di Stefano Anastasia
L’Unità, 20 settembre 2024
Nato male, come un tributo al programma elettorale securitario, questo ddl può finire peggio. Avete fatto fare il loro giro di giostra ai propagandisti del penale, ora è il tempo della responsabilità. Fermatevi! Prima che sia troppo tardi, fermatevi e ripensateci. Il disegno di legge di iniziativa governativa sulla sicurezza è nato male, ma può finire peggio. È nato, diciamolo esplicitamente, come tributo a un programma elettorale securitario, in cui le forze politiche di destra avevano promesso alle organizzazioni sindacali della polizia tutto quello che loro avrebbero voluto, come un po’ troppo disinvoltamente si tende a fare quando bisogna prender voti. Prudentemente qualcuno tra il Viminale, via Arenula e Palazzo Chigi avrà suggerito che cose così strampalate, come il reato di disubbidienza nonviolenta agli ordini impartiti in carcere, o la libertà di porto d’armi private e fuori dal servizio per gli appartenenti alle forze di polizia, non potevano diventare legge per decreto, come ormai il Governo è uso fare, essendo ormai invertito il modus fisiologico della produzione legislativa.
da Esecutivo di Magistratura democratica
L’Unità, 20 settembre 2024
Il messaggio del Ddl sicurezza è chiaro: legge e ordine, chi protesta, chi è marginale, chi non pratica ginnastica d’obbedienza domani rischierà ben più di ieri. Pur nella consapevolezza del carattere articolato dell’intervento normativo, rileviamo che il Ddl 1660 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell’usura e di ordinamento penitenziario) di iniziativa governativa, esprime una “visione” dei rapporti tra autorità e consociati fortemente orientata al versante dell’autorità, coltivando l’ambizione di risolvere - con l’inasprimento di pene, l’introduzione di nuovi reati, l’ampliamento dei poteri degli apparati di pubblica sicurezza - problemi sociali che probabilmente potrebbero trovare più efficaci risposte senza usare per forza la leva penale. Colpisce, nel complesso, la tendenza a introdurre nuove incriminazioni e, in linea generale, a introdurre inasprimenti sanzionatori. Una linea di tendenza che però non assicura affatto risultati concreti sul piano della prevenzione dei fenomeni criminali.
di Davide Faraone
linkiesta.it, 20 settembre 2024
Il carcere è soltanto la scorciatoia di chi pensa di coprire con gli slogan la propria incapacità di affrontare alla radice i mali che via via emergono nella società. Prevenire il problema invece che curarlo con interventi estemporanei non è tra i piani di questa classe dirigente. Nel ddl pseudo sicurezza approvato ieri alla camera si introducono ventiquattro fra nuovi reati e inasprimenti pene. L’escalation è impressionante: 633, 633 bis, 634, 634 bis. Sono gli articoli del Codice Penale che disciplinano e disciplineranno, ad esempio, il reato di occupazione abusiva di alloggi, terreni, box, in generale i beni immobili.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 20 settembre 2024
Arci, Cgil, sindacati di base, Magistratura democratica contro “la svolta autoritaria”. Oggi a Roma conferenza stampa in piazza della rete Liberi di lottare. Approvato alla camera il Ddl sicurezza, oltre alle opposizioni in parlamento si fanno sentire anche le voci delle organizzazioni sociali che la gran parte dei 38 articoli di cui il provvedimento si compone intendono mettere a tacere. Il Ddl 1660, l’ideologia che trasuda e le misure repressive che mette a punto, viene riconosciuto da soggetti diversi come minaccia al protagonismo sociale e al dispiegarsi della democrazia.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 20 settembre 2024
Oggi, venerdì 20 settembre, dalle 18.30, presso il Cam in corso Garibaldi 27 (M2 Lanza) la organizzano cittadini e associazioni attive sul carcere da 1.100 detenuti in 445 posti, dove il giovane egiziano (che in città aveva un fratello del tutto regolare) era finito il 13 luglio 2024: il ragazzo, i cui disturbi psichiatrici non erano affrontati dal sistema di assistenza (come per caso capitò al Corriere di raccontare l’11 dicembre 2023), sotto psicofarmaci e alcol al pari di un complice, era scappato sull’auto-sharing di una donna alla quale aveva tentato di strappare una catenina, venendo trovato dalla polizia con un machete.
di Cesare Giuzzi
Corriere della Sera, 20 settembre 2024
Da tempo era malato. La procura di Milano ha comunque disposto l’autopsia sul suo corpo. È morto nel reparto penitenziario dell’ospedale San Paolo di Milano il boss della ‘ndrangheta Demetrio Carmelo Santaiti, considerato il capo bastone di Seminara, in provincia di Reggio Calabria. L’uomo, 69 anni, era detenuto nel carcere di Opera al 41 bis. Secondo le prime informazioni Santaiti era malato da tempo e da una decina di giorni era ricoverato al San Paolo nell’ala del reparto penitenziario riservata ai detenuti al cosiddetto “carcere duro”.
di Loredana Lipperini
La Stampa, 20 settembre 2024
Tommaso Spazzini Villa racconta il progetto partecipativo in cui ha fatto leggere e commentare il poema di Omero a 361 detenuti del carcere di Bollate: “Un testo collettivo in cui nei millenni si sono ritrovate milioni di persone”. A volte viene cerchiato di rosso un “perché”, oppure si sottolinea “sfinito dalle disgrazie”. È impossibile dare una definizione di quello straordinario esperimento che è Autoritratti, che esce per Quodlibet a firma di Tommaso Spazzini Villa. Nei fatti, il testo è Odissea di Omero, nella mitica traduzione di Rosa Calzecchi Onesti: ma è arricchito da segni, sottolineature, brevi commenti fino a diventare opera nell’opera, come solo l’arte partecipativa sa fare. Spazzini Villa è un artista milanese che vive a Roma: nel 2018, racconta nel volume (che include le postfazioni di Matteo Nucci e Saverio Verini), coinvolge 361 detenuti di diverse carceri italiane.
rivieraweb.it, 20 settembre 2024
La nuova iniziativa per la promozione del cinema nelle carceri ha come obiettivo quello di non emarginare completamente i detenuti, di credere nella riabilitazione e nel reinserimento nella società. Cinema dentro e fuori le mura, sezione storica del Reggio FilmFest appena conclusosi, riunisce questi tre elementi in un unico evento, che viene organizzato dal Festival, fin dalla sua prima edizione, all’interno degli istituti penitenziari - Palmi, Locri, Vibo Valentia, Cosenza e, negli ultimi anni, Reggio Calabria - dove la popolazione carceraria viene coinvolta nella proiezione di un film che offre ai detenuti una preziosa occasione di apertura verso la società e un importante spunto di riflessione.
Corriere di Verona, 20 settembre 2024
Un quadrangolare di calcio a sette per ricordare Matteo Concetti, morto suicida nella Casa circondariale di Ancona in gennaio, e per accendere un faro sul tema del disagio giovanile in carcere. La manifestazione benefica “Ragazzi a metà partita, per non perdere la speranza” si terrà il 27 settembre dalle 18 nel campo sintetico dell’Intrepida a Madonna di Campagna. Dalle 19.30 si affronteranno ex calciatori dell’Hellas Verona Onlus, dell’Intrepida ‘70/’74, dell’Ac Forense Verona e della Squadra Polizia Penitenziaria Verona. Saranno presenti i genitori di Concetti, l’attuale presidente del Chievo Sergio Pellissier, il consigliere regionale Tomas Piccinini e i cuochi della pizzeria Olimpia, che offriranno del risotto. La raccolta fondi sarà destinata all’acquisto di beni di prima necessità per i detenuti delle carceri di Verona e Padova.
di Sara Manzoli
monitor-italia.it, 20 settembre 2024
Sarà presentato lunedì 23 settembre, a Napoli, “La libertà è un organismo vivente”, ultimo libro di Beppe Battaglia. Il libro racconta la storia di una comunità di detenuti politici che, esauritasi l’esperienza della lotta armata, alla fine degli anni Ottanta avvia un processo di liberazione dal carcere e di ritorno alla vita sociale, attraverso una progettazione autodeterminata negli spazi consentiti dalla legge penitenziaria, tra il carcere di Avellino e un bosco nel comune di Tufo. Del libro si discuterà a Santa Fede Liberata, a partire dalle 18:00. Con l’autore interverranno Dario Stefano Dell’Aquila, Luigi Romano e Nicola Valentino.
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