di Noemi di Leonardo
bolognatoday.it, 28 ottobre 2024
Una delegazione ha fatto un sopralluogo all’istituto minorile: “Situazione peggiorata rispetto all’anno scorso”. Il tema delle carceri bolognesi continua a temere banco, dalla Dozza all’Istituito Penale Minorile. Ieri è scattato l’allarme in via del Gomito, quando un detenuto ha dato fuoco a una cella, rendendo necessario evacuare l’intera sezione. Nei giorni scorsi una delegazione del sindacato di polizia penitenziaria, FP CGIL, hanno effettuato una visita al Pratello. Evidenti le problematiche, dalle carenze di organico di penitenziaria e dei funzionari giuridici pedagogici, evidenziando le varie problematiche, al pensionamento del direttore.
Corriere del Mezzogiorno, 28 ottobre 2024
Parte l’iniziativa “Prevenzione a Nisida: Noi Ci siamo”, nata con la collaborazione dell’ospedale Fatebenefratelli e l’Istituto penitenziario minorile: incontri con i giovani detenuti. L’Epatologia dell’Ospedale Fatebenefratelli di Napoli e l’Istituto Penitenziario Minorile di Nisida lanciano la campagna informativa “Prevenzione a Nisida: Noi Ci siamo”. L’iniziativa sarà presentata martedì 29 ottobre e si pone l’obiettivo di sensibilizzare e informare i giovani detenuti sulle modalità di trasmissione e prevenzione delle infezioni ematiche come HIV e HCV (epatite C).
ilbustese.it, 28 ottobre 2024
L’artista varesino realizzerà un murale nella sala colloqui della casa circondariale di Varese. L’inaugurazione il 5 novembre. Il progetto è stato finanziato dal Lions Club Varese Prealpi. Martedì 5 novembre alle 16, nella sala adibita ai colloqui del carcere di Varese, si terrà l’inaugurazione del murale realizzato dall’artista Andrea “Ravo” Mattoni. Andrea Ravo Mattoni è un artista nato a Varese e divenuto celebre in tutto il mondo dal 2016 per il suo progetto “Recupero del classicismo nel contemporaneo”: riprendendo la tradizione pittorica della copia, riproduce dipinti classici, risalenti principalmente al periodo tra il ‘400 e l’800, su grandi pareti con la tecnica dello spray.
di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 28 ottobre 2024
Spesso si sente dire: perché non si parla mai degli uomini uccisi dalle donne? Capita che a un incontro pubblico, in qualche titolo di giornale, in una discussione privata, ci sia qualcuno che a un certo punto dica: ci sono anche donne che uccidono uomini però non se ne parla mai. A parte il fatto che non è vero; le rare volte che succede se ne parla eccome. Ma quello che risulta fastidioso è la tracotanza di chi accende un faro sulle (pochissime) storie di violenza femminile convinto che sia giusto dare a quella violenza la stessa rilevanza che meritano - tutti assieme - i casi di uomini che si accaniscono contro le donne. Che poi: quando parliamo di violenza contro le donne spesso evochiamo unicamente il femminicidio ma come sappiamo c’è molto altro. C’è la violenza economica, con la quale si alzano muri per tenere prigioniera una donna in una relazione, soprattutto quando ci sono di mezzo dei figli. C’è la violenza psicologia, sottile e tagliente come lama di coltello. E ci sono moltissime donne che portano i segni della brutalità del partner: lividi, fratture, lesioni di vario genere non di rado gravi o gravissime.
di Francesca Ferri
Il Domani, 28 ottobre 2024
Si chiama proprio Sogno la protagonista del nuovo racconto dello scrittore, Premio Strega europeo 2019. Il suo viaggio viene raccontato usando il registro narrativo: “Permette di risvegliare l’intelligenza del cuore”. “C’era una volta Sogno, una ragazza bellissima. Sogno si chiamava così perché così avevano voluto i suoi genitori. Avevano pensato che fosse un dono, che Sogno fosse un nome magnifico in qualunque lingua. Non sapevano che ogni lingua considera il proprio sogno più bello di quello degli altri”. Sembra l’inizio di una fiaba, ma in realtà è la storia di un’orfana cresciuta dalla nonna in una città-discarica dove il mare s’intravede solo in lontananza oltre i cumuli di latta e il filo spinato. Nessun principe azzurro arriverà mai, nessuna carrozza a salvarla, nessun incantesimo a trasformare i suoi sogni in realtà. Il paese in cui vive l’eroina è un “inferno in cui da sempre correva il fuoco e scorreva il sangue. Uno di quei paesi che non conoscono mai tregua né respiro dove nei raccolti, invece che grano, riso e mais, si mietono migliaia di vite, animali e umane”.
Famiglia Cristiana, 28 ottobre 2024
Da tre anni il riconoscimento viene assegnato a persone o enti capaci di distinguersi in tema di disuguaglianza con atti e fatti a vantaggio delle proprie comunità di lavoro e di vita. La cerimonia di premiazione della terza edizione si è svolta il 26 ottobre a Firenze. Ecco i premiati. I divari socio-economici lacerano il mondo e anche il nostro Paese. Sembrano insormontabili. Eppure la disuguaglianza, come la povertà, non è inevitabile. Si può denunciare e, soprattutto, contrastare. Lo possono fare i giornalisti tutti coloro che lavorano nella comunicazione. Lo può fare il mondo dell’associazionismo, così come quello delle imprese, a partire dalle startup innovative.
di Ferdinando Cotugno
Il Domani, 28 ottobre 2024
Sugli stranieri che lavorano nei campi pesano tutte le disfunzionalità del sistema agricolo italiano. “Sono tendenti alla depressione, hanno ansia continua, che porta all’abuso di sostanze”. Il Rivotril è un potente ansiolitico, può essere usato anche per trattare gravi sindromi da stress post-traumatico. Questo farmaco sta diventando una delle sostanze più spacciate e consumate, fuori da ogni controllo medico, negli insediamenti informali - sarebbe più accurato definirli campi profughi - dove alloggiano i braccianti stranieri nella Piana di Gioia Tauro. In Calabria sta per cominciare la stagione della raccolta degli agrumi e l’abuso di Rivotril è un indizio di come sta evolvendo l’emergenza cronica dell’agricoltura italiana: una crisi di salute mentale tra le persone stranieri che lavorano i campi. La tendopoli di San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria, è l’insediamento più grande dell’area, a regime accoglierà quasi un migliaio di lavoratori, sulle tende si legge ancora il logo sbiadito del ministero dell’Interno, anche se ormai qui non c’è più nessuna vera presenza pubblica.
di Elena Comelli
Corriere della Sera, 28 ottobre 2024
In ritardo il Paese su tutti i 17 Obiettivi: tra 2010 e 2023 peggioramenti su 5 Goal. Dati negativi per povertà e disuguaglianze. Enrico Giovannini: “Dalla politica scelte inadeguate”. L’Italia è su un sentiero di sviluppo insostenibile. Lo dice il Rapporto annuale dell’Alleanza per lo sviluppo sostenibile, frutto della competenza di quasi mille esperti che operano nei suoi gruppi di lavoro, rappresentando le oltre 320 organizzazioni della società civile aderenti all’Alleanza. “Gli indicatori statistici più aggiornati descrivono con chiarezza il drammatico ritardo dell’Italia su tutti i 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030”, precisa Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’Alleanza. E siamo a soli sei anni dal traguardo.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 27 ottobre 2024
In tutta Italia circa il 12 per cento dei detenuti ha una diagnosi psichiatrica grave, in totale quasi seimila persone. Se si aggiungono altre patologie, le percentuali aumentano. Bocci (Pd) ha raccolto i dati della Lombardia. “Il carcere è tossico, nuoce alla salute, soprattutto quella mentale. Occorre partire da qui per capire davvero qualcosa sui rapporti tra detenzione e salute mentale”. Lo scrive Michele Miravalle nel ventesimo rapporto dell’associazione Antigone sulle condizioni di detenzione, il titolo è “Nodo alla gola”, per informare “un’opinione pubblica troppo distratta” sulle condizioni delle carceri italiane e sui “troppi morti che siamo costretti a contare”.
di Luca Sablone
Il Giornale, 27 ottobre 2024
Il Guardasigilli blinda la separazione delle carriere e la riforma del Csm. E sullo scandalo dossieraggi assicura: “Volevano minare la stabilità del governo, ma l’esito è stato contrario”. Nessun passo indietro. Carlo Nordio tira dritto e lancia un messaggio chiarissimo alle toghe: il dialogo istituzionale è doveroso, ma il governo non intende arretrare e rinunciare alla riforma della giustizia. Non si tratta solo di un’urgenza per consegnare al Paese un sistema migliore, ma anche di uno snodo importante per rispettare il mandato ricevuto dagli elettori il 25 settembre 2022. Il Guardasigilli non ha usato mezzi termini: su intercettazioni, Csm e separazione delle carriere non sono immaginabili compromessi al ribasso.
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