di Mariano Sabatin
globalist.it, 15 dicembre 2025
Per chi la conosce, solo Francesca Ghezzani, giornalista e conduttrice televisiva (autrice e volto di Ipso facto sulla piattaforma Canale Europa Tv) avrebbe potuto scrivere un libro difficile, coraggioso e per tanti versi divisivo come “Il silenzio dentro” (Swanbook Editore), in cui si occupa della miriade di problematiche che i detenuti italiani devono affrontare. Ghezzani è campionessa di cortesia, rispetto, ferrea deontologia e nel suo libro si ravvisano questi e altri valori.
di Ilvo Diamanti
La Repubblica, 15 dicembre 2025
Continua la relazione tra flussi e allarme sicurezza nonostante il numero degli arrivi sia costante. Il fenomeno dell’immigrazione ha un peso e un ruolo significativo, in Italia, costituisce, infatti, quasi il 10% della popolazione: oltre 5 milioni di persone. E ha un peso rilevante, sul piano demografico ed economico. In molti settori ha un ruolo importante, talora determinante, nell’occupazione. Al di là delle polemiche che continua a sollevare. Peraltro, ha una geografia composita. Infatti, anche se l’attenzione (spesso polemica) si concentra sulla componente che proviene dall’Africa, una parte rilevante ha origine da Paesi europei: Romania, Albania, Ucraina. E dalla Cina. La presenza degli stranieri, in Italia, comunque, ha un peso importante, per l’occupazione e la produzione. Ma continua a suscitare attenzione e polemica, come mostrano i dati rilevati dall’Associazione Carta di Roma e dall’Osservatorio di Pavia.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 15 dicembre 2025
Dalla spettacolare operazione con cui nel 2023 è stato sgomberato il cosiddetto Silos, nulla è cambiato. Lo scandalo concentrato in un’unica megastruttura con centinaia di migranti in stato di abbandono si è trasformato in uno scandalo diffuso. Era il 21 giugno 2023 quando, con una spettacolare operazione di sgombero e trasferimento di circa 200 richiedenti asilo, veniva chiuso il cosiddetto Silos, un’enorme struttura adiacente alla stazione ferroviaria di Trieste centrale che fu, insieme a decine di altri edifici vicini in stato di abbandono, uno dei magazzini del porto (oggi detto vecchio) dell’impero asburgico. Nel Silos da circa due anni centinaia di persone che avevano chiesto asilo (o meglio, migliaia tenuto conto della loro rotazione) affondavano nel fango mostrando, in concreto, cosa fosse il sistema di accoglienza del Belpaese.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 15 dicembre 2025
Don Fabrizio Bazzoni e l’imam Suleiman nel quartiere multietnico di San Siro, l’uno accanto all’altro tra i bambini di famiglie cristiane e musulmane, insieme per una preghiera congiunta e nel comune desiderio “che il mondo intero fosse come questa piazza”. E il 18 dicembre una iniziativa analoga, sempre a Milano, in zona Corvetto. “Mi commuovo”, ha detto anche quest’anno Olga del quartiere milanese di San Siro. Don Fabrizio Bazzoni e l’imam Suleiman hanno appena finito la loro “preghiera congiunta”, col racconto della nascita di quello stesso Gesù nella versione rispettivamente dei Vangeli e del Corano. E adesso al centro della scena ci sono i bambini dei palazzoni lì attorno, con i loro genitori un po’ cristiani e un po’ musulmani, a rappresentare i personaggi del presepe vivente allestito in Piazzale Selinunte. Sarebbe già una scena molto bella in sé. Ma a commuovere la signora Olga sono in particolare le parole con cui l’imam ha concluso il suo breve discorso: “Vorrei che il mondo intero fosse come questa piazza oggi, come questi bambini”.
di Guido Corso*
La Stampa, 15 dicembre 2025
Sul disegno di legge n. 1722, volto al rafforzamento della strategia di contrasto all’antisemitismo (cosiddetto ddl Delrio), circola molta confusione. La prima critica sostiene che si tratti di una legge superflua, poiché esisterebbe già la legge Mancino (l. n. 205/1993), che punisce con la reclusione chi diffonde idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale. L’equivoco è evidente. Il ddl non introduce nuove fattispecie punitive. Non tocca la stampa, né i libri o i giornali. Non si sovrappone alle leggi già esistenti. Interviene sull’odio antisemita in rete e solo per disciplinare il meccanismo delle piattaforme (rimozione dei contenuti, limitazioni temporali all’utilizzo dei social network e al più sanzioni a carico delle piattaforme). Appare davvero singolare un’indignazione generalizzata nei confronti di misure di contrasto di fenomeni tanto pervasivi, come i discorsi d’odio veicolati dai social network.
di Flavia Amabile
La Stampa, 15 dicembre 2025
Il Dipartimento antidroga: “In Italia un suicidio collegato all’uso della sostanza”. Il segretario di +Europa: “Difficile confondere quel prodotto con un cannabinoide leggero”. Da palazzo Chigi è stato diffuso un allarme su un prodotto cannabinoide che può provocare anche la morte. Secondo il sistema nazionale di allerta rapida per le droghe del dipartimento Antidroga di palazzo Chigi si è verificato “un grave episodio, avvenuto nei giorni scorsi, legato al consumo di prodotti contenenti cannabis a basso contenuto di Thc (c.d. cannabis ‘light’) e un pericoloso cannabinoide sintetico denominato Mdmb-pinaca”.
di Giacomo Galeazzi
La Stampa, 14 dicembre 2025
Il cardinale: “Sovraffollamento insostenibile, i suicidi in cella sono 18 volte più che in libertà. Serve una giustizia dal volto umano, come diceva Platone la punizione è utile solo se rieduca”. “C’è troppa sofferenza nelle carceri. Si tratta di fare giustizia alla vittima non di giustiziare l’aggressore - dice il cardinale Matteo Zuppi (fin dal 1981 incontrava a Rebibbia i carcerati, compresi i “dissociati” del terrorismo). Due terzi delle persone che escono dal carcere e che hanno seguito percorsi solo dentro al carcere sono recidivi. Al contrario coloro che sono stati ammessi a fruire delle misure alternative al carcere hanno una bassissima recidiva”.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 14 dicembre 2025
Irma Conti, componente del Garante dei detenuti: il sovraffollamento accresce il disagio, con 77 suicidi e 1.700 tentativi Una soluzione? Accelerare sulle misure alternative e sul lavoro esterno. “Il Giubileo dei detenuti è l’ultimo dell’anno giubilare. Mi piace pensarlo così, perché è quello degli ultimi che spero poi rinascano e riescano ad essere primi. Personalmente, lo sto vivendo in questa chiave, con la speranza che ci si possa incamminare su un percorso concreto di recupero e riabilitazione di chi oggi sta scontando una pena”.
di David Maria Riboldi*
Avvenire, 14 dicembre 2025
Ogni volta che inizio una predica con una domanda è molto elettrizzante. L’uditorio intuisce che la risposta non è scontata. Gli occhietti brillano, sembra di vedere i pensieri muoversi nelle menti di chi ho davanti. Dietro le palpebre di occhi che si chiudono per pensare; sotto la calvizie che sa di lunga esperienza. Qualcuno sussurra qualcosa nell’orecchio al vicino: magari sa la risposta o pensa di saperla. E poi c’è chi gioca d’azzardo dentro di sé e, come ogni giocatore, vuole vincere. Sembra di leggere libri aperti e sognanti. Qualcosa di ludico, che fai guardando i bambini sulle prime panche, ma dove sono soprattutto i grandi a giocarsela.
di Giorgio Pieri*
interris.it, 14 dicembre 2025
Il Giubileo del 2025, incentrato sulla Speranza, è per sua natura un tema in profonda continuità con il Giubileo Straordinario della Misericordia voluto da Papa Francesco nel 2015. Misericordia e speranza sono inseparabili: non può esistere speranza senza misericordia, né misericordia che non generi speranza. Quel Giubileo ci ha insegnato che la misericordia è più di un gesto; è un modo di essere che guarisce le relazioni umane e accoglie ogni esperienza. Misericordia, etimologicamente, deriva da miser (misero) e accordis (cuore): significa mettere nel mio cuore la miseria dell’altro e portarla insieme. È la capacità di farsi carico del peso degli altri. Questo atteggiamento apre alla speranza, perché nel momento in cui accolgo, offro all’altro la possibilità di ricominciare. La speranza è dunque radicata nella misericordia. Papa Francesco, aprendo il Giubileo non solo con la Porta Santa di San Pietro ma anche con quella di un carcere - un gesto mai accaduto prima - ha compiuto una vera e propria rivoluzione interiore.
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