di Errico Novi
Il Dubbio, 23 gennaio 2025
Più tempo, innanzitutto: il nuovo commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria Marco Doglio vede prorogata al 31 dicembre 2026, con un extra time di 12 mesi esatti, la scadenza per presentare e mettere sui binari il proprio piano di riqualificazione. È una delle novità previste, in materia carceraria, dal decreto Giustizia convertito martedì alla Camera. Ieri, in entrambi i rami del Parlamento, il guardasigilli Carlo Nordio ha citato il “Piano per l’edilizia penitenziaria e la ristrutturazione del patrimonio” nell’ambito della propria relazione sullo Stato della giustizia.
di Angela Stella
L’Unità, 23 gennaio 2025
Silenzio sui detenuti suicidi, solito bla-bla sul sovraffollamento. Difesa della separazione delle carriere con contemporaneo attacco alla figura del pubblico ministero, soddisfazione per la diminuzione dell’arretrato, nessuna parola sui suicidi in carcere: questa la sintesi del detto e non detto nella Relazione sull’amministrazione della giustizia da parte del Ministro Nordio ieri prima al Senato poi alla Camera. Il responsabile di Via Arenula si è infatti scagliato contro quell’ “enfasi apocalittica di radicati pregiudizi” che accomunano magistratura e parte dell’opposizione nel fronteggiare il ddl costituzionale per la modifica dell’ordinamento giudiziario.
gnewsonline.it, 23 gennaio 2025
“Non è vero che non si è fatto nulla contro i suicidi” ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio nella sua replica in Aula alla Camera, dove nel pomeriggio è stata presentata la Relazione sull’amministrazione della giustizia per l’anno 2024. “Il Ministero della Giustizia ha procurato un’integrazione di risorse pari a 5 milioni di euro per l’osservazione psicologica - ha proseguito Nordio - fondamentale per trovare i segnali di allarme in queste situazioni”. Pertanto, per l’esercizio finanziario corrente le risorse sono state più che triplicate rispetto al 2023: nel totale sono stati stanziati 14.461.000 euro, a fronte di 4.491.000, anche e soprattutto nell’ottica della prevenzione del rischio suicidario negli istituti penitenziari.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 23 gennaio 2025
No amnistie o provvedimenti svuota-carceri: nell’anno record per suicidi in cella, il ministro Carlo Nordio insiste sull’ampliamento dei penitenziari. Mancano almeno 15mila posti e se va bene nei prossimi anni ne arriveranno appena 7mila. Nel frattempo la popolazione carceraria aumenterà ancor di più, ma tant’è. Tutta colpa degli stranieri: “Vi è un’alta percentuale, molto alta, di persone extracomunitarie. Ciò dovrebbe farci riflettere, anche se non è questo il momento di farlo, sulla ragione della distonia tra carcerati cittadini italiani e provenienti da altri Paesi”.
di Francesco Rotondi*
Avvenire, 23 gennaio 2025
Il confronto politico e sociale, così come purtroppo la cronaca, non smettono di portare al centro del dibattito pubblico il tema delle carceri. La condizione della detenzione in un Paese dalla solida tradizione democratica e con uno spiccato senso dell’etica collettiva non può limitarsi all’analisi - per quanto rilevante - dei fenomeni dal punto di vista numerico. I dati - sebbene non esaustivi - testimoniano che il nostro sistema carcerario registra circa 61mila persone in stato di detenzione, la metà dei quali stranieri, e il 4,3% donne: ciò a fronte di una capienza delle strutture di circa 51.700 posti. Dei detenuti oggi presenti nelle carceri italiane circa 6 mila usciranno dallo stato di detenzione entro un anno, e il 35,7% ha un fine pena al più paria 4 anni. Occorre anche aggiungere che nel 2024 si sono verificati 89 suicidi di detenuti oltre a 7 agenti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 23 gennaio 2025
Secondo Antigone se il Governo dovesse convertire in carceri i Centri di Shëngjin e Gjader l’Italia violerebbe numerosi diritti fondamentali sanciti della Carta. Il progetto del Governo di mandare i migranti nei Centri in Albania è sicuramente congelato. Di fronte alle difficoltà di implementazione del Protocollo Italia- Albania (che prevede il trasferimento in Albania, per identificazione e valutazione delle richieste di asilo, dei migranti soccorsi dalle autorità italiane in mare), tempo fa il presidente di Italia Viva, Matteo Renzi, aveva proposto un’idea - per ora respinta dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni - riguardante la conversione dei centri albanesi in vere e proprie carceri in cui trasferire detenuti di nazionalità albanese attualmente reclusi in istituti penitenziari italiani. Comunque sia, anche questo piano appare altrettanto problematico.
di Rossella Faella
napolimonitor.it, 23 gennaio 2025
Quello dell’affettività in carcere è un tema cruciale e ampio, che ingloba questioni come lo spazio dato ai legami personali dentro le mura degli istituti, le pratiche che sostengono o negano queste relazioni, le dinamiche e i rapporti di potere che le modellano. Non è solo una questione di diritti da rivendicare, ma di comprendere come questo diritto costituisca un terreno complesso e significativo, un intreccio di dinamiche di esclusione, pratiche di controllo e indisponibilità all’ascolto di istanze di semplice umanità.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 23 gennaio 2025
Nel corso della Relazione annuale il ministro ha detto che la giustizia civile che muove il 2% del Pil sta avendo una formidabile accelerazione. “Il Ddl di riforma costituzionale volto a separare le carriere dei magistrati, per i quali vengono istituti due Consigli superiori, oltre all’alta Corte disciplinare, è promanato direttamente dal programma elettorale, perché la riforma della giustizia era tra i primi punti del programma, era un obbligo, un dovere verso gli elettori. Concluderemo l’iter in prima e seconda lettura entro l’estate”. Così il Ministro Nordio al Senato nel corso della Relazione annuale sull’amministrazione della giustizia del 2024. “La riforma - ha proseguito - esclude, come ho detto con conoscenza professionale e con impegno morale, l’assoggettamento del Pm all’esecutivo”. “E questo - ha proseguito - è garantito dalla norma positiva che attua il principio costituzionale del giusto processo che pone le parti in posizione di parità”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 gennaio 2025
Il guardasigilli espone in Parlamento la relazione annuale sulla giustizia e difende la separazione delle carriere. “Rischi di creare un pm superpoliziotto? È ora che gli inquirenti sono fuori controllo”. Più che una “Relazione annuale sull’amministrazione della giustizia”, quella esposta oggi dal guardasigilli Carlo Nordio prima al Senato e poi alla Camera è stata una difesa della riforma sulla separazione delle carriere da poco approvata a Montecitorio, o meglio un attacco ai detrattori e alla loro “enfasi apocalittica di radicati pregiudizi”. Secondo il ministro “l’unico processo che noi respingiamo è quello alle intenzioni: non si può continuare a dire che c’è l’intenzione di sottoporre il pm all’Esecutivo quando la legge costituzionale da noi proposta lo esclude, apertis verbis, in via assoluta”.
di Giulia Merlo
Il Domani, 23 gennaio 2025
Il ministro parla di pm “superpoliziotti” e definisce l’Anm una “corporazione”. Ma trascura le emergenze. Annullata la seduta di giovedì 23 per eleggere i quattro giudici costituzionali. Separazione delle carriere, nessuna amnistia e nuovi reati. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha relazionato sull’amministrazione della giustizia mettendo in luce i punti politici più caratterizzanti e prudentemente sorvolando sulle molte emergenze, ereditate e non risolte oppure provocate dal governo. Il guardasigilli ha scelto la linea dura soprattutto per rivendicare la separazione delle carriere, usando la sua quarantennale storia di pm come scudo alle critiche di vendetta nei confronti delle toghe. “Nessun assoggettamento del pubblico ministero all’esecutivo”, ha detto. Poi ha sapientemente affondato il colpo nei confronti della magistratura associata, che sarebbe pervasa dalla “cultura perniciosa della corporazione”, e ribadito che nel sistema attuale “il pm è già un super poliziotto, con l’aggravante che, godendo delle stesse garanzie del giudice, egli esercita un potere immenso senza alcuna reale responsabilità”. Tesi non nuove alla retorica di Nordio e pirotecnico antipasto dello scontro che si animerà venerdì e sabato, al momento dell’inaugurazione dell’anno giudiziario in cui l’Anm ha annunciato proteste.
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- Separare le carriere non guarisce la giustizia
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