di Maristella Carbonin
La Nazione, 17 agosto 2024
L’ad della Piacenti: “L’integrazione è possibile. Se ciascuna azienda facesse un passo in questa direzione, si potrebbe fare qualcosa di veramente grande e socialmente utile”. Sarà perché è abituato a dare una seconda vita alle cose. A rimettere insieme i pezzi. A salvare tutto quello che si può salvare, in fondo, creando ponti tra ieri e oggi che assomigliano un po’ a miracoli. Ma non occorre credere nei miracoli per dare una seconda chance alle persone, a quelle che fino a ieri avevano come unico orizzonte il carcere. Occorre credere nelle persone. Gianmarco Piacenti, Ceo della pratese Piacenti spa, una delle più importanti società di restauro a livello nazionale e internazionale, ha deciso di provarci. Il seme è stato gettato da Ance (istituzione del settore edile afferente a Confindustria), insieme all’associazione Seconda chance.
di Anna Ghezzi
La Provincia Pavese, 17 agosto 2024
Gli operatori scelti tra chi ha ancora almeno cinque anni da scontare. Sono in 11, obiettivo arrivare a quota 30. Da giugno dentro il carcere di Vigevano c’è un call center, una vera e propria impresa sociale come nel carcere modello di Bollate. E un gruppo di detenuti formati come operatori sono stati assunti da due cooperative sociali - Bee4 e Divieto di sosta - che lavorano per tre imprese del settore energia: gli operatori fanno assistenza al cliente, gestione reclami, indagini di mercato, validazioni contrattuali, attivazioni e disattivazioni, volture e cambi piano tariffario, ma anche attività di back office come rendicontazioni fatture, archiviazione di documenti, inserimento dati, gestione database e flussi e molto altro.
di Giulia Poetto
La Stampa, 17 agosto 2024
La storia di Massimiliano che oggi a Cuneo è responsabile del laboratorio gestito dalla cooperativa sociale “Panatè Glievitati” specializzato in prodotti da forno. Fuori dalla casa circondariale di Cuneo non ci sta quel mare che Massimiliano Cirillo ha appena rivisto per la prima volta dopo otto anni, ma la vita che chi sta dentro il carcere vuole riprendersi. Scontata la sua pena lui, 42 anni, cresciuto in provincia di Napoli, il dentro poteva decidere di tenerlo almeno lontano dagli occhi e invece no, dentro ha voluto continuare a lavorarci con un ruolo che sulla carta è quello di responsabile del laboratorio di panificazione gestito dalla cooperativa sociale “Panaté Glievitati”, sul campo molto di più.
di Igiaba Scego
La Stampa, 17 agosto 2024
“Per i cambiamenti del futuro bisogna creare una comunità italiana Impariamo la lezione dal volley femminile: l’unione fa la forza. Saremo in grado”. Sono un po’ stanca. Così con questa frase avevo cominciato un articolo scritto quasi dieci anni fa sul tema cittadinanza. E la stanchezza non è solo mia. È di tutte le persone coinvolte, razzializzate, con o senza cittadinanza, che ogni volta hanno dovuto attraversare un dibattito inconcludente che ci ha fatto sentire ancora più esclusi. Siamo nati in Italia, siamo cresciuti in Italia e c’è una generazione, la mia, che qui sta anche invecchiando. Dieci anni fa avevo quaranta anni. Oggi ne ho cinquanta, sono in menopausa, ho i capelli sale e pepe, ma in Italia sul tema cittadinanza per i figli e le figlie della migrazione sembra non essere cambiato nulla. La legge, ma anche il dibattito sulla legge, è su un binario morto. Destra e sinistra giocano al gatto e al topo su questo tema. E allora vediamo nei talk show chi urla alla sostituzione etnica e chi dall’altra parte invece parla di legge di civiltà, ma nel tempo ha fatto molto poco per una legge che doveva già esistere.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 17 agosto 2024
Prove di dialogo tra Forza Italia e il centrosinistra sulla cittadinanza. Si gioca tutta intorno allo ius scholae la possibilità di riformare la legge sull’acquisizione della cittadinanza italiana. E di trovare un terreno di dialogo tra le forze di opposizione e una parte della maggioranza. Forza Italia già a settembre riunirà i capigruppo delle commissioni per ragionare su un testo che metta d’accordo un po’ tutti, anche i più recalcitranti nel partito. L’ambiziosa proposta di legge dovrebbe essere in grado di far convergere più posizioni e di schivare il veto di Meloni, che pure in passato si era detta favorevole allo ius scholae ma solo alla fine dell’intero ciclo della scuola dell’obbligo.
di Diego Motta
Avvenire, 17 agosto 2024
La minoranza silenziosa dei ragazzi stranieri nati in Italia sta assistendo probabilmente con un sano distacco al dibattito ferragostano sullo “Ius scholae”. La riforma della cittadinanza per i figli dei migranti che abbiano concluso un percorso scolastico di cinque anni nel nostro Paese è infatti vecchia quasi di un decennio e va ad aggiungersi ad altri progetti come lo “Ius soli” e lo “Ius culturae”, ampiamente presi in esame da diverse legislature a questa parte e puntualmente finiti imprigionati nelle sabbie mobili del nostro Parlamento. Eppure il tema è di fondamentale importanza, visto che stiamo parlando di un milione di persone tra giovanissimi, adolescenti e bambini che vivono nel limbo giuridico creato da una legge, quella del 1992, pensata per un altro mondo. Un mondo che non c’è più, naturalmente. Perché allora questa distanza da parte delle seconde e ormai terze generazioni di immigrati presenti nel nostro Paese? E come riavviare il filo del discorso, rilanciato ampiamente nei mesi scorsi sulle colonne di Avvenire, tentando di ricucire una tela più volte strappata?
di Giorgio Santelli
rainews.it, 16 agosto 2024
Ferragosto nelle carceri italiane per le associazioni e i movimenti che si occupano delle condizioni di vita delle persone private della libertà e di lavoro degli agenti della polizia penitenziaria. Una tradizione che si ripete ogni 15 agosto ormai da anni e che quest’anno diventa emergenza per i dati tremendi dei 71 suicidi dall’inizio dell’anno: 64 detenuti e sette agenti. Mancano 4 mesi alla fine di questo 2024 e lo spettro è quello di superare il dato record del 2022 quando i suicidi furono 85. I Radicali scelgono di andare nelle carceri minorili, come in Piemonte, o in Emilia Romagna. A livello nazionale a gran voce si chiede il ripristino delle condizioni di vivibilità per un mondo, quello carcerario, che da anni è ormai al collasso con numeri di detenuti infinitamente superiori a quelli che il sistema carcerario può ospitare e con carenze di organico degli agenti di custodia.
di Liana Milella
La Repubblica, 16 agosto 2024
Marcia indietro del Dap su un manifesto da diffondere nelle prigioni che però esaltava contenuti inesistenti. “Non fiori ma opere di bene” recita la ben nota scritta funeraria. E tocca ricordarla soprattutto a quei parlamentari di Forza Italia che in pieno agosto vanno a caccia di like visitando le carceri. Peggio di loro c’è solo Carlo Nordio che s’affida al Patriarca di Venezia per dare ai detenuti quel segno di umanità che da ministro della Giustizia lui gli ha negato. Ci vuole coraggio, politico e umano, a licenziare un testo che di “decreto” per umanizzare le patrie galere ha solo il nome. In cella non porta alcun beneficio immediato. Nel goffo tentativo di farne propaganda nei penitenziari, esalta un contenuto inesistente perfino il vertice del Dap, la direzione delle carceri. Solerti funzionari accreditano nuove misure che in realtà non ci sono, dalle telefonate possibili a richiesta a una liberazione anticipata che non è diventata affatto automatica.
di Marco Perduca
huffingtonpost.it, 16 agosto 2024
L’Associazione Luca Coscioni ha diffidato 102 Aziende sanitarie locali ricordando loro che hanno l’obbligo di provvedere a sopralluoghi presso le strutture penitenziarie di loro competenza. Per il momento nessuna ha dato seguito. Il 9 agosto l’Associazione Luca Coscioni ha diffidato 102 ASL ricordando loro che hanno l’obbligo di provvedere a sopralluoghi presso le strutture penitenziarie di loro competenza al fine di “apprezzare obiettivamente le circostanze relative alle effettive condizioni di igiene e delle esigenze di profilassi, impegnandosi altresì ad informare, come è nelle proprie facoltà istituzionali, i competenti Ministeri della Salute e della Giustizia, nonché a fornire tutti i servizi socio-sanitari ai detenuti e di attivarsi immediatamente qualora tali servizi non rispettino gli standard imposti dal legislatore e oggetto di plurime contestazioni da parte degli organi giurisdizionali” nazionali e internazionali. Per il momento nessuna ASL ha dato seguito.
di Davide Varì
Il Dubbio, 16 agosto 2024
Intanto il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria ha inviato una nota ai Provveditori regionali e ai direttori degli istituti penitenziari per chiarire a chi è rivolto il vademecum del Dl carcere. Con il pensiero rivolto alla sua Venezia che festeggia la festa dell’Assunzione della Vergine, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, auspica che sia “propizia anche per dare luce all’azione, discreta ma intensa che il Patriarca di Venezia ha voluto svolgere con il Ministero che ho l’onore di rappresentare. Ognuno nel proprio ordine, come scrive la Costituzione della Repubblica, ma con un unico fine, proviamo così a sovvenire sia al bene comune della sicurezza civile sia a quello particolare delle persone prossime alla conclusione della loro esperienza detentiva”.
- Decreto Carceri, per Nordio risultati tra 2 o 3 mesi. Le opposizioni all’attacco, polemiche su Delmastro
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- Torino. “Al Ferrante Aporti detenuti minorenni in cella 23 ore su 24”









