di Federico Malavasi
Il Resto del Carlino, 4 maggio 2026
La tragedia si è consumata nella mattinata di sabato nel carcere di via Arginone L’uomo aveva 45 anni. Quando in tarda mattinata gli agenti sono passati davanti alla sua cella per un controllo, hanno trovato insolito che fosse ancora a letto. L’allarme è scattato quando l’uomo, 45 anni, è rimasto immobile senza rispondere alle chiamate dell’operatore di polizia penitenziaria. A quel punto, è apparso subito evidente che il detenuto era stato colto da un malore e che necessitava di un intervento sanitario urgente. L’arrivo del 118 e la corsa in ospedale non sono però bastati a salvare la vita dell’uomo, deceduto poco più tardi all’ospedale di Cona.
di Giacomo Bini
La Nazione, 4 maggio 2026
Il progetto è stato realizzato dai Lions Club di Pistoia per la casa circondariale di Santa Caterina. I Lions Club della Provincia di Pistoia hanno promosso un corso di primo soccorso per un gruppo di detenuti della casa circondariale di Pistoia alla quale hanno donato anche un defibrillatore. L’iniziativa rientra nelle finalità umanitarie dei Lions e nel contempo nelle attività trattamentali e formative rivolte alla popolazione detenuta dalla direzione della casa circondariale di Pistoia. È stato organizzato un corso di ‘Esecutore BLSD Adulto e Pediatrico’ e di apprendimento delle manovre di rianimazione cardiopolmonare.
di Alessio Sartore
Corriere della Sera, 4 maggio 2026
A Grisignano, in provincia di Vicenza, c’è un magazzino logistico dove ogni giorno arrivano camion carichi di rifiuti. Vestiti, biciclette, piatti, libri, elettrodomestici. Di tutto. E tutto tecnicamente classificato come scarto. Ma in quel magazzino di Grisignano è diverso. Lo scarto non finisce in discarica, anzi: viene smistato, valutato, riparato e infine rimesso in vendita in un grande negozio dell’usato a Vicenza. Ritorna ad essere bene. Il magazzino e il negozio sono il cuore operativo di Cooperativa Insieme a r.l., realtà del terzo settore fondata nel 1979 raccogliendo le “strasse” (stracci in dialetto veneto) e oggi una delle esperienze più originali in Italia nel campo dell’economia circolare e dell’inserimento lavorativo.
di Giorgio Paolucci
chiesadimilano.it, 4 maggio 2026
Un detenuto non può essere “ridotto” al reato di cui è responsabile: questo il punto di partenza dell’appuntamento promosso l’8 maggio dall’associazione Incontro e Presenza, dai Francescani e dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, con interventi e testimonianze. Una giustizia che punisca chi, commettendo un reato, ha ferito la società e che nel contempo lavori al recupero del condannato. Obiettivo tanto nobile e condivisibile quanto spesso negato nei fatti: basta guardare quanto accade in tante, troppe carceri del nostro Paese, dove all’espiazione della pena non si accompagna un adeguato percorso di rieducazione. Eppure la detenzione può diventare l’occasione per un cambiamento radicale di vita, il momento in cui prendere consapevolezza che la persona non è riducibile al reato che ha commesso. In questa dinamica, che spazio c’è per il perdono, di un perdono che possa essere esercitato senza che l’esercizio della giustizia venga indebolito?
di Laura Capasso
Corriere della Sera, 4 maggio 2026
Il rapper e scrittore italiano Kento debutta al Teatro Martinitt con lo spettacolo “La cella di fronte” il 19 maggio. Lo spettacolo racconta, attraverso parola e musica, il microcosmo delle carceri minorili, affrontando sogni, errori, punizioni e speranze dei giovani che le abitano. Kento, pseudonimo di Francesco Carlo, rapper militante appena uscito con il singolo “Ragazzo dei ‘90”, da anni lavora con i ragazzi nelle strutture penitenziarie. Ci racconta la genesi e il significato di questo progetto teatrale.
di Ernesto Galli della Loggia
Corriere della Sera, 4 maggio 2026
In italiani sono freddi sugli aiuti all’Ucraina perché ancora risentono della follia della Seconda guerra mondiale. La storia proietta i suoi effetti sui tempi lunghi, la storia è solita dare appuntamenti non per l’indomani ma a distanza di decenni. È dunque solo oggi che vediamo con chiarezza che cosa ha significato per l’Italia la Seconda guerra mondiale e la sconfitta subita, che cosa essa ci ha lasciato in eredità. La definirei “la sindrome dell’inerme”. A differenza della prima, la Seconda guerra mondiale coinvolse in misura massiccia la popolazione civile e devastò insieme ai centri urbani grandi parti del territorio di mezza Europa.
di Daniele Novara
Avvenire, 4 maggio 2026
Da più di quattro anni siamo immersi fino al collo in un immaginario di guerra, di deliri militareschi, di inneggiamenti a vittorie più o meno realistiche, di fervore contro presunti nemici, di leader mondiali che continuano imperterriti a mettere a repentaglio la vita stessa del pianeta con le migliaia di bombe nucleari diffuse ovunque. Ma specialmente un immaginario che accantona il nostro articolo 11 della Costituzione: l’Italia ripudia la guerra. Appare evidente come si voglia assuefare l’opinione pubblica alla logica del riarmo, all’assurda richiesta di portare la percentuale di spesa per le armi al 5% del bilancio pubblico, ampiamente superiore a quello dell’istruzione.
di Donatella Zorzetto
La Stampa, 4 maggio 2026
Di origine naturale, viene assunto come stimolante per alleviare la stanchezza. Locatelli: “Presenta molti rischi e può provocare anche danni cerebrali”. È stato inserito con altre cinque nuove sostanze nella Tabella I degli stupefacenti del ministero della Salute. Il Fentanyl sta lasciando il posto alla droga naturale del momento: negli Usa ora è il Kratom a tenere banco. Naturale, perché non è un oppioide sintetico e non rientra nelle stesse categorie, ma i dati più recenti indicano che il suo impatto sanitario sta aumentando rapidamente. È una pianta di origine asiatica, la Mitragyna speciosa.
di Alexander Kazakevich
euronews.com, 4 maggio 2026
“La libertà di informare e di essere informati è essenziale per l’esercizio della democrazia”, ricorda la diplomazia francese, sottolineando che la liberazione dei giornalisti detenuti arbitrariamente resta un “imperativo”. In occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa, domenica 3 maggio, l’Onu lancia un allarme sui pericoli che gravano sui giornalisti: censura, persecuzioni giudiziarie, violenze e omicidi. “Ogni libertà si fonda sulla libertà di stampa. Senza di essa non possono esserci né diritti umani, né sviluppo sostenibile, né pace”, ha dichiarato António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, in un messaggio video.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 4 maggio 2026
Questa escalation è stata accompagnata da dichiarazioni che affermavano tutto il contrario, coerentemente con la sua suadente e rassicurante strategia di comunicazione. Con le ultime impiccagioni di aprile, il numero delle condanne a morte eseguite in Arabia Saudita dal 2015 ha raggiunto e superato quota 2.000. Il macabro conteggio, tenuto dall’Organizzazione saudita europea per i diritti umani, parte dal gennaio 2015, quando è iniziata la carriera politica del principe della Corona e attuale uomo forte del potere saudita Mohamed bin Salman: dapprima come ministro della Difesa e segretario generale della corte reale sotto il regno del padre Salman bin Abdulaziz, poi dal giugno 2017 con la nomina a principe ereditario e dal settembre 2022 come primo ministro.










