di Laura Tedesco
Corriere del Veneto, 20 aprile 2024
Il Riesame restituisce la divisa a un indagato: “Inattendibile il tunisino”. Un colpo all’inchiesta. Il tribunale del Riesame ha restituito la divisa e annullato la sospensione del servizio a un poliziotto del gruppo finito sotto accusa per maltrattamenti e umiliazioni agli arrestati. La motivazione del giudice mina anche le basi dell’inchiesta stessa. “Le percosse e l’urina per svegliare un nordafricano fermato” nel tunnel della questura? “Gli elementi raccolti nel corso dell’indagine e in particolare gli approfondimenti investigativi disposti dalla Procura non consentono, allo stato, di ritenere superata la soglia di gravità indiziaria richiesta per l’applicazione di misure cautelari”. È la conclusione tratta dal Tribunale del Riesame di Venezia nelle 9 pagine di ordinanza con cui ha ridato la divisa all’agente Andrea Provolo.
genovatoday.it, 20 aprile 2024
Per la prima volta la “Biblioteca vivente” è arrivata nel carcere di Marassi: a diventare “libri umani” 12 detenuti che hanno raccontato le loro storie: “In carcere impari a fare i conti con te stesso e capisci che l’unica cosa veramente importante sono i propri cari”. Il libro di Franco (nome di fantasia) si chiama “La frenata”, come quella brusca che gli ha imposto il carcere costringendolo a fermarsi, trovando davanti a sé lunghe giornate per pensare e ripensare alla sua vita. Ma non è un libro che si sfoglia: la trama la racconta vis à vis direttamente lui, ex consulente finanziario di 60 anni che non vedeva estranei - a parte gli altri detenuti e la polizia - da quando nel 2019 è stato arrestato.
di Michela Nicolussi Moro
Corriere del Veneto, 20 aprile 2024
Inaugurato ieri il padiglione della Santa Sede “Con i miei occhi”, allestito nelle carceri della Giudecca in occasione della Biennale. C’erano due ministri. Ha ribadito l’importanza della finalità rieducativa della pena il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, all’inaugurazione del Padiglione della Santa Sede “Con i miei occhi”, allestito nel carcere femminile di Venezia Giudecca in occasione della Biennale.
di Giovanni D’Alessandro
Il Riformista, 20 aprile 2024
Nel gergo dei giuristi e, più ampiamente, degli studiosi delle istituzioni pubbliche la terzietà si colloca all’interno di un nucleo di concetti collegati da numerose somiglianze di famiglia - si direbbe à la Wittgenstein, rifuggendo ogni sorta di essenzialismo metafisico - ma nessuno di questi ben definito, tra cui l’imparzialità, la neutralità (politica), l’indipendenza. Tutti concetti che, in fondo, si fanno reciproca luce e trovano un uso consolidato per differentiam tra di loro. Il testo della Costituzione repubblicana, scritta da eminenti esperti del diritto (e non solo) e votata dall’Assemblea costituente il 22 dicembre 1947, fu - com’è noto - depurato sotto il profilo linguistico e della coerenza sintattica e stilistica da costituenti come Concetto Marchesi. Ciò nonostante non offre una limpida panoramica dei poteri “terzi”, se non con riguardo - naturalmente - alla giurisdizione, dove l’esse iudex è definito dalla coesistenza in uno stesso soggetto dei tratti della terzietà e dell’imparzialità. In nessun altro luogo la Costituzione utilizza il lemma “terzietà” ma, volta a volta, si riferisce all’imparzialità (come finalità dell’organizzazione dei pubblici uffici) e all’indipendenza (dei giudici, degli organi giudiziari e finanche degli ordinamenti giuridici).
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 aprile 2024
Il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha emesso un severo giudizio sulle azioni intraprese dall’Italia per dare attuazione alla sentenza Darboe e Camara contro l’Italia (ricorso n. 5797/ 17, Case of Darboe an Camara v. Italy), datata 21 luglio 2022. La sentenza della Corte Europa di Strasburgo ha rilevato la violazione dell’articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare), dell’articolo 3 (proibizione dei trattamenti inumani o degradanti) e dell’articolo 13 (diritto alla tutela giurisdizionale effettiva) della Convenzione europea a causa del trattamento riservato ai minori stranieri non accompagnati.
di Marco Birolini
Avvenire, 20 aprile 2024
Il Tribunale di Trapani conclude la fase dell’udienza preliminare senza rinvii a giudizio: “Nessun reato, il fatto non sussiste”. La Ong Jugend Rettet: “Un’odissea che ha provocato danni irreparabili”. “Il fatto non sussiste”. Tradotto, i famigerati “taxi del mare” non c’erano. La sentenza del gup di Trapani Samuele Corso ha chiuso così, senza nemmeno aprire la fase dibattimentale, il processo per il caso Iuventa. I membri dell’equipaggio della nave della ong Jugend Rettet erano accusati insieme ad altre persone di Msf e Save the Children di aver favorito l’immigrazione clandestina. Ma la lunghissima e travagliata fase dedicata all’udienza preliminare (costata allo Stato circa 3 milioni di euro) non ha partorito nessun rinvio a giudizio per i 10 imputati. Era stata peraltro la stessa procura di Trapani, preso atto dell’assenza di prove consistenti e della scarsa attendibilità degli stessi testimoni, a chiedere di non procedere oltre. Persino il Viminale, che si era costituito parte civile, si è sfilato dal processo, rimettendosi alla decisione del giudice.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 20 aprile 2024
Fermo Humanity 1, confermata la sospensione. Il provvedimento del tribunale di Crotone sconfessa il governo su tutta la linea. “Non può ritenersi che l’attività perpetrata dalla guardia costiera libica sia qualificabile come attività di soccorso per le modalità stesse con cui è stata esplicata”, perché c’erano uomini armati, che hanno esploso colpi di arma da fuoco, e perché Tripoli non può garantire in alcun modo un porto sicuro. È una sconfessione del governo su tutta la linea quella che si ritrova nel provvedimento con cui il giudice del tribunale civile di Crotone Antonio Albenzio ha confermato la sospensione del fermo della nave Humanity 1, detenuta nel porto calabrese il 2 marzo scorso dopo il soccorso di 77 naufraghi nel Mediterraneo.
di Diego Motta
Avvenire, 20 aprile 2024
Una sentenza non può cambiare il corso della storia, ma può aiutare a riscriverla. Un fatto di sette anni fa, l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina con relativo sequestro di una nave impegnata nei soccorsi, si è trasformato ieri, dopo la decisione dei giudici di Trapani, in un clamoroso proscioglimento di massa: tutti assolti, il fatto non sussiste. Perché salvare vite non è un reato. Non è vero, però, che nel frattempo non sia successo nulla. Il caso della Iuventa, dal nome dell’imbarcazione della Ong tedesca rimasta ferma dal 2017 a oggi nel porto di Napoli, svela molto in realtà di quello che siamo diventati in questi anni: eravamo un popolo di santi, navigatori e poeti, ora di quell’anima profonda cosa è rimasto?
di Filippo Miraglia*
L’Unità, 20 aprile 2024
Il Festival delle culture mediterranee nato dopo il naufragio del 3 ottobre 2013 a Lampedusa compie dieci anni e raddoppia: fino al 20 aprile a Prato, a ottobre a Roma. Di fronte a un attacco senza precedenti al mondo dell’immigrazione, l’obiettivo è costruire dal basso una comunità per l’alternativa. Il 3 ottobre del 2013, 368 cadaveri affiorarono dal mare nei pressi della spiaggia più bella dell’isola di Lampedusa, quella dell’isola dei Conigli. Una strage che risvegliò, per qualche giorno, la coscienza di chi aveva responsabilità istituzionali e politiche, portando alla realizzazione del primo e unico programma pubblico di ricerca e salvataggio “Mare Nostrum” che consentì di salvare più di 150 mila persone.
di Daniele Mastrogiacomo
L’Espresso, 20 aprile 2024
Come una multinazionale, la holding delle sostanze stupefacenti cambia passo. Conquista tutto il Sud America e chiude la filiera. Con il fentanyl diversifica e compensa il crollo del prezzo della cocaina. L’ultimo carico è stato scoperto sulla spiaggia vicino a Sydney, il 31 marzo scorso. Cinque pacchetti stretti dal nastro adesivo erano stati trascinati dalle onde sulle rive di Freshwater e Curl Curl. Li hanno aperti: erano mattoncini di cocaina. Tre giorni prima di Natale scorso ne erano stati rinvenuti altri 250. Sembravano le molliche di Pollicino: altre decine di pacchi da un chilo, qualcuno di 39, giacevano sulla battigia per 500 chilometri.
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