che non può essere sottovalutato”. Il punto di vista sul trasferimento dei boss mafiosi in alta concentrazione in Sardegna e sulla reazione della presidente della Regione, Alessandra Todde, che ha chiamato i sardi in piazza per il prossimo 28 febbraio, è quello di Daniele Pulino, presidente di Antigone per la Sardegna. Pulino è anche ricercatore in Sociologia dell’Ambiente e del Territorio all’Università di Sassari, dove insegna, e molte delle sue ricerche si concentrano su criminalità e carcere e sulla deistituzionalizzazione e il cambiamento istituzionale.
ansa.it, 22 febbraio 2025
Il Garante regionale dei detenuti: sarà la più importante realtà del settore in Fvg. “Le carceri non vanno scagliate come fulmini sui territori, ma devono essere il migliore esempio di un progetto partecipato con le amministrazioni locali e le sue comunità, in quanto in relazione al serio impegno delle parti, potranno per davvero trasformarsi in positive e straordinarie opportunità sia per i cittadini liberi che per quelli privati della libertà personale”. A dirlo è stato il Garante Regionale dei diritti della persona, Enrico Sbriglia, intervenendo, ieri, a un convegno sul futuro carcere di San Vito, “la più importante realtà carceraria regionale”, nella Sala consiliare.
canicattiweb.com, 22 febbraio 2025
Costruire un collegamento stabile tra carcere e mondo del lavoro, trasformando la pena in un percorso di riscatto e in una possibilità concreta di inclusione sociale. È questo il cuore del seminario tecnico “Carcere e Lavoro: un’azione di sistema per il reinserimento dei detenuti”, che si è svolto oggi a Palermo, nell’auditorium dell’assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente. Al termine dell’incontro è stato firmato un protocollo d’intesa che mette insieme più istituzioni: il dipartimento regionale del Lavoro, il dipartimento della Famiglia, il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria per la Sicilia, l’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna (Uiepe), il Centro per la giustizia minorile e il Garante per la tutela dei diritti fondamentali delle persone private della libertà personale della Regione Siciliana.
padovaoggi.it, 22 febbraio 2025
A Roma il Coordinamento Carcere Due Palazzi a confronto con Capo del Dap e Direttore della Direzione Generale Detenuti e Trattamento: “Un dialogo importante, alcuni impegni presi, la volontà di affrontare apertamente le tante criticità”. Il Coordinamento Carcere Due Palazzi della Casa di Reclusione di Padova ha incontrato a Roma, lo scorso 18 febbraio, il Capo del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, Stefano Carmine De Michele e il Direttore della Direzione Generale Detenuti e Trattamento, Ernesto Napolillo. L’appuntamento era stato chiesto a seguito del repentino trasferimento, dopo anni di attività rieducative, realizzate dal Terzo settore in stretta collaborazione con l’istituzione, delle 22 persone detenute di Alta Sicurezza e il conseguente drammatico suicidio di uno di loro, Pietro Marinaro.
di Donatella Cianci
L’Osservatore Romano, 22 febbraio 2025
Il reinserimento nel mondo del lavoro dei detenuti non è certamente un tema di settore ma riguarda più aspetti coree la coesione sociale e anche lo sviluppo culturale, educativo ed economico della Capitale (e non solo). Partendo da queste premesse, è opportuno soffermarsi su “Roma al lavoro. Dalla reclusione all’inclusione: oltre le barriere”, che è una iniziativa decisamente significativa dell’Assessorato alla Scuola, alla Formazione e al Lavoro, in stretta collaborazione con il lavoro del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, un incontro svoltosi nella Sala della Protomoteca, in Campidoglio, nel corso del quale il mondo delle imprese e della cooperazione sociale ha discusso di partnership operative.
di Annamaria Braccini
chiesadimilano.it, 22 febbraio 2025
Presentato il progetto dei Cattolici Ambrosiani che ha ottenuto il sostegno del Consiglio comunale: 10 appartamenti di edilizia pubblica per favorire misure alternative alla detenzione e quindi ridurre il sovraffollamento nelle carceri. L’Arcivescovo: “Non si tratta di avere compassione, ma di realizzare la Costituzione”. “Occuparsi del carcere richiede molto pensiero, molta preghiera, molta riflessione giuridica e organizzativa e speriamo che si trovino menti illuminate e determinate per affrontarlo in vista del bene comune. Non si tratta di avere compassione dei detenuti, ma di realizzare la Costituzione che prevede che la pena sia finalizzata al reinserimento nella società”. Con queste parole l’Arcivescovo ha espresso il suo incoraggiamento al progetto di housing per detenuti promosso da “Cattolici Ambrosiani”, aprendo l’incontro di presentazione svoltosi presso le Acli Milanesi.
ilpiccolo.net, 22 febbraio 2025
Al bistrot Fuga di Sapori conferenza promossa da Nessuno Tocchi Caino e Associazione radicale Marco Pannella. Si è svolta ieri al Fuga di Sapori Bistrò di piazza Don Soria ad Alessandria, la conferenza pubblica dal titolo “Carcere ex art. 41 bis: qui ed ora!”. Promossa dall’Associazione internazionale Nessuno Tocchi Caino-Spes contra Spem e dall’Associazione radicale Marco Pannella. L’iniziativa ha aperto un confronto sul regime detentivo speciale previsto dall’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario. In un momento particolarmente delicato per il territorio alessandrino. L’incontro è stato preceduto da una visita autorizzata dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) alla Casa di Reclusione “San Michele”. Struttura interessata da un’importante ipotesi di riorganizzazione.
di Roberta Merlin
Corriere del Veneto, 22 febbraio 2025
La città si prepara ad accogliere i primi dieci detenuti nel nuovo Istituto penale per i minorenni, struttura che segna l’avvio dell’attività operativa dopo anni di lavori e attese. Il carcere, realizzato negli spazi dell’ex casa circondariale di via Verdi, nasce per sostituire l’attuale istituto minorile di Treviso, ritenuto ormai datato e spesso criticato per problemi di sovraffollamento e criticità logistiche. Il trasferimento dei giovani detenuti trevigiani verso Rovigo era già programmato nelle settimane successive all’inaugurazione ufficiale, svoltasi lo scorso 8 gennaio alla presenza di autorità nazionali e regionali.
di Vincenzo Brunelli
Corriere di Bologna, 22 febbraio 2025
Dare il via ai lavori di ristrutturazione del carcere della Dozza a Bologna, senza prima portar via i detenuti “è una scelta grave e irresponsabile che mette a rischio la sicurezza interna e l’ordine pubblico”. Ne sono convinti i sindacati di polizia penitenziaria Sappe, Sinappe, Osapp, Uil, Fns Cisl, Con.Si.Pe, e Cgil che chiedono lo stop “immediato” dei lavori (il via è programmato per il 26 febbraio) in presenza di detenuti, un’ispezione urgente per verificare la compatibilità dell’intervento con l’attuale situazione del carcere e la convocazione immediata di un tavolo istituzionale con il prefetto. l’ateneo bolognese.
di Viola Di Silvestre
bergamonews.it, 22 febbraio 2025
“Freedom in Basket” si articola in cinque moduli didattici che riabilitano i detenuti e le detenute alla vita fuori dal carcere. “Sul campo non conta cosa hai fatto fuori, conta come ti muovi per aiutare chi hai accanto”, è questo il motto di “Freedom in Basket”, il progetto del club di Brignano Gera D’Adda “Basket a colori” che ha come obiettivo quello di utilizzare l’attività sportiva come strumento per contrastare l’isolamento e l’aggressività che si sviluppa all’interno delle case circondariali.
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