tusciaup.com, 21 settembre 2024
Lunedì 23 settembre dalle ore 10.00 alle ore 12.00 presso l’OpenHub Lazio di Viterbo sito in via Luigi Rossi Danielli 11, si svolgerà la tavola rotonda dal titolo “Nessun uomo è un’isola. Istituti di Pena: una risorsa da scoprire; Le potenzialità dei detenuti per il tessuto economico e sociale del territorio”, evento co-progettato con G.A.V.A.C. ODV (Gruppo Assistenti Volontari Animatori Carcerari). Il G.A.V.A.C. è un’associazione viterbese che opera nel carcere da 50 anni, ne conosce bene le problematiche ed è consapevole che non siano di facile soluzione. Tra i temi più ricorrenti di questi giorni si discute nuovamente del sovraffollamento negli Istituti penitenziari e delle conseguenze che ne derivano.
di Roberto Tartara
comune.torino.it, 21 settembre 2024
Palazzo Barolo ha ospitato ieri pomeriggio il quarto appuntamento del ciclo di conferenze sul mondo carcerario nell’ambito delle iniziative per il 160esimo anniversario della morte della marchesa Giulia Falletti di Barolo. Organizzato da Opera Barolo in collaborazione con il settimanale diocesano La Voce e il Tempo l’incontro è stato introdotto da Sonia Schellino dell’Opera Barolo con una tavola rotonda composta da Wally Falchi della Caritas diocesana “Le Due Tuniche”; Adriano Moraglio dell’associazione “La goccia di Lube”; Pier Giuseppe Rossi, direttore degli Asili Notturni Umberto I” di Alessandria; Michele Burzio, diacono del carcere “Lorusso e Cutugno” e presidente dell’associazione Volontari di San Martino; Silvia Orsi dell’associazione “Carlo Tancredi e Giulia di Barolo”.
di Romano Francardelli
La Nazione, 21 settembre 2024
Porte aperte al carcere di Ranza per la disciplina dello sport: dalla palla tonda del calcio a quella ovale del Rugby, dai gol alle mete. Progetto di integrazione sociale per il recupero dei detenuti attraverso lo sport per andare in meta sia dal nuovo rugby di Ranza a quello sperimentato alle Sughere di Livorno. La presentazione ieri mattina in sala del consiglio del palazzo comunale dal padrone di casa il sindaco Andrea Marrucci con a fianco l’assessora regionale alle politiche sociali Serenella Spinelli, dal presidente comitato toscana Rugby Riccardo Bonaccorsi, con alcuni esponenti nazionali della Federazione Italiana della disciplina dello sport e salute e di esponenti di squadre Old toscane Rugby.
di Elena Scarici
Corriere del Mezzogiorno, 21 settembre 2024
Concerto per i detenuti del cantautore napoletano e fuori programma romantico con la proposta di matrimonio di uno psicologo che lavora nel penitenziario come volontario. Dichiarazione d’amore in carcere. È successo stamattina, nel penitenziario di Poggioreale, nel corso del concerto del noto cantautore napoletano Andrea Sannino sulle note di una delle sue canzoni più famose “Abbracciame”. Al termine della manifestazione, in un’atmosfera di grande emozione e commozione, uno dei volontari che opera nella struttura detentiva, lo psicologo Marco, stretto collaboratore del Garante regionale dei detenuti, Samuele Ciambriello, che ha organizzato il concerto, si è inginocchiato e ha chiesto alla sua compagna Olimpia di sposarlo, tra l’incredulità della fidanzata e la gioia e le lacrime di lei, dei 150 detenuti presenti, degli altri volontari e di tutti i presenti. Un momento bellissimo che ha regalato ulteriore emozione ad una manifestazione già ricca di grande carica sentimentale.
di Filippo di Chio
open.online, 21 settembre 2024
La giudice Tomai: “Il carcere per i minorenni? L’extrema ratio”. Nel tardo pomeriggio della prima giornata del Festival di Open a Milano è stato presentato in anteprima il documentario “Giudizio sospeso”, che porta la firma dei giornalisti Alessandra Mancini e Felice Florio. Un viaggio nel mondo di quei giovani che si sono trovati a dover fare i conti con la giustizia prima dei diciotto anni. E che ora stanno compiendo un cammino di reintegro nella società. Perché “non esistono ragazzi cattivi”, come recita il motto della comunità per adolescenti Kayros, fondata alle porte di Milano da don Claudio Burgio. Il cappellano del carcere minorile Beccaria è stato protagonista insieme a Gabriella Tomai, presidente del Tribunale per i Minorenni di Bologna, di un confronto con i due autori del documentario. “La giustizia non può prescindere dalla persona”, ha aperto così il suo intervento Tomai.
di Elena Rosselli
Il Fatto Quotidiano, 21 settembre 2024
Il testo di Bassem Khandaqji, tradotto da Barbara Teresi per E/O, ha vinto l’International Prize for Arabic Fiction, il più prestigioso riconoscimento per la letteratura di lingua araba. L’autore è in carcere dal 2004, ma ha già pubblicato poesie, romanzi e articoli. La letteratura palestinese contemporanea è viva e, in tempi non biblici, per una volta, arriva fino a noi, in italiano. Grazie alla casa editrice E/O e alla traduzione di Barbara Teresi, dal 25 settembre, sarà disponile in libreria, “Una maschera color del cielo”, il romanzo di Bassem Khandaqji, che ha vinto l’International Prize for Arabic Fiction, il più prestigioso riconoscimento per la letteratura di lingua araba, ottenendo anche un premio di 50mila dollari per agevolarne la traduzione in inglese. Il premio in denaro, oltre all’importanza della nomina prima e della vittoria poi, ha scatenato molte polemiche sulla stampa israeliana perché Bassem non è un autore qualsiasi, ma un prigioniero palestinese - nato nel 1983 a Nablus, nella Cisgiordania occupata - da 20 anni nelle carceri israeliane, condannato a tre ergastoli nel 2005 per l’attentato del 1° novembre 2004 al Carmel Market di Tel Aviv, in cui morirono 3 persone e 50 rimasero ferite a seguito di un attentato suicida compiuto da un 16enne.
di Igor Traboni
Avvenire, 21 settembre 2024
Tremila firme all’ora, tanto che il sito è andato in tilt nella notte tra giovedì 19 e venerdì 20 settembre, con il raggiungimento di 100mila sottoscrizioni: prosegue a gonfie vele la raccolta delle firme per il referendum sulla cittadinanza e “solo nelle ultime 24 ore - si legge in un post diffuso sui social da +Europa - sono arrivate oltre 35mila firme. È il segno che ce la possiamo fare a raccoglierne 500mila entro il 30 settembre. Dipende da ciascuna e ciascuno di noi: diciamolo a tutte e tutti, condividiamo, parliamone ovunque. Perché firma dopo firma dimostriamo che un’Italia più giusta esiste”.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 21 settembre 2024
Le procedure operative del protocollo Una “nave hub” in attesa a sud-ovest di Lampedusa con i mezzi militari a fare la spola. Tre round di selezioni, poi le sbarre. Ma il trattenimento sul mezzo navale privato potrebbe violare l’articolo 13 della Costituzione. Intanto nuova decisione del tribunale di Catania: il Bangladesh non è un paese sicuro. Una “nave hub” dalla quale i mezzi delle autorità italiane faranno la spola fino alla partenza verso il porto albanese di Shengjin. Lì lo sbarco dei migranti destinati alla detenzione nei centri in Albania, dopo tre round di selezioni. Per capire come dovrebbe funzionare concretamente la delocalizzazione dei richiedenti asilo mancavano due tasselli: quello iniziale, il trasferimento dalle acque internazionali, e quello finale, gli eventuali rimpatri. Oggi possiamo rivelare il primo.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 21 settembre 2024
Oltre ad alcuni dei migranti tenuti a bordo della nave per 19 giorni in quell’agosto del 2019, si sono costituite civilmente anche diverse organizzazioni della società civile. Oltre un milione di euro di risarcimento danni. È la richiesta avanzata oggi dagli avvocati dei soggetti che si sono costituiti parte civile nel processo che vede imputato il ministro Matteo Salvini per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio, nel caso della nave Open Arms. Oltre ad alcuni dei migranti tenuti a bordo della nave per 19 giorni in quell’agosto del 2019, si sono costituite civilmente anche diverse organizzazioni della società civile tra cui Arci, Mediterranean saving humans ed Emergency. “Tutti si sono riportati alle richieste che la Procura ha fatto in modo molto argomentato sia sulla ricostruzione dei fatti, sia sulle disposizioni giuridiche che sono state violate dell’imputato”, spiega l’avvocato di Open Arms, Arturo Salerni. “Noi confidiamo sulla pronuncia del Tribunale, riteniamo che ci siano tutte le condizioni per affermare la responsabilità penale dell’allora ministro dell’Interno”.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 21 settembre 2024
Il recente dibattito politico legato all’introduzione nel ddl sicurezza dell’emendamento che vieterebbe la produzione e commercializzazione della cannabis light ha riportato al centro della discussione una domanda: la cannabis light può essere considerata una sostanza stupefacente? Proposto e ispirato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, l’emendamento 13.06 è stato inserito nel provvedimento, soggetto al voto delle aule in questi giorni. Al suo interno si rilevano forti restrizioni alla produzione e commercializzazione della Cannabis Light e i prodotti da essa derivati. Inoltre, con il decreto 27 giugno 2024 il Ministero della salute ha inserito il CBD tra le sostanze stupefacenti inserite nella Tabella dei medicinali, Sezione B, allegata al DPR 309/ 90, ponendo così i prodotti che lo contengono sotto regime di ricetta medica non ripetibile e limitandone fortemente la vendita nel mercato italiano e comunitario. Questo ha provocato la reazione dell’opposizione che promette battaglia in ogni sede per bloccare l’iniziativa legislativa.











