di Paolo Lambruschi
Avvenire, 21 agosto 2026
Mentre l’Europa guarda a Ceuta, in Cirenaica migliaia di profughi, soprattutto dal Corno d’Africa, sono trattenuti in centri di detenzione o penitenziari. Il loro racconto: “Siamo trattati come animali”. Filmon veniva dall’Eritrea e aveva solo 18 anni. Sognava di trovare un posto sicuro dove costruirsi un futuro e vivere libero, invece è morto di tubercolosi come una bestia in una galera sovraffollata della Libia orientale. Non lo ha curato nessuno, nemmeno quando agonizzava tossendo senza fermarsi e sputando sangue nel centro di detenzione ufficiale di Ganfuda, nella area metropolitana di Bengasi, dove era rinchiuso da mesi. I carcerieri libici non hanno avuto pietà di lui nemmeno da morto. Il suo corpo è rimasto 48 ore in cella prima di essere portato via.
di Shlomo Ben-Ami*
Il Domani, 21 agosto 2026
Il mandato di arresto contro Netanyahu ha messo in evidenza l’impotenza della Cpi ma non l’ha creata: nata nell’euforia della vittoria occidentale nella Guerra Fredda, la Cpi ha sempre rappresentato la giustizia dei vincitori e non è mai stata attrezzata per operare in un mondo plasmato dalla Machtpolitik, la politica dettata dalla forza. Un tempo i tribunali penali internazionali si concentravano sull’assicurare alla giustizia leader sconfitti, come il serbo Milošević o il liberiano Taylor. La Corte penale internazionale (Cpi) si è spinta oltre, emettendo mandati di arresto nei confronti di leader ancora in carica - in particolare, il presidente russo Putin e il primo ministro israeliano Netanyahu.
di Giuseppe Acconcia
Nigrizia, 21 agosto 2026
Detenuto dall’inizio di marzo, Wael Naouar ha iniziato uno sciopero della fame. Chiede la liberazione sua e di altri tre attivisti pro-Pal. Non solo dissidenti, avvocati, giornalisti e oppositori. Anche il movimento per la Palestina paga il conto della repressione in corso nel paese nordafricano. Non si ferma la repressione dei movimenti in Tunisia. E a farne le spese è anche la grande mobilitazione internazionale per la Palestina. L’ultimo a pagare è l’attivista tunisino Wael Naouar del Comitato direttivo della Global Sumud Flotilla che ha l’obiettivo di denunciare il genodicio a Gaza e di rompere l’assedio della Striscia con la consegna di aiuti umanitari. Wael ha iniziato lo sciopero della fame in carcere lo scorso 16 agosto a Mornaguia, nella periferia di Tunisi, dove è detenuto, per chiedere di essere liberato insieme agli altri militanti della Flotilla ancora in custodia cautelare.
di Glauco Giostra
Avvenire, 20 agosto 2026
Non ci si preoccupa di risultare un Paese senza dignità, come il presidente Mattarella ha ammonito. Un Paese che sta andando incontro a una seconda condanna da parte della Corte europea, per trattamento inumano e degradante delle persone ristrette. Un Paese che ha ignorato anche l’altissimo e accorato appello di Papa Francesco. Decine di suicidi, centinaia di atti di autolesionismo, diverse migliaia di accertati casi di condizioni inumane e degradanti, innumerevoli insorgenze psichiatriche e generalizzate sedazioni farmacologiche, sezioni penitenziarie sequestrate dalla magistratura a causa della loro disumana inagibilità.
di Carmine Ippolito
Il Roma, 20 agosto 2026
L’intero sistema penitenziario si avvicina al collasso per i livelli di sovraffollamento. I dati diffusi dal Viminale, in occasione della rituale conferenza stampa di ferragosto, evidenziano che la delittuosità è chiaramente in calo: in netta discesa omicidi, femminicidi, rapine, furti e violenza di genere. E questa è una buona notizia, ovviamente. È preoccupante, invece, che, asimmetricamente, al calo dei delitti, non corrisponda una decrescita della popolazione penitenziaria. Al contrario si registra nelle carceri un vertiginoso aumento dei detenuti e l’intero sistema penitenziario si avvicina al collasso per i livelli di sovraffollamento raggiunti e le carenze di organico nella polizia penitenziaria e nei Tribunali di sorveglianza.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 20 agosto 2026
La scarsità delle risorse limita la platea dei soggetti interessati. Richiesta possibile anche quando il giudizio è ancora in corso. Che sia una legge “epocale”, copyright Carlo Nordio, oppure un “indulto mascherato”, opinione di Nicola Gratteri, la legge sulla detenzione domiciliare per i detenuti con problemi di dipendenza, da sostanze o alcol, entra in vigore domani. Ma si tratta di un avvio a scartamento ridotto, sia per la necessità di un’ulteriore messa a punto delle misure attuative sia per l’esiguità delle risorse disponibili che ne ridimensionano nei fatti l’impatto.
di Vincenzo Giglio
terzultimafermata.blog, 20 agosto 2026
Il 13 agosto 2026 nel sito web istituzionale del Ministero della Giustizia è stato pubblicato l’articolo Esiste un “diritto” alla cella singola? Il parere dell’esperto (consultabile a questo link: https://www.gnewsonline.it/esiste-un-diritto-alla-cella-singola-il-parere-dellesperto/), a firma di Francesco Picozzi. Lo spunto per lo scritto è la notizia, diffusa due giorni prima, della protesta di alcuni detenuti ristretti nella casa circondariale Due Palazzi di Padova, a causa della decisione della direzione di collocare una seconda branda in celle singole per sistemare 20 detenuti provenienti da altri istituti. Sono stati due i motivi della protesta: la riduzione dello spazio detentivo individuale al di sotto di tre metri quadri, la perdita di un ambiente adeguato al lavoro e allo studio in conseguenza della forzata convivenza.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 20 agosto 2026
A che serve urlare la cronaca nera? Al giorno d’oggi soprattutto a minare la fiducia dei cittadini nello stato di diritto e a creare il terreno per emanare leggi sulla sicurezza. La cronaca nera è bella, anche se fa male. Quantomeno perché i regimi l’hanno sempre vietata o ridotta ai minimi termini. Il Minculpop di Mussolini inviava veline agli organi di stampa per chiedere - imporre - di evitare di parlare troppo dei fatti di sangue e, più in generale, di tutti quei delitti che mettevano in dubbio l’ordine perfetto postulato dal fascismo. In Spagna Francisco Franco “sconsigliava” di diffondere notizie che potessero intaccare “la stabilità” del paese.
di Chiara Sgreccia
Il Domani, 20 agosto 2026
In pochi giorni almeno 6 donne sono state uccise da chi consideravano, o avevano considerato, un compagno di vita. Il cambiamento passa dalla scuola, dalla formazione per le forze dell’ordine e gli assistenti sociali, dalle risorse destinate ai centri antiviolenza, dalla fine del pietismo. Ercoli (Differenza Donna): “Ora serve un cambio di passo”. Joanna Rouissi aveva 50 anni quando è stata uccisa, nel pomeriggio di martedì 18 agosto, nella sua abitazione a Colleferro, vicino Roma. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il marito, Mohammed Habib Rouissi, 69 anni, durante un litigio avrebbe più volte colpito con un coltello la moglie alla gola. In casa c’era anche il più piccolo dei cinque figli della coppia, che avrebbe visto tutto.
di Giacomo Costa
Il Gazzettino, 20 agosto 2026
“Intanto è stata avviata un’indagine interna, chiederemo alla procura di Venezia di poter visionare tutta la documentazione che riguarda l’omicidio di Tania Terrin e il profilo del suo assassino, Dino Keber. E, nel caso in cui emergessero delle possibili irregolarità, procederemo certamente con gli accertamenti ispettivi ufficiali. L’attenzione del ministero della Giustizia su questa vicenda è massima”. La cautela è d’obbligo, il ministro Carlo Nordio sta aspettando di conoscere tutti i dettagli prima di esprimersi.
- Bongiorno (Lega): “Se un uomo perseguita non bastano i divieti. Serve soltanto il carcere”
- Moretti (Pd): “Non è stata protetta. Serve più carcere preventivo, ma anche più educazione”
- Stefani (Lega): “Ma i violenti non guardano prima il codice. La pena conta poco”
- Lombardia. L’estate infernale delle detenute nelle carceri, dove non c’è nemmeno il ginecologo
- Pordenone. Morto in carcere a 19 anni, ombre sul materiale ignifugo









