di Errico Novi
Il Dubbio, 22 gennaio 2025
Come avvenne già contro Berlusconi, sarà inevitabile l’alleanza fra il centrosinistra e la magistratura nella campagna referendaria contro la separazione delle carriere. A poco più di un mese dallo “sciopero anti-Nordio” dell’Anm, in programma per il 27 febbraio, e a poche ore ormai dalla clamorosa passerella che la magistratura associata metterà in scena alle inaugurazioni dell’anno giudiziario di sabato, il clima sulla separazione delle carriere comincia a farsi pesante. Al punto da rievocare le “atmosfere” del 2003-2004, dei giorni in cui attorno alla riforma Castelli si scatenò un conflitto durissimo fra il governo Berlusconi di allora e un fronte composito, con l’Associazione magistrati in prima linea, ma anche con le opposizioni e buona parte della stampa nella stessa trincea.
di Serena Sileoni
La Stampa, 22 gennaio 2025
Vista dal Governo, la separazione delle carriere in magistratura è passata in cima alle priorità di riforme. Vista dal lato della magistratura, è tornata un acceso e attuale motivo di scontro. Dopo la conclusione della prima lettura alla Camera, l’Associazione nazionale dei magistrati ha deciso di disertare le imminenti cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario. Per il 27 febbraio, inoltre, è previsto un primo sciopero nelle aule giudiziarie. Da qualunque lato la si guardi, il motivo per cui la riforma è decisiva, tanto da scatenare di nuovo il conflitto tra i due poteri dello Stato, sembra però riguardare più gli effetti percepiti che quelli concreti.
di Giorgio Altieri
Il Riformista, 22 gennaio 2025
È un susseguirsi di invettive contro la riforma Nordio sulla separazione delle carriere. L’ANM ha finanche indetto lo sciopero dei magistrati per il 27 febbraio e invita alla protesta dei magistrati all’imminente inaugurazione dell’anno giudiziario, con l’uscita dei magistrati dalle Aule di Giustizia con la Costituzione in mano quando parlerà il rappresentante del Governo.
di Giuseppe Gargani
Il Dubbio, 22 gennaio 2025
L’ordine giudiziario accolga la distinzione dei ruoli ma contrasti il sorteggio, assurdo per i laici e per i togati. La distinzione tra il ruolo del pm e quello del giudice (se si evitasse il termine “carriere” che inopportunamente viene usato anche nella proposta del governo, il cittadino capirebbe di più) è stata stabilita con legge costituzionale che ha avuto la prima approvazione alla Camera. Come è noto a tutti, sono necessarie altre tre approvazioni da parte del Parlamento, e possiamo sperare che le norme possano essere migliorate e perfezionate.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 22 gennaio 2025
Dal Senato primo sì alla riforma che inserisce in Costituzione la “tutela delle vittime di reato”. Scalfarotto (Italia viva): “Norma ridondante e pericolosa”. Al populismo penale si aggiunge ora il populismo costituzionale: buoni propositi per ottenere consensi, senza badare alla loro attuazione. Dopo l’ambiente, lo sport, gli animali e le isole, ora i partiti vogliono inserire nella Costituzione anche le vittime dei reati. Al populismo penale si aggiunge ora il populismo costituzionale, che porta a riempire la Costituzione di buoni propositi, con cui ottenere facilmente il gradimento dell’opinione pubblica, ma senza tanto badare alla loro effettiva attuazione pratica. La scorsa settimana, infatti, il Senato ha approvato in prima battuta un disegno di legge costituzionale che inserisce all’articolo 24 della Costituzione un terzo comma, che recita: “La Repubblica tutela le vittime di reato”. Il provvedimento, che ora andrà al Senato, è passato con 149 sì e un’unica astensione, quella di Ivan Scalfarotto (Italia Viva).
di Glauco Giostra
Il Domani, 22 gennaio 2025
Quella per la tutela della presunzione d’innocenza è una battaglia che si deve combattere a livello culturale e con più trasparenza, non con iniziative fallimentari. Con un recente decreto legislativo il governo ha introdotto, in asserito adempimento della direttiva europea 2016/343, il divieto di pubblicare le ordinanze che applicano misure cautelari personali. La Commissione europea ci ha dovuto chiarire ciò che era chiarissimo sin dall’inizio e come, su queste pagine si era cercato insistentemente, ma inutilmente, di far presente: la direttiva 2016/343 “non prescrive”, ammonisce Michael McGrath, Commissario europeo per la Giustizia, la democrazia e i diritti fondamentali, “limitazioni specifiche per quanto riguarda la pubblicazione da parte della stampa di atti processuali relativi alla fase preprocessuale del procedimento”. La direttiva si limita a prevedere “soltanto che la diffusione di qualsiasi informazione da parte delle autorità pubbliche ai media rispetti la presunzione di innocenza e non crei l’impressione che la persona sia colpevole prima che la sua colpevolezza sia stata provata dalla legge”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 22 gennaio 2025
È stato eletto questa mattina all’unanimità dai giudici della Corte riuniti in camera di Consiglio. Come primo atto, ha nominato Vicepresidenti i giudici Francesco Viganò e Luca Antonini. Giovanni Amoroso è il nuovo presidente della Corte costituzionale. È stato eletto questa mattina all’unanimità dai giudici della Corte riuniti in camera di Consiglio. Rimarrà in carica fino al 13 novembre 2026, quando scadrà il mandato di nove anni di giudice costituzionale. Come primo atto, ha nominato Vicepresidenti i giudici Francesco Viganò e Luca Antonini. La Consulta aveva ritardato l’elezione in vista della elezione dei 4 giudici mancanti ma dopo l’ennesima fumata nera del Parlamento vi ha proceduto. Dopo la conclusione del mandato di Augusto Barbera, nel dicembre scorso, Amoroso era stato nominato Presidente facente funzioni.
Il Sole 24 Ore, 22 gennaio 2025
La limitazione della libertà personale dell’estradando non è un automatismo e va motivata col fine specifico di scongiurare la sottrazione clandestina alla giustizia del Paese richiedente. L’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, imposto alla persona assoggettata all’estradizione, non può essere applicato senza motivazione adeguata di quali siano le sottese esigenze cautelari. In particolare, va motivata la misura che limita la libertà personale dell’estradando, col concreto pericolo che la persona richiesta dalle autorità straniere possa darsi alla fuga.
di Consolato Cicciù
strettoweb.com, 22 gennaio 2025
L’Avvocato Giovanna Russo è il nuovo Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. “Accogliamo con grande soddisfazione e sincero orgoglio la notizia della nomina dell’Avv. Giovanna Russo quale Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale”. Queste le parole del Presidente dell’Associazione Nuova Solidarietà, Fortunato Scopelliti, in merito alla nuova nomina.
di Marco Madonia
Corriere della Sera, 22 gennaio 2025
Il presidente della Regione sarà accompagnato dalle delegazioni degli avvocati e della Camera Penale. Negli istituti penitenziari il nuovo anno si è aperto con l’allarme per il numero dei morti. L’ultima vittima, il 20 gennaio, nel carcere di Cagliari con un detenuto di 20 anni che si è impiccato in cella. Dall’inizio dell’anno il conto drammatico delle morti in carcere segna, in tutto il Paese, 8 detenuti e un operatore di polizia penitenziaria. Numeri che superano addirittura i ritmi del 2024, l’anno peggiore di sempre, che ha registrato 91 morti (quasi una media di 1 ogni 4 giorni) e oltre 2mila tentativi di suicidio. Una mattanza. In regione l’ultimo ad essersi tolto la vita è stato Andrea Paltrinieri, 49 anni, che un anno fa a Modena aveva ucciso l’ex moglie Anna Sviridenko.
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