di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 19 aprile 2024
Via il cuore del decreto salva intercettazioni dell’ex ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per decisione, ieri pomeriggio, delle Sezioni Unite della Cassazione. La questione è molto tecnica, ma le ricadute sono facili da comprendere: alcune decine di inchieste e processi in corso, anche per corruzione, rischiano seriamente di andare in fumo o essere compromessi perché non potranno essere utilizzate le intercettazioni, fino a ieri validi elementi di prova in mano ai pubblici ministeri. Alcune procure, da Genova a Napoli, sono in allerta.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 19 aprile 2024
Il Tar Piemonte, sentenza n. 353/2024, ha accolto il ricorso condannando il Ministero della Giustizia a pagare 10mila euro al dipendente dell’amministrazione penitenziaria. Risarcimento per l’agente penitenziario sottoposto a una visita psichiatrica per verificarne la presunta omosessualità che avrebbe potuto comprometterne l’idoneità al servizio venendo parificata ad un disturbo della personalità. Le visite, medica e psichiatrica, erano state ordinate dopo una segnalazione, risultata poi falsa, di due detenuti che avevano lamentato delle avances da parte dell’agente. Il Tar Piemonte, sentenza n. 353/2024, accogliendo il ricorso dell’agente ha condannato il Ministero della Giustizia a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale.
di Massimo Massenzio
Corriere di Torino, 19 aprile 2024
Dall’inizio dell’anno le morti “di carcere” in Italia sono state 54 (30 per suicidio, 24 per cause naturali), tre delle quali a Ivrea, Cuneo e a Torino. Tante, troppe, un numero mai visto prima. L’ultima tragedia, in Piemonte, risale allo scorso 24 febbraio, quando Alvaro Fabrizio Nuñez Sanchez, 31 anni, affetto da gravi problemi psichiatrici, si è impiccato nella sua cella al Lorusso e Cutugno. “Una persona che non doveva stare in carcere, non per un premio, ma perché lo aveva stabilito il giudice - ha sottolineato il vicepresidente della Camera Penale Maurizio Basile -. Ma non è stato trovato posto in Rems e dopo mesi era ancora lì, in una struttura inadeguata alle sue condizioni”.
di Leandro Del Gaudio
Il Mattino, 19 aprile 2024
In Campania ci sono 7.400 detenuti, di cui: 94 hanno un fine pena dai 6 agli 8 mesi; 240 con fine pena da 1 a 2 anni; 464 con fine pena dai 2 ai 3 anni. E non è tutto. A voler essere ancora più analitici, si può dire che i circa 700 reclusi di cui si è fatto cenno fanno parte di un gruppo di 2500 detenuti che stanno scontando pena sotto i 4 anni. Sono alcuni numeri forniti dal garante regionale per i detenuti Samuele Ciambriello, nel corso di un convegno tenuto dalla Camera degli avvocati penalisti “Sebastiano Fusco”, in un confronto a più voci tra giuristi ed addetti ai lavori. Ad introdurre i lavori, il presidente dell’associazione Vincenzo Dostuni (che coordina l’associazione assieme ai colleghi presidenti Simona Lai e Gaetano Inserra), che ha esordito con un saluto commemorativo del penalista Riccardo Polidoro, avvocato di riconosciuta esperienza prematuramente scomparso alcune settimane fa.
di Roberta Rampini
Il Giorno, 19 aprile 2024
L’iniziativa sulla scalinata del Palazzo di giustizia: hanno scandito i nomi dei 31 detenuti che si sono tolti la vita dietro le sbarre. L’ultimo episodio risale a poche ore fa: Nazim Mordjane, 32 anni, in carcere a Como ieri sera ha inalato il gas di una bomboletta da campeggio. Sono già 31 dall’inizio dell’anno i detenuti che si sono tolti la vita dietro le sbarre in Italia. Il Garante comunale dei detenuti Francesco Maisto e gli avvocati della Camera penale di Milano si sono dati appuntamento, sulla scalinata del Palazzo di giustizia, per scandire i nomi di queste persone. Un’iniziativa per ricordare le “troppe vittime”, ma anche per ricordare gli agenti della polizia penitenziaria che si sono tolti la vita nell’ultimo anno.
di Roberta Rampini
Il Giorno, 19 aprile 2024
“Una tortura, una cattiveria, un rischio”: sono queste le parole che don Gino Rigoldi ha utilizzato per commentare la circolare sulla chiusura dei reparti di media sicurezza, entrata in vigore nelle carceri italiane qualche mese fa. Per oltre 50 anni cappellano del carcere minorile Beccaria, Don Gino Rigoldi ha dedicato la sua vita alla cura, all’ascolto e all’accoglienza dei detenuti in carcere e conoscendo l’ambiente e i suoi inquilini, l’ex cappellano ha definito la circolare “terribile” perché “se non c’è attività, si sta in cella per 22 ore, con il rischio che la gente diventa matta quando è così compressa”.
di David Alleganti
La Nazione, 19 aprile 2024
Marcello Bortolato, presidente del Tribunale di Sorveglianza: a Sollicciano impossibile eseguire una pena adeguata “La struttura è il paradigma dei penitenziari italiani. Bisogna valorizzare subito soluzioni alternative”. “Le condizioni del carcere di Firenze, Sollicciano, sono di estremo degrado. È una situazione intollerabile. Le condizioni igieniche e strutturali non garantiscono quel minimo grado di civiltà necessario per far eseguire una pena degna ai detenuti”, dice Marcello Bortolato, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze. Un magistrato attento alla questione carceraria, autore insieme a Edoardo Vigna, di “Vendetta pubblica” (Laterza).
di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 19 aprile 2024
Lo specialista del carcere in pensione. L’avvocato Simone Bergamini responsabile dell’osservatorio carcere della Camera Penale veronese e don Carlo Vinco, Garante dei detenuti a Verona, ieri insieme per l’appello lanciato dalla conferenza dei garanti per prevenire i suicidi in carcere. Il Garante dei detenuti ha letto i nomi dei 31 che dall’inizio dell’anno si sono tolti la vita nelle carceri italiane. L’avvocato Simone Bergamini ha spiegato come “sia stata abolita la pena di morte, ma non la morte per pena”.
di Giuseppe Di Martino
Il Mattino, 19 aprile 2024
La garante del Sannio e le associazioni hanno ribadito la necessità di migliorare la qualità della vita all’interno degli istituti. “Sui suicidi in carcere servono interventi urgenti. Non facciamo in tempo a contare casi di suicidio in cella che siamo costretti ad aggiornare questo agghiacciante elenco. È un grave stillicidio”. È il grido di protesta della garante dei detenuti della provincia di Benevento, Patrizia Sannino, che ieri mattina a piazza Risorgimento, insieme ai rappresentanti dell’associazione Rete Sociale, della Camera penale di Benevento, dei Giuristi democratici, dell’associazione Sbarre di zucchero e dell’associazione Gramigna, ha preso parte alla manifestazione sui diritti dei detenuti, in contemporanea a quelle promosse in altre 86 città italiane organizzata dalla Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale.
di Marco Angelucci
Corriere dell’Alto Adige, 19 aprile 2024
Diciassette milioni. É quanto ha speso lo Stato italiano per la realizzazione del nuovo carcere a Bolzano sud. Una montagna di soldi. Ma il nuovo carcere non c’è. Manco una pietra o una transenna a delimitare i terreni espropriati per la modica cifra di 14 milioni al pool di costruttori che li aveva appena rilevati dai contadini. Il resto sono studi di fattibilità, progetti e consulenze per un progetto che è fermo da un decennio. Intanto nel vecchio carcere la situazione peggiora giorno dopo giorno: anche se la scabbia si è manifestata dai detenuti all’inizio di dicembre solamente la settimana prossima ci sarà una sanificazione radicale di tutti gli ambienti e tutti i detenuti verranno sottoposti a trattamento farmacologico per provare ad eliminare l’acaro.
- Fermo. Il Vescovo: “Il carcere alla pari di una parrocchia. Qui mi sento utile”
- Milano. Gli oggetti d’evasione dei detenuti di Bollate al Fuorisalone
- Venezia. Padiglione del Vaticano, le detenute guide intime dell’arte
- Napoli. “Nati pre-giudicati”, il film di Stefano Cerbone in anteprima nazionale a Secondigliano
- Tra giovani e Costituzione, dialogando “Sulle regole” e sul tema della pari dignità











