di Valentina Stella
Il Dubbio, 15 febbraio 2025
Il vertice è previsto una settimana dopo lo sciopero del 27 febbraio, che potrebbe essere boicottato dai giovani magistrati. “Siamo lieti di poter incontrare il presidente del Consiglio il prossimo 5 marzo. A lei esporremo le ragioni della radicale contrarietà alla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere e riteniamo che la salvaguardia della giurisdizione sia una assoluta emergenza per l’intera comunità nazionale. Chiediamo inoltre di incontrare, appena possibile, anche i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione in modo da esporre con chiarezza ed esaustività a tutte le forze il nostro punto di vista”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 15 febbraio 2025
La Cassazione, sentenza 5842/2025, chiarisce che l’aggravante ricorre nel caso in cui l’agente, al momento del fatto, abbia già riportato almeno un precedente specifico. Linea dura della Cassazione nella interpretazione del cd. decreto Caivano per chi reitera il reato di spaccio di lieve entità. La Terza Sezione penale, sentenza n. 5842/2025, ha affermato che l’elemento “specializzante” della “non occasionalità”, richiesto per l’integrazione dell’ipotesi circostanziata di cui all’articolo 73, co. 5, secondo periodo, Dpr ottobre 1990, n. 309, ricorre nel caso in cui l’agente, al momento del fatto, abbia già riportato almeno un precedente specifico, sicché la circostanza deve ritenersi contestata in fatto ove sia contestata la recidiva specifica.
di Nadia Somma Caiati*
Il Fatto Quotidiano, 15 febbraio 2025
È arrivata un’altra condanna per l’Italia da parte della Cedu in materia di violenza domestica per violazione dell’articolo 3 della Convenzione dei diritti umani: “Nessuno può essere sottoposto a trattamenti inumani e degradanti”. Le autorità italiane - secondo i giudici di Bruxelles - non hanno agito con sufficiente tempestività e ragionevole diligenza dimostrando incapacità nel condurre le indagini e non hanno garantito che l’autore del reato fosse perseguito e punito senza indebiti ritardi. Tantomeno tennero conto del problema specifico della violenza domestica e di conseguenza non fornirono una risposta proporzionata alla gravità dei fatti denunciati dalla ricorrente, agendo “in spregio al loro obbligo di garantire che l’accusato di minacce e molestie fosse processato rapidamente e non potesse quindi beneficiare della prescrizione”.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 15 febbraio 2025
Suicidio nel carcere di Sollicciano a Firenze, a distanza di un giorno dal suicidio nel carcere di Prato. A perdere la vita è stato un detenuto romeno di 39 anni che era ancora in attesa di giudizio. L’uomo si è impiccato con un laccio rudimentale all’interno del bagno della sua cella, che aveva chiuso dall’interno. Ad accorgersi del suicidio, sia il compagno di cella che gli agenti penitenziari. Inutili sono stati i soccorsi. “Quello successo stamani è un’ennesima triste pagina dell’istituto fiorentino” - ha commentato Antonio Mautone, segretario generale territoriale della Uil-Pa Polizia Penitenziaria di Firenze.
notiziediprato.it, 15 febbraio 2025
La denuncia della Fp Cgil: “Non vorremmo fare anche quest’anno la triste conta delle vittime”. Entrambi gli istituti sono privi di direttore effettivo. Un detenuto marocchino di 32 anni si è suicidato in una cella del reparto di media sicurezza nel carcere della Dogaia a Prato. La scoperta è stata fatta nel pomeriggio di ieri, venerdì 14 febbraio. Inutili i soccorsi: quando i medici sono intervenuti, per l’uomo non c’era già più niente da fare. Il 32enne si è tolto la vita inalando il gas del fornellino che usava in cella. È il primo suicidio alla Dogaia dall’inizio dell’anno. È stata disposta l’autopsia per fare piena luce sull’accaduto mentre i rilievi sono stati affidati alla polizia scientifica.
di Filippo Fiorini
La Stampa, 15 febbraio 2025
Wajdi Hella si è ucciso il 30 dicembre all’1,40. 10 mesi scontati e due anni ancora da fare, per spaccio e resistenza a pubblico ufficiale. Da 28 giorni era stato trasferito dal carcere di Ferrara a quello di Piacenza. Aveva 27 anni. La settimana prossima, il 20 febbraio, l’avvocato Luca Romagnoli lo avrebbe accompagnato davanti al giudice di sorveglianza di Bologna, per sapere se accoglieva la sua istanza di affidamento in prova: una cooperativa della provincia di Pisa, aveva accettato di farlo lavorare con loro. Dal giorno della sua morte, circolano strane voci. La Polizia penitenziaria avrebbe saputo in anticipo che lui stava per impiccarsi, ma per qualche motivo lo ha lasciato fare.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 15 febbraio 2025
La foto è lì, a ricordare un ultimo gesto di umanità in un sistema che sembra averla dimenticata. Patricia Nike, 54 anni, nigeriana, malata e fragile, piange disperata tra le braccia di un’agente penitenziaria durante la visita di Papa Francesco al carcere di Rebibbia nel marzo 2024. Il Pontefice le accarezza il volto, promettendo preghiere. Nove mesi dopo, il 12 gennaio 2025, Patricia muore sola in una cella del carcere Pagliarelli di Palermo, dopo un trasferimento inspiegabile e una sequenza di negligenze che oggi la senatrice Ilaria Cucchi (Alleanza verdi e sinistra) cerca di portare alla luce con un’interrogazione parlamentare indirizzata ai ministri della Giustizia e della Sanità. Il caso, ricordiamo, è stato sollevato da Claudio Bottan, autore della rivista Voci dentro fondata da Francesco Lo Piccolo.
sulpanaro.net, 15 febbraio 2025
La Procura di Modena ha aperto un fascicolo per omicidio colposo per far luce sulla morte, avvenuta lo scorso 3 febbraio al carcere di Sant’Anna, del 27enne Mohamed Doubali. Il giovane marocchino venne trovato senza vita alla mattina, probabilmente per un’ingestione eccessiva di farmaci. Come riporta la stampa locale, l’uomo aveva una normale prescrizione di farmaci, essendo in cura presso il SerD di Modena. Aveva problemi di droga, ma era seguito anche dal centro per la salute mentale. Il 29 gennaio era stato visto da uno psicologo e, dopo questa visita, gli era stato tolto il rischio suicidario lieve che aveva in precedenza. Poi, il 3 febbraio è stato rinvenuto senza vita.
bolognatoday.it, 15 febbraio 2025
L’assessora comunale Matilde Madrid: “Una decisione sopra la testa degli enti territoriali”. Una decisione “sopra la testa degli enti territoriali” e che “a questo punto pare inderogabile e non ritirabile”. L’assessora al Welfare del Comune di Bologna Matilde Madrid accoglie così la decisione di trasferire una cinquantina di detenuti provenienti da istituti minorili al carcere della Dozza. Questa sarebbe una novità in tutto e per tutto, visto che il penitenziario bolognese non aveva mai accolto detenuti minorenni. Il condizionale è d’obbligo, visto che non è ancora chiaro se i reclusi saranno effettivamente minori di 18 anni o solamente provenienti da istituti minorili. Attualmente, infatti, la carcerazione in un istituto di questo tipo è possibile fino all’età di 25 anni.
di Giuseppe Crimaldi
Il Mattino, 15 febbraio 2025
Lo aveva spiegato nel suo primo discorso dopo la nomina, ci era tornato poi in occasione dell’intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario: “Le carceri rappresentano l’umanità dolente che interpella la coscienza di tutti noi, sia come magistrati sia come cittadini, e si deve fare di più perché non ci sia solo la realizzazione della pena ma anche l’umanità”. Parole cariche di significato, quelle del procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli. Alle parole seguono i fatti: dopo Nisida, Aldo Policastro ha voluto visitare le “aree trattamentali” dell’Istituto penitenziario di Secondigliano, consapevole del fatto che la giustizia giusta è, sì, quella che condanna i colpevoli, ma lo è due volte quando concorre ad offrire un’opportunità ai detenuti.
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