di Chiara Currò Dossi
Corriere dell’Alto Adige, 8 agosto 2026
“Per noi, il lavoro qui è tempo libero. Abbiamo tirato giù i vecchi intonaci con punta e mazzetta, ripulito e stuccato i sassi delle pareti, rifatto il soffitto e ora tocca al pavimento. È venuto proprio un bel lavoro, e detto da me, che per una vita ho fatto il cubettista”. È un detenuto a spiegare cosa sta succedendo al piano interrato della casa circondariale di via Dante, dove il vecchio archivio è tornato alla luce grazie a un progetto realizzato con Left e Fse. “Per noi, il lavoro qui è tempo libero. Abbiamo la possibilità di muoverci, di stare insieme, di parlare e scherzare. E poi a me, lavorare, piace: vedere com’erano gli spazi prima e come sono diventati adesso è una soddisfazione.
di Marina Corradi
Avvenire, 8 agosto 2026
Ero semplicemente una ragazza senza alcuna certezza. Amavo Guccini perché, benché fosse molto più grande di me, ritrovavo nelle sue canzoni questo smarrimento. Il registratore a cassetta girava, era notte ormai, sulla scrivania c’erano i libri abbandonati sulle pagine che non avevo studiato. Dalle fessure delle tapparelle filtrava la luce della piazza, saliva il clangore metallico dei tram diretti verso il deposito. Non avevo ancora 18 anni ma ero già malinconica. Le giornate mi parevano fuggirmi via fra le mani. Ascoltavo i Rolling Stones e Dylan, ereditati da mio fratello, e andavo scoprendo Guccini. Mi dicevano: allora sei di sinistra (era una fissazione, a fine anni 70: dovevi essere di destra o di sinistra, o altrimenti eri un qualunquista, cioè un nulla).
di Leonardo Becchetti
Avvenire, 8 agosto 2026
La cronaca non è un campione casuale della realtà e nessun telegiornale seleziona le notizie estraendole a sorte dall’insieme degli avvenimenti accaduti durante la giornata. Vengono scelti, comprensibilmente, gli eventi più drammatici, insoliti, violenti e capaci di suscitare emozione. Il problema però è che questa selezione, ripetuta quotidianamente, tende ad essere scambiata dagli spettatori per una rappresentazione statistica della società. L’esempio più evidente è quello degli omicidi. In Italia il loro numero non sta aumentando e nel lungo periodo è crollato. Secondo le serie storiche dell’Istat, il tasso annuo era pari a circa 5,9 omicidi ogni 100.000 abitanti nel periodo 1891-1895 ed è sceso a circa 0,6 nel quinquennio 2020-2024. Nel 2024 sono stati registrati 327 omicidi, pari a 0,55 ogni 100.000 abitanti: uno dei valori più bassi nell’Unione europea.
di Elena Molinari
Avvenire, 8 agosto 2026
Un giudice del New Mexico condanna l’azienda a versare quasi 600 milioni di dollari a un fondo per aiutare psicologicamente i più giovani. E il conto rischia di salire nei prossimi giorni. Aldilà della condanna, è il segnale di un cambiamento nel modo in cui gli Stati Uniti affrontano il rapporto tra adolescenti e social network. Un giudice del New Mexico ha ordinato a Meta di versare altri 567 milioni di dollari in un fondo destinato a riparare i danni alla salute mentale provocati dalle sue piattaforme ai più giovani.
di Simona Musco
Il Dubbio, 8 agosto 2026
Il maxi risarcimento non poteva essere chiesto. Dopo l’archiviazione penale arriva il proscioglimento davanti alla Corte dei Conti: cade anche l’impianto che aveva coinvolto Lucano e decine di amministratori calabresi. L’azione era già prescritta da anni e non c’è prova di accordi illeciti e tentativi di occultamento. La Procura di Catanzaro aveva chiesto e ottenuto dal gip l’archiviazione, escludendo reati. La Corte dei Conti della Calabria, invece, aveva presentato un conto da oltre 5 milioni di euro, con ben 780 mila euro attribuiti al solo Mimmo Lucano, sindaco di Riace, chiamato a rispondere del presunto danno insieme ad altri amministratori locali.
Ristretti Orizzonti, 7 agosto 2026
Intorno al tavolo di Ristretti Orizzonti siedono tante persone detenute e tanti volontari, e ogni giorno affrontano discussioni profonde sul senso della pena, sulla qualità della vita detentiva, sulla propria responsabilità. Non c’è voglia di cercare giustificazioni, ma di raccontarsi, dare valore alle parole, “disarmarsi” per primi, senza aspettare che siano gli altri a farlo, perché in un mondo particolarmente violento come quello del carcere, vale la pena avere il coraggio di cercare di rinunciare a qualsiasi forma di aggressività, anche a costo di apparire deboli e scoperti.
di Chiara Saraceno
La Stampa, 7 agosto 2026
Durissimo il giudizio di Antigone nel Rapporto sulle carceri di metà anno: irrigidimento dei regimi penitenziari, aumento del numero di persone sottoposte a sorveglianza particolare, abuso nell’uso dell’isolamento, scoraggiamento “irrimediabile” della collaborazione con la comunità territoriale, reinterpretazione della vita in carcere come vita in cella, trasformazione degli agenti di Polizia penitenziaria in custodi che devono aprire e chiudere le stanze, militarizzazione della vita interna, progressiva erosione del potere dei direttori di carcere. Si è “chiuso il carcere al mondo esterno e chiuso i detenuti in celle (spesso affollatissime, malmesse e a volte putride) senza speranza di uscita”. Il tasso di affollamento medio è del 139,1%.
di Annalisa Corrado*
Il Dubbio, 7 agosto 2026
I cambiamenti climatici sono una crisi che rende tutte le nostre mancanze più visibili. Parafrasando una celebre metafora, la crisi climatica non solo aggroviglia i problemi, rendendo i nodi sempre più fitti e difficili da sciogliere, ma è anche il pettine che li porta allo scoperto. Di fronte ai suoi effetti, ogni nostra mancanza si aggrava e diventa ineludibile. Fra queste mancanze c’è la condizione in cui si trovano le nostre carceri e le persone detenute. Chiunque abbia visitato un carcere non può non preoccuparsi per la qualità della loro vita, soprattutto in questi giorni di temperature estreme. Il caldo che soffoca le nostre città ci fa riflettere sulle disparità sociali: fra chi ha una casa moderna e chi no, fra chi dispone di risorse economiche e chi soffre la povertà energetica. E poi c’è chi non può neanche cambiare stanza, come i detenuti.
di Lorenzo Ottanelli
La Nazione, 7 agosto 2026
La richiesta dei deputati Pd Furfaro e Di Sanzio. Fossi: “Si garantisca il rispetto costituzionale”. A settembre l’ispezione di Forza Italia con Marco Stella e gli onorevoli Bergamini e Costa. Ci risiamo, come un mantra che si ripete troppo spesso. Ed è un altro morto all’interno della Dogaia, questa volta per omicidio preterintenzionale, almeno a quanto si apprende dall’avvio delle indagini. E tornano ciclici anche i commenti e gli interventi di ogni parte politica. Serviranno a dare soluzioni concrete per la casa circondariale? O sarà l’ennesima pagina di commento prima che scada tutto di nuovo nell’oblio? Intanto, a livello parlamentare gli iter si muovono. La prima a commentare la notizia, ieri mattina, è stata la deputata di Forza Italia Erica Mazzetti, che ha parlato di “emergenza strutturale” del carcere di Prato, “da risolvere una volta per tutte”. Una situazione che il partito segue “con attenzione e con continuità”. E promette: “a settembre verrà in ispezione una delegazione con il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, con il vicesegretario nazionale Deborah Bergamini, con il capogruppo alla Camera Enrico Costa e il coordinatore regionale Marco Stella”.
di Davide Varì
Il Dubbio, 7 agosto 2026
“Questa mattina (ieri, ndr), su richiesta di Forza Italia, l’Ufficio di presidenza della Commissione Giustizia ha deliberato l’avvio della procedura per l’indagine conoscitiva sullo stato delle carceri. La proposta ha l’obiettivo di acquisire dati certi sul sistema carcerario italiano: dal sovraffollamento, che a giugno 2026 ha raggiunto, secondo i dati del Dap, un tasso del 139,5 per cento, allo stato di avanzamento del programma di edilizia carceraria; dalle modalità di espiazione della pena al fenomeno dei suicidi; infine, alle condizioni di lavoro degli agenti di Polizia penitenziaria e di quanti operano nelle carceri. Abbiamo chiesto l’indagine per accendere i riflettori su un tema che attiene al rispetto dei diritti costituzionali, sul quale troppo spesso ci sono state strumentalizzazioni o sterili annunci”. Ad annunciarlo in una nota i deputati di Forza Italia in Commissione Giustizia alla Camera Enrico Costa, Davide Bellomo, Tommaso Calderone e Pietro Pittalis.
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