di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 16 agosto 2024
L’estrema destra soffia sul fuoco, ma dietro le sommosse britanniche non c’è alcuna regia politica: nascono dalla crisi sociale e culturale. E il pugno duro di Starmer allarga la frattura. Bristol, Hull, Blackpool, Stoke on Trent, Rotherham, Tamworth, Middlesbrough, gli stessi sobborghi proletari dove 45 anni fa i lavoratori delle miniere e delle ferrovie sfidarono (perdendo) Margaret Thatcher, sono oggi il teatro di una furiosa caccia al migrante, di assalti ai centri di accoglienza per i richiedenti asilo e persino ai luoghi di culto musulmani.
di Gigi Riva*
Il Domani, 16 agosto 2024
Il disimpegno voluto da Trump e perfezionato da Biden ha ridisegnato le aree di influenza sulle cartine geografiche. Uno shock che ancora oggi produce i suoi effetti. Tre anni fa, ferragosto del 2021, il giorno del disonore dell’occidente. La fuga da Kabul come la fuga da Saigon del 29 aprile 1975, le promesse tradite, le donne lasciate in balìa dell’oscurantismo jihadista, chi aveva collaborato con la coalizione internazionale praticamente consegnato ai macellai in nome della religione.
di Irene Fama
La Stampa, 15 agosto 2024
“Cause da accertare”: ecco come vengono catalogati i morti “fantasma” del carcere. Diciannove da gennaio ad oggi. Teodorico Musco, trentanove anni, Moussa Traorè, ventinove, Alessandro Esposito, trentatré, erano detenuti a Poggioreale a Napoli; Alexandru Bustei, trent’anni, era recluso a Viterbo. E ancora. Giulio Arena, sessantasette anni, ad Augusta; Mohamed Cherif, ventinove anni, a Forlì; Gafur Hasani, cinquantuno, a Firenze Sollicciano; Andrea Pratica, quarantasette, ad Ivrea. Amin El Goazzali, trentaquattro anni, era in cella a Padova. Così Mijodras Mitrovic, che di anni ne aveva venticinque appena compiuti. Degli altri non si sa nemmeno il nome. Sono morti inalando il gas di una bomboletta per i fornelletti da campeggio.
di Rita Bernardini
Il Dubbio, 15 agosto 2024
Dopo il decreto “carcere sicuro” si corre ai ripari con circolari e vademecum, ma non si affronta la realtà del sistema penitenziario, tra sovraffollamento e suicidi. Al Governo sanno bene che, con il decreto “carcere sicuro”, hanno fatto ben poco (praticamente nulla) per contrastare il problema del sovraffollamento e dei suicidi e cercano in tutti i modi di correre ai ripari con circolari che paventano rivolte o con vademecum che contiene panzane da propinare alla popolazione detenuta per tenerla buona. Le prove di quanto affermato non stanno solo e tanto nella riunione del consiglio dei ministri tenutasi sull’emergenza carceri mentre alla Camere si convertiva con il voto di fiducia il decreto Nordio sulle carceri! E nemmeno nella richiesta di incontro rivolta al Presidente della Repubblica da parte del guardasigilli sull’emergenza sovraffollamento nelle carceri.
di Santino Gaudio*
Il Domani, 15 agosto 2024
Solo in Italia sono quasi 800 i detenuti in attesa di un ricovero in strutture sanitarie. Significa che un alto numero di persone tarda ad avere un adeguato trattamento psichiatrico, sebbene riconosciuto come necessario da un giudice. Quando si parla di salute mentale dei detenuti pare che l’attenzione di noi tutti si attenui, come se si parlasse di un mondo che non ci appartiene. Una è la convinzione sedimentata nella coscienza comune che può spiegarci la scarsa empatia verso chi ha commesso un reato e paga per questo: in Italia non esiste la certezza della pena. Sebbene non possiamo dimenticare che questa condizione possa essere reale, dovremmo guardare oltre per provare a comprendere quanto la vita carceraria possa influire sullo stato emotivo dei detenuti.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 15 agosto 2024
Il Ministero e il pasticcio della Circolare per i carcerati sui “miglioramenti” della nuova legge. Riduzioni di pena prospettate come automatiche e che invece non sono affatto tali, annunciati nuovi benefici per ultra 7oenni che invece o esistono già o sembrano perfino peggiorativi, sforzi per misure alternative anche ai detenuti senza domicilio o poveri ma con appena 200 beneficiari stimati dalla stessa relazione alla legge (su 61.134 detenuti in 47.004 posti): va bene che la pubblicità è l’anima del commercio, va bene che dalle leggi-spot allo spot della legge il passo è breve, ma forse lunedì il ministero della Giustizia aveva un po’ esagerato nel magnificare ai detenuti il decreto legge dell’8 agosto.
di Alfonso Raimo
huffingtonpost.it, 15 agosto 2024
Il gran casino sulla gestione delle pasticciate norme di via Arenula sulla situazione carceraria. Il Dap fa marcia indietro, ma solo nei modi: il vademecum viene edulcorato per i detenuti, per il rischio di tensioni. De Fazio (Uilpa): “Il vertice politico è nella confusione più totale mentre il personale è allo stremo”. Indietro tutta: la Circolare che esaltava il decreto Nordio non va fatta vedere ai detenuti. Dopo aver invitato gli agenti a darle massimo risalto, l’amministrazione penitenziaria ci ripensa. C’era il rischio di creare illusioni tra i detenuti che attendono di uscire prima dal carcere.
di Michele Passione
L’Unità, 15 agosto 2024
Ecco il vademecum per il lettore del Vademecum dell’amministrazione penitenziaria. Punto per punto, balle e omissioni di disposizioni reazionarie. Li guardano, perché devono, ma non li vedono, non sono capaci. Con Vademecum diffuso dal Dap (a firma della vice capo Lina Di Domenico), relativo alla (contro)riforma contenuta nel dl 92/2024, convertito in l.112/2024, si è disposta la “massima diffusione del documento”. Al punto 2 si sostiene che il detenuto saprà subito il suo fine pena, all’atto dell’emissione dell’ordine di esecuzione, ma si omette dal dire che il pm che cura il titolo detentivo non conosce gli esiti delle istanze di liberazione anticipata, Ciò comporterà un aumento del contenzioso.
Ristretti Orizzonti, 15 agosto 2024
Il portavoce dei Garanti territoriali, Samuele Ciambriello: “Ci sono nostre riserve sul merito, sul linguaggio usato e sulla modalità di diffusione della nota”. Nella giornata di ieri il Portavoce della Conferenza dei garanti territoriali ha manifestato al Capo del Dap Giovanni Russo riserve, sul merito, sul linguaggio e sul metodo di diffusione della nota intitolata “Novità migliorative della condizione detentiva” introdotte con il decreto legge n. 92/2024 convertito in legge 8 agosto 2024 n. 112, a firma del vice capo del Dap Lina Di Domenico.
di Ugo Di Giovannangeli
L’Unità, 15 agosto 2024
Definire questo decreto come “potentissimo” stona con la realtà. Bisogna smettere di considerare la punizione e la vendetta come i pilastri della giustizia. Un milione e 300 mila euro di stipendio a un commissario?. Il decreto carceri è uguale a zero. Purtroppo, negli ultimi anni è cresciuta una subcultura molto violenta: quando si sentono persone delle istituzioni dire “buttiamo le chiavi” riferendosi a detenuti, è molto grave. Gesù nel Vangelo si identifica nel carcerato e loda chi lo è andato a trovare (Mt. 25, 36) e, come ha ricordato Papa Francesco, incontrando la polizia penitenziaria e il personale dell’amministrazione penitenziaria, la lettera agli Ebrei dice: “Ricordatevi dei carcerati, come se foste loro compagni di carcere”.









