di Bartolo Conratter
Il Riformista, 30 ottobre 2024
In Egitto, considerato Paese sicuro da un decreto legge, la sentenza sarà eseguibile? I media ci informano costantemente sullo svolgimento del processo a carico dei presunti assassini del ricercatore italiano Giulio Regeni. Al di là della profonda commozione che la vicenda suscita, resta il timore che la sentenza - specialmente in caso di condanna - sia inutiliter data. Occorre infatti ricordare che tutto nasce dalla mancata assistenza dello Stato egiziano all’Autorità giudiziaria italiana.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 30 ottobre 2024
Il provvedimento approvato dalla Knesset passa anche con il voto dell’opposizione. L’Onu grida allo scandalo e avverte: per i civili della Striscia di Gaza è una tragedia. Il destino dell’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi creata nel 1949, sembra segnato. Il Parlamento d’Israele ha approvato due proposte di legge, che, di fatto, impediscono ogni attività dell’Unrwa sul territorio israeliano e interrompono i legami diplomatici con Tel Aviv. La Knesset si è espressa con una maggioranza schiacciante - 92 voti a favore e 10 contrari - nel mettere al bando l’agenzia accusata di aver fornito, con alcuni suoi dipendenti, un supporto nelle stragi del 7 ottobre 2023. Israele ha ripetutamente affermato che una parte del personale dell’agenzia Onu - circa il 10% - ha legami con Hamas. Accuse sempre respinte e rispedite al mittente. Le norme approvate dal Parlamento chiuderanno la missione dell’Unrwa a Gerusalemme Est. Qui venivano svolte diverse attività (sanitarie, legate all’istruzione e ai servizi civili) con il coinvolgimento di centinaia di migliaia di palestinesi. Stop anche alle attività sulla Striscia di Gaza e in Cisgiordania, dove l’agenzia operava in stretto contatto con le autorità israeliane nel fornire aiuti umanitari e altri servizi a sostegno della popolazione palestinese.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 29 ottobre 2024
Numeri così elevati solo nel 2013, anno della condanna dell’Italia da parte della Corte dei diritti dell’uomo; 77 i suicidi dall’inizio dell’anno. I detenuti nelle carceri italiane hanno superato quota 62mila. Era dal 2013, cioè dall’anno della sentenza Torreggiani con cui la Corte europea dei diritti dell’uomo aveva condannato l’Italia per i trattamenti inumani e degradanti generalizzati nelle carceri italiane, che non si registravano numero così elevati. Un dato sul quale attira l’attenzione il presidente dell’Associazione Antigone Patrizio Gonnella “Solo nell’ultimo anno sono quasi 3.000 i detenuti in più presenti nelle carceri, laddove i posti disponibili conteggiati dal ministero della Giustizia sono 51.196, mentre a metà ottobre sappiamo che tra questi 4.445 non lo erano realmente.
di Liana Milella
La Repubblica, 29 ottobre 2024
Domani incontro tra il Guardasigilli e le due commissioni Giustizia di Camera e Senato. Forza Italia rilancia le regole sui criteri di priorità dell’azione penale. Separazione delle carriere, stretta sulla durata delle intercettazioni, massimo 45 giorni, e sul sequestro degli smartphone, ritorno all’antica prescrizione berlusconiana, ma anche la nuova idea di Forza Italia di approfittare della legge Cartabia sui criteri di priorità dell’azione penale. Si discuterà di tutto questo - con l’idea di fissare un calendario stringente del lavoro parlamentare dei prossimi mesi - in una riunione che il Guardasigilli Carlo Nordio ha fissato per domani con le due commissioni Giustizia di Camera e Senato. Ci saranno, ovviamente, i tre sottosegretari, il forzista Francesco Paolo Sisto, il meloniano Andrea Delmastro Delle Vedove, il leghista Andrea Ostellari, i presidenti delle due commissioni, Giulia Bongiorno per il Senato e Ciro Maschio per la Camera, nonché i vice, ma anche i capigruppo d’aula e quelli delle due commissioni. Un parterre volutamente allargato per una strategia parlamentare che, come ha chiesto la premier Giorgia Meloni a Nordio, dev’essere molto stringente.
di Errico Novi
Il Dubbio, 29 ottobre 2024
La prima riunione alle 11 su intercettazioni e altre riforme in campo penale. Alle 15.30 il summit allargato sul “divorzio” giudici-pm. La prima dedicata agli interventi in campo penale, in programma alle 11. La seconda è in agenda per le 15.30 e riguarderà esclusivamente la separazione delle carriere. A voler concordare tempi e iter dei diversi provvedimenti è innanzitutto il guardasigilli Carlo Nordio, che ha convocato a casa propria il doppio summit. Nel caso del divorzio giudici- pm, il ministro punta a verificare le modifiche che i deputati di maggioranza intendono apportare alla riforma. L’obiettivo è concordare i (pochi) ritocchi da inserire nel ddl costituzionale.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 29 ottobre 2024
Gli spioni privati che alimentano il mercato dei dati sensibili fanno paura. Ma il modo migliore per tutelare la nostra privacy è ribellarsi con forza ad altre intrusioni nelle vite degli altri: quelle che hanno il bollino dello Stato. E se il vero scandalo fosse un altro e non quello che ci stiamo raccontando? Sono giorni, anzi mesi, che notizie come quelle che abbiamo letto sabato scorso, notizie che riguardano usi disinvolti di dati personali, usi spregiudicati di dati sensibili, accessi abusivi nelle vite degli altri, trovano spazio di tanto in tanto sulle pagine dei giornali. L’ultimo caso, quello più da rotocalco, riguarda le accuse che hanno investito due big della finanza, come Matteo Arpe e Leonardo Del Vecchio, indagati insieme a molti altri soggetti, compreso Enrico Pazzali, capo della Fiera di Milano, per accessi abusivi a dati a cui non potevano accedere e per aver cercato di produrre dossier compromettenti sui propri famigliari. Sono giorni, anzi mesi, che piccole e grandi storie di presunti dossieraggi fanno capolino sui giornali. Il caso più famoso, e forse più inquietante, finora, è ancora quello che riguarda l’ex pm Antonio Laudati e il tenente della Gdf Pasquale Striano, entrambi indagati nell’inchiesta della procura di Perugia sui presunti accessi abusivi alle banche dati della Direzione nazionale antimafia. Tra il caso Striano/Laudati e i casi della finanza milanese, poi, ce ne sono stati altri due che hanno animato per qualche istante le cronache dei giornali.
di Rita Rapisardi
Il Manifesto, 29 ottobre 2024
“Il codice identificativo è inutile perché l’identificazione di chi ha commesso violazioni è sempre avvenuta”, così parlava Matteo Piantedosi in un’intervista a giugno 2023. Ma forse il Ministro non sa ciò che avviene in molte delle richieste di archiviazione riguardanti le violenze in piazza contro i manifestanti. Facciamo un passo indietro. È il 5 dicembre 2023, il gruppo studentesco di destra decide di fare volantinaggio al Campus Einaudi a Torino, sede delle facoltà giuridiche. Un’azione annunciata, motivo per cui le forze dell’ordine quel giorno si fanno trovare, a loro difesa, numerose fuori dall’università: tre gruppi da trenta poliziotti l’uno, trenta carabinieri, più vari agenti della Digos.
di Maurizio Patriciello
Avvenire, 29 ottobre 2024
Avevi 15 anni e non ti abbiamo tutelato. Ti abbiamo confuso le idee. Non ti abbiamo insegnato a distinguere il bene dal male. ”Manuè… guagliò… ci hai spaccato il cuore”. Dimmi, ma che è successo l’altra notte? Perché avete imboccato quella strada, perché quella sfida, perché quell’odio, perché quelle pistole? Ma chi ve le ha date? Manuè, io non ce la faccio a immaginare i tuoi ultimi minuti di vita. Solo, sei morto desolatamente, disperatamente solo, nel cuore della nostra bella Napoli. Te ne sei andato - ti hanno cacciato - senza un bacio, senza una carezza. Sei stramazzato a terra come il più spietato dei camorristi. Mi piace pensare che siano venuti gli angeli a raccogliere il tuo ultimo rantolo. Hai gridato. Hai invocato. Hai sperato che qualcuno venisse a salvarti. Hai chiamato la tua mamma, vero? Non negare che non ci credo. Sei ritornato il bambino che avresti dovuto - e, forse, voluto - essere, accoccolato al sicuro tra le sue braccia.
di Paolo Nencioni
Il Tirreno, 29 ottobre 2024
Un detenuto italiano di 57 anni, originario di Pistoia, si è tolto la vita oggi, 28 ottobre, impiccandosi all’interno del carcere della Dogaia. Si tratta del quinto suicidio in meno di un anno nella casa circondariale di Maliseti, uno stillicidio iniziato nel dicembre 2023 e che già nei mesi scorsi aveva attirato l’attenzione della politica. La tragedia si è consumata durante la mattinata: alle 10,51 la centrale del 118 ha inviato in carcere un’ambulanza, che ha trasportato il detenuto all’ospedale, ma ormai non c’era più niente da fare.
di Francesco Pioppi
Il Resto del carlino, 29 ottobre 2024
Agenti accusati di torture in carcere, sentito un comandante della Polizia penitenziaria. Il legale del Garante nazionale dei detenuti si scaglia contro le tesi difensive. “Quelle lamette non sono mai esistite, ma se anche ci fossero state non è giustificabile la condotta dei poliziotti”. A dirlo è Michele Passione, avvocato del garante nazionale dei detenuti che si è costituito parte civile nel processo che vede imputati dieci agenti della polizia penitenziaria per l’accusa di tortura e lesioni nei confronti di un 40enne detenuto tunisino nel carcere di Reggio nell’aprile 2023. Tutto documentato dalle telecamere di sorveglianza, con un video che venne diffuso dall’Ansa.
- Udine. “Carcere di Via Spalato: chiudere la sezione del piano terra, subito”
- Cosenza. Migranti e detenuti diventano agricoltori, muratori, artigiani
- Vibo Valentia. Un ulivo per portare pace e speranza in carcere
- Roma. Giubileo, Papa Francesco aprirà il 26 dicembre la Porta Santa nel carcere di Rebibbia
- Messina. Da Icaro a Totò, il teatro nel carcere











