di Ernesto Galli della Loggia
Corriere della Sera, 24 aprile 2026
Una democrazia senza voce. E il declino della parola si riflette nell’incapacità di prendere decisioni efficaci e coraggiose. “Non potendo mobilitare più soldati, Churchill mobilitò la lingua inglese e la mandò in battaglia contro Hitler”. Non si sa bene chi l’abbia detto (spesso la frase è attribuita a John Kennedy) ma di sicuro è un’evocazione efficace non solo delle straordinarie capacità oratorie del grande primo ministro inglese ma di qualcosa di più importante: del valore che ha nella politica dei regimi democratici la parola, il discorso. Beninteso però se si tratta della parola detta - impugnando al massimo un foglietto di appunti da sbirciare ogni tanto o magari imparata a memoria - non già della parola detta solo in apparenza ma in realtà letta quasi parola per parola, gettando disperatamente l’occhio ogni pochi secondi su un testo scritto.
Il Dubbio, 24 aprile 2026
Dall’adulterio all’affettività in carcere, passando per la libertà di sciopero e l’aborto. La Corte festeggia e ricorda le sue decisioni storiche, oltre quattromila pronunce di illegittimità costituzionale dal 1956. La Corte costituzionale è “sempre stata al di qua della sottile linea di demarcazione tra le valutazioni di legittimità costituzionale e le scelte politiche riservate al legislatore”. A sottolinearlo è stato il presidente Giovanni Amoroso nel suo intervento alla cerimonia al Quirinale per i 70 anni di attività della Consulta.
Migranti. Via l’assurdo vincolo di avvenuto rimpatrio, gli avvocati restano “in partita” sui diritti
di Errico Novi
Il Dubbio, 24 aprile 2026
Il “tavolo” post referendum di via Arenula può servire ad arginare l’erosione delle tutele. Il più è fatto. L’obbrobrio costituzionale è cancellato. L’articolo 30 bis del decreto sicurezza sarà modificato, stamattina, in modo che l’assistenza, anche stragiudiziale, dell’avvocato al cittadino straniero non sia più condizionata da un “vincolo economico di risultato”. Il presidente del Consiglio nazionale forense Francesco Greco lo ha detto con chiarezza nell’intervista pubblicata due giorni fa da Repubblica: “Sarà rimosso ogni legame tra l’esercizio dell’attività di difesa svolta dall’avvocato e l’esito della sua assistenza”, ed era questo “uno degli aspetti su cui abbiamo mosso delle osservazioni critiche”. Naturalmente l’avvocatura guarda all’ispirazione complessiva del decreto sicurezza, al coinvolgimento in quanto tale della professione forense nelle pratiche di rimpatrio volontario.
di Simona Musco
Il Dubbio, 24 aprile 2026
Il parere dell’avvocato generale Nicholas Emiliou: nessun divieto ai centri fuori territorio, ma lo Stato di diritto deve essere effettivo. Il Protocollo e la relativa normativa italiana sui Cpr in Albania sono compatibili con il diritto dell’Unione europea, a condizione che i diritti individuali e le garanzie riconosciuti ai migranti ai sensi del sistema europeo comune di asilo siano pienamente tutelati. A dirlo è Nicholas Emiliou, nel parere non vincolante che anticipa la futura sentenza dei giudici di Lussemburgo. Il parere apre dunque uno spiraglio giuridico, ma allo stesso tempo traccia una linea molto chiara: il modello dei centri in Albania non è di per sé contrario al diritto europeo, ma resta subordinato a una condizione decisiva, il rispetto pieno e verificabile dei diritti fondamentali delle persone coinvolte. Non basta, cioè, che tali diritti siano previsti sulla carta.
di Fabrizio Geremicca
Il Manifesto, 24 aprile 2026
Il Centro dovrebbe occupare un’area naturalistica pregiata, i lavori saranno effettuati in deroga. Si individua un’area naturalisticamente pregiata, una zona umida gestita dal reparto Carabinieri per la biodiversità, preziosa per il transito degli uccelli migratori e meta degli appassionati di birdwatching. La si cementifica in deroga a qualunque norma urbanistica e paesaggistica e senza neanche la preventiva valutazione di impatto ambientale, poi la si trasforma in una sorta di carcere per 120 stranieri che siano stati sorpresi senza i permessi per stare in Italia. Per realizzare tutto ciò si spendono oltre 40 milioni di soldi pubblici che avrebbero potuto essere destinati a centri di accoglienza, trasporti, servizi, infrastrutture, difesa della costa o bonifiche.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 24 aprile 2026
La visita del pontefice alla prigione della Guinea Equatoriale, nota per detenzioni arbitrarie e torture. Sotto una pioggia torrenziale che si è abbattuta su Bata nel tardo pomeriggio di mercoledì, più di seicento detenuti vestiti di arancione e verde oliva hanno accolto Papa Leone XIV cantando e ballando nel cortile della prigione. Capelli rasati, sandali di plastica ai piedi, alcuni con la mascherina sul volto. Sul palco allestito per l’occasione, tappeto rosso, bandiere vaticane e altoparlanti che diffondevano musica festosa. Le autorità guineane avevano ridipinto le pareti e messo in scena la migliore versione possibile di un luogo che i rapporti internazionali descrivono da anni come uno dei più duri e opachi del continente africano.
di Angela Stella
L’Unità, 23 aprile 2026
Patrizio Gonnella, presidente di Antigone: “È una norma che stravolge l’assetto legale e costituzionale del sistema penitenziario italiano, rompendo con una tradizione fondata sulla trasparenza e sulla chiarezza delle funzioni. L’introduzione di agenti infiltrati - che potranno fingersi detenuti o addirittura operatori come educatori, infermieri o assistenti - snatura profondamente il ruolo della Polizia Penitenziaria, trasformandola da Corpo orientato alla sicurezza interna e al trattamento rieducativo in un apparato opaco di intelligence. In un contesto già segnato da grave sovraffollamento e tensioni strutturali, l’introduzione di agenti provocatori rischia di alimentare ulteriormente diffidenza, sospetto e conflittualità”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 23 aprile 2026
Domani il decreto Sicurezza potrebbe diventare legge. Un provvedimento che da mesi solleva polemiche, e che adesso spinge una larga coalizione di associazioni a chiedere ai deputati di fermarne la conversione in legge. Nel mirino c’è soprattutto l’articolo 15, quello che introduce le operazioni sotto copertura negli istituti penitenziari. Il decreto è il decreto legge 24 febbraio 2026, n. 23: una misura che, secondo chi si oppone, rischia di trasformare le carceri italiane in qualcosa di ancora più difficile da vivere di quanto già non siano. Ne avevamo già scritto su questo giornale. Agenti della polizia penitenziaria autorizzati a fingersi detenuti, a muoversi tra le celle, a raccogliere informazioni su ciò che accade dentro le mura.
parmatoday.it, 23 aprile 2026
“Il decreto ha profili fortemente critici”. L’associazione Yairaiha, che si è occupata anche di diversi casi di detenuti reclusi nel carcere di via Burla di Parma, ha scritto una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Nel corso di questi anni abbiamo potuto osservare come gli interventi normativi che incidono su contesti già caratterizzati da una forte limitazione della libertà - come quello penitenziario o quello che riguarda la condizione delle persone straniere - producano effetti concreti e profondi sulla possibilità reale di esercitare i diritti, spesso ben oltre quanto emerge sul piano formale delle norme”.
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 23 aprile 2026
Il festival della confusione a destra e a sinistra la fiera delle ambizioni, a un mese dalla scossa nessuno mette in pista una vera iniziativa politica. Volendo fare un bilancio, a un mese esatto dalla grande scossa referendaria dello scorso 23 marzo, si potrebbe dire, con linguaggio d’antan, che la fase è oggettivamente cambiata, come ricadute e clima. Lo è meno però, soggettivamente, come capacità degli uni e degli altri - ben al di là degli umori di depressione o euforia - di mettere in campo una vera iniziativa politica, come risposta o in scia alla scossa. Da un lato è il “festival della confusione”, ben rappresentato dal pasticcio di un decreto per correggere il decreto. E ci risiamo con le norme bandiera e con la narrazione securitaria. Dai rave in poi, finora ha prodotto solo una valanga di nuovi reati. Insomma, il “dopo” referendum assomiglia tanto al prima.
- Decreto sicurezza, ok fiducia alla Camera: ecco cosa cambia per la giustizia
- Fiducia al decreto fantasma
- Dl sicurezza, l’idea di svuotare la norma e lasciarla sul binario morto
- Avvocati al servizio del Governo contro i migranti, così si calpesta la Costituzione
- L’altro buco: niente condanne né multe per le manifestazioni non autorizzate










