di Chiara Sgreccia
L’Espresso, 15 agosto 2024
“Ogni giorno ricevo richieste di aiuto anche da chi potrebbe pagare un affitto ma non trova un’abitazione”, spiega l’assessora alle Politiche sociali. A Roma troppe abitazioni sono destinate agli affitti brevi. A Roma nel 2022 ci sono stati più di 6500 sfratti. La maggior parte dei quali per morosità incolpevole, cioè per l’impossibilità degli inquilini di pagare l’affitto. A offrire uno spaccato della situazione nella Capitale, oltre ai dati diffusi dal ministero dell’Interno ci sono i racconti delle associazioni che operano sul territorio e dei rappresentanti delle istituzioni che quotidianamente si impegnano per tutelare il diritto all’abitare.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 15 agosto 2024
Dopo la legge Severino e la custodia cautelare, la cittadinanza. A dispetto del periodo ferragostano e della chiusura del Parlamento, Forza Italia sta assumendo col suo attivismo, in questi giorni, un ruolo di assoluta protagonista politica, dettando l’agenda politica su più di un fronte. E se, obbedendo alla propria vocazione, finora aveva premuto l’acceleratore sui temi legati alla giustizia, a partire dall’annunciato programma di visite agli istituti penitenziari e dalle prese di posizione sulla riforma della carcerazione preventiva e dell’armonizzazione della legge Severino al principio costituzionale della presunzione d’innocenza, ieri il focus è stato posto sulla questione della concessione della cittadinanza italiana, con una significativa apertura all’introduzione dello ius scholae, al posto del vigente ius sanguinis.
di Marina Della Croce
Il Manifesto, 15 agosto 2024
Di concreto non c’è ancora niente e annunci simili si sono sentiti anche alla fine delle ultime Olimpiadi, tutti puntualmente finiti in un nulla di fatto. Ma è bastato che da Forza Italia arrivasse una timida disponibilità a mettere mano alla legge del 1992 sulla cittadinanza - cosa che permetterebbe a decine di migliaia di giovani figli di genitori immigrati di diventare finalmente italiani -, perché nella maggioranza cominciassero a volare stracci. Ad attaccare, come da copione, è la Lega di Matteo Salvini che sui social pubblica un fotomontaggio con i volti della segretaria del Pd Elly Schlein e del leader di Forza Italia Antonio Taiani con la scritta: “Il Pd rilancia lo ius soli. Fi apre un varco a destra”.
di Maurizio Caprara
Corriere della Sera, 15 agosto 2024
Punizioni e violenze nei confronti di terroristi reclusi. L’ex primo ministro Bennett: “Vogliamo uno Stato qui o delle milizie che fanno quello che vogliono?”. La guerra è guerra e malgrado lo si neghi durante un conflitto casi di torture di prigionieri non mancano quasi mai. Non ne mancarono, e non fu un onore, neppure durante la giusta lotta del nostro Paese contro il terrorismo negli anni Settanta. Questo tuttavia conferma e non riduce il valore fondamentale dei progressi che nel mondo le democrazie, gradualmente, hanno compiuto decidendo di non ritenere più legali i mezzi violenti di punizione e di interrogatorio che erano ordinari in secoli precedenti verso reclusi e inquisiti. È dunque motivo di preoccupazione e indignazione quanto accaduto in Israele, a fine luglio, quando gruppi di contestatori di estrema destra hanno fatto irruzione nella base di Sde Teiman chiedendo il rilascio di nove militari arrestati con l’accusa di aver sottoposto a violenza sessuale un ufficiale della polizia di Hamas catturato. Alcuni dei manifestanti sono riusciti a raggiungere il luogo di detenzione dei nove.
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 14 agosto 2024
Una tragedia. E bisogna uscire dalla logica del “buttar via la chiave”. Perdente. Certe ricette, trite e ritrite, sono state sventolate troppe volte per esser prese sul serio. Avanti così, col ritmo attuale, i detenuti suicidi nelle carceri italiane saranno a fine 2024 novantacinque. Quasi quanti si ammazzarono nei nostri penitenziari, 100 tondi (punta massima: 16 nel ‘62) in tutti gli anni Sessanta. Basterebbe questo, se ancora qualcuno non avesse capito, a riassumere la tragedia che si sta compiendo anche in questi giorni nell’Italia che sta dietro le sbarre. Certo, c’erano allora la metà dei carcerati di oggi. L’impennata di suicidi rispetto a pochi decenni fa, però, è inaccettabile. E la risposta delle istituzioni per ora, riconoscono anche esponenti della maggioranza di governo, non è all’altezza.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 14 agosto 2024
Pochi giorni dopo l’approvazione del provvedimento che avrebbe dovuto migliorare le condizioni dei detenuti il ministro dice che è pronto a presentare dei progetti al capo dello stato: “Possiamo arrivare a 15-20 mila detenuti in meno”. In un’intervista al Corriere della Sera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio dice che con Giorgia Meloni non c’è “mai stata sintonia migliore” e che la richiesta di incontro a Mattarella “è stata concertata proprio a Palazzo Chigi”. Una rassicurazione sulla tenuta della maggioranza, dopo gli scricchiolii delle scorse settimane.
di Giuseppe Ariola
L’Identità, 14 agosto 2024
Dopo una lunga discussione “nella notte del 7 agosto siamo rimasti in Aula in 243 e con ampia maggioranza abbiamo proceduto a un primo necessario intervento a favore del sistema carcerario”. La deputata forzista Cristina Rossello ci parla dell’approvazione del decreto Carceri che ha suscitato qualche polemica ed è stato bollato come “un’occasione mancata”. “Tenendo conto del necessario contemperamento delle esigenze finanziarie per supportare le riforme - ha aggiunto la parlamentare azzurra - si è fatto comunque un passo avanti. Ma, come abbiamo subito precisato, non basta. La strada è ancora lunga e non è questo certamente un percorso esaustivo, come ben chiarito dal segretario nazionale Antonio Tajani, che ha organizzato ad esempio un mese di incontri e presenze di FI nei singoli penitenziari. A Milano abbiamo iniziato. Con Giacinto Siciliano, direttore del carcere di San Vittore, abbiamo già parlato non solo dell’obsolescenza della struttura e del sovraffollamento, ma del cambiamento in atto nella popolazione carceraria: tema su cui si deve riflettere in tutte le grandi città, soprattutto del nord”.
di Francesco Petrelli*
Il Dubbio, 14 agosto 2024
Nel sintagma programmatico originale del governo si diceva: “garantisti nel processo e giustizialisti nell’esecuzione”. Un tentativo di mettere insieme due realtà che non sono in alcun modo conciliabili, né sotto il profilo giuridico né logico, perché l’assunto garantista trova il proprio fondamento nel riconoscimento della dignità dell’uomo che è un valore che non può che prescindere dall’accertamento delle sue eventuali responsabilità penali. Garantismo e giustizialismo non possono essere “due rami dello stesso albero”. Si deve necessariamente scegliere da che parte stare.
di Pier Francesco Borgia
Il Giornale, 14 agosto 2024
Il piano cui sta lavorando il governo contro il sovraffollamento. La riforma della custodia cautelare. Delmastro: “Uso smodato”. Un primo passo per superare l’emergenza carceri. Il ministro Carlo Nordio ha una carta nella manica: liberare i penitenziari di 15/20mila persone. È tutto scritto nel decreto carceri, come ribadisce nel corso di un’intervista il Guardasigilli. “A cominciare dalla possibilità di esecuzione della pena in ambienti diversi dal carcere - spiega Nordio -, come le comunità per tossicodipendenti. Poi sta ai magistrati decidere se mandarveli o meno”. “Se mettiamo assieme la possibilità per i tossicodipendenti di andare in altre strutture - aggiunge il ministro -, con quella di far tornare nel proprio Paese i detenuti stranieri, sulla quale stiamo lavorando notte e giorno, assieme alla Farnesina, possiamo arrivare a 15-20 mila detenuti in meno. Ecco risolto il sovraffollamento”, dice il Guardasigilli. Sulla custodia cautelare “la necessità di una riforma sul tema è sentita da tutta la maggioranza”, sottolinea. “No, ovviamente, per i rapinatori, stupratori corrotti e autori di altri gravi reati la carcerazione preventiva rimarrà. Quello che conta è definire meglio i presupposti per la sua applicazione. A cominciare dal requisito della reiterazione del reato. Il pericolo non può essere desunto dal rimanere in carica dell’amministratore pubblico accusato di corruzione”.
di Enrico Varrecchione
linkiesta.it, 14 agosto 2024
Un sistema penitenziario efficace non si limita a punire i detenuti, ma deve anche offrire loro strumenti concreti per il reinserimento nella società una volta scontata la pena. Senza questo tipo di sostegno, le persone rischiano di trovarsi in condizioni peggiori rispetto a quando sono entrate in prigione. Il grande giorno, bramato da tutti, prima o poi arriva. Dopo l’analisi dei fenomeni delinquenziali e del periodo da affrontare in carcere, il percorso dedicato al sistema penitenziario norvegese arriva all’ultimo step, quello della libertà e di cosa comporta per chi la ottiene.
- La salute in carcere è un diritto
- La maggior parte di detenuti che si suicida è in attesa di giudizio
- Carceri, i bambini resteranno in cella con la mamma detenuta
- Carceri, quei bambini innocenti assoluti
- L’infanzia negata ai (troppi) bambini in carcere, un “fine pena mai” che ruba il loro prezioso futuro









