di Andrea Reale*
Il Fatto Quotidiano, 27 ottobre 2024
Giustizia “pregiudiziale”, provvedimenti “abnormi”, giudici “ayatollah”, giustizia “politicizzata”: sono solo alcune delle espressioni utilizzate da importanti membri del governo italiano in queste ore per definire i provvedimenti giurisdizionali adottati dal Tribunale di Roma qualche giorno fa, a seguito di domande di protezione internazionale avanzate da cittadini stranieri condotti nel nuovo centro di accoglienza in Albania in attesa di rimpatrio. Peccato che la politica non sappia fare i conti con gli obblighi internazionali ai quali anche l’Italia soggiace - da svariati decenni, per la verità - a seguito dell’adesione all’Unione Europea. Invece che prendersela con sé stessa e con le scelte coraggiosamente e meritoriamente assunte da Politici italiani del calibro di Altiero Spinelli e Alcide De Gasperi, certi importanti esponenti delle Istituzioni colgono l’occasione per dare fuoco, assistiti da veri e propri cannoni mediatici, all’ennesimo “scontro” (ma forse sarebbe più appropriato parlare di attacco unilaterale) con la magistratura.
di Flaminia Camilletti
La Verità, 27 ottobre 2024
Il ministro della Giustizia studia norme ad hoc: verso un sistema di riconoscimento senza accessi da remoto. Il gigantesco e allarmante mercato dei dati riservati, così come lo chiama oggi il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, apre un vaso di pandora di cui è difficile scorgere il fondo e per cui appare difficile pensare di porre un argine con gli strumenti attualmente a disposizione. Per questo il ministro della Giustizia Carlo Nordio torna con maggior forza sulla riforma della giustizia. “Credo che non siamo al sicuro e non saremo al sicuro fino a quando la legge da una parte e la tecnologia a nostra disposizione non sarà riuscita ad allinearsi con la tecnologia a disposizione della criminalità”.
di Raffaella Calandra
Il Sole 24 Ore, 27 ottobre 2024
Le reazioni dei minori detenuti, dopo l’omicidio di Emanuele Tufano a Napoli. “Così si rischia di morire a 15 anni”. Potevano esserci loro. Al posto di Emanuele Tufano o al posto di chi l’ha ucciso a 15 anni, l’altra notte nel centro storico di Napoli. Potevano esserci loro, sia da una parte che dall’altra. Stesi per terra con un lenzuolo bianco addosso e molteplici buchi in corpo. Oppure indagati, dopo aver impugnato una o più armi, sempre più potenti, sempre più facili da trovare anche da parte di chi non ha fino in fondo la consapevolezza né del loro uso né delle effettive conseguenze. Loro sono i ragazzi dell’Istituto penale minorile di Nisida e con i protagonisti dell’ultima drammatica storia di cronaca nera, consumata nella notte tra il 24 e il 25 ottobre nel centro storico della città, o con i protagonisti di tutte le altre più o meno note degli ultimi anni, condividono l’età, il modo di parlare e il contesto di provenienza. Un tempo, neanche troppo lontano, anche il taglio di capelli e il modo di pensare.
cgillecce.it, 27 ottobre 2024
Una delegazione della Cgil e della Fp Cgil ha incontrato la direttrice del carcere. “Sovraffollamento al 40% e carenza di organico sconfessano la Costituzione”. I numeri “estremi” dell’attività del Nucleo Traduzioni e Piantonamenti. “Migliorare le condizioni di vita e di lavoro a Borgo San Nicola”. Nei giorni scorsi una delegazione provinciale della Cgil e della Fp Cgil è stata ricevuta dalla direttrice della casa circondariale, Maria Teresa Susca, per aprire un’interlocuzione sulle problematiche vissute dagli agenti penitenziari. E anche da chi nel carcere è costretto a viverci per espiare una pena. È emerso un quadro allarmante. Borgo San Nicola “ospita” 1.200 persone laddove dovrebbero essercene al massimo 740, con un tasso di sovraffollamento che sfiora il 40%.
di Marina Mingarelli
Il Messaggero, 27 ottobre 2024
La denuncia della famiglia: “Peggiora di giorno in giorno”. Il detenuto, affetto da un tumore, non sarebbe stato curato nei tempi e nei modi adeguati, per tale motivo i familiari hanno fatto scattare la denuncia. “Sono quattro mesi - scrivono - che il nostro parente un malato oncologico detenuto nel carcere di Frosinone la cui salute peggiora di giorno in giorno, attende di essere visitato. Nonostante le sue gravi condizioni nessuno si attiva per poterlo curare”. Per tale motivo hanno puntato l’indice nei confronti del dirigente medico del carcere di Frosinone e dell’Azienda Sanitaria Locale, mettendo nero su bianco le possibili “mancanze”. Dal mese di settembre dello scorso anno il detenuto, un 38enne che risiede a Supino, sta scontando una pena definitiva.
di Raffaele Strocchia
viterbotoday.it, 27 ottobre 2024
La rivelazione sul 36enne trovato senza vita a Mammagialla raccolta durante le indagini difensive della famiglia: “Non si è suicidato. Piangeva, urlava e chiedeva aiuto”. Nuovi sviluppi sulla morte del detenuto Andrea Di Nino. Secondo un supertestimone della famiglia, il 36enne romano trovato morto nel carcere di Viterbo il 21 maggio 2018 non si sarebbe suicidato nella cella d’isolamento di Mammagialla ma sarebbe stato vittima di un presunto pestaggio mortale. A riportare questa versione dei fatti è Tonino Lazzarini, uno degli otto fratelli di Di Nino, padre di cinque figli. La rivelazione, raccolta dall’avvocato della famiglia Nicola Trisciuglio nell’ambito di indagini difensive durante le quali sono state sentite diverse persone, indicano che il testimone avrebbe assistito a un’aggressione fatale: “Andrea fu ucciso. Ho visto che, dopo essere entrati in cella, lo hanno portato via morto. Ho sentito che lo pestavano. Andrea piangeva, urlava e chiedeva aiuto”.
di Angela Stella
L’Unità, 27 ottobre 2024
Accolta la richiesta delle parti civili. L’uomo, sordomuto di etnia rom, precipitò dalla finestra della sua camera a Primavalle durante un controllo di polizia. A causa delle gravi ferite trascorse otto mesi in ospedale. L’Associazione 21 luglio parte civile. Il ministero dell’Interno è stato citato come responsabile nel procedimento che vede imputati tre poliziotti coinvolti nella vicenda di Hasib Omerovic, giovane sordomuto di etnia rom precipitato il 25 luglio 2023 dalla finestra della sua camera nel suo appartamento a Primavalle, durante una attività di controllo da parte degli agenti. Lo ha deciso ieri il gup di Roma all’udienza preliminare che si è svolta a piazzale Clodio, accogliendo una istanza delle parti civili.
Il Resto del Carlino, 27 ottobre 2024
Convegno a Bologna sul drammatico fenomeno dei suicidi in carcere, con la partecipazione di importanti figure istituzionali e politiche. Obiettivo: trovare soluzioni concrete per affrontare l’emergenza. Il cardinale Matteo Zuppi presidente della Cei, il vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, la deputata e responsabile Giustizia del Pd Debora Serracchiani, la senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi e Rita Bernardini, ex parlamentare radicale e presidente dell’associazione ‘Nessuno tocchi Cainò sono gli ospiti del convegno ‘Il drammatico fenomeno dei suicidi in carcere: un’emergenza non più rinviabilè organizzato per martedì, a Bologna, dalla locale Camera penale. L’appuntamento è sulla scia di una serie di iniziative di concerto con l’Unione delle Camere Penali Italiane, come la maratona oratoria sul tema, dell’8 luglio. L’incontro, nell’ex cinema Castiglione di piazza di Porta Castiglione 3, dalle 15.30 alle 19.30.
di Beatrice Branca
Corriere di Verona, 27 ottobre 2024
In 3mila si sono presentati ieri al corteo dedicato al 26enne Moussa Diarra per chiedere verità e giustizia sulla sua morte, ucciso in stazione la scorsa domenica. Ci sono stati alcuni momenti di tensione contro la polizia davanti al tribunale. “Moussa non era un criminale. Vogliamo sapere perché è stato ammazzato. Vogliamo giustizia”. Queste parole sono state più volte ripetute durante il corteo partito ieri da piazza Bra e chiusosi alla stazione di Porta Nuova, dove la scorsa domenica il 26enne maliano Moussa Diarra è stato ucciso con un colpo di pistola da un agente della Polfer contro cui il giovane si sarebbe scagliato brandendo un coltello. Al corteo, organizzato per ricordare Moussa e chiedere verità sulla sua morte, hanno partecipato in 3mila tra cui il fratello Djembang, che ha però preferito rimanere in silenzio.
di Gianni Vigoroso
ottopagine.it, 27 ottobre 2024
Il Garante Ciambriello: “Una giornata di inclusione sociale valorizzando lo sport e la cultura”. Oggi un’esperienza unica vissuta con alcuni detenuti del carcere di Secondigliano - reparto Mediterraneo, che nella prima mattinata si sono recati ad Acerra, per svolgere una partita di calcio con il Team Pino N 7 Style. Una giornata di inclusione sociale e di crescita umana, attraverso lo sport e la cultura che è il valore della bellezza. Il calcio di inizio è stato dato dal Garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Samuele Ciambriello e dalla Consigliera regionale della Campania Vittoria Lettieri. Dopo la partita, i detenuti sono stati ospiti della Consigliera regionale Vittoria Lettieri in una pizzeria di Acerra “Vincenzo Di Fiore”, insieme ai loro familiari che sono accorsi a vederli. Subito dopo pranzo, nel primo pomeriggio, i detenuti insieme al Garante, si sono recati al Museo Donnaregina - Diocesi di Napoli. Il Garante Ciambriello ha dichiarato: “Oggi è stato un buon connubio, lo sport come luogo di valori positivi spazio di lealtà e di amicizia, palestra di impegno. La cultura e la bellezza per alimentare in noi valori positivi. Un pranzo consumato fuori dalle mura del carcere come un grande segnale di umanità, semplicità ed inclusione sociale”.
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- Asti. A teatro in carcere: in scena la compagnia formata da 15 detenuti
- Perugia. “Golose Evasioni 2024”, al carcere di Capanne cena di gala preparata dai detenuti chef
- Il coraggio delle Donne del Muro Alto
- Il potere della scrittura: premiate le voci dei detenuti al premio letterario “Città di Castello”











