La Nuova Sardegna, 24 luglio 2026
Il ministro Carlo Nordio taglia il nastro del nuovo reparto a Uta. Un nuovo reparto completamente autonomo, destinato alla gestione dei detenuti sottoposti al regime speciale del 41 bis, è stato inaugurato questa mattina, giovedì 23 luglio, nella casa circondariale “Ettore Scalas” di Cagliari-Uta. Alla cerimonia ha partecipato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha definito l’apertura della struttura “il primo importante traguardo” del programma di costruzione e riqualificazione degli istituti penitenziari. Accanto al ministro, il direttore del carcere di Uta Pietro Borruto e Rosella Santoro, direttore generale per la gestione dei beni, dei servizi e degli interventi in materia di edilizia penitenziaria. Secondo il Guardasigilli, il progetto punta a coniugare le esigenze di sicurezza con il principio dell’umanizzazione della pena, anche nei regimi detentivi più severi.
di Massimiliano Melley
milanotoday.it, 24 luglio 2026
Numeri spaventosi dal sopralluogo dei consiglieri: otto su dieci sono dipendenti da sostanze e/o malati psichiatrici. Sovraffollamento reale al 200%. Ancora un sopralluogo a San Vittore da parte dei consiglieri comunali. È avvenuto giovedì mattina, 23 luglio. Risultato? La conferma di una situazione di gravissimo sovraffollamento e anche di conseguente sottorganico degli agenti penitenziari. Non è tutto: almeno l’80% dei detenuti è tossicodipendente e/o con una diagnosi psichiatrica accertata. I dati ufficiali, forniti dalla direzione, parlano di 1.156 detenuti di cui 69 donne, a fronte di una capienza teorica di 780 persone, sebbene i due raggi chiusi limitino la capienza reale a meno di 500 persone. L’indice di sovraffollamento si avvicina quindi al 220%.
di Beatrice Branca
Corriere di Verona, 24 luglio 2026
Le iniziative della Camera Penale dopo la visita in carcere: in tribunale posizionato un pallottoliere per la conta dei suicidi. Da settembre, intanto, nella casa circondariale partirà anche il percorso di ragioneria. “Nel giro di un anno sono stati ampliati gli spazi di lavoro dei detenuti all’interno del carcere e sono state implementate le attività lavorative e di formazione. Ci sono poi circa 60 detenuti che lavorano fuori. Da settembre partirà anche il diploma di ragioneria dell’istituto Bolisani di Villafranca e un altro percorso col Giorgi. Ci sono infine sette detenuti che iscritti all’Università. Sono segnali di una direzione, quella di Maria Grazia Bregoli che dal 2025 ha fatto scelte coraggiose. Rimane però la piaga del sovraffollamento e per questo motivo a breve arriverà in piazza Bra una struttura in legno che riproduce gli spazi di una cella, dove i cittadini potranno sperimentare cosa voglia dire vivere in pochi metri quadrati calpestabili”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 24 luglio 2026
C’è un libro uscito a giugno che andrebbe messo in mano a chi pensa che il carcere serva solo a togliere di mezzo le persone. Si chiama “La corda dell’ancóra. Voci da dentro”, lo pubblica La Vita Felice, costa 14 euro, e i diritti d’autore vanno alla Fondazione Città della Speranza di Padova, che finanzia la ricerca sulle malattie dei bambini. Ma la cosa che conta di più è chi l’ha scritto: sei detenuti della Casa circondariale di Belluno, sei uomini della sezione protetti che per tre anni e mezzo hanno partecipato al laboratorio di poesia “La crepa”, condotto dalla poetessa e volontaria Lorella De Bon. È un libro dei ragazzi del laboratorio, prima di tutto. Loro sono la voce, De Bon ha tenuto la penna ferma accanto e ha raccolto.
di Vittorio Minervini
Il Dubbio, 24 luglio 2026
La liturgia laica della sostenibilità, della tutela del paesaggio e dell’ambiente è diventata ormai un modo di essere, che a volte si vuole dimenticare soprattutto oggi, nel momento in cui venti di guerra agitano le bandiere di quegli Stati che ancora faticano a perdersi nel cielo blu stellato dell’Unione. È una liturgia nella quale si riconosce da sempre il Touring Club Italiano, che da oltre centocinquant’anni accompagna noi italiani. E una sera alle Tremiti, in un villaggio che rispecchia in pieno l’ideale culturale del TCI, tra la cura mai maniacale per coste e fondali e la bella lezione di una biologa marina, d’improvviso un lampo: un racconto breve, di grande intensità, al centro delle tante storie che per pochi minuti scorrono sul telone mosso dal vento di tramontana.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 24 luglio 2026
La retroattività della norma, in particolare, violerebbe il diritto comunitario. Bollino rosso sul cosiddetto decreto Tajani (dl n. 36 del 28 marzo 2025, convertito poi in legge a maggio dello stesso anno), quello che il governo Meloni ha ritenuto assolutamente “necessario e urgente” perché bisognava, a dire degli esponenti delle destre, porre un freno alla cosiddetta “cittadinanza facile” o “industria della cittadinanza” italiana all’estero. Ieri la Corte costituzionale ha rinviato la legge 74 dell’agosto 2025 alla Corte di giustizia europea (Cgue) affinché chiarisca se le restrizioni imposte alla trasmissione della cittadinanza italiana per discendenza (iure sanguinis) siano compatibili con il diritto dell’Unione europea.
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 24 luglio 2026
“La situazione è fuori controllo”. La raccolta del settore è aumentata del 17% nel primo trimestre rispetto al 2025. Con questo trend si salirebbe a 190 miliardi a fine anno. Il boom dell’online e “il dramma di una società che non sa più sperare”. Non si ferma l’affare dell’azzardo ed è nuovo record. Nel primo trimestre del 2026 la raccolta ha raggiunto l’incredibile cifra di 45 miliardi e 440 milioni, con un aumento di più del 17% rispetto allo stesso periodo del 2025 quando con 38 miliardi e 755 milioni era già stato record. I dati, infatti, sono in continua crescita e ogni anno è un nuovo record: nel 2022 erano 30 miliardi e 607 milioni, nel 2023 sono saliti a 35 miliardi e 26 milioni, nel 2024 altro incremento a 37 miliardi e 719 milioni.
di Alberto Negri
Il Manifesto, 24 luglio 2026
La guerra di Usa e Israele contro l’Iran, che si estende dal Libano al Mar Rosso. Ma come abbiamo visto è sempre la stessa guerra. L’Ucraina, intanto, è in corso dal 2014, quella del Sudan dura da non si sa quanto. Fine guerra mai? Il terribile sospetto, corroborato da diversi indizi, coglie in questo periodo più di qualche esperto. Lawrence Freedman, professore emerito in studi sulla guerra al King’s College di Londra, nel 2025 ha scritto un articolo significativo su Foreign Affairs. Intitolato “The age of forever wars” (“L’epoca delle guerre infinite”). Un saggio di incombente attualità. Nessuna guerra del Medio Oriente è mai finita negli ultimi 45 anni.
di Luca Miele
Avvenire, 24 luglio 2026
La distruzione di ogni vestigia del diritto internazionale non è un evento improvviso. Viene da lontano. Ma alla fine di questo tragitto c’è l’equiparazione tra civili e combattenti. Il ritorno alle armi nello scacchiere mediorientale, con i raid statunitensi sull’Iran da una parte e lo stillicidio di attacchi a Gaza dall’altra - oltre alla guerra “infinita” in Ucraina - certifica la profondità di un movimento in atto ormai da tempo: siamo entrati in un’era di indistinguibilità tra guerra e pace, guerra e terrorismo, guerra e politica. La porosità e la reversibilità dei termini - si può chiamare pace un tempo segnato da una corsa ossessiva al riarmo?
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 24 luglio 2026
L’omicidio di Mattia Ahmet Minguzzi, un quattordicenne ucciso a coltellate il 24 gennaio 2025 in un mercato di Istanbul da due coetanei che non conosceva, ha profondamente scosso l’opinione pubblica turca e ha riacceso il dibattito sulla disciplina della giustizia penale minorile, in particolare sull’adeguatezza delle pene previste per i minori responsabili di omicidio. Il processo si è concluso con la condanna dei due principali responsabili a ventiquattro anni di reclusione, la pena massima prevista dall’ordinamento turco per gli imputati minorenni.
- Salvador. La guerra ai narcos in nome della sicurezza colpisce anche gli innocenti
- Nelle carceri roventi, aspettando prefabbricati e nuovi progetti
- Doglio: “Valorizzazione immobiliare di carceri storiche, non solo nuove celle”
- Caos carceri, la protesta dei Direttori: “Riforme inutili se la politica non ascolta chi ci lavora”
- Intercettazioni, tensione Fdi-Fi “Le leggi non le fa Melillo”









