di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 20 agosto 2026
L’avvocata e senatrice: “La legge Codice Rosso è salvavita, ma non sempre viene applicata bene. Ci sono ritardi, sottovalutazioni e misure blande”. Giulia Bongiorno, senatrice leghista, presidente della commissione Giustizia, e cofondatrice di Doppia Difesa: ancora una volta una donna che denuncia, inascoltata, è uccisa perché lo Stato non è riuscito a proteggerla. “Una vicenda intollerabile. Per una donna è difficile denunciare un uomo con cui c’è, o c’è stato, un rapporto sentimentale: quando trova il coraggio di farlo dev’essere aiutata subito. Esiste una legge del 2019 a mia firma, il Codice Rosso, per dare priorità assoluta alle donne in pericolo”.
di Silvia Madiotto
Corriere di Verona, 20 agosto 2026
Alessandra Moretti, eurodeputata del Partito Democratico, è molto dura sul femminicidio di Tania: “È stata coraggiosa, ha denunciato. Non è stata protetta”. Per salvare le donne, dice, servono carcere preventivo ed educazione al rispetto fin da piccoli. “Tania è stata una donna coraggiosa che ha denunciato l’uomo violento. La grande responsabilità, in questa vicenda dolorosa, è del sistema giudiziario”. Alessandra Moretti, eurodeputata del Pd e avvocato, va dritta al punto: “Servono misure cautelari che, invece, vengono applicate solo in casi estremamente rari nonostante le denunce, come conferma questo caso. I braccialetti, i domiciliari, non bastano. Per tutelare le donne serve la detenzione, l’isolamento, l’allontanamento completo del violento prima che la situazione esploda”.
di Silvia Madiotto
Corriere di Verona, 20 agosto 2026
La senatrice leghista Erika Stefani è convinta degli strumenti che oggi la legge offre per difendere le donne: “Ma possiamo sempre migliorarli. Gli uomini violenti non si chiedono quale sia la pena prevista per i reati. È una società troppo aggressiva”. Qualcosa a un certo punto non ha funzionato, l’ex governatore Luca Zaia l’ha chiamato “un fallimento”. Una donna è morta dopo aver fatto ciò che tutti le hanno consigliato, denunciare il suo ex violento. Dopo aver fatto scattare il codice rosso e la vigilanza, come previsto dalla legge. Della commissione giustizia in Senato fa parte Erika Stefani, avvocato ed esponente leghista.
di Jessica Muller Castagliuolo
Il Giorno, 20 agosto 2026
A San Vittore il picco in negativo con 96 recluse a fronte di 46 posti sulla carta. Situazione ulteriormente peggiorata dopo la chiusura della sezione femminile del penitenziario di Vigevano. Nella bollente estate delle carceri lombarde - quarta regione per sovraffollamento in Italia, con lo scarto negativo massimo di San Vittore, che sfiora il picco del 230 per cento - anche le donne detenute a Milano si trovano in una condizione critica. Dopo lo smantellamento, tra luglio e agosto 2025, della sezione femminile del carcere di Piccolini a Vigevano, sostituita con una sezione del 41bis dedicata a detenuti che sono stati condannati o imputati per reati di criminalità organizzata o terrorismo, 72 donne sono mandate altrove e “assorbite” in contesti che già soffrivano di sovraffollamento.
di Alberto Comisso
telefriuli.it, 20 agosto 2026
Sequestrata la cella del carcere dove si è verificato l’incendio. I fumi tossici inalati in cella e un interrogativo di fondo: come ha fatto un materasso, che per legge dovrebbe essere ignifugo, a bruciare così rapidamente? È questo il nodo principale attorno a cui ruotano le indagini sulla tragedia che si è consumata nella tarda serata di lunedì all’interno del carcere di Pordenone, dove un diciannovenne di origine egiziana ha perso la vita a causa dell’inalazione di monossido di carbonio. Poco prima delle 23, il giovane - che condivideva la cella al primo piano con altri tre reclusi - si è barricato all’interno sbarrando l’ingresso con una sedia e ha dato fuoco al proprio materasso e ad alcuni arredi, servendosi probabilmente del fornelletto a gas in dotazione. Nonostante il tempestivo intervento della Polizia Penitenziaria, che è riuscita a farsi strada tra le fiamme e a raggiungere il ragazzo rifugiatosi nel bagno, la saturazione di fumo denso si è rivelata letale: il 19enne è deceduto poco dopo l’arrivo in ospedale.
consiglio.regione.fvg.it, 20 agosto 2026
Quanto accaduto presso il carcere di Pordenone, dove un giovane detenuto di 19 anni è morto intossicato dalle esalazioni di monossido di carbonio provocate dall’incendio del materasso che, dicono gli organi d’informazione, aveva dato alle fiamme nella sua cella, amareggia non poco e offre il profilo di un sistema penitenziario che ha bisogno di una completa rivisitazione nelle sue strutture architettoniche, nella formazione del personale ad affrontare situazioni di emergenza improvvisa e nella stessa organizzazione dei servizi che deve assicurare”. Inizia così una nota del Garante regionale dei diritti della persona, Enrico Sbriglia, che sottolinea di “aver più volte indicato come fuori norma le strutture penitenziarie attuali, perché mancanti di sistemi antincendio costantemente manutentati e collaudati.
di Natascia Gargano
rainews.it, 20 agosto 2026
La morte a Pordenone di un detenuto 19 enne e il punto sui lavori San Vito al Tagliamento (apertura nel 2027). “La pena dev’essere rieducativa”. La morte nel carcere di Pordenone del 19 enne egiziano che ha dato fuoco al materasso della propria cella ed è rimasto intossicato dalle esalazioni, riporta l’attenzione anche sulla costruzione del nuovo penitenziario di San Vito al Tagliamento, la struttura da 300 posti che sostituirà quella di piazza della Motta. I lavori sono in corso e l’apertura resta confermata entro il 2027. Il sindaco di San Vito al Tagliamento, Alberto Bernava: “La tragedia evidenzia i limiti del nostro sistema carcerario; a San Vito siamo impegnati per la costruzione del nuovo penitenziario, i lavori procedono bene e attendiamo che possano essere terminati per il 2027, ma parallelamente stiamo portando avanti una cabina di regia per un nuovo modello di detenzione che non si limiti alla pena ma che persegua pienamente gli obiettivi costituzionali di reinserimento dei detenuti nella società”.
di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 20 agosto 2026
Quasi il doppio delle persone teoricamente consentite, temperature insopportabili, acqua che va e viene, aggressioni e momenti di tensione purtroppo quotidiani. Condizioni descritte come “disumane”, “degradanti”, “preoccupanti” da chi è già entrato, in questi mesi estivi, al carcere della Dozza e che tuttora persistono, così come da chi tutti i giorni ci lavora lì all’interno. È questa la situazione “dietro le sbarre” del penitenziario bolognese che la delegazione guidata dalla Camera penale di Bologna e dal suo Osservatorio carcere tornerà a documentare lunedì.
di Sara Pizzorni
Cremona Oggi, 20 agosto 2026
Male anche l’organico della polizia penitenziaria. Aumentate le aggressioni, a rischio la finalità educativa nella casa circondariale cremonese. “Nel carcere di Cremona ci sono 608 detenuti; 511 sono quelli definitivi. Praticamente è una casa per persone che hanno già avuto la condanna e che potrebbero accedere a delle misure alternative, ma non vi accedono perché mancano i colloqui con gli educatori”. Lo sostiene l’avvocato Simona Giannetti, consigliere generale del Partito Radicale, che questa mattina, insieme alla delegazione composta da Samuele Resmini e Gino Ruggeri, ha visitato il penitenziario di Cremona.
grossetonotizie.com, 20 agosto 2026
Venerdì 21 agosto i Giovani Democratici della Toscana entreranno nella casa circondariale di Massa Marittima come secondo appuntamento di un percorso di ascolto e confronto dal titolo “Dimenticat3”, che attraverserà le carceri della Toscana. Un viaggio dentro gli istituti penitenziari della regione, accanto alle associazioni, agli operatori, ai volontari e a tutte le realtà che ogni giorno vivono e lavorano nel sistema carcerario, con l’obiettivo di costruire una proposta per un nuovo modello penitenziario. Entrare in carcere significa, per i Giovani Democratici, scegliere di guardare da vicino una realtà che troppo spesso rimane ai margini del dibattito pubblico, ascoltando le voci di chi ogni giorno affronta le difficoltà di un sistema che oggi mostra profonde fragilità e che non riesce a garantire la dignità delle persone detenute, la tutela della salute, condizioni di vita adeguate e percorsi efficaci di reinserimento.
- Volterra (Pi). Dopo trent’anni, nel carcere i detenuti-attori avranno un teatro
- Noi, con l’algoritmo al posto dell’altro
- “La legge si fa”. FdI apre agli azzurri sul fine vita (ma con riserva...)
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