novaratoday.it, 18 settembre 2024
La “Partita con mamma e papà” è organizzata da Bambinisenzasbarre in collaborazione con l’ente EssereUmani. Una partita di calcio con mamma e papà, ma in un luogo diverso dal solito: nel cortile del carcere di Novara. Oggi, mercoledì 18 settembre , figli e genitori detenuti giocheranno la “Partita con mamma e papà” sul campo della Casa Circondariale di Novara dalle 10 alle 12.
di Vincenzo Scalia
Il Manifesto, 18 settembre 2024
Se gli adulti uccidono per una borsa e passano sopra il cadavere, dai giovani, cosa ci aspettiamo? L’omicidio di Said Malkoun ad opera dell’imprenditrice Cinzia Del Pino, alla quale era stata sottratta la borsa dal sedile della propria autovettura, scoperchia il vaso di pandora del securitarismo italiano. La macchina di produzione della paura, ovvero forze politiche, media e social, da anni insiste sull’equazione tra migranti e criminalità, stigmatizzando oltre l’eccesso gli atti devianti o di violazione della legge compiuti dai migranti. In nome delle minacce plurime incarnate da questa classe pericolosa, tra le cui fila allignano periodicamente ladri, rapinatori, spacciatori, stupratori, pedofili e terroristi, si giustifica ogni reazione da parte delle “vittime” italiane, anche a costo della violazione della legge.
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 18 settembre 2024
Sulla Open Arms c’erano non solo emigranti “economici” come vengono liquidati quanti partono (come i nostri nonni) da Paesi poveri, ma persone fuggite dal Chad, dal Sudan, dall’Etiopia, dal Gambia, dalla Costa d’Avorio ma soprattutto dall’Eritrea. C’erano 125.099 parole, nella requisitoria con cui la pm Marzia Sabella ha chiesto la condanna a sei anni di Matteo Salvini per avere “abusando dei suoi poteri privato della libertà personale 147 migranti di varie nazionalità”. E non una volta la magistrata, citando la Convenzione di Bruxelles del 1910 che includeva in mare “finanche il salvataggio del nemico a conferma della universalità dei beneficiari” e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 e la convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati secondo cui “le persone a bordo devono avere anche la possibilità di esercitare il diritto alla presentazione della domanda di protezione internazionale” o ancora la Convenzione contro la Tortura del 1984, ha citato la provenienza di quei 147 migranti sulla Open Arms. Proprio perché, per le leggi internazionali, i principi di diritto venivano prima, a prescindere dai passaporti. Così come ci sono pochi cenni al contesto del braccio di ferro deciso dall’allora ministro dell’Interno esattamente nei giorni in cui, col vento in poppa della vittoria alle Regionali sarde e dei sondaggi stratosferici, puntava al voto anticipato chiedendo i “pieni poteri” e presentando una mozione di sfiducia contro il governo giallo-verde di cui faceva parte. Una scommessa, come è noto, per lui finita malissimo.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 18 settembre 2024
Detenzione amministrativa I giudici etnei smentiscono il governo usando le informazioni del ministero degli Esteri. La decisione firmata dal presidente della sezione specializzata in immigrazione. Sempre più a rischio i centri in Albania, nonostante Piantedosi dica: “Non temo ricorsi”. “Insanabile contrasto tra il decreto del ministero Affari esteri e cooperazione internazionale 7/5/2024, letto in uno alla Scheda paese, e la norma di legge primaria”. Così recita il provvedimento con cui ieri il tribunale di Catania ha liberato un richiedente asilo tunisino dal centro di Pozzallo. La formula giuridica può risultare oscura, ma indica una cosa semplice: la Tunisia non è un paese sicuro. Escono, con analoghe motivazioni, altri sei connazionali e due egiziani.
L’Unità, 18 settembre 2024
L’istanza del mondo accademico al Sindaco contro il centro di Ponte Galeria “Chieda al Viminale di disporne la chiusura, altrimenti pronti a un’azione popolare in tribunale”. Primo firmatario l’ex garante dei detenuti Mauro Palma. Un ampio e qualificato numero di Professori universitari ha inviato un’istanza al Sindaco di Roma affinché, esercitando i poteri previsti dal Testo unico sugli Enti Locali, chieda la chiusura immediata del Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR) di Roma Ponte Galeria, ritenendo la sua presenza nel territorio comunale gravemente lesiva dell’identità e dell’immagine della Città di Roma nonché della comunità dei suoi abitanti. Nell’istanza si evidenzia come l’assenza di norme per l’effettiva tutela dei diritti delle persone trattenute, le condizioni precarie in cui si trova la struttura, l’alto livello di degrado, le tragiche morti che in essa sono avvenute e le modalità di gestione minano profondamente i valori su cui Roma si fonda, come sancito dallo Statuto della Città. In tale contesto, l’esistenza del Centro e la sua funzione privativa della libertà senza alcuna prospettiva positiva è considerata dai firmatari incompatibile con i principi di accoglienza, solidarietà e di tutela dei diritti umani di cui la città è portatrice.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 18 settembre 2024
Trentotto chili appena. Dopo otto mesi di carcere Maysoon Majidi è l’ombra di sé stessa. Da qualche giorno ha ripreso lo sciopero della fame nel carcere di Reggio Calabria, in attesa dell’udienza di domani, 18 settembre in cui sarà lei a chiedere che le siano concessi almeno gli arresti domiciliari. La ragazza, 28 anni, curdo iraniana è detenuta con un’accusa che ritiene “infamante”, di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, di essere cioè una scafista e di aver partecipato attivamente al traffico di essere umani nel caso dello sbarco in Italia nel dicembre 2023 di un imbarcazione con 76 persone a bordo.
di Mauro Palma
Il Manifesto, 18 settembre 2024
L’attivista curda Maysoon Majidi. Come per molti migranti, l’identificazione negativa si affianca alla non considerazione della storia personale. Rischia di essere estradata proprio dove ha combattuto l’oppressione. C’è una dimensione specifica dell’agire violento che contraddistingue il nostro mondo nei confronti di chi lascia i propri luoghi per un ‘altrove’ sperabilmente migliore, così preferendo l’incognita a ciò che pur noto non è però sopportabile. Una dimensione dell’agire che connota tutto il processo del migrare dopo il difficile abbandono del legame con affetti, ricordi, panorami, nelle traversie del percorso e nell’approdo in quel luogo che si rivela diverso dalle speranze, non accogliente e pronto a sollevare scudi e difese.
di Silvio Messinetti
Il Manifesto, 18 settembre 2024
L’europarlamentare sarà all’udienza in tribunale a carico dell’attivista curda. In cella da nove mesi, è accusata di essere una “scafista”. Il 2 settembre le ha fatto visita in carcere a Reggio Calabria. Ed oggi sarà in aula a Crotone per la terza udienza del giudizio immediato a carico dell’attivista e regista curda Maysoon Majidi, detenuta da 9 mesi in Calabria con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare. L’europarlamentare Mimmo Lucano (The left) ha sposato in pieno la causa di Maysoon e anche quella di Marjan Jamali, la giovane madre iraniana, ai domiciliari con la medesima accusa. Lo rintracciamo a Strasburgo, in procinto di partire imbarcarsi per la Calabria. Dove oggi alle 10.30 terrà una iniziativa pubblica presso il circolo crotonese Gli spalatori di nuvole.
Ristretti Orizzonti, 17 settembre 2024
“Ancora un suicidio in carcere, il terzo a Regina Coeli dall’inizio dell’anno, ancora in VII sezione: un uomo di cinquant’anni, arrestato lo scorso 25 agosto, per la prima volta in carcere. In attesa che il Governo finalmente faccia qualcosa contro il sovraffollamento, che è certamente concausa di questa terribile sequenza di suicidi (oggi a Regina Coeli ci sono 1.168 detenuti per 626 posti regolamentari effettivamente disponibili), torniamo a chiedere la chiusura della VII sezione e la riorganizzazione a Regina Coeli di una sezione di accoglienza degna di questo nome, cui dare spazi e personale qualificato per la prevenzione del rischio suicidario”. E’ quanto dichiarano il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, e la Garante delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, Valentina Calderone.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 17 settembre 2024
Il Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, dopo la recente scomparsa di D’Ettore, composto ora dall’avvocata Irma Conti e dal professore Mario Serio, ha recentemente pubblicato un rapporto che getta l’ennesima luce inquietante sulla situazione delle carceri. Lo studio, aggiornato al 16 settembre 2024, rivela un quadro allarmante di suicidi e sovraffollamento che mette nuovamente in discussione l’intero sistema penitenziario. Dall’inizio dell’anno, 67 detenuti (anche se secondo lo studio attento di Ristretti Orizzonti siamo a 70) hanno deciso di togliersi la vita, un numero che supera di gran lunga i 48 suicidi registrati nello stesso periodo del 2023.
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