di Davide Madeddu
Il Sole 24 Ore, 21 gennaio 2025
Quasi un suicidio ogni due giorni. L’emergenza nelle carceri non si ferma. L’ultimo caso a Uta, la Casa circondariale dell’area metropolitana di Cagliari dove un detenuto straniero si è ucciso impiccandosi. Subito è scattato l’allarme ma i soccorsi prestati dal personale della Polizia penitenziaria e dei sanitari sono serviti a poco. Per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Si tratta del secondo suicidio registrato nel carcere del capoluogo sardo. Non sono gli unici nel panorama nazionale. Complessivamente, infatti, in tutta Italia si contano 8 suicidi tra i detenuti. A questi bisogna aggiungere quello di un operatore in servizio alla Casa Circondariale di Paola, in Calabria.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 21 gennaio 2025
L’allarme lanciato da Gennarino De Fazio, segretario generale della Uil-Pa Polizia Penitenziaria, dopo la morte del detenuto che si è impiccato nella sua cella a Cagliari-Uta. “È una carneficina! Servono subito misure deflattive!”. Questo grido d’allarme non arriva dalle associazioni per i diritti umani o dai movimenti politici come i Radicali, ma da Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UilPa Polizia penitenziaria, dopo l’ennesima tragedia consumatasi dietro le sbarre.
di Enza Savarese
lumsanews.it, 21 gennaio 2025
L’associazione Antigone, che si occupa dei diritti e delle garanzie delle persone detenute, ha pubblicato il suo rapporto annuale sulle condizioni delle carceri in Italia. Sofia Antonelli è ricercatrice e membro dell’osservatorio sugli istituti penitenziari del Lazio. Con Lumsa News parla dell’ultimo studio di Antigone, “Nodo alla gola”.
di Enza Savarese
lumsanews.it, 21 gennaio 2025
Fin dall’inizio del suo mandato la senatrice Ilaria Cucchi si batte per accendere un focus sulle condizioni delle carceri italiane, strutture dove dovrebbe vigere il principio di rieducazione. Tuttavia, come ha spiegato la senatrice, la realtà è totalmente diversa.
di Enza Savarese
lumsanews.it, 21 gennaio 2025
Vito Michele Cornacchia è uno psicoterapeuta, specializzato nel sostegno a soggetti tossicodipendenti e a rischio di suicidio o di autolesionismo. Ex psicologo del carcere San Giorgio di Lucca, parla delle carenze del sistema psichiatrico negli istituti detentivi in Italia.
di Enza Savarese
lumsanews.it, 21 gennaio 2025
Gennarino De Fazio è il segretario generale del sindacato Uilpa Polizia Penitenziaria. A Lumsa News dà la sua chiave di lettura sia sul fenomeno dei suicidi in carcere italiane sia sulla precarietà degli agenti penitenziari.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 21 gennaio 2025
Durante un question time, il senatore Pierantonio Zanettin ha chiesto spiegazioni sulla vicenda di un detenuto che si trova nel carcere di Vicenza. Prossimo alla laurea, non gli è stata concesso di discutere il lavoro finale alla Sapienza di Roma, con un dietrofront del magistrato. Il ministro alla Giustizia Nordio: “Per chi è in regime detentivo di alta sicurezza la norma consente i permessi in presenza di ragioni gravi o eccezionali, che siano riferibili alle relazioni familiari”.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 21 gennaio 2025
Venerdì scorso, in molte piazze italiane l’oscurità è stata rischiarata da centomila fiaccole, accese per chiedere al governo e alla maggioranza di modificare un provvedimento, il cosiddetto “ddl Sicurezza”, licenziato dalla Camera in prima lettura e attualmente al vaglio del Senato. Una manifestazione indetta per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto negativo che il disegno di legge 1236 potrebbe avere sui diritti umani, se definitivamente approvato nella forma attuale. L’accorata e pacifica richiesta che sale da quelle piazze (e non solo) merita qualche considerazione. Attualmente, com’è noto, il ddl si trova all’esame delle commissioni di Palazzo Madama. In soli 38 articoli, introduce 20 fra nuove fattispecie di reato e aggravanti, su cui da mesi si appuntano, oltre alle critiche delle opposizioni, gli argomentati dubbi “trasversali” di costituzionalisti e magistrati di vaglia (espressi anche nelle audizioni parlamentari), nonché i timori di sindacati, enti e associazioni umanitarie come la Caritas e Antigone.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 21 gennaio 2025
Il parlamentino delle toghe ha indetto per il 27 febbraio l’astensione contro la riforma Nordio: già si teme il flop. 27 febbraio: è la data scelta dal “parlamentino” dell’Anm sabato scorso per scioperare contro il ddl costituzionale sulla separazione delle carriere. Adesso l’obiettivo è non ripetere il flop che ci fu con l’astensione indetta a maggio 2022 per dire no alla riforma Cartabia. Allora solo il 48% dei magistrati partecipò alla protesta. L’obiettivo è replicare i numeri precedenti a quelli di tre anni fa. Nel luglio 2010, quando le toghe scioperarono contro la Manovra, la percentuale si attestò tra l’80 e l’85%. Nel 2004, all’astensione proclamata contro la riforma Castelli, aderì il 90% delle toghe.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 21 gennaio 2025
Parla Esposito, ex pg della Cassazione. “Queste prese di posizione esulano dal compito istituzionale della magistratura”, dice l’ex procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito. “Lo sciopero dei magistrati rappresenta un intervento a gamba tesa delle toghe sul piano politico”. A dirlo, intervistato dal Foglio, è Vitaliano Esposito, ex magistrato con una carriera alle spalle lunga cinquant’anni (dal 1963 al 2012), conclusasi con l’incarico prestigioso di procuratore generale della Cassazione. “Non sono d’accordo con la protesta dei miei ex colleghi. Queste prese di posizione esulano dal compito istituzionale della magistratura”, aggiunge Esposito, commentando la decisione dell’Associazione nazionale magistrati di proclamare uno sciopero per il 27 febbraio contro la riforma costituzionale della magistratura, approvata in prima battuta alla Camera la scorsa settimana. Il provvedimento include la separazione delle carriere tra pm e giudici, che invece trova favorevole Esposito: “È necessaria alla luce della riforma del processo penale in senso accusatorio realizzata nel 1989”.
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