di Siham Ouzif
Corriere della Sera, 24 febbraio 2026
Diritti dei minori, disagio giovanile e nuove fragilità: è una fotografia articolata quella restituita dalla relazione annuale del Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del Comune di Brescia, presentata il 23 febbraio2026 in Commissione Consiliare da Mauro Ricca. La relazione riferita all’anno 2025 entra nel merito delle trasformazioni sociali mettendo in evidenza fragilità, nodi critici, prospettive future ma anche reti e progettualità già attive. Ricca ha richiamato il fondamento normativo dell’attività del Garante, legata alla Convenzione Onu, soffermandosi sui quattro principi cardine: non discriminazione, ascolto del minore, interesse superiore del bambino e diritto alla vita, sopravvivenza e allo sviluppo: “Ripercorrere questi principi e portarli nell’attualità - ha spiegato - significa mettere il bambino al centro, anche quando si parla di sanità, giustizia, carcere o comunicazione mediatica”.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 24 febbraio 2026
La direttrice ha detto che i 7,5 milioni annunciati l’anno scorso dal sottosegretario Delmastro, saranno spesi per alcuni lavori di ristrutturazione che però ancora non sono partiti. Due mini appartamenti per l’affettività dei detenuti saranno inaugurati nei prossimi mesi nel carcere di Sollicciano. Ad annunciarlo sono state la direttrice del penitenziario Valeria Vitrani e la vicedirettrice Valentina Angioletti a margine dell’evento al Giardino degli Incontri nel corso del quale si è parlato dei corsi di formazione seguiti da quaranta detenuti che hanno acquisito le competenze per svolgere lavori in ambito cucina e informatica, competenze che possono mettere a frutto sia dentro il carcere che una volta tornati in libertà.
di Antonio Andreotti
Corriere del Veneto, 24 febbraio 2026
Debutta la struttura nata sull’area del vecchio istituto per adulti. Arrivati ieri i primi cinque detenuti del nuovo carcere minorile in via Verdi. Il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari, in visita alla struttura inaugurata lo scorso 8 gennaio alla presenza, tra le altre istituzioni, di Alberto Stefani e Luca Zaia, nuovo ed ex governatore del Veneto. Il nuovo Istituto penitenziario minorile (Ipm), che sorge sull’ex Casa circondariale a fianco del Palazzo di Giustizia, ha superficie complessiva di 7.000 metri quadrati, di cui 4.000 destinati agli immobili e 3.000 agli esterni che comprendono aree verdi, una palestra e campetti per le attività sportive, per coniugare sicurezza, funzionalità e percorsi educativi.
di Marianna Vazzana
Il Giorno, 24 febbraio 2026
Dieci donne e 9 bimbi a San Vittore e a Bollate. Giungi: “Mancano comunità”. Accertamenti dei pompieri sull’eventuale presenza di sostanze acceleranti. A due giorni dall’incendio scoppiato all’Icam, l’Istituto di custodia attenuata per detenute madri in via Macedonio Melloni 53, la struttura è chiusa e tutte le donne sono state trasferite altrove con i loro bambini. “Quattro mamme e tre figli sono stati condotti alla Casa circondariale di San Vittore mentre altre sei con altrettanti figli sono alla sezione Nido della Casa di reclusione di Bollate” fanno sapere Alessandro Giungi e Daniele Nahum, vicepresidente e presidente della sottocommissione Carceri di Palazzo Marino.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 24 febbraio 2026
Con il progetto Piedelibero, promosso dalla cooperativa sociale Arca, si dà una nuova vita alle biciclette rubate o abbandonate nel capoluogo toscano. Con Second Chance, l’azienda Selle Royal lo sostiene fornendo centinaia di selle con piccoli difetti di produzione, che non possono essere commercializzate. “E diamo una seconda possibilità alle persone detenute nel carcere di Sollicciano, che cercano di ritrovare un posto in società una volta libere”, dice Lara Cunico, brand manager di Selle Royal. Ogni anno, solo nella città di Firenze, circa 1.800 biciclette rubate o abbandonate finiscono nel deposito comunale. Grazie all’iniziativa Piedelibero, promossa da Arca cooperativa sociale e sviluppata nel carcere fiorentino di Sollicciano con il coinvolgimento diretto delle persone detenute, molte di queste biciclette trovano una nuova vita. È in questo contesto che nasce Second Chance, con cui Selle Royal sostiene il progetto da oltre un anno e mezzo.
di Pietro Giordano
lafune.eu, 24 febbraio 2026
Sovraffollamento, carenza di personale e fragilità psicologiche: il carcere viterbese come specchio di una giustizia che fatica a coniugare sicurezza e rieducazione. La sfida per Viterbo è questa: non voltarsi dall’altra parte. Perché dietro quelle mura non ci sono solo detenuti e agenti, ma una domanda profonda sul significato della giustizia e sulla qualità della nostra convivenza civile. La realtà carceraria di Viterbo ha un nome che in città evoca da sempre rispetto, timore e interrogativi: la casa circondariale “Mammagialla” (recentemente intitolato alla memoria di Nicandro Izzo), istituto storico che ospita detenuti comuni e di alta sicurezza.
pordenonetoday.it, 24 febbraio 2026
“Ero carcerato e siete venuti a trovarmi” (Mt. 25,36). La Pastorale Carceria, insieme alla Associazione Carcere e Comunità propone una serata di conoscenza e informazione rivolta a tutti coloro che desiderano avvicinarsi al mondo del carcere e scoprire come offrire un aiuto concreto ai detenuti e alle loro famiglie. Una occasione per conoscere più da vicino una realtà spesso nascosta, ma che ci interpella profondamente, come cristiani e come membri della società civile. L’incontro si terrà mercoledì 25 febbraio 2026 alle ore 20.30 presso l’Oratorio di Azzano Decimo. Un invito aperto a chi desidera mettersi in gioco e diventare membro della associazione, condividendo un servizio di ascolto, presenza e sostegno.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 24 febbraio 2026
Una rivista di fumetti intelligenti può essere una carezza, un piccolo trattamento “rieducativo”, un refolo di vento nelle stanze stantie. Basta un fumetto per alleviare il senso di abbandono che, anche nel sovraffollamento di una galera, attanaglia sostanzialmente ogni detenuto? Certo che no: per ridare fiato all’immaginazione mortificata dall’isolamento di chi è privato della libertà personale, per riprendere contatto con il proprio tempo e il proprio spazio ci vorrebbero le stanze dell’amore, i professionisti dell’ascolto e i medici della mente. Ci vorrebbero gli spazi verdi e le biblioteche, gli educatori, le aule scolastiche e i campi di calcio, per i ragazzi finiti nelle carceri minorili - non sia mai inizino ad assomigliare ai “ragazzi della Nickel”. Ci vorrebbe un altro orizzonte, per le madri con bimbi piccoli. Ma una rivista di fumetti intelligenti può essere una carezza, un piccolo trattamento “rieducativo”, un refolo di vento nelle stanze stantie.
Il Mattino di Padova, 24 febbraio 2026
Con la regia di Paola Randi, girata interamente in Veneto e tratta dal libro scritto da papà Gino, la pellicola uscirà al cinema a novembre 2026, a tre anni dalla tragedia. Nel caso Sabrina Martina dà il volto alla ragazza uccisa dall’ex fidanzato. Il produttore: “Film come messaggio civile, oltre la cronaca”. Al via le riprese del film su Giulia Cecchettin. Si intitola “Se domani non torno”, come i versi della poesia di Cristina Torres Cáceres diventata simbolo della lotta contro la violenza sulle donne ed è liberamente ispirato al libro “Cara Giulia” scritto dal padre Gino con Marco Franzoso, edito da Rizzoli. Con la regia di Paola Randi, si gira interamente in Veneto, prodotto da Notorious Pictures in collaborazione con Mediaset e Sky ed uscirà nelle sale italiane il 5 novembre 2026, a tre anni dal femminicidio commesso da Filippo Turetta.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 24 febbraio 2026
Le posizioni espresse dal governatore della regione Emilia-Romagna De Pascale hanno creato molto sconcerto nel centro-sinistra regionale e nazionale; il Governatore ha fatto sapere di considerare i CPR strutture “da migliorare per renderle più umani ed efficaci” (La Repubblica, 19.02.26) che si potrebbero utilizzare magari non per tutti coloro che non hanno un permesso di soggiorno, ma almeno in casi particolari nei quali è concretamente in gioco la sicurezza pubblica come l’allontanamento delle persone socialmente pericolose. Si tratta invero di una posizione affatto nuova e che si presenta a prima vista come pragmatica e ragionevole. Cercherò di spiegare le ragioni per cui ritengo invece che essa non sia affatto ragionevole, bensì sia fondata su presupposti del tutto errati.
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