di Angela Nocioni
L’Unità, 23 febbraio 2026
La decisione è del presidente del collegio del tribunale di Crotone Alfonso Scibona, e nega il diritto ad ascoltare l’audio integrale senza mediazioni delle udienze di un processo di evidente pubblico interesse. Per quella strage del 26 febbraio 2023 in cui sono morte almeno 94 persone tra cui decine di bambini - non sapremo mai quanti, nella stiva schiantatasi a Steccato di Cutro erano stipati tanti bambini - è stato celebrato già un processo ad alcuni migranti accusati di essere “gli scafisti” del caicco.
Il Domani, 23 febbraio 2026
Questa mattina la commemorazione nel porto di Trapani per i migranti morti nel Mediterraneo durante i giorni del ciclone Harry. Un migliaio secondo le organizzazioni umanitarie. L’iniziativa - una messa con preghiera islamica e civile - è stata organizzata dall’ong fondata da Luca Casarini e che ha come cappellano don Mattia Ferrari. “Davanti ai recenti naufragi, che hanno segnato la strage più grande nel Mediterraneo di questi anni, c’è stato silenzio e indifferenza. Chi ha parlato di loro? Chi ha pianto per loro? Questo ha segnato un’ulteriore ferita alla loro dignità calpestata. Siamo in contatto con i familiari e gli amici di molte vittime: ci hanno chiesto di non dimenticarli, di pregare per loro, di restituire loro la dignità di fratelli e sorelle”. Le parole di don Mattia Ferrari arrivano poche ore dopo la commemorazione di questa mattina nel porto di Trapani per i migranti morti nel Mediterraneo durante i giorni del ciclone Harry. Un migliaio secondo le organizzazioni umanitarie.
di Elena Molinari
Avvenire, 23 febbraio 2026
Il piano di allestire 20 grandi centri con 92.600 posti letto entro il 30 novembre solleva le preoccupazioni della Conferenza episcopale americana: “Ricordano i campi di internamento della Seconda Guerra Mondiale. Profonde preoccupazioni per un piano senza precedenti nella storia recente degli Stati Uniti, che interroga la coscienza del Paese. Il presidente del Comitato per le migrazioni della Conferenza episcopale americana ha lanciato, sul sito ufficiale dei vescovi Usa, un allarme durissimo contro il progetto dell’Amministrazione Trump di espandere massicciamente la detenzione degli immigrati attraverso la creazione di grandi strutture, veri e propri “magazzini” capaci di internare migliaia di persone. “Il pensiero di tenere migliaia di famiglie in enormi capannoni dovrebbe mettere alla prova la coscienza di ogni americano - ha detto il vescovo Brendan Cahill di Victoria, in Texas. Qualunque sia il loro status migratorio, queste persone sono esseri umani creati a immagine e somiglianza di Dio. Siamo davanti a un punto di svolta morale per il nostro Paese”.
di Gianluca Carini
Avvenire, 22 febbraio 2025
Crescono i firmatari alla proposta di indulto responsabile e “differito” elaborata nell’ambito del Convegno sul diritto alla speranza, tenutosi a Roma il 12 dicembre 2025 nel Giubileo dei Detenuti. La proposta di indulto responsabile e “differito” elaborata nell’ambito del Convegno sul diritto alla speranza, tenutosi a Roma il 12 dicembre 2025 nel Giubileo dei Detenuti, ha già avuto ulteriori autorevoli adesioni, come comunicato dal comitato dei promotori. La drammaticità della situazione carceraria impone soluzioni nuove, originali e realistiche, che raccolgano gli appelli accorati di Papa Francesco, di Papa Leone, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed il grido di dolore del mondo penitenziario, coniugando responsabilità, sicurezza, speranza, clemenza e prevenzione.
imgpress.it, 22 febbraio 2025
Il prossimo 25 febbraio a Roma, dalle 10, presso la sede di Libera in via Stamira 5, si terrà la presentazione di “Io non ti credo più”, l’ottavo rapporto di Antigone sulla giustizia minorile italiana. A partire dal Dl Caivano, per finire con il recente decreto sicurezza, il sistema della giustizia minorile si è ripiegato su se stesso, abbandonando la strada del recupero per percorrere quella della repressione e della criminalizzazione. I giovani che incrociano il carcere hanno perso ogni speranza nella giustizia minorile. Non si fidano più del mondo degli adulti, che la amministra mostrando sempre più desiderio di punizione e vendetta e sempre meno accoglienza, ascolto, sostegno.
di Paolo Viarengo
La Stampa, 22 febbraio 2025
“Mi lascerò morire, tanto non poter abbracciare la mia famiglia è peggio”. Parole pesanti come macigni, scritte da Giacomo Albergamo, detenuto astigiano che sta scontando la sua pena nel carcere di Modena. Albergamo indirizza alle autorità una lunga e accorata lettera, nella quale racconta il proprio disagio e chiede attenzione per la sua situazione. All’inizio di febbraio, il detenuto ha avviato uno sciopero della fame, della sete e dei farmaci salvavita che, da diabetico, è costretto ad assumere, mettendo seriamente a rischio la propria salute.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 22 febbraio 2025
I due ministri più esposti sul referendum confermano a Bologna il tentativo di usare la sicurezza. Ma cercano di cambiare registro. A un mese esatto dal referendum sulla riforma costituzionale della giustizia, la destra si ritrova a Bologna. Se, come è noto, Meloni ancora non è ufficialmente scesa in campo, nel capoluogo emiliano arrivano i due ministri più esposti: Matteo Piantedosi e Carlo Nordio. Perché la campagna della maggioranza parlamentare si gioca tutta sul connubio tra ordine interno e funzionamento della magistratura. L’evento al quale partecipano si intitola, appunto, “Non c’è sicurezza senza giustizia”.
di Gianfranco Bettin
Il Manifesto, 22 febbraio 2025
Gli agenti della Polizia di stato che, su mandato della procura di Milano, indagano sul comportamento dei propri colleghi nella vicenda che ha portato all’uccisione di Abderrahim Mansouri a Rogoredo lo scorso 28 gennaio sono, ora, uno dei volti cruciali del nostro stato di diritto. Il diritto, per chiunque, di godere della presunzione d’innocenza, qualunque cosa riporti il tuo casellario giudiziale e anche se, dicono, sei stato ucciso per “legittima difesa”, perché eri tu che stavi per sparare. Ma chi lo dice che stavi per sparare? Chi deve accertarlo? Un giudice: questo vuole lo stato di diritto. Questo, invece, non vuole chi lo stato di diritto, passo dopo passo, lo sta scardinando. Si tratta, nientemeno, che di importanti esponenti del governo in carica, oltre che di una pletora di sodali, dotati di potentissimi mezzi di manipolazione di massa.
Sardegna. “Isola-carcere” con 41bis? Il cuore del problema non è il rischio di infiltrazioni mafiose
di Marzia Piga
sassaritoday.it, 22 febbraio 2025
Preoccupa il carico sui tribunali di sorveglianza e sulle procedure sanitarie, oltre alla messa in discussione della finalità costituzionale rieducativa della pena per tutte le altre persone private della libertà che già occupano le carceri dell’Isola. Abbiamo chiesto al presidente regionale di Antigone di aiutarci ad analizzare le reali ricadute di un trasferimento massiccio a Bancali, Uta e Nuoro. “La Regione fa bene a preoccuparsi: la concentrazione di detenuti in regime di 41 bis in Sardegna ha un impatto sia sul territorio, sia sull’intero sistema penitenziario dell’Isola che non può essere sottovalutato”. Il punto di vista sul trasferimento dei boss mafiosi in alta concentrazione in Sardegna e sulla reazione della presidente della Regione, Alessandra Todde, che ha chiamato i sardi in piazza per il prossimo 28 febbraio, è quello di Daniele Pulino, presidente di Antigone per la Sardegna. Pulino è anche ricercatore in Sociologia dell’Ambiente e del Territorio all’Università di Sassari, dove insegna, e molte delle sue ricerche si concentrano su criminalità e carcere e sulla deistituzionalizzazione e il cambiamento istituzionale.
ansa.it, 22 febbraio 2025
Il Garante regionale dei detenuti: sarà la più importante realtà del settore in Fvg. “Le carceri non vanno scagliate come fulmini sui territori, ma devono essere il migliore esempio di un progetto partecipato con le amministrazioni locali e le sue comunità, in quanto in relazione al serio impegno delle parti, potranno per davvero trasformarsi in positive e straordinarie opportunità sia per i cittadini liberi che per quelli privati della libertà personale”. A dirlo è stato il Garante Regionale dei diritti della persona, Enrico Sbriglia, intervenendo, ieri, a un convegno sul futuro carcere di San Vito, “la più importante realtà carceraria regionale”, nella Sala consiliare.
- Sicilia. Carceri, intesa per il reinserimento dei detenuti: al via lo Sportello Lavoro
- Padova. Prove di dialogo tra il Coordinamento Carcere Due Palazzi e il Dap
- Roma. Il reinserimento dei detenuti è un investimento per la città
- Milano. Housing per detenuti, una proposta per umanizzare la pena
- Alessandria. Carcere San Michele: “Nessuna notizia sull’arrivo dei 41 bis. Silenzio dal Governo”











