di Silvia Guidi
L’Osservatore Romano, 5 ottobre 2025
“Sono in un tunnel e, dopo tutto quello che ho vissuto in Libia, vedo solo nero”. È la voce di un detenuto straniero in Italia. Una voce che racconta non solo la sua storia, ma quella di tanti altri. Perché, in carcere, nessuno sta bene, ma c’è chi sta peggio, rinchiuso non solo da quattro mura di cemento, ma anche dalle mura delle differenze linguistiche e culturali. Il sistema carcerario italiano attraversa una crisi profonda. Dall’inizio dell’anno, sessantuno persone si sono tolte la vita. Il sovraffollamento è pari al 135,5%, che vuol dire semplicemente che dove dovrebbero stare 100 detenuti ce ne sono 135. In mezzo a loro c’è Amin.
di Claudia Guasco
Il Messaggero, 5 ottobre 2025
Nel penitenziario Due Palazzi saranno inaugurati domani i locali per permettere ai detenuti incontri intimi. È il primo test in assoluto Italia e durerà quattro mesi. Una stanza con letto, televisore e bagno attiguo, senza possibilità di essere chiusa dall’interno. Si chiama stanza dell’amore e da domani sarà a disposizione dei detenuti del carcere Due Palazzi di Padova. Per due ore e mezza, in totale riservatezza, potranno incontrare la moglie o la compagnia, rinsaldare il legame affettivo, ritrovarsi nell’intimità in un ambiente il più possibile domestico. Un’iniziativa con l’unico precedente già avviato nella casa circondariale di Terni, e altri in fase di elaborazione, che passeranno per una fase sperimentale. Quattro mesi, ha deciso la neodiretta Maria Gabriella Lusi, poi si tireranno le somme.
di Riccardo Magagna
Il Gazzettino, 5 ottobre 2025
Favero (Ristretti Orizzonti): “Era necessaria”. Vona (Sappe): crea problemi. L’amore unisce, l’amore divide. Lunedì, come anticipato ieri da Il Gazzettino, partirà la sperimentazione per quattro mesi delle “stanze dell’amore”. L’affettività apre dunque le sbarre delle celle padovane e così molti cuori possono ricomporsi, a spezzarsi in due invece è l’opinione: da una parte c’è soddisfazione per questo traguardo dall’altra, invece, crescono le preoccupazioni soprattutto per ciò che potrebbe entrare dall’esterno e sfuggire alla sorveglianza.
di Claudia Guasco
Il Messaggero, 5 ottobre 2025
Finalmente. La stanza dell’amore nel carcere di Padova inserisce l’Italia in un quadro normativo europeo e internazionale nel quale misure di questo tipo già esistono. Ci porta anche in un ambito di legalità costituzionale che non è un’iniziativa meritoria, ma deriva da una sentenza che obbliga il sistema a uniformarsi. Purtroppo non accade ovunque, nelle nostre visite verifichiamo che in alcuni istituti si sta ragionando sulla creazione di questi spazi, in altri non ci si pensa nemmeno. È un traguardo importante anche se difficile da raggiungere, Padova dimostra che si può fare”, riflette Alessio Scandurra, coordinatore dell’Osservatorio Antigone sulle condizioni di detenzione.
Il Mattino, 5 ottobre 2025
L’uomo, 56 anni, è stato stroncato da un infarto. La polemica: “In stanze con 10 persone impossibile anche aprire la finestra”. Un 56enne detenuto nel carcere di Poggioreale a Napoli è morto ieri sera, stroncato da un infarto. A darne notizia è il garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, che questa mattina ha visitato il carcere di Poggioreale e il reparto nel quale ieri sera è morto il 56enne italiano. Nel carcere, ricorda Ciambriello, “sono presenti 2.137 persone. Fino al 31 luglio di quest’anno vi sono stati 2 suicidi, 24 tentativi di suicidio, 196 atti di autolesionismo, un decesso per cause da accertare e 9 decessi per cause naturali. A oggi, in Italia 182 morti in carcere, di cui 65 suicidi, 5 in Campania”.
di Barbara Morra
La Stampa, 5 ottobre 2025
Si è concluso con una condanna a due mesi il singolare processo a T.R., 45 anni, detenuto presso la casa circondariale di Cuneo, imputato per interruzione di pubblico servizio. Il motivo? Un’ora intera trascorsa aggrappato alle griglie anti-scavalcamento del “passeggio” interno del carcere, durante l’ora d’aria. Era il 4 ottobre 2021 quando l’uomo, al termine delle due ore previste all’aperto, si è rifiutato di rientrare in cella. Tre agenti di polizia penitenziaria, come ricostruito in aula, lo hanno invitato più volte a scendere, ricevendo in cambio solo una richiesta perentoria: “Voglio una cella singola!”. Secondo l’accusa, sostenuta in aula dal pubblico ministero Alessandro Bombardiere, la protesta plateale ha inevitabilmente bloccato il normale svolgimento delle attività di sorveglianza dell’istituto, da qui l’accusa di interruzione di pubblico servizio.
La Nazione, 5 ottobre 2025
Partito il corso autunnale della scuola degli Scalpellini di Firenzuola riservato ai detenuti tra i 19 e i 29 anni, organizzato nell’ambito del Progetto Serena (dal nome della pietra) da Associazione Volontariato Penitenziario, dall’Associazione Seconda Chance impegnata nell’inclusione lavorativa dei detenuti, e dall’Associazione Scalpellini di Firenzuola, della quale fanno parte i maestri che introdurranno i giovani ai segreti di un mestiere che rischia di scomparire. Fino al 30 novembre, tutti i sabati e le domeniche, cinque giovani detenuti nell’Istituto penale minorile, nel carcere di Sollicciano e nell’Istituto Gozzini, accompagnati dai tutor, raggiungeranno Firenzuola per prendere confidenza con la pietra serena - dalla visita alle cave a quella del Museo della pietra serena - e soprattutto imparare i rudimenti del mestiere nei laboratori di imprese della zona sotto la guida dei maestri scalpellini.
varesenews.it, 5 ottobre 2025
Il cappellano del carcere Don David Maria Riboldi e l’ex politico Nino Caianiello: lanciano un appello alle istituzioni affinché si superi l’idea puramente punitiva del carcere: “In cooperativa solo uno su 35 è tornato dentro”. Non finisce tutto con la scarcerazione. Anzi, spesso il vero percorso di reinserimento inizia proprio lì, fuori dai cancelli del carcere, dove però mancano strutture e strumenti adeguati per accompagnare chi ha scontato la propria pena verso una nuova vita.
di Antonia Fama
collettiva.it, 5 ottobre 2025
Dall’1 al 16 ottobre Torino ospita la quinta edizione, promossa dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema. Film, spettacoli, laboratori tra dentro e fuori. Torna a Torino, per la sua quinta edizione biennale, LiberAzioni, il festival delle arti dentro e fuori il carcere, che dal 1° al 16 ottobre proporrà film, spettacoli, presentazioni, laboratori a ingresso libero. Fra gli ospiti Andrea Pennacchi, Daniele Mencarelli, Paola Bizzarri, Celina Escher, Edgardo Pistone e la compagnia Voci Erranti. Due settimane, dedicate al dialogo tra le persone detenute e il resto del mondo, per costruire ponti attraverso l’arte. Il festival è promosso da un gruppo di associazioni culturali e del terzo settore, coordinate dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema.
di Claudia Labati
Libertà, 5 ottobre 2025
Nel podcast di Elisabetta Fusconi prodotto da Radio 24. La storia del nostro Paese si ricostruisce anche grazie alle voci. Grazie a questo bellissimo e completo podcast “Zitta e Buona” di Elisabetta Fusconi, prodotto da Radio 24, riusciamo ad immergerci completamente negli anni tremendi e sanguinari del terrorismo in Italia: voci che escono a un “mangianastri” - come lo chiamava mia nonna - un po’ metalliche, sporcate dall’imperfezione, ma che ci ricordano quanto la memoria sia un atto di resistenza civile. L’autrice si imbatte in un articolo di Giovanni Bianconi che ricordava la storia di due donne vittime della furia brigatista: Germana Stefanini, 57 anni, dipendente penitenziaria a Rebibbia, addetta allo smistamento dei pacchi per le detenute, e Giuseppina Galfo, medico penitenziario nello stesso carcere: vittime innocenti di attacchi efferati da parte del Nucleo per il Potere Proletario Armato, irriducibili militanti del terrorismo rosso.
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