di Gabriele Moroni
Il Giorno, 23 giugno 2024
“Se Ionesco fosse vivo, avrebbe scritto un pezzo di teatro su questo processo”. L’avvocato Patrizia Esposito (difensore di Stefano Binda con il collega Sergio Martelli) evoca la figura di uno dei padri del “teatro dell’assurdo”. La quinta sezione penale della Corte d’appello di Milano è chiamata a pronunciarsi nuovamente sul risarcimento a Binda, detenuto da innocente, pienamente e definitivamente assolto per non avere commesso il fatto per l’omicidio di Lidia Macchi. Nel mese di ottobre del 2022 la stessa sezione dell’Appello aveva accolto l’istanza di risarcimento per ingiusta detenzione avanzata da Binda, riconoscendogli un indennizzo di 303.277,38 euro per i 1.286 giorni di carcere, gravato dall’accusa terribile (poi risultata infondata) di essere il predatore assassino della studentessa di Varese, trucidata con ventinove coltellate la sera del 5 gennaio 1987, nella zona di Cittiglio.
di Michele Chiodi
Il Roma, 23 giugno 2024
L’allarme dei medici: “Per la sanità penitenziaria sarà un disastro”. L’emergenza sanitaria nelle carceri in Campania, già drammatica oggi, “rischia di esplodere in tutta la sua drammaticità se l’autonomia differenziata dovesse diventare realtà”. L’allarme lo lancia il segretario regionale dell’Anaao Assomed Bruno Zuccarelli, che - numeri alla mano - offre una fotografia della situazione che è già adesso quella di una gravissima emergenza.
di Barbara Cottavoz
La Stampa, 23 giugno 2024
La rabbia di Giuseppe Passalacqua, insegnante e a lungo volontario: “Abbiamo bisogno di idee, progetti e fondi per invertire la rotta”. È stato volontario per quattro anni tra le mura del carcere, prima con un’associazione poi proponendo laboratori teatrali. La morte di Alì, suicida in una cella di via Sforzesca, gli fa montare una rabbia che Giuseppe Passalacqua, insegnante e operatore al centro di aggregazione giovanile “Nòva”, non riesce a mascherare e monta a ogni parola, ogni ricordo legato alla casa circondariale: “Novara si dimentica sempre del suo carcere e il grado di civiltà della città si vede da questo”.
di Sandra Figliuolo
palermotoday.it, 23 giugno 2024
L’iniziativa dell’Unione delle Camere penali italiane si è già svolta in diverse città del Paese. Lo scopo è di sensibilizzare l’opinione pubblica e di spingere il Governo ad adottare provvedimenti che riducano il sovraffollamento e migliorino le condizioni di vita dei detenuti. Dopo aver coinvolto numerose città d’Italia, si è svolta ieri mattina, sabato 22 giugno, anche a Bagheria la “Maratona oratoria” organizzata dalla Camera penale di Termini Imerese contro il dramma dei suicidi in carcere. Diversi avvocati hanno preso la parola e si sono alternati per denunciare pubblicamente le condizioni in cui si trovano i detenuti, troppo spesso stipati in carceri sovraffollate.
algherolive.it, 23 giugno 2024
“A pochi giorni dall’ultimo suicidio nel carcere di Bancali ieri un detenuto dell’istituto di pena sassarese si è dato fuoco ed ora è ricoverato al Santissima Annunziata. Sulla situazione del carcere sassarese ho presentato numerose interrogazioni alle quali il Ministro Nordio ha risposto promettendo interventi che non ci sono mai stati”. Così il parlamentare dem Silvio Lai sull’ennesimo gravissimo fatto avvenuto ieri nel carcere sassarese. L’episodio è avvenuto nell’infermeria e sono rimasti feriti anche gli agenti della polizia penitenziaria che hanno immediatamente soccorso il detenuto.
di Nicola Palma
Il Giorno, 23 giugno 2024
La casa circondariale di San Vittore si conferma in testa alla poco lusinghiera classifica delle carceri più sovraffollate d’Italia. Secondo i dati aggiornati al 12 giugno e resi noti ieri dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, i detenuti oggi presenti nei 190 istituti di pena sono 61.468 (con un’età media di 42 anni), a fronte di una disponibilità di posti di 47.067 rispetto alla capienza regolamentare di 51.221 (divario di -4.154 posti). Quindi, a livello nazionale, il sovrannumero determina un indice di sovraffollamento pari al 130,59%.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 23 giugno 2024
Nell’istituto minorile non solo sovraffollamento, ma anche buchi di personale. Il sindacato torna alla carica: “Molti poliziotti distaccati altrove, li rimandino”. Pochi giorni fa l’allarme era stato lanciato dal sindacato della polizia penitenziaria con una certa perentorietà: “I minori detenuti al carcere minorile Ferrante Aporti di Torino dormono per terra oppure su delle brandine da spiaggia in mezzo a una stanza dove sono già presenti 4 o 5 detenuti”. Ma il sovraffollamento rischia di non essere l’unico problema che attanaglia una struttura modello di colpo penalizzata dalle nuove regole del cosiddetto decreto Caivano che ha modificato alcuni presupposti per l’arresto dei minori allungando al contempo, la durata di alcune delle custodie cautelari (con ampliamento del periodo di detenzione). Bene: domenica scorsa la struttura contava su 56 ospiti e già il raggiungimento di questa soglia aveva allarmato e non poco personale e sindacati di categoria. L’altro ieri il numero complessivo - si apprende ai rappresentanti dei lavoratori - è salito a 60. La capienza massima è di 46 detenuti. L’eccesso di presenze adesso tocca all’incirca il 30%.
di Goffredo Fofi
Il Manifesto, 23 giugno 2024
A cento anni dalla nascita, un ritratto del maestro, teorico e attivista. Politico e profeta, alle sue intuizioni si aggiunse una nuova consapevolezza con l’amicizia di Aldo Capitini. Le esperienze sue e del suo gruppo sono tra le poche davvero innovative in Occidente nel modo di intendere il “lavoro sociale” e il “lavoro politico” e c’è ancora tanto da imparare. Nel metodo delle “conversazioni”, da lui animate con proletari e giovani su temi sociali e filosofici fondamentali, tornava a dare un valore primario alla poesia.
di Filomena Gallo
La Stampa, 23 giugno 2024
Il 19 giugno scorso sul tema del fine vita si è tenuta un’udienza della Corte costituzionale su una questione delicata: il requisito del sostegno vitale, stabilito dalla sentenza 242 del 2019, è necessario? La sentenza del 2019 della stessa Corte con la sentenza Cappato, aveva dichiarato parzialmente illegittimo l’articolo 580 del codice penale, che penalizzava l’aiuto e l’istigazione al suicidio, giudicandolo in contrasto con l’autodeterminazione e i diritti fondamentali.
di Diana Cavalcoli
Corriere della Sera, 23 giugno 2024
Braccianti sfruttati, contratti fantasma, vita nei ghetti e paga minima che arriva a 2 euro per un’ora di lavoro. Pesano anche le piccole dimensioni di tante aziende. Sono le schiene piegate sulle nostre terre, dai campi nel Mantovano a quelli di Latina e Foggia, le mani che raccolgono e portano sulle nostre tavole pomodori, olive, uva e fragole. Cassone dopo cassone. Sono i braccianti d’Italia e tra loro in 230 mila, secondo i dati Istat, soffrono sfruttamento e abusi: contratti fantasma e una paga che va dai 15 ai 35 euro al giorno, in alcuni casi appena due euro l’ora. Lavoratori, tra cui 55 mila donne, impiegati in modo irregolare in agricoltura ma che pesano per un quarto del totale degli occupati del settore. Arrivano da Nigeria, Senegal, Costa d’Avorio, Gambia, Mali ma anche da Bulgaria e Romania oltre che da Pakistan, Bangladesh e India. Qui era nato Satnam Singh, il 31enne morto nell’area dell’agro pontino mentre lavorava nei campi, per 4 euro l’ora. Un caso che ha sollevato proteste e indignazione e che ha portato i sindacati a proclamare lo sciopero per oggi (Flai Cgil) e per il 25 giugno (Uila-Uil e Fai-Cisl).











