di Sergio D’Elia*
L’Unità, 20 aprile 2024
In Arabia Saudita la giustizia è fuor di metafora esattamente quella raffigurata nel mito. La dea bendata ha la bilancia in una mano e la spada nell’altra. La bilancia è in perfetto equilibrio: il castigo è pari al delitto, occhio per occhio, una vita per una vita. È la dura legge del qisas, la retribuzione in natura. La sua formula è arcaica e perfetta, elementare e aritmetica, come quella di un baratto. La spada che Dike brandisce in una mano non è solo un monito, non incute solo timore, essa si abbatte realmente e inesorabilmente sulla testa dell’assassino, e la mozza.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 20 aprile 2024
Gli sfollati sono più di 90 mila hanno perso la casa e il lavoro e vivono in estrema povertà. Ma il loro esodo è stato oscurato dalla tragedia di Gaza. A Boustan non rimane più nessuno, l’ultima famiglia è venuta via ieri mattina a piedi, lasciando lì il bestiame. Anche Salwa Alomous ha fatto lo stesso, sei mesi fa. Viveva nella città di Boustan, Libano meridionale al confine con Israele. Quando, l’8 ottobre, Hezbollah ha cominciato a lanciare razzi in solidarietà all’attacco di Hamas contro Israele e Israele ha risposto bombardando il Libano, la preoccupazione e l’abitudine pesavano più o meno allo stesso modo. Per una settimana ha dormito sotto al letto con i suoi figli, mentre i genitori dormivano con le capre, nella stalla. Ogni volta che sentiva aerei da guerra o droni alzava il volume della radio per distrarre i bambini.
di Riccardo Noury*
Il Domani, 20 aprile 2024
Trascorsi più di cinque anni dalla sconfitta territoriale dello Stato islamico, 11.500 uomini, 14.500 donne e 30.000 minorenni sono trattenuti in almeno 27 Centri di detenzione e nei due Campi di Al Hol e Roj, nel nord est della Siria. In totale, secondo un rapporto pubblicato in questi giorni da Amnesty International, 56.000 persone prive di diritti, tenute in condizioni subumane, spesso non accusate di alcun reato, talora vittime di reati commessi proprio dallo Stato islamico. Oltre a siriani e iracheni, ci sono cittadini di altri 74 Stati. Meno di un quinto è stato processato, peraltro in modo del tutto sommario, sulla base di prove estorte con la tortura, senza neanche la presenza di un avvocato.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 aprile 2024
Un mese dopo l’appello del Presidente Mattarella, la Conferenza nazionale dei Garanti territoriali dei detenuti è scesa in campo con iniziative in tutta Italia. Mentre a Como si registra il 32esimo suicidio dall’inizio dell’anno. “È uno stillicidio insopportabile”, tuona Samuele Ciambriello, garante campano e portavoce dei garanti territoriali. “Ogni giorno sentiamo parlare di morti in carcere e di carcere. Uno stillicidio al pari della sensazione di inadeguatezza delle attività di prevenzione”. Un mese dopo l’appello del Presidente Mattarella, la Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale è scesa in campo con iniziative in tutta Italia per dire basta alle morti in carcere. E lo fa quando giunge la notizia dell’ennesimo suicidio, il 32esimo dall’inizio dell’anno. Si tratta di un palestinese detenuto presso la Casa circondariale di Como che si è tolto la vita inalando il gas della bomboletta del fornello da campeggio che aveva.
di Pietro Barabino
Il Fatto Quotidiano, 19 aprile 2024
“Sul tema dei suicidi in carcere, quello che si può fare subito è aumentare il numero delle telefonate consentite e gli orari di apertura delle celle” due misure molto semplici che potrebbero incidere in parte per mitigare la sofferenza delle persone detenute, secondo il Garante ligure dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive Doriano Saracino. Un centinaio di persone, tra volontari, avvocati, operatori, ministri di culto, poliziotti penitenziari, magistrati e cittadini hanno risposto all’appello dei garanti e si sono radunati sulla scalinata del Palazzo di Giustizia a Genova, in contemporanea a quanto avvenuto a Torino, Siracusa, Ivrea, Verona, Napoli, Lecce, Biella, Benevento, Cagliari, Crotone, Catanzaro, Brindisi e altre città. Scopo dell’iniziativa è sollevare il tema della sofferenza e dei suicidi in carcere.
camerepenali.it, 19 aprile 2024
Lenzuola e bombole di gas, strumenti che consentono solitamente ai detenuti di procurarsi il cibo e il sonno, quel poco che assicura il minimo della sopravvivenza, divengono gli strumenti atroci con cui ci si dà la morte. L’ultimo terribile suicidio nel carcere di Como prolunga quella interminabile lista che pesa oramai come un macigno sulla coscienza dell’intero Paese. Lenzuola e bombole di gas, strumenti che consentono solitamente ai detenuti di procurarsi il cibo e il sonno, quel poco che assicura il minimo della sopravvivenza, divengono gli strumenti atroci con cui ci si dà la morte.
di Annalisa Cangemi
fanpage.it, 19 aprile 2024
Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, commenta gli ultimi allarmanti dati sui suicidi in carcere, dovuti soprattutto al sovraffollamento: “Dall’inizio del 2024 le morti per suicidio nelle carceri italiane sono arrivate già a 32. Un numero impressionante, se si considera che l’anno scorso, in tutto l’anno, ce ne furono 70. Se continuiamo con questo ritmo arriveremo al dato più alto di sempre”. Sono 32 i detenuti che da inizio 2024 si sono suicidati in carcere, oltre a 4 agenti di Polizia penitenziaria che si sono tolti la vita. I numeri sui suicidi in carcere sono in preoccupante aumento, crescono in modo esponenziale, come denuncia la Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, che oggi ha organizzato presidi in cinquanta città italiane, sedi di penitenziari, leggendo un appello alla politica e alla società civile sull’emergenza dei suicidi in carcere.
di Franco Corleone
L’Espresso, 19 aprile 2024
Una proposta di legge prevede tirocini formativi nei luoghi di pena per gli aspiranti magistrati. La riforma della giustizia è ridotta a un tema di polemica continua e inesauribile. Il conflitto tra politica e magistratura avrebbe richiesto una definizione di ambiti e di confini, purtroppo è mancata la riforma della politica. Siamo tra Scilla e Cariddi. Da una parte leggi elettorali incostituzionali che danno il potere assoluto ai segretari di partito e dall’altra elezioni con le preferenze che squadernano frotte di candidati assetati di piccolo potere. Giustizia penale e giustizia civile pongono questioni diverse ma con soluzioni praticabili, che non si adottano perché romperebbero abitudini consolidate e rendite di posizione.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 19 aprile 2024
Oggi, il ritorno all’inquisizione più che un sogno è prassi quotidiana. E la separazione delle carriere è diventata più un feticcio che un serio programma riformatore, così calpestiamo la Costituzione. Il segnale di allarme si è manifestato a Milano lo scorso ottobre, quando il giudice delle indagini preliminari Tommaso Perna ha osato violare niente di meno che il sacrario dell’antimafia di Boccassini e Dolci, concedendo “solo” 11 misure cautelari in carcere su 153 richieste dalla procura. Parapiglia, sconcerto, indignazione. Ma come si permette un gip, di distanziarsi in modo così palese e significativo dall’ipotesi dell’accusa?
di Gian Domenico Caiazza
Il Foglio, 19 aprile 2024
“Delegittimazione”: è questa la parola magica che la Magistratura italiana (e il mondo mediatico e politico che la sostiene con passione) sfodera puntualmente non appena si materializzi anche la sola ipotesi di un giudizio, di una valutazione critica dell’operato professionale delle toghe. I test psico-attitudinali per aspiranti magistrati? Delegittimano la magistratura. L’introduzione del fascicolo delle performance di ogni singolo magistrato? Delegittima la magistratura. Il referendum sulla responsabilità civile? Delegittima la magistratura. L’articolo di Ermes Antonucci su alcuni magistrati della Procura di Firenze? Delegittima la Magistratura. E sì, perché una volta che ci hai preso la mano, non stai lì a distinguere tra il varo di una legge, la promozione di un referendum e la pubblicazione di un articolo su un quotidiano.
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