di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 25 febbraio 2025
Oggi la Corte costituzionale terrà l’udienza pubblica sulla questione di legittimità dell’articolo 41 bis, nella parte in cui prevede che i detenuti possano usufruire di sole due ore d’aria. Sarà audito l’avvocato Valerio Vianello Accorretti, del foro di Roma, difensore di Giovanni Birra, un detenuto sottoposto al regime differenziato nel supercarcere di Bancali, in Sardegna. Grazie al suo ricorso, il magistrato di sorveglianza di Sassari ha sollevato la questione di costituzionalità, ritenendola rilevante per la presunta violazione di articoli fondamentali della Costituzione. La disciplina delle ore d’aria ha già registrato evoluzioni in passato, in linea con i principi costituzionali. Si pensi alla sentenza della Cassazione del 2019, che stabilì come i detenuti nel 41 bis abbiano diritto a due ore di permanenza all’aperto, salvo “motivi eccezionali”.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 25 febbraio 2025
Per la Suprema corte il lavoro carcerario è tanto più rieducativo quanto più è uguale a quello dei liberi. Stessi diritti dunque previdenza compresa. Il detenuto ha diritto all’indennità mensile di disoccupazione se il lavoro svolto in carcere finisce non per sua volontà. La Cassazione ricorda che il rapporto di lavoro del detenuto alle dipendenze della Pubblica amministrazione penitenziaria va considerato come un ordinario rapporto di lavoro, malgrado la sua particolare regolamentazione normativa. Via libera agli stessi diritti goduti dai lavoratori esterni, a iniziare dalla Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego (Naspi).
di Mario Parolari
Corriere del Trentino, 25 febbraio 2025
Dai 32 Enti lavoro e iniziative sociali per sostenere i carcerati. Fugatti: “Trentino innovatore”. Da tutto il Trentino Alto Adige e dagli organi di governo, 32 soggetti firmatari tra enti e istituzioni si sono impegnati a dar vita al Distretto dell’Economia Solidale: “Per il reinserimento sociale e lavorativo delle persone in esecuzione penale”. “È motivo di orgoglio vedere riuniti attorno a questo tavolo tutti gli attori principali della nostra comunità, in un percorso innovativo a livello nazionale”. Il tavolo a cui fa riferimento il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti è quello attorno a cui ieri 32 soggetti firmatari si sono impegnati a dar vita al Distretto dell’Economia Solidale (Des): “Per il reinserimento sociale e lavorativo delle persone in esecuzione penale”.
di Sara Pizzorni
Cremona Oggi, 25 febbraio 2025
Un detenuto italiano di circa 40 anni psichiatrico si è tolto la vita questa mattina nel carcere di Cremona. Lo ha reso noto Uilpa Polizia penitenziaria, attraverso il suo segretario generale Gennarino De Fazio. “Si tratta”, ha spiegato De Fazio, “di un detenuto accusato di reati a sfondo sessuale e contro la persona”. L’uomo si è tolto la vita impiccandosi. A nulla sono valsi i soccorsi. “Sale così a 13 la drammatica conta dei reclusi che si sono tolti la vita dall’inizio dell’anno”, ha dichiarato De Fazio, “cui bisogna aggiungere un operatore. Siamo palesemente di fronte a una carneficina a cui non si pone, di fatto, alcun argine efficace e che testimonia ancor di più, qualora ce ne fosse bisogno, la drammaticità dell’emergenza penitenziaria”. “Anche la casa circondariale cremonese, con 551 detenuti presenti a fronte di 382 posti disponibili”, ha continuato il sindacalista, “si caratterizza per forte sovraffollamento e, con 180 agenti quando ne servirebbero almeno 335, per pesantissima carenza di personale”.
La Sicilia, 25 febbraio 2025
I familiari dei detenuti hanno presentato querela alla Procura di Agrigento. Le famiglie di tre detenuti nel carcere di Agrigento hanno presentato alla Procura di Agrigento una querela denunciando le “condizioni disumane dell’istituto di pena” in cui verrebbe commessa “una violazione sistematica dei diritti fondamentali e una tortura silenziosa”. A parlare sono Angela Crugliano, Concetta Pirito ed Erminia Cotena, mogli e sorelle di detenuti, sostenute dall’avvocata Guendalina Chiesi, vicepresidente dell’associazione “Quei Bravi ragazzi family Onlus” a cui i familiari si sono rivolti. Il documento, indirizzato anche al Garante nazionale dei detenuti e al ministro della Giustizia Carlo Nordio, descrive un quadro drammatico. I carcerati patirebbero un freddo insopportabile e sarebbe vietato alle famiglie di introdurre giubbotti imbottiti, lenzuola di pile e scaldacollo, nonostante l’assenza di riscaldamento.
di Valentina Murrieri
lecceprima.it, 25 febbraio 2025
I detenuti si raccontano. Abbiamo incontrato tre ospiti dell’istituto penitenziario leccese, chiacchierando liberamente sul passato, sul percorso di introspezione ed elaborazione dei propri errori all’interno della struttura e del futuro che li attende fuori. “Il carcere fino a pochi anni fa non era pensato per le donne: non ci erano consentiti neppure trucchi e colore per capelli”. Uno. Due. Poi la terza spinta sulla porta antipanico che non si apre. Alle spalle, la voce dell’agente della polizia penitenziaria: “L’aiuto io. Questo è il segno di come qui sia facile entrare, ma poi tanto difficile uscire”. Una “città nella città” l’ha definita una delle detenute che abbiamo ascoltato. Con una popolazione di mille e 200 abitanti, quella di Borgo San Nicola è la più grande struttura detentiva di Puglia, dato confermato la direttrice Mariateresa Susca nell’intervista di cui riferiamo in un articolo a parte. Un microcosmo con regole tutte sue, dove la concezione di spazio e di tempo non segue le stesse logiche del mondo esterno.
di Valentina Murrieri
lecceprima.it, 25 febbraio 2025
Dopo aver diretto altri istituti penitenziari della Puglia, dal marzo del 2022 Mariateresa Susca è alla guida di quello leccese. L’abbiamo incontrata per affrontare i temi del sovraffollamento, del crescente numero dei suicidi e, più in generale, della finalità rieducativa e risocializzante cui la pena deve tendere. Con la sua popolazione di circa mille e 200 persone, quello di Borgo San Nicola è il più grande istituto penitenziario della Puglia. Degli ospiti una novantina di sesso femminile: sessanta nel circuito media sicurezza, le restanti in quello alta sicurezza, circuito quest’ultimo che ospita anche circa 200 uomini. Una “città nella città”, come lo definiscono le stesse persone detenute (e di cui riferiamo in un articolo a parte). Una realtà solo immaginata dagli abitanti di Lecce, resa distante non tanto dalle grosse mura di cemento armato, quanto dai tabù che spesso ne orlano il racconto.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 25 febbraio 2025
“Altro diritto” contesta il requisito della cittadinanza italiana e diffida Palazzo Vecchio. “Il bando per il garante dei detenuti è discriminatorio: prevede solo candidati italiani”. Con questa motivazione l’associazione “Altro diritto” ha presentato una diffida al Comune di Firenze sull’elezione del prossimo garante dei detenuti. Ecco il passaggio sotto accusa: “Alla carica di Garante per i diritti delle persone private della libertà personale è preposto un/a cittadino/a italiano/a con comprovata competenza nel campo delle scienze giuridiche, dei diritti umani, oppure nel campo delle attività socio-sanitarie negli Istituti di prevenzione e pena e nei Servizi sociali, oltre che con esperienze acquisite nella tutela dei diritti”. Secondo Altro diritto questo requisito “si pone come discriminatorio nella parte in cui non consente la possibilità di partecipare a tale avviso anche ai cittadini europei, nonché di Paesi terzi che godono del diritto della parità di trattamento”. L’associazione invita Palazzo Vecchio a modificare il regolamento, riaprendo così il bando per il successore di Eros Cruccolini. Ad accorgersi della discriminazione è stata proprio una volontaria di “Altro diritto”, un’avvocatessa di origini brasiliane che voleva candidarsi alla carica di Garante, Maria Luisa Caixa, sposata con un cittadino italiano e madre di figlio italiano.
di Valentina Paiano*
Il Resto del Carlino, 25 febbraio 2025
Gli studenti della scuola Orceoli riflettono sulle condizioni dei reclusi grazie alla storia di uno di loro. Antonio porta tra i banchi la sua esperienza: “Sono stati anni difficili, la vita in prigione è dura e spietata”. Tra le varie esperienze che la nostra classe ha affrontato negli ultimi mesi, la più significativa è stata sicuramente l’opportunità di incontrare un ex detenuto del carcere di Forlì. Abbiamo riflettuto su che cosa sia la legalità e imparato a darle il giusto valore. Era il 25 novembre scorso quando nell’Aula Magna della scuola Orceoli, abbiamo ascoltato il racconto di Antonio, che ci ha regalato la sua storia personale per invitarci a riflettere sulle conseguenze delle nostre scelte. Accanto a lui l’ex vicecomandante del carcere di Forlì, Mariateresa D’Agata, che ci ha fornito un punto di vista diverso sulla vita in carcere, ma sempre con parole cariche di umanità e possibilità di riscatto.
primapaginatrapani.it, 25 febbraio 2025
Un momento di gioia per le famiglie dei detenuti della Casa Circondariale di Trapani. Fondata a Messina il 1° dicembre 2008 da Michele Recupero, la Crivop Italia Odv è attualmente attiva in sette regioni italiane e opera in oltre 20 istituti penitenziari, grazie all’impegno di circa 190 volontari. L’attività nel settore penitenziario ha avuto inizio nel marzo 2006, prima in forma informale e, dal 1° dicembre 2008, con una struttura ufficiale. La Crivop Italia Odv si dedica al sostegno morale e materiale di numerosi detenuti e persone sottoposte a misure alternative, fornendo supporto anche alle loro famiglie. L’8 febbraio 2021, è stato siglato un protocollo d’intesa nazionale con il Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di Roma, rinnovato il 24 giugno 2024, a conferma dell’impegno costante per la riabilitazione e il reinserimento sociale dei detenuti.
- Palermo. Nella sartoria che ricuce le vite
- Varese. “Benvenuti in galera”: il film che racconta il carcere tra riscatto e ristorazione
- “I miei studenti detenuti”, le storie di vita possibile ora raccolte in un libro
- L’Italia è il Paese più sicuro d’Europa. Ma la percezione vince sulla realtà
- Quel racconto sull’insicurezza che conviene ai professionisti della paura









