novaradio.info, 21 gennaio 2025
È stato il carcere - il sistema carcerario italiano con i suoi annosi problemi, le condizioni di vita spesso inumane, le “aree grigie” di illegalità e abusi, ma anche una diversa idea di immaginare e raccontare il carcere - oltre l’approccio repressivo e il modello detentivo - fatta di impegno e lavoro, costante e spesso difficile, delle associazioni del volontariato. È stato questo il filo conduttore dell’intero programma dei talk che hanno animato “Nova!” il Festival di Novaradio, che si è svolto sabato scorso al brillante nuovo teatro Lippi di Firenze con una lunga giornata di confronto e talk con i protagonisti che il carcere lo vivono “dal di dentro”.
uniroma2.it, 21 gennaio 2025
Mercoledì 15 gennaio alle ore 11:00 presso la Sala Meta della C.C. Rebibbia Nuovo Complesso, si è tenuto il terzo incontro del ciclo di lezioni curato dalla dott.ssa Serena Cataldo nell’ambito del progetto “Università in carcere”. Ospite e interlocutore principale il conduttore televisivo Diego Bianchi. Ad aprire l’evento è stata la professoressa Marina Formica, delegata del Rettore per la formazione universitaria negli istituti penitenziari e promotrice del progetto. Sono seguiti dei brevi interventi dell’Ispettore Capo di Polizia Penitenziaria, Dott.ssa Cinzia Silvano e del dottor Emilio Minunzio consigliere del Cnel - Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro. Entrambi hanno sottolineato come questo evento rientri in quelle buone iniziative che hanno reso possibile abbassare le percentuali di recidiva dal 70 al 2%. Dello stesso avviso Laura Fazzioli, direttrice della Casa Circondariale di Roma Rebibbia “Nuovo Complesso”.
di Patrizio Gonnella
Il Manifesto, 21 gennaio 2025
“Decostruire la pena”, un libro di Giuseppe Mosconi pubblicato da Meltemi. È un libro ricco, coraggioso e militante quello di Giuseppe Mosconi che propone “modalità radicalmente alternative di risposta agli illeciti penali” (Decostruire la pena. Per una proposta abolizionista, Meltemi, pp. 242, euro 20). È sotto gli occhi di tutti la crisi drammatica del diritto penale, usato nella società post-moderna quale strumento tecnocratico del potere per dividere, escludere, incapacitare, neutralizzare. Il libro è un manifesto abolizionista che si muove lungo una storia di opere radicali della sociologia e della criminologia critica che vanno da Pene perdute di Louk Hulsman a Scarcerare la società di Alain Brossat, da Crime control as industry di Nils Christie sino a The politiics of abolition di Thomas Mathiesen.
di Francesco Verni
Corriere del Veneto, 21 gennaio 2025
Il regista Siani: “Un fenomeno una sorta di Gioventù bruciata” Quando si parla di Mare fuori, seppure nata da pochi anni, si parla già di una serie cult. Oggi più che mai le puntate si stanno spezzettando in frasi e tormentoni che il grande pubblico ripete, “tagga” e condivide. Un fenomeno! Un successo esplosivo che ha colpito l’interesse di molti, tutti, me compreso”. Alessandro Siani racconta così Mare fuori, la serie Rai di successo di cui a breve uscirà la quinta stagione, da cui è tratto il musical diretto dal regista napoletano che andrà in scena sabato al Gran Teatro Geox di Padova come unica data regionale
di Gaetano Azzariti
Il Manifesto, 21 gennaio 2025
Non è finita. Dopo le due decisioni della Consulta, opporsi all’autonomia differenziata assume un significato ancor più rilevante. Preclusa la via diretta dell’abrogazione di una brutta legge, resta la necessità di affermare un regionalismo costituzionalmente orientato. Questo è stato scritto nella prima sentenza del nostro giudice delle leggi che è l’antecedente storico, ma anche logico, della seconda decisione sull’inammissibilità. Da qui bisogna ripartire. A ben vedere - come abbiamo già avuto modo di evidenziare in tempi non sospetti su queste pagine - persino l’abrogazione della legge 86 del 2024 per via referendaria non ci avrebbe esentato dall’onere della prova contraria: la necessità di indicare il modello di regionalismo solidale che la nostra Costituzione pretende. Ora, la decisione della Corte costituzionale sull’inammissibilità - che non ci dà soddisfazione, ma che ci riserviamo di valutare nel merito quando leggeremo le motivazioni - ha accelerato i tempi e ci pone da subito di fronte alle nostre responsabilità.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 21 gennaio 2025
Discutendo con un ragazzo di 18 anni mi sono sorpresa sentendogli dire che la democrazia è una invenzione dell’Occidente, che non tiene conto delle esigenze delle masse e delle nuove scoperte tecnologiche. E quale sarebbe la alternativa? Un sistema rigido di controllo, è stata la risposta. Ma chi farebbe questo controllo, visto che ogni controllo porta censura e censura porta sottomissione alle volontà del più forte? Mi ha guardato con un sorriso di sufficienza e mi ha detto che queste sono nostalgie di un passato che non esiste più.
di Marco Rossi-Doria*
Corriere della Sera, 21 gennaio 2025
La principale questione educativa nel nostro Paese è la povertà educativa. Ma ci sono anche cose sorprendenti, modelli per altre nazioni. L’educazione? Atto d’amore. L’esempio dell’Italia: cosa funziona e cosa no. Nel celebrare la Giornata dell’Educazione, l’Onu ci ricorda che è il sapere alla base dello sviluppo ed è la conoscenza diffusa a determinare la forza delle economie e il rapporto tra queste e la sostenibilità sociale e ambientale. Al contempo, ricorda che la conoscenza è un diritto di tutti. Se è questo il senso del 24 gennaio, per l’Italia è un giorno di riflessione.
di Daniela Fassini
Avvenire, 21 gennaio 2025
Njeem Osama Elamsry, detto Almasri, fermato nel capoluogo piemontese su mandato della Corte penale internazionale per crimini di guerra. Le Ong: perché si nascondeva in Italia? Potrebbe essere solo il primo di una lunga serie, l’arresto di ieri a Torino, di Njeem Osama Elmasry (Almasri), il capo della polizia giudiziaria di Tripoli. L’uomo è stato fermato nel capoluogo piemontese su mandato della Corte penale internazionale per crimini di guerra. Un arresto clamoroso perché si tratterebbe di uno dei personaggi “chiave” della rivoluzione libica, ai tempi di Gheddaffi, ma anche protagonista di un sistema dì violenze e di carcerazioni.
di Alan Friedman*
La Stampa, 21 gennaio 2025
Il discorso di insediamento di Trump è stato rancoroso, distopico e vendicativo. È stato pieno di minacce e insulti per Joe Biden, seduto ad appena due metri di distanza. A tratti, è stato anche surreale. Trump ha delineato il quadro di un’America immaginaria come di una nazione decadente, per poi affermare che porrà rimedio subito a ogni singolo problema americano. Istantaneamente. È stato un discorso superficiale, letto malamente sul gobbo da un uomo che appariva distratto o stanco. È sembrato che Trump fosse alle prese con uno dei tanti discorsi di un comizio elettorale, con Elon Musk che faceva il tifo per lui. Questo discorso inaugurale è stato il contrario di un discorso di unità. Trump è stato come nel 2017, carico di spacconate rabbiose e falsità. Ha affermato mentendo che la Cina in qualche modo gestisce il Canale di Panama, e ha minacciato di ricorrere alla forza militare contro Panama.
di Marinella Correggia
Il Manifesto, 21 gennaio 2025
“Ho commutato la pena dell’ergastolo alla quale era stato condannato Leonard Peltier, concedendogli gli arresti domiciliari”: nell’ultimo giorno, nelle ultimissime ore della presidenza Biden, il comunicato della Casa bianca informa che l’attivista nativo statunitense lascerà il carcere Coleman 1 in Florida dove ha scontato 49 anni - sempre dichiarandosi innocente - per l’omicidio di due agenti della potente Fbi, dopo un processo molto dubbio. La executive clemency è finalmente arrivata. Non morirà dietro le sbarre. Leonard torna a casa, alla Turtle Mountain. Un enorme sollievo per lui, per la sua famiglia, per la sua comunità e per i tantissimi, sconosciuti o noti, che nei decenni hanno seguito il suo caso, manifestato, mandato lettere postali ai presidenti, lanciato appelli. I difensori dell’attivista continueranno a lavorare per un’assoluzione totale.
- Costa D’Avorio. Maurizio Cocco da 31 mesi detenuto nel carcere di Abidjan
- Medio Oriente. Il silenzio, tra l’offesa e la tregua
- Medio Oriente. L’attivista palestinese Khalida Jarrar irriconoscibile dopo il carcere
- Giappone. In carcere per sfuggire alla solitudine, il paradosso delle donne anziane
- Ancora problemi da risolvere nelle carceri italiane









