di Claudio Cerasa
Il Foglio, 20 aprile 2024
La giustizia entra nella campagna per le europee. La premier chiede a Nordio di portare in Consiglio dei ministri martedì prossimo le due “riforme radicali”. È tempo di superare lo status quo? Certo che sì. La questione in fondo è sempre la stessa: sulla giustizia, il governo avrà o no il coraggio di passare finalmente dalla stagione delle chiacchiere a quella delle riforme? E sulla giustizia, Giorgia Meloni avrà il coraggio o no di sfidare il fronte unico della conservazione, che da mesi le suggerisce di non esagerare per non turbare lo status quo giudiziario? La giustizia, improvvisamente, lo avete visto, è diventata un elemento interessante della campagna elettorale per le europee. Ci sono liste, come quella di Bonelli e Fratoianni, che usano la giustizia ingiusta di altri paesi per fare campagna contro Meloni, candidando la nuova paladina degli anti Orbán: Ilaria Salis. Ci sono liste, come quella di Renzi e Bonino, che fanno leva sul giustizialismo degli altri partiti per raccogliere consenso sul garantismo, candidando come capolista Gian Domenico Caiazza, l’avvocato di Enzo Tortora. Ci sono altri partiti, come quelli di governo, che nelle prossime ore si troveranno di fronte a una scelta: usare o no il garantismo come un’arma per costruire consenso? La notizia è questa ed è sfiziosa.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 20 aprile 2024
Anche se la black-list della Commissione Antimafia non implica una decadenza ex officio del candidato, la scelta compromette in modo diretto ed irreparabile l’immagine dell’attenzionato e a lede la presunzione di non colpevolezza- Nel settembre 2014, la Commissione Parlamentare Antimafia ha approvato una relazione (cd. codice) in materia di formazione delle liste delle candidature per le elezioni europee, politiche, regionali, comunali e circoscrizionali, proponendo alle forze parlamentari l’adozione di un’autoregolamentazione sulla valutazione dei candidati politici. Nell’alveo delle sue funzioni, la Commissione assolve compiti legislativamente indicati nell’art. 1 della L. 87/2013, con la quale la stessa venne istituita.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 20 aprile 2024
Il caso Basilicata non è nuovo. Nel 2015 il presidente della Campania fu estromesso a due giorni dalle elezioni. E c’è anche chi ha querelato la Commissione Antimafia. Una settimana fa la Commissione bicamerale antimafia, presieduta da Chiara Colosimo, dopo i setti candidati alle Regionali sarde del febbraio scorso dichiarati “impresentabili” nonostante nessuno di loro fosse stato condannato in via definitiva, ha reso pubblica la lista dei cinque “impresentabili” candidati aspiranti consiglieri regionali della Basilicata che va alle urne questo fine settimana. Nessuno di loro vanta una condanna.
di Federica Pacella
Il Giorno, 20 aprile 2024
Invisibili tra gli invisibili, ma con esigenze specifiche che rischiano di essere soffocate nelle criticità degli istituti penitenziari. Sono le 441 detenute degli istituti penitenziari lombardi (dato del Ministero della Giustizia, aggiornato al 31 marzo), una minoranza rispetto ai 6.714 detenuti totali, che eccedono ampiamente i 5.414 posti della capienza regolamentare. Secondo l’analisi dedicata alle detenute dall’associazione Antigone, proprio i numeri sono una specificità delle donne in carcere. “Le donne in carcere sono percentualmente poche e ciò ha delle oggettive conseguenze sulle condizioni materiali di detenzione - spiega nell’editoriale Susanna Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone e dell’Osservatorio sulle carceri minorili - che sono state evidenziate più e più volte da chiunque si sia occupato del tema”.
di Luca Goffi
Corriere della Sera, 20 aprile 2024
Oltre l’emergenza. Il sovraffollamento carcerario è una costante del sistema detentivo italiano ed è uno dei fattori che incide sull’alto tasso di suicidio in prigione. Nel 2024 a livello nazionale i detenuti che si sono tolti la vita sono 32, questa la denuncia della garante delle persone private della libertà di Brescia, Luisa Ravagnani, e dell’Unione delle Camere Penali Italiane. Il trend in netta crescita è allarmante perché “la media di 4 suicidi a settimana è cresciuta a causa di un pericolosissimo effetto emulativo” dichiara Andrea Cavaliere di UCPI. Stando allo studio dell’associazione Antigone, il carcere Nerio Fischione di Brescia è la maglia nera italiana per il sovraffollamento con il 209,3% rispetto alla capienza consentita. E i problemi sono ancor più radicati: “Nell’area trattamentale di Canton Mombello ci sono 5 educatori (sugli 8 previsti) per i 330 detenuti. A Verziano c’è un educatore per tutti i 120 detenuti” sottolinea Veronica Zanotti, presidente della Camera penale di Brescia.
di Federica Pacella
Il Giorno, 20 aprile 2024
Chi conosce il carcere da tempo, come Emanuele Masetti Zannini, vicepresidente di Associazione Carcere e Territorio di Brescia, non ha dubbi: “Il tempo è finito, bisogna sensibilizzare chi può decidere”. Per chi il carcere lo conosce da poco tempo come Fabio Patucelli, referente marketing e comunicazione di Fraternità Sistemi che si occupa di tenere dei corsi di word ed excel per i detenuti nell’ambito del progetto ‘Oltre la pena’, la percezione è esattamente quella che poi si ritrova nelle tristi statistiche di questi giorni, relative ai suicidi.
di Marco Benvenuti
La Stampa, 20 aprile 2024
A Palazzo di giustizia letto l’elenco dei 54 nomi di detenuti e agenti penitenziari morti da inizio anno. Morti in carcere o di carcere. Un elenco lungo quello che ieri, nei corridoi del tribunale dove un mese fa è stato posizionato un totem “conta suicidi”, viene letto dal garante cittadino dei detenuti, Nathalie Pisano, da quello regionale Bruno Mellano, dal magistrato di Sorveglianza Marta Criscuolo, dal presidente della Camera penale Alessandro Brustia e da don Dino Campiotti, primo storico garante novarese: 54 nomi di detenuti morti da inizio anno, da Patrick, 20 anni, a Teramo, all’anonimo di 77 a Rebibbia. Di questi 31 sono suicidi: 32 da ieri pomeriggio. A cui si aggiungono 4 suicidi di agenti della polizia penitenziaria.
di Sandro Mortari
Gazzetta di Mantova, 20 aprile 2024
Al sit-in molte associazioni di volontariato: letti i nomi delle persone decedute tra le sbarre negli ultimi anni- Troppi morti nelle carceri. Tra malattie, suicidi, omicidi e overdose si calcola che in 32 anni siano decedute 4.686 persone tra le sbarre. E non solo detenuti ma anche agenti di polizia penitenziaria. “Bisogna dire basta” è stato l’appello del capo dello Stato Mattarella un mese fa, subito rilanciato dalla conferenza nazionale dei garanti dei detenuti che ha mobilitato le sue articolazioni sui vari territori.
ansa.it, 20 aprile 2024
Presentato nuovo progetto pilota voluto dall’Onu. Nuovi percorsi di sviluppo sociale e sostenibile per la legalità nell’area industriale della provincia di Caserta, che coinvolgano attraverso progetti di formazione e inclusione lavorativa soprattutto i detenuti con l’obiettivo di porre un argine al fenomeno criminale riducendo la recidiva, in cui spesso, per mancanza di opportunità e alternative, ricade chi delinque.
focusicilia.it, 20 aprile 2024
Il progetto “Fuori le Mura” promuove il primo inserimento o il reinserimento lavorativo e sociale delle persone sottoposte a misure e sanzioni di comunità, o in regime di detenzione in carcere e finanziato da Fondazione con il Sud. I risultati sono stati presentati giorno 15 aprile a Gela. Presentate le due “Opere di Riparazione” realizzate dai detenuti della Casa circondariale di Gela. Oltre 200 partecipanti, 52 destinatari di tirocini, 20 avviamenti al lavoro. Ma anche due laboratori di arte terapia e due opere realizzate con materiale di scarto che oggi abbelliscono una parte importante della città di Gela. Questi in sintesi i risultati del progetto “Fuori le Mura”, illustrati lunedì 15 aprile nella pinacoteca comunale del Comune di Gela all’interno del convegno dal titolo “La Giustizia per la Bellezza di Comunità”. Il progetto promuove il primo inserimento o il reinserimento lavorativo e sociale delle persone sottoposte a misure e sanzioni di comunità o in regime di detenzione in carcere, ed è stato finanziato da Fondazione con il Sud. La Cooperativa Prospettiva Futuro è capofila della partnership tra enti del terzo settore, della pubblica amministrazione e del privato, e ha condotto il progetto sul territorio regionale, compresa la Casa Circondariale di Gela e il Comune di Gela. Al termine dell’incontro sono state svelate due opere realizzate dai partecipanti al progetto con l’artista Luigi Giocolano, Responsabile dei Laboratori di Arteterapia di “Fuori le Mura”. Le due “Opere della Riparazione”, copie di maschere classiche conservate presso il Museo Archeologico di Gela, il “sileno” e la “gorgone”, sono ora visibili nelle scalinate di Via Scontrino e di Via Pietro Vasile, alle spalle del Palazzo di Città.
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