di Lorenza Cerbini
Corriere della Sera, 20 agosto 2026
Il regista e drammaturgo Armando Punzo: “Riconosciuto un lavoro decennale”. E intanto i progetti, teatrali e non, si moltiplicano. “In questi giorni abbiamo ricevuto la notizia che sono arrivati tutti i nulla osta per la realizzazione del nostro teatro, sarà interno al carcere di Volterra”. Armando Punzo è felice per questo traguardo (quasi) raggiunto. “Da 25 anni combatto per questo progetto e la struttura porterà la firma di Mario Cucinella”. Proprio a inizio anno, il famoso architetto ha presentato la sua proposta (coadiuvata da un plastico) nella cittadina toscana. Il teatro in carcere sarà un padiglione di 400 metri quadrati con capienza di 250 posti, uno spazio leggero (trasparente e smontabile), polivalente e di confine tra il “dentro e il fuori”. Un’opera in partnership con la Compagnia della Fortezza di Punzo che da oltre trenta anni lavora ad una delle più importanti esperienze teatrali italiane ed europee.
di Paolo Venturi
Avvenire, 20 agosto 2026
Il rischio non è la fantascienza dei robot assassini, ma che il surrogato prenda il posto dell’incontro, della relazione. È un impoverimento già visibile, e a pagarne il prezzo saranno soprattutto i più fragili. C’è una parola che, più di ogni dato, dice la posta in gioco di questi mesi. La usa Yuval Noah Harari in una recente intervista al settimanale Der Spiegel, quando spiega che con l’Intelligenza artificiale non stiamo più costruendo strumenti, ma attori. Un martello, un motore, persino un’arma non decidono nulla, siamo noi a dire loro cosa fare. L’IA no, e questo cambia tutto. Il passaggio da strumento ad attore matura dentro una duplice impotenza, la fame di potenza di pochissime imprese globali e la debolezza dei governi, che rincorrono un fenomeno di cui non controllano né il codice né i confini.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 20 agosto 2026
“La legge sul fine vita la faremo. Anche perché solo noi possiamo farla: la sinistra non ci è mai riuscita”. Il meloniano Francesco Zaffini garantisce al telefono con Il Dubbio dopo le parole dell’azzurra Stefania Craxi, che lunedì scorso dalle pagine del Foglio ha rinnovato l’appello al Parlamento per fare una norma sul suicidio assistito. I due devono essersi parlati a lungo negli ultimi mesi, per accorciare la distanza che separa Forza Italia e Fratelli d’Italia sull’argomento. Ma ora il presidente della decima commissione del Senato, che insieme a quella Giustizia lavora da quasi due anni al testo del centrodestra per portarlo in Aula, assicura di trovarsi in sintonia con le parole della capogruppo dei berlusconiani a Palazzo Madama: “Condivido ciò che ha scritto”, dice. E di fatti quella intonata da Craxi suonava finalmente come una melodia adatta alle orecchie di FdI. Eppure c’è un “ma”, che tra le parole di Zaffini non tarda ad arrivare. Come ci si poteva aspettare, dopo mesi in cui i dubbi dei meloniani non sono mai stati un mistero.
di Simone Canettieri e Irene Soave
Corriere della Sera, 20 agosto 2026
Precedente dopo precedente, e secondo l’interpretazione del diritto migratorio europeo che infine prevarrà, sembra che l’Italia potrebbe trovarsi a dover discutere il trasferimento di migliaia di migranti arrivati in Europa approdando sulle coste italiane, che nel frattempo hanno chiesto asilo in altri Paesi. Si tratta dei cosiddetti “dublinanti”, perché il loro trasferimento avverrebbe ai sensi degli accordi di Dublino, che il Geas, il nuovo patto europeo per la migrazione e l’asilo in vigore dal 12 giugno, ribadisce. Ieri, dopo due settimane di schermaglie con la Germania per tre “casi pilota”, e dopo che anche la Svizzera ha annunciato che trasferirà in Italia centinaia di persone, si è aggiunta Vienna.
di Alex Giuzio
Il Manifesto, 20 agosto 2026
È il terzo paese dopo Germania e Svizzera e mostra il fallimento delle politiche di Meloni. Il patto sull’asilo voluto dalla premier potrebbe riportare 24mila persone in Italia. “Ho parlato, nel consueto spirito di amicizia, con il ministro degli esteri tedesco Wadephul, prosegue il dialogo fra Italia e Germania con priorità alle migrazioni”: ieri sera il ministro Tajani è ricorso a un post su X per cercare di attutire lo scontro con Berlino sui dublinanti. E ancora: “Condividiamo la preoccupazione per Ceuta e la necessità di garantire massima protezione alle frontiere esterne europee. Confermiamo l’esigenza di un contrasto coordinato ai trafficanti e rafforzamento della dimensione esterna della Ue”.
Il Dubbio, 20 agosto 2026
Condannato nel 1950 per omicidio, si era sempre proclamato innocente. Per otto volte sfuggì all’esecuzione, poi la pena fu commutata. Francis Clifford Smith è morto a 101 anni dopo aver trascorso complessivamente circa settant’anni dietro le sbarre per un omicidio del quale si era sempre dichiarato innocente. Considerato il detenuto più anziano degli Stati Uniti e quello con la più lunga detenzione scontata, è deceduto lo scorso giugno nel centro sanitario del Connecticut destinato all’assistenza dei reclusi anziani, dove era stato trasferito nel 2020.
di Antonio Marziale
approdocalabria.it, 19 agosto 2026
Il carcere non può diventare il luogo in cui finiscono tutte le fragilità che la società e il sistema sanitario non sono riusciti a intercettare prima. Eppure, i dati raccolti dall’Osservatorio di Antigone nelle 72 visite effettuate negli ultimi dodici mesi raccontano una realtà sempre più difficile da ignorare: nelle carceri italiane il disagio psichico è una presenza strutturale, mentre le risposte restano drammaticamente insufficienti. Il 9,3% delle persone detenute presenta una diagnosi psichiatrica grave. Ma il dato diventa ancora più significativo se si guarda al ricorso ai farmaci: il 20,5% assume regolarmente antidepressivi, antipsicotici o stabilizzanti dell’umore, mentre il 46% fa uso di sedativi o ipnotici. Numeri che non possono essere letti soltanto come indicatori di una maggiore attenzione alla salute mentale. Raccontano anche il rischio di una risposta affidata prevalentemente alla medicalizzazione, quando invece servirebbero percorsi terapeutici continui, individualizzati e capaci di accompagnare la persona nel tempo.
di Davide Varì
Il Dubbio, 19 agosto 2026
Il procuratore di Napoli contro la legge approvata a fine luglio: “Basta riforme”. La legge per trasferire i detenuti tossicodipendenti in comunità? “Un indulto mascherato”. Parola di Nicola Gratteri, che intervenendo ieri sera a un incontro sulla legalità a Casali del Manco ha criticato il provvedimento che entrerà in vigore il 21 agosto. Licenziata in via definitiva alla Camera a fine luglio con lo scopo di alleggerire le carceri sovraffollate, la legge consente di scontare in comunità terapeutica o in un luogo idoneo una pena fino a otto anni, che scendono a quattro quando nel titolo esecutivo compaiono reati ostativi, con l’eccezione della rapina e dell’estorsione aggravate. Le criticità sollevate riguardano soprattutto i fondi, che valgono poco più di 19 milioni di euro l’anno. L’analisi allegata al disegno di legge stima in 14.583 i detenuti già reclusi che potrebbero rientrare nella misura, ai quali se ne aggiungono oltre ottomila che potrebbero accedervi dalla libertà. I posti nelle comunità terapeutiche sono 13.276, quasi tutti gestiti da privati e in larga parte già occupati.
di Francesco Alberti
buonasera24.it, 19 agosto 2026
Il sindacato della Polizia scrive ai ministri dell’Interno e della Giustizia e al Capo della Polizia: proposta l’istituzione di voucher, navette, presidi nelle stazioni e procedure uniformi. Un sistema nazionale di instradamento assistito per le persone che, una volta dimesse dai Centri di permanenza per il rimpatrio o dagli istituti penitenziari, devono raggiungere una destinazione indicata dalle autorità ma non dispongono di denaro, biglietti o strumenti per organizzare autonomamente il viaggio.
di Martina Toppi
La Provincia di Como, 19 agosto 2026
A fine luglio il governo ha approvato un disegno di legge che cambia le regole sull’imputabilità dei minorenni tra i 14 e i 18 anni. Invece che provare caso per caso la capacità di intendere e di volere di ragazzi e ragazze accusati di crimini, la nuova legge propone di darla per assodata, proprio come per gli adulti. Già nel 2023 e poi nel 2025 il governo aveva proposto decreti sulla criminalità minorile in risposta a un fenomeno percepito come sempre più grave, che dai dati però, anche se in crescita, non appare tale. “Il quadro che emerge suggerisce sicuramente la necessità di tenere alta l’attenzione sulle condotte e gli stili di vita degli adolescenti, ma non sembra poter generare un allarme criminalità minorile, da più parti lanciato, né giustificare ipotesi bizzarre di abbassamento dell’età imputabile a dodici anni”.
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