di Paola Moscardino
Corriere del Mezzogiorno, 19 aprile 2024
Secondo il deputato del Pd, Claudio Stefanazzi, il problema è a monte: “Sono richiedenti asilo, molti di loro non dovrebbero stare qui - dice Invece la struttura è pensata come un carcere”. Reportage da Restinco, dove i minori immigrati dormono in sedici in una camerata. Sindacalisti e associazioni di volontari esclusi dalle visite, liti con la prefettura, condizioni di permanenza che chi si è recato all’interno come il parlamentare Claudio Stefanazzi - reputa infernali. Suona l’allarme per le condizioni in cui vivono i minori immigrati nel centro per i rimpatri di Restinco, alle porte di Brindisi. “Sono richiedenti asilo, dovrebbero stare altrove. E dormono in 16 in una camerata”.
di Roberto Gramola
La Voce e il Tempo, 19 aprile 2024
Gli ultimi dati del Consiglio europeo mostrano un totale di 5.610 detenuti di età inferiore ai 18 anni. Il modello di giustizia minorile italiano è sempre stato fonte di ispirazione in Europa. Anche se il VII Rapporto dell’Associazione Antigone (che si occupa della tutela dei diritti delle persone detenute), pubblicato un mese fa, denuncia che il cosiddetto “Decreto Caivano”, approvato nel settembre scorso dal governo introducendo nuove misure per contrastare la criminalità minorile, ha fatto lievitare in modo preoccupante le presenze dei minorenni negli istituti minorili della Penisola.
di Luigi Manconi e Marica Fantauzzi
La Repubblica, 19 aprile 2024
Sul Guardian in questi giorni è stata pubblicata la storia di Glodi Wabelua, con il titolo: “Da piccolo spacciatore a trafficante di esseri umani. La legge sulla schiavitù moderna sta dando la caccia alle persone sbagliate?” Il pezzo, firmato dallo scrittore Francisco Garcia, parte da un fatto di cronaca che a prima vista non ha nulla di straordinario: nel 2014 cinque adolescenti di Londra vengono arrestati dalla polizia per aver spacciato qualche grammo di droga di tipo A (secondo la classificazione della legge britannica vi rientrano sostanze come la cocaina).
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 19 aprile 2024
La via d’uscita dal carcere di Budapest per Ilaria Salis è un seggio al Parlamento europeo. Lo spazio per provarci lo darà l’Alleanza Verdi e Sinistra, che ieri nel tardo pomeriggio. “in accordo con Roberto Salis”, suo padre, ha ufficializzato la candidatura dell’antifascista italiana arrestata in Ungheria nel febbraio del 2023. Con ogni probabilità Salis sarà capolista nella circoscrizione Nord Ovest. “L’idea è che intorno alla candidatura di Ilaria Salis si possa generare una grande e generosa battaglia affinché l’Unione Europea difenda i principi dello stato di diritto e riaffermi l’inviolabilità dei diritti umani fondamentali su tutto il suo territorio e in ognuno degli stati membri - dicono i leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli -. Il nostro è un gesto che può servire a denunciare metodi incivili di detenzione, soprattutto verso chi è ancora in attesa di un giudizio”. Le immagini della ragazza portata in ceppi e in catene in aula di tribunale, lo scorso gennaio, avevano sconvolto tutta l’Europa: così è nato “il caso Salis”, la storia di un’italiana prigioniera in condizioni terribili in un paese che non considera lo stato di diritto una sua priorità.
di Gianni Alati
Il Dubbio, 19 aprile 2024
Oltre 56mila persone poste in detenzione dopo la sconfitta territoriale del gruppo armato Stato islamico stanno subendo sistematiche violazioni dei diritti umani e muoiono in grandi numeri a causa delle condizioni inumane di detenzione nel nordest della Siria. È quanto ha denunciato Amnesty International in un nuovo rapporto, intitolato “Conseguenze. Ingiustizia, torture e morti in detenzione nel nordest della Siria”, in cui illustra come le autorità della regione autonoma siano responsabili della massiccia violazione dei diritti umani di oltre 56.000 persone da loro trattenute: 11.500 uomini, 14.500 donne e 30.000 minorenni detenuti in almeno 27 centri di detenzione e nei due campi di Al- Hol e Roj.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 18 aprile 2024
Le critiche del magistrato, in commissione Giustizia, alla proposta di legge sulla liberazione anticipata sono sconfessate dagli effetti del decreto Cancellieri per decongestionare le carceri dopo la sentenza Torreggiani. Sentito in audizione presso la commissione Giustizia, per volere del Movimento Cinquestelle il magistrato Sebastiano Ardita, procuratore aggiunto di Catania, ha affermato sostanzialmente due questioni in merito alla proposta di legge sulla liberazione anticipata: si tratta di un provvedimento finalizzato a lanciare dei messaggi ai detenuti potenti (poi - grazie alla domanda posta da Roberto Giachetti, il promotore della legge - ha dovuto precisare che non si riferiva a messaggi verso i mafiosi) e che soprattutto è una norma che di fatto regala la libertà a chi si è macchiato di reati con pena elevata.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 18 aprile 2024
“Il numero delle denunce non è il solo indicatore affidabile”, dichiara Andrea Ostellari, Sottosegretario leghista alla Giustizia, commentando le statistiche del ministero dell’Interno, confluite in un recente rapporto dell’Eurispes, che descrivono un loro calo pari a circa il 24 percento nell’ultimo decennio. “Abbiamo 61.000 detenuti e 120.000 soggetti in misura alternativa. Una cifra spropositata che dimostra anzitutto e al di là del numero delle denunce, che le condanne, e quindi i reati effettivi, sono esponenzialmente aumentati”.
di Angela Stella
L’Unità, 18 aprile 2024
Primo in classifica il distretto di Reggio Calabria con oltre 8 milioni sborsati. Sette in totale le azioni disciplinari verso le toghe, tutte ancora in corso. I dati della relazione al Parlamento su misure cautelari e ingiusta detenzione. Pubblicata con due mesi e mezzo di ritardo rispetto al 31 gennaio la Relazione al Parlamento relativa alla “Misure Cautelari Personali e Riparazione per Ingiusta Detenzione” riferita all’anno 2023. Nel 2015 fu un emendamento dell’onorevole di Azione Enrico Costa ad introdurre il monitoraggio parlamentare anche sul ricorso alla custodia cautelare. Va sottolineato che come sempre non tutti gli uffici giudiziari hanno inviato i dati richiesti: “La percentuale di risposta dei Tribunali (sezioni GIP e sezioni dibattimentali) interessati al monitoraggio è stata dell’89%”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 18 aprile 2024
Con una media di circa mille casi l’anno, la relazione del ministro Nordio conferma il trend degli errori giudiziari in Italia. Ma nessuna toga viene punita. La sintesi politica non poteva non farla il responsabile giustizia di Azione, Enrico Costa: “A tutti quegli esponenti della maggioranza che si lamentano che il magistrato che sbaglia non paga mai, consiglierei di leggere la relazione del Ministero della Giustizia sulle misure cautelari e sull’ingiusta detenzione da cui emerge la totale l’inerzia in via Arenula”.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 18 aprile 2024
Non è difficile delineare - per sommi capi, s’intende - quali idee di giustizia penale debbano entrare necessariamente nel bagaglio di una “lobby riformista” quale ambisce ad essere Il Riformista. Diritto penale liberale e giusto processo, ecco la traccia sicura della risposta a quella domanda. Qualche anno fa, l’Unione delle Camere Penali ha raccolto studiosi insigni del diritto penale sostanziale e del diritto processuale, per definire con rigore scientifico il perimetro ed i contenuti di quei due principi.
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