di Claudio Cerasa
Il Foglio, 19 agosto 2026
Bisognerebbe dare un premio a Maria Falcone, sorella di Giovanni Falcone, per aver messo di fronte agli ayatollah del circo mediatico una verità drammatica ma necessaria a lungo rimossa dal dibattito pubblico. Il Falcone che abbiamo rimosso e che Maria Falcone ci ha meravigliosamente ricordato in questi giorni è il magistrato antimafia che odiava la repubblica del sospetto e che all’antimafia delle chiacchiere preferiva quella dei fatti. Si capisce che il partito dei mozzorecchi oggi, di fronte a quelle lezioni, nel migliore dei casi sia costretto a travisarlo, nel peggiore dei casi a sfregiarlo e nei casi più surreali a manipolarlo. L’anticamera del khomeinismo, quando si parla di giustizia, in fondo si costruisce anche così. Rimuovendo, sporcando, sfregiando, manipolando.
di Caterina Giusberti
La Repubblica, 19 agosto 2026
Un mese fa la morte a Bologna del cittadino marocchino durante un fermo: “Quanto odio contro di noi sui social”. “Perché quei due poliziotti sono tornati in servizio? Loro sono al lavoro ma Abderrahim non c’è più. Anche i volontari della Croce Rossa non hanno fatto nulla per lui. Io chiedo giustizia. Andrò avanti finché respiro”. Khadija Fakir parla anche se le costa fatica, a tratti si commuove. Risponde al telefono dal Marocco, dove pochi giorni fa si è tenuta la commemorazione per il fratello, morto il 19 luglio al Pilastro mentre era a terra, ammanettato, con due poliziotti sopra di lui.
di Vincenzo Brunelli
Corriere della Sera, 19 agosto 2026
“Può essere un rischio”. Il caso finisce in Cassazione. Antonio Piromalli e la richiesta al carcere di Parma che resta in sospeso: in passato aveva fatto domanda per poter cucinare la cena in cella dopo le 22 ma anche in quel caso il permesso gli era stato negato. Un boss della ‘ndrangheta chiede di poter comprare un libro su San Benedetto al direttore del carcere di Parma che glielo nega. La singolare vicenda finisce in Cassazione, passando prima dal magistrato di sorveglianza che aveva negato a sua volta al detenuto il libro sul Santo di Norcia. Gli ermellini dopo aver classificato l’istanza come reclamo hanno rinviato gli atti e la decisione al magistrato di sorveglianza di Bologna “affinché valuti la fondatezza del prospettato pregiudizio ad un diritto soggettivo, e la legittimità del provvedimento limitativo dell’amministrazione penitenziario”.
di Renzo Franco
cuneo24.it, 19 agosto 2026
“Massima solidarietà agli agenti, ma analizziamo le cause”. Dopo gli episodi a Torino e a Saluzzo la Garante getta il faro sulle condizioni dentro le strutture. Formaiano esprime solidarietà agli agenti feriti a Saluzzo e Torino e chiede interventi strutturali: più personale, formazione adeguata e continuità delle attività trattamentali. Due istituti penitenziari piemontesi, Saluzzo e Torino, teatro di gravi episodi di aggressione ai danni di una vice Comandante e di agenti della Polizia Penitenziaria. Episodi che hanno spinto Monica Formaiano, Garante regionale delle persone detenute, a intervenire pubblicamente con una presa di posizione netta, che non si limita alla condanna dei fatti ma chiede di affrontarne le cause profonde.
di Cristina Antonutti
Il Gazzettino, 19 agosto 2026
Si vergognava di dire alla mamma in Egitto che era detenuto. Il giovane dopo aver appiccato il fuoco al materasso della cella con un fornellino a gas, si è barricato in bagno. Le urla, il rumore di oggetti sbattuti contro le sbarre, il fumo e le fiamme nella cella numero 11. Non è una rivolta quella che sembra scoppiare verso le 22.30 di lunedì sera nel carcere di Pordenone. È un atto dimostrativo sfuggito di mano a un ragazzo di 19 anni che, dopo aver appiccato il fuoco al materasso con un fornellino a gas, si è barricato in bagno impedendo agli agenti della polizia penitenziaria di salvarlo. Si chiamava Mamdouh. Esattamente Mamdouh Mohamed Khodair Karam.
di Nicolò Fagone La Zita
Corriere di Torino, 19 agosto 2026
Il sindaco Lo Russo visita l’istituto di pena torinese: “Il sovraffollamento non consente la riabilitazione”. “Serve meno retorica e più azione, il carcere di Torino oggi è inadeguato”. È questo il messaggio di Stefano Lo Russo dopo la visita avvenuta ieri pomeriggio alla casa circondariale Lorusso e Cutugno. Il sindaco è entrato nel carcere delle Vallette intorno alle 15, a poche ore di distanza dalla visita effettuata dai Radicali, che avevano già denunciato una situazione segnata dal sovraffollamento, dalla carenza di personale e dalla presenza di moltissimi detenuti con gravi fragilità, arrivando persino a parlare di “lager”.
di Sergio D’Elia
huffingtonpost.it, 19 agosto 2026
Quando si dice irredimibile, di solito, si parla di persone che non cambieranno mai. Ebbene: qui di irredimibile c’è soprattutto l’istituto penitenziario, non è riformabile. Può soltanto essere chiuso. Sono andato in visita al Carcere di Agrigento insieme a Nessuno tocchi Caino e agli amici della Camera penale. Quello che abbiamo visto lo abbiamo poi raccontato a Canicattì, a Palazzo Lombardo, in una conferenza in cui è intervenuto anche don Lillo. È stato un piacere ascoltarlo, non soltanto per le parole che ha detto, anche per la pacatezza con cui le ha dette e per la profondità del suo pensiero cristiano.
di Giorgio Bernardini
Corriere Fiorentino, 19 agosto 2026
Pubblicati i filmati del caos all’ospedale di Prato. La difesa: “Video parziale”. “Io non avrei mai sparato”. Le parole pronunciate ai magistrati complicano la posizione dell’agente penitenziario indagato per tentato omicidio dopo aver sparato ad un detenuto di 22 anni che cercava di scappare dalla “camera calda”, lo spazio destinato all’arrivo delle ambulanze, del pronto soccorso di Prato. A parlare è il collega, sentito come persona informata sui fatti per due volte: l’agente più anziano - quello che ha sparato ha meno di 18 mesi di servizio - ha spiegato la sua versione dei fatti. Le immagini registrate dalle telecamere interne dell’ospedale Santo Stefano mostrano il giovane marocchino, ammanettato, mentre corre nell’area del pronto soccorso riservata alle ambulanze, cercando di trovare riparo dietro un mezzo.
di Dario Crippa
Il Giorno, 19 agosto 2026
In visita accompagnati anche dal consigliere comunale Paolo Piffer. I numeri: 737 presenze per 411 posti, 311 reclusi con gravi problemi psichiatrici. La casa circondariale di via Sanquirico alla periferia di Monza è alle prese con i problemi di sovraffollamento e di mancanza di risorse Anche gli agenti di polizia penitenziaria sono troppo pochi per tutte le esigenze. È un po’ come un ospedale in cui ci sono solo 411 letti, ma i “pazienti” sono allo stato attuale 737 (ma la linea può salire o scendere in base al periodo). Un ospedale in cui i pazienti dovrebbero stare (anche) per curarsi ma non ci sono medici a sufficienza. Un ospedale in cui la quantità di malati psichiatrici gravi è altissima (311) eppure non c’è nessuno per dar loro sollievo.
di Fulvio Domenico D’Eri
Il Giorno, 19 agosto 2026
La Casa circondariale di Sondrio è entrata ufficialmente a far parte della rete interistituzionale contro la violenza sulle donne. Il direttore, Ylenia Santantonio, ha infatti sottoscritto nei giorni scorsi l’adesione al protocollo in seguito alle precedenti interlocuzioni avute con Palazzo Pretorio e al consenso di tutti i partner istituzionali della rete, tra i quali figurano il Comune, Prefettura, Asst, l’Ufficio di esecuzione penale esterna, l’Ufficio scolastico territoriale e molti altri.









