di Francesco Petrelli*
Il Dubbio, 21 gennaio 2025
Nel leggere l’intervento del dottor Pietro Grasso sulla riforma costituzionale della separazione delle carriere, sembra che i concetti di separazione delle funzioni e delle carriere, il concetto stesso di terzietà del giudice, stentino a farsi strada nella discussione senza subire l’oltraggio del travisamento. Si può infatti restare legittimamente fedeli alle proprie opinioni, ma è tuttavia necessario che tali opinioni muovano almeno da presupposti concettualmente esatti. Scrive il dottor Grasso che la riforma sarebbe “ipocrita” perché si vorrebbe impedire un passaggio da una funzione all’altra che nei fatti è già ridotta allo 0,2%, non comprendendo con ciò che la terzietà del giudice, così come è scritta nell’articolo 111 della Costituzione, non significa distinzione delle funzioni, effettivamente già in atto, ma separazione nell’esercizio di quei poteri (valutazione professionale, nomine e disciplina) che attualmente accomunano inammissibilmente i controllori (i giudici) e i controllati (i pubblici ministeri) all’interno di un’unica indistinta organizzazione.
di Giulia Merlo
Il Domani, 21 gennaio 2025
Mancano ancora i quattro giudici nominati dal parlamento, ma il tempo “di cortesia” è finito e la Consulta ha scelto il nuovo presidente, che dovrebbe essere Giovanni Amoroso. L’attesa del parlamento è finita e la Corte costituzionale ha rotto gli indugi. Senza attendere ancora l’elezione dei quattro giudici di nomina parlamentare ancora bloccata dalle trattative politiche, oggi gli undici rimanenti eleggeranno il nuovo presidente al posto dell’uscente Augusto Barbera. Se verrà rispettata la consueta prassi di scegliere il più anziano di nomina, la carica spetterà a Giovanni Amoroso, che già la sta esercitando da facente funzioni ed è giudice di nomina della magistratura, indicato dalla Corte di Cassazione. Subito dopo l’elezione, il neo-presidente incontrerà i giornalisti e certamente darà conto anche della decisione sull’ammissibilità dei referendum.
di Enza Savarese
lumsanews.it, 21 gennaio 2025
Il 2024 è stato l’anno più nero per i suicidi in carcere, soprattutto nelle strutture del Lazio. Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, illustra i numeri dell’emergenza: “Come ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno, l’alto numero di suicidi in carcere è indice di condizioni inammissibili. Ogni caso è un caso a sé, dietro cui c’è una storia di solitudine e di disperazione. Ma la sproporzione tra i suicidi che avvengono in carcere e quelli che avvengono fuori - dieci, venti volte di meno, in rapporto alla popolazione - ci fa pensare che il carcere raccoglie persone disperate o le induce alla disperazione. Questo non è accettabile in un ordinamento costituzionale che vuole pene lontane dal trattamento disumano e che punta al reinserimento del detenuto”.
di Luigi Alfonso
vita.it, 21 gennaio 2025
Questa mattina un giovane algerino si è tolto la vita. Salgono così a nove i decessi nelle carceri italiane in questo primo scorcio del 2025. Parlano la garante per i diritti dei detenuti, Irene Testa, e la presidente del Tribunale di sorveglianza di Cagliari, Maria Cristina Ornano. Un dramma annunciato, che ancora una volta scuoterà le coscienze di pochi. Il nuovo suicidio avvenuto oggi nella Casa circondariale di Uta (Cagliari) è il secondo caso nell’arco di appena venti giorni. Nello stesso carcere, nel 2024, erano state registrate altre tre morti. Con questo episodio, salgono a nove i decessi in Italia in questo primo scorcio del 2025. “Una vera e propria carneficina”, la definisce Gennarino De Fazio, segretario generale della Uil-Pa Polizia penitenziaria.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 21 gennaio 2025
L’ingegnere 50enne, reo confesso del delitto dell’ex moglie, era stato picchiato da altri detenuti. Cavalieri: “Al di là della collocazione, non ci sono abbastanza agenti per assicurare determinate attenzioni”. Si è svolta ieri l’autopsia sul corpo di Andrea Paltrinieri, l’ingegnere modenese 50enne finito in carcere un anno fa per il brutale omicidio della moglie 40enne Anna Sviridenko e morto suicida in carcere. Infatti la procura ha aperto un fascicolo - per ora contro ignoti - per la morte di Paltrinieri ipotizzando l’istigazione al suicidio e ieri mattina ha nominato i periti. Per la famiglia di Anna Sviridenko, i legali hanno dato incarico alla dottoressa Silvestri. Come noto Paltrinieri uccise la moglie, specializzanda modello di radiologia al Policlinico e medico nucleare all’ospedale di Innsbruck soffocandola; dopo di che - lo scorso giugno - caricò il cadavere della giovane mamma in un furgone e si consegnò ai carabinieri.
di Francesco Rosati
Il Riformista, 21 gennaio 2025
Una brandina da spiaggia e materassi buttati sul pavimento: questa è la condizione inumana e degradante in cui vivono sei detenuti del carcere minorile Ferrante Aporti di Torino. Storie di un’orribile quotidianità, diventata ormai drammaticamente ordinaria. Storie di giorni a cui viene sottratta la dignità. Quello appena trascorso è stato un anno terribile per le carceri italiane: 88 suicidi, il dato più alto mai registrato da quando si raccoglie questo macabro censimento di vite perdute. Erano 84 nel 2022, 69 nel 2021, meno della metà dieci anni fa. L’endemica carenza di psicologi, psichiatri, educatori, mediatori culturali e agenti rende i nostri istituti penitenziari indecorosi per un Paese civile, una condizione definita dal Presidente Mattarella “angosciosa agli occhi di chiunque abbia sensibilità e coscienza”.
di Alessandra Codeluppi
Il Resto del Carlino, 21 gennaio 2025
Si sono concluse le arringhe delle difese nell’udienza preliminare che vede dieci agenti imputati con rito abbreviato a vario titolo per tortura e lesioni verso un detenuto tunisino 44enne, oltre a falso nelle relazioni stilate sull’episodio datato 3 aprile 2023 e avvenuto nel carcere della Pulce. Il 17 febbraio sono previste le repliche e la sentenza. Davanti al Gup Silvia Guareschi, ieri ha preso la parola l’avvocato Federico De Belvis, che assiste tre persone: un 46enne viceispettore che deve rispondere dei tre reati e per il quale il pubblico ministero Maria Rita Pantani ha chiesto la pena più alta tra tutti (5 anni e 8 mesi), oltre a un 51enne e un 30enne. Secondo la ricostruzione investigativa, basata sulle telecamere interne, il detenuto, ora costituito parte civile attraverso l’avvocato Luca Sebastiani, fu incappucciato, fatto cadere a terra, preso a calci e pugni, denudato e portato in cella di isolamento dopo essere stato sanzionato per violazioni del regolamento carcerario.
di Laura Aldorisio
Corriere del Mezzogiorno, 21 gennaio 2025
Dietro le sbarre di Secondigliano ora si lavora anche per il Vaticano “Aprire una finestra sull’orizzonte”. È il lavoro di Giulia Russo, direttrice del Centro Penitenziario “Pasquale Mandato”, per tutti il carcere di Secondigliano. Una sfida per uno spazio invalicabile che occupa 4o ettari e ospita 1480 detenuti in 12 reparti. Dallo scorso maggio, poi, tra le stesse mura ci sono anche le detenute del carcere di Pozzuoli, evacuato per questioni di sicurezza. Imprevisti, problemi e responsabilità a non finire, ma la direttrice sa quale ritmo vuole dare al tempo del carcere, il battito di “occasioni perdute”. Da quando sette anni fa ha assunto la direzione, ha inaugurato quattro lavorazioni penitenziarie: falegnameria, meccatronica, digitalizzazione e sartoria. “Quest’ultima è una continua scommessa”.
di Francesco Savino*
Avvenire, 21 gennaio 2025
La lettera del vescovo di Cassano Jonio ai giovani del carcere minorile. Carissimi ragazzi, varcare la soglia di questo luogo mi riempie il cuore di emozioni contrastanti. Da una parte, sento il peso delle vostre storie, spesso intrecciate con il dolore, la solitudine, e talvolta la disperazione. A questo si aggiunge, troppo spesso, il peso dello stigma: un giudizio ingiusto che ferisce e separa, ma che non ha il potere di definire chi siete veramente. Dall’altra, intravedo in ciascuno di voi una luce, anche se talvolta nascosta o offuscata dalle ombre del passato. Parla di forza interiore, di un desiderio ardente di riscatto e di rinascita.
di Giulia Rocchi
romasette.it, 21 gennaio 2025
Dalla pastorale carceraria diocesana il progetto di ristrutturazione di un immobile destinato all’accoglienza. Le altre iniziative in programma: incontri e percorsi di formazione. “Ho voluto che la seconda Porta Santa fosse qui in un carcere. Ho voluto che ognuno di noi tutti che siamo qui, dentro e fuori, avessimo la possibilità anche di spalancare le porte del cuore e capire che la speranza non delude”. Le parole di Papa Francesco dello scorso 26 dicembre a Rebibbia sono il filo conduttore delle attività portate avanti in questo anno giubilare dal Servizio diocesano per la pastorale carceraria. Incontri, percorsi di formazione e l’inaugurazione di una nuova struttura per l’accoglienza delle detenute, segni di quanto la diocesi sia attenta alla realtà del carcere. Il primo appuntamento è per mercoledì 22 dicembre: alle 16 nella Sala degli Imperatori si terrà un incontro con le rappresentanze istituzionali del mondo del carcere, alla presenza del cardinale vicario Baldo Reina e del provveditore della Regione Lazio Giacinto Siciliano sul tema “Il volontariato nella giustizia penale”.
- Firenze. Il carcere, i suoi problemi e la forza del volontariato
- Roma. A Rebibbia dialoghi con Diego Bianchi: giornalismo televisivo e non solo
- Carcere, quel “salto di paradigma” per una proposta abolizionista
- Amore, canzoni, vita nel musical “Mare fuori”
- Corte Costituzionale, serve più chiarezza. E sul regionalismo la sfida è aperta









