di Youssef Taby
Il Fatto Quotidiano, 29 luglio 2026
“Così non si ferma la violenza giovanile”. Le testimonianze di chi lavora sul campo: “Non si tratta di ragazzi che cambiano perché qualcuno li minaccia o perché aumentano le pene, ma perché incontrano figure educative autorevoli”. La nuova stretta del governo sulla giustizia minorile non convince chi lavora ogni giorno con adolescenti e giovani nelle situazioni di maggiore fragilità. Dopo le critiche arrivate dalle opposizioni e dai penalisti, anche associazioni, educatori e operatori sociali mettono in guardia dal rischio che il nuovo disegno di legge sull’imputabilità dei minori finisca per spostare il baricentro della giustizia minorile dalla funzione educativa a quella esclusivamente repressiva.
di Errico Novi
Il Dubbio, 29 luglio 2026
I meloniani ripropongono in Aula le norme che consentirebbero di nuovo gli “ascolti a strascico”. Il presidente del Senato dovrebbe dichiararli inammissibili, ma resta il grande freddo con gli azzurri. Riecco gli emendamenti sulle intercettazioni a strascico. Fratelli d’Italia li ripresenta in Aula, all’inizio dell’esame conclusivo sulla conversione del decreto giustizia-migranti. Una mossa scontata quanto, probabilmente, fine a se stessa. I senatori meloniani sanno che domani mattina, mercoledì, la Presidenza di Palazzo Madama, cioè Ignazio La Russa, li dichiarerà inammissibili, al pari delle proposte avanzate, sempre sugli “ascolti”, da Pd e 5 Stelle. Salvo clamorosi colpi di scena, non si andrà dunque al voto sulle norme che renderebbero di nuovo possibile utilizzare una conversazione “captata per caso” in un procedimento diverso da quello per il quale l’attività di intercettazione era stata autorizzata dal gip.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 29 luglio 2026
Questa mattina il presidente del Senato La Russa si esprimerà sull’ammissibilità degli emendamenti al decreto Patto Ue, in aula a Palazzo Madama senza relatore, da approvare alla Camera entro l’11 agosto. Il passaggio è delicato a causa dello scontro in corso tra Fratelli d’Italia e Forza Italia sulle “intercettazioni a strascico”, che gli azzurri non hanno alcuna intenzione di votare e che FdI ha ripresentato in aula. Ma, di riflesso, si intreccia anche alla partita della legge elettorale. L’emendamento, che propone di ampliare l’utilizzo degli audio acquisiti in un’indagine anche ad altri procedimenti, è sostenuto dai meloniani su spinta del procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo.
di Alice Oliverio
Il Manifesto, 29 luglio 2026
Non sia la polizia a indagare sulla morte di Abderrahim Fakir, avvenuta dieci giorni fa a Bologna durante un’operazione di “contenimento” da parte di due agenti di polizia, sotto gli occhi di quattro sanitari pure presenti sul posto. L’avvocato della famiglia della vittima, Fabio Anselmo, lo chiede dall’inizio. Il presupposto della richiesta, scrive il legale in un post pubblicato sui social, è che “la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 15 gennaio 2025 ha ribadito un principio fondamentale: quando appartenenti alle Istituzioni o alle forze dell’ordine sono coinvolti nei fatti oggetto di accertamento, le indagini devono essere condotte da autorità realmente indipendenti, prive di legami gerarchici o operativi con gli agenti interessati”.
di Mauro Seminara
Quotidiano di Sicilia, 29 luglio 2026
In Sicilia carceri roventi e sovraffollate. Dietro le sbarre l’inferno che non rieduca. Viene attribuita al filosofo francese Francois-Marie Arouet, noto come Voltaire, l’affermazione che la civiltà di un Paese si misura dalle sue carceri. Quasi 250 anni dopo, la relazione tra la civiltà e la condizione carceraria è ancora oggetto di discussione e negli ultimi anni lo è ancora di più in Italia ed in particolare in Sicilia, dove al sovraffollamento carcerario ed altre defezioni si aggiunge un clima estivo insostenibile anche per chi non è recluso e dotato di condizionatori d’aria a casa come in ufficio. Diversa è la situazione in quelle celle anguste, sovraffollate e non climatizzate per le quali ci si interroga circa la funzione “correttiva” e sul suo effetto contrario.
di Dario Franchi
civonline.it, 29 luglio 2026
C’è un numero che a Viterbo pesa più del cemento e del ferro delle mura di Mammagialla: dieci. Tanti sono i detenuti morti in modo violento dal 2018 nel carcere Nicandro Izzo: sette suicidi e tre omicidi. Un dato che da solo basterebbe a raccontare l’emergenza. Ma la vera misura della crisi sta forse altrove: nel fatto che il 2026, ancora non concluso, ha già concentrato in pochi mesi un omicidio, due suicidi e un tentato suicidio, oltre a incendi, risse, aggressioni e interventi d’urgenza per ripristinare ordine e sicurezza. Non sono episodi isolati, né semplici fiammate di cronaca. Sono tessere di uno stesso mosaico, quello di un istituto penitenziario che da tempo viene descritto come saturo, fragile, esposto a una pressione continua.
La Nuova Sardegna, 29 luglio 2026
Al-Bustanji Riyad è stato arrestato a dicembre su ordine della procura di Genova con l’accusa di aver raccolto fondi per finanziare Hamas. Cinque associazioni sarde lanciano l’allarme per le condizioni di Al-Bustanji Riyad Abdelrahim Jaber, detenuto nel carcere di Bancali nel settore di Alta Sicurezza 2 con l’accusa di aver organizzato insieme ad altre 8 persone una rete dedicata al finanziamento delle attività di Hamas. L’appello firmato da Culleziu contra a la Gherra, Giovani Palestinesi Sardegna, Amicizia Sardegna-Palestina, Associazione dei Palestinesi in Italia, Unigcom e Unica per la Palestina respinge le accuse formulate a dicembre dalla procura di Genova nei confronti dell’imam 60enne, palestinese di nazionalità giordana, e riporta le preoccupazioni dei famigliari contenute in una lettera inviata agli avvocati del detenuto.
Il Resto del Carlino, 29 luglio 2026
“Siano programmati, finanziati e realizzati con urgenza gli interventi strutturali necessari sulla rete idrica della casa circondariale di Bologna, superando soluzioni temporanee che non possono rispondere in modo adeguato a una problematica ormai ricorrente”, a maggior ragione col gran caldo di questo periodo. È inoltre necessario effettuare “una ricognizione complessiva delle condizioni strutturali e impiantistiche dell’istituto, individuando tempi certi e risorse adeguate per la messa in sicurezza e il ripristino degli spazi maggiormente compromessi”.
di Jessica Quilici
La Nazione, 29 luglio 2026
I posti su carta sarebbero 108, ma 86 non sono disponibili: così i 41 detenuti attuali, vivono in uno spazio calcolato - secondo i parametri del ministero - per 22 persone. È una storia piuttosto inusuale quella che arriva dal San Benedetto, e che ha spinto anche i consiglieri comunali della Lega Cristina Ceccarelli e Francesco Campa a chiedere un intervento del Garante dei detenuti regionale Giuseppe Fanfani - insieme alla referente locale Sandra Rogialli - a palazzo Cavallo. Rispetto ad altre strutture, infatti, secondo quanto riportato anche dall’associazione Antigone, il carcere cittadino non presenta particolari criticità legate al sovraffollamento o alle condizioni igienico-sanitarie, quanto piuttosto all’architettura e nella fattispecie alla dimensione delle porte. Un unicum in Toscana - ma non solo - visto e considerati i lavori di ristrutturazione partiti ormai sedici anni fa nell’ala. Chiusa, però, perché gli ingressi alle celle non rispettano gli standard.
di Roberto Pili
manifestosardo.org, 29 luglio 2026
Una delegazione composta da Nessuno Tocchi Caino, Camere Penali di Cagliari, Diritti Detenuti e Associazione Tonino Pascali-Sardegna Radicale ha visitato ieri la Casa circondariale di Uta, incontrando il direttore reggente Pietro Borruto, il comandante della Polizia penitenziaria Alessandro Caria e il capo area Claudio Caria. Nell’istituto sono presenti 753 detenuti a fronte di 561 posti regolamentari, un tasso di affollamento del 134,2% con 192 persone oltre capienza, aggravato da quattro camere inagibili che sottraggono ulteriori 12 posti. Delle 753 persone recluse, 553 sono italiane e 200 straniere, e almeno il 20,6% non ha ancora ricevuto una condanna definitiva.
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