di Alessandra Algostino
Il Manifesto, 20 settembre 2024
Ddl sicurezza. Il disegno di legge Piantedosi è l’ennesimo provvedimento in materia di sicurezza, espressione della fascinazione per il populismo penale e la criminalizzazione di dissenzienti, poveri e migranti, che ha attratto nel corso degli anni in modo multipartisan le forze politiche. È un canto delle sirene irresistibile per gli amanti delle soluzioni autoritarie come per i patrocinatori delle agende neoliberiste: consente di archiviare le politiche sociali, delegittimando, espellendo e punendo la marginalità sociale come la contestazione politica. Un connubio perfetto per il neoliberismo, la cui aggressività e competitività contempla la normalizzazione della guerra, per una società dominata dal “Tina” e da logiche identitarie dicotomiche, e una destra (in)-culturalmente intollerante a limiti e critiche. La divergenza politica e sociale, gli eccedenti, sono i nemici; tanti gli effetti collaterali utili: il conflitto sociale non esiste e non ha titolo di esistere; le radici delle diseguaglianze sociali e della devastazione ambientale sono oggetto di un transfert che le addossa a chi le subisce e a chi le contesta; si crea uno stato di permanente emergenza e distrazione.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 20 settembre 2024
Il ddl costituzionale di modifica dell’articolo 111 sul giusto processo torna in prima Commissione. Pierantonio Zanettin: “Così si altera l’equilibrio tra l’accusa e la difesa”. Maggioranza divisa sul disegno di legge costituzionale che vorrebbe inserire nell’articolo 111 della Costituzione, quello sul giusto processo, anche la tutela per “le vittime di reato e le persone danneggiate dal reato”. Ricordiamo che il 6 dicembre 2023 la Commissione Affari Costituzionali del Senato aveva adottato un testo unificato di quattro disegni di legge di modifica costituzionale (Antonio Iannone di Fratelli d’Italia, Bruno Marton del Movimento Cinque Stelle, Dario Parrini del Partito Democratico, Peppe De Cristofaro di Alleanza Verdi e Sinistra) che si compone di un solo articolo: “1. All’articolo 111 della Costituzione, dopo il quinto comma, è inserito il seguente: “La Repubblica tutela le vittime di reato e le persone danneggiate dal reato”.
di Franco Corleone
L’Espresso, 20 settembre 2024
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sta assumendo sempre più l’immagine del difensore della storia migliore dell’Italia. Un volto severo e serio che si contrappone alla sguaiataggine che connota tanti esponenti della vita pubblica. Il 14 settembre scorso ha partecipato ad Ampezzo alla cerimonia per celebrare gli ottant’anni della Zona libera della Carnia, una repubblica partigiana caratterizzata da una realtà ampia per territorio e che comprendeva 40 paesi con oltre 80 mila abitanti. La Carnia, terra martoriata già nella Grande Guerra con l’esperienza della tragica guerra di montagna, nel secondo conflitto mondiale subì prove di violenza e di dolore incommensurabili.
di Silvia Madiotto
Corriere del Veneto, 20 settembre 2024
Più domande dal Sudamerica che bimbi nati qui. Per 92 mila bambini e ragazzi (spesso nati qui) figli di genitori stranieri che frequentano le scuole venete no. Per circa 300 mila oriundi, nati all’estero, anche se mai hanno messo piede in Italia ma hanno un trisnonno emigrato dal Veneto sì. È una sintesi violenta, ma spiega la proporzione dei numeri che vengono forniti quando si parla di cittadinanza italiana, ius scholae e ius sanguinis: di chi non può dirsi cittadino perché i tempi sono lunghi, e di chi invece lo è proprio grazie a una legge di oltre trent’anni fa, con addirittura diritto di voto in un Paese mai visto.
ansa.it, 20 settembre 2024
Arrestata a Crotone il 31 dicembre 2023 con l’accusa di essere una scafista, ma è accusata solo da due migranti su 77. Maysoon Madjidi, l’attivista curda arrestata a Crotone il 31 dicembre 2023 con l’accusa di essere una scafista dell’imbarcazione sbarcata sulla spiaggia di località Gabella con a bordo 77 persone, resta in carcere. Il Tribunale di Crotone, che la sta giudicando, ha nuovamente rigettato la richiesta di modifica della misure cautelare dal carcere ai domiciliari. Una richiesta che la stessa imputata ha fatto nel corso di una dichiarazione spontanea al collegio penale presieduto dal giudice Edoardo D’Ambrosio a conclusione di una udienza fiume durata oltre cinque ore.
di Ibrahima Lo
Il Manifesto, 20 settembre 2024
Come Maysoon Majdi e Marjan Jamali, centinaia e centinaia di persone sono arrestate con l’accusa di favoreggiamento: significa costruire un muro davanti agli occhi dei cittadini europei perché non vedano ciò che sta accadendo. Maysoon Majidi e Marjan Jamali sono due delle tante persone arrestate dopo essere arrivate in Europa, accusate di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Le pene erano già alte prima, ma sono state aumentate dal decreto Cutro, una norma che mette a rischio la tutela dei diritti umani di chi si trova in situazione di pericolo o vulnerabilità. Sappiamo quello che sta succedendo in paesi come l’Iran o la Libia: nessuna delle persone che fugge da quei contesti dovrebbe essere arrestata quando arriva in Europa.
di Valter Vecellio
L’Opinione, 20 settembre 2024
Da oltre 22 mesi nessuno, nemmeno un familiare o un legale, ha contatti diretti con Maria Kalesnikava, una delle leader dell’opposizione bielorussa. Detenuta in una cella di isolamento, Kalesnikava, 42 anni, è in condizioni di salute sempre più gravi: oltre le difficoltà estreme causate dal regime carcerario duro, soffre di gravi problemi allo stomaco che l’hanno portata in passato, tra l’altro, a subire un’operazione per curare un’ulcera perforante, e non riceve dalle autorità carcerarie gli alimenti che il suo corpo può tollerare. “Sta morendo di fame” dice a El Pais Ivan Kravtsov, segretario esecutivo del Consiglio di coordinamento dell’opposizione bielorussa.
di Valentino Maimone
La Ragione, 19 settembre 2024
Facciamo così: visto che la contabilità dei suicidi in carcere sta evidentemente provocando assuefazione- se è vero che il tassametro continua a scorrere al ritmo di un caso ogni 3 giorni e mezzo e ormai la notizia finisce in coda ai tg o in un trafiletto in basso a sinistra - proviamo ad affrontare l’argomento da un’altra prospettiva. I suicidi sono la prima causa di morte dietro le sbarre (fonte: Garante dei diritti dei detenuti). La fascia di età in cui si registra il maggior numero di detenuti che si tolgono la vita è quella fra i 18 e i 24 armi (dati del Ministero della Giustizia). Che cosa sappiamo di questi giovani? Nulla più di qualche gelida riga su un comunicato istituzionale. Quanto ci preoccupiamo del percorso di recupero che avevano intrapreso, delle loro responsabilità (un detenuto su tre è in attesa di giudizio), dei motivi che li hanno spinti a farla finita, della sofferenza delle loro famiglie? Ancora meno, cioè niente.
di Sara Manfuso
La Notizia, 19 settembre 2024
“Il decreto Caivano criminalizza eccessivamente i giovani”. Parla Stefano Anastasia, Garante dei diritti dei detenuti della Regione Lazio al secondo mandato e fondatore dell’Associazione Antigone, nata alla fine degli anni ottanta, per “I diritti e le garanzie nel sistema penale”.
di Francesco Rosati
Il Riformista, 19 settembre 2024
Un grido di dolore, una richiesta d’aiuto lacerante, arriva da P.M., detenuto nel braccio C del carcere di Torino Lo Russo e Cutugno. La lettera è stata recapitata al tesoriere di Radicali Italiani, Filippo Blengino, dopo la visita dei Radicali Italiani al carcere di Torino del 18 agosto. Una lettera dolorosa, che parla di dignità e denuncia condizioni disumane.
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