di Mariella Parmendola
La Repubblica, 22 aprile 2024
“Il carcere va sempre peggio perché i detenuti non votano. Nessun governo è stato veramente attento nei decenni perché non porta consensi. Questo di oggi, però, fa del marcire in galera il suo mantra e poi la pentola a pressione esplode”. È una questione politica quella della situazione carceraria in Italia. Lo dice Daria Bignardi che alla “Repubblica delle Idee” presenta un racconto lungo 30 anni sulle carceri e le storie dei detenuti. “Liberato dopo essere rimasto in una rete impigliato a lungo”, racconta la giornalista nel Teatro di Corte di Palazzo Reale a Napoli.
di Giulia Merlo
Il Domani, 22 aprile 2024
Il Governo chiede aiuto al Terzo settore e con il Cnel prova ad affrontare il problema del sovraffollamento carcerario. L’idea è anche quella di dare più possibilità chi ha già scontato la pena: sono troppo pochi i detenuti che lavorano. Il lavoro è lo strumento fondamentale per rendere il carcere un luogo di riabilitazione e reinserimento sociale per i detenuti. Attraverso il lavoro, dentro e fuori dal carcere, i detenuti iniziano un vero percorso che rende il tempo della pena non solo afflittivo ma anche un’occasione per trovare una nuova strada lontana dalla delinquenza. Per questo il ministero della Giustizia e il Cnel hanno sottoscritto un accordo interistituzionale nel 2023 che parte da questo presupposto. Con un obiettivo finale riassunto nello slogan: “Recidiva zero”. Una sfida ideale, come ha spiegato il presidente del Cnel Renato Brunetta alla presentazione dell’iniziativa, che ha come finalità quella di abbassare il più possibile un numero: il 68 per cento di recidiva. Ovvero, il dato per cui chi ha commesso reati che lo hanno portato in carcere nel 68 per cento dei casi ne commetterà altri.
di Nadia Ferrigo
La Stampa, 22 aprile 2024
Nel 2023 il 37 per cento degli aumenti degli ingressi per aver violato il testo unico sugli stupefacenti. Gli istituti penali per minorenni sono 17 in tutta Italia e al 29 febbraio 2024 i ragazzi detenuti erano in tutto 523, di cui 18 donne. Questa è la fotografia scattata da a gennaio 2024 dall’Associazione Antigone nel rapporto Ragazzi Dentro, che registra poco più del 50 per cento di detenuti di origine straniera, 254 sul totale. L’istituto di pena per minorenni con più presenze è il Beccaria di Milano, con 69 ragazzi, mentre quelli con meno sono Quartucciu in Sardegna, con 8 ragazzi presenti, e Pontremoli in Toscana, unico istituto femminile d’Italia, con 8 ragazze. Le altre 5 sono tra Napoli e Roma.
di Ana Fron
ancoraonline.it, 22 aprile 2024
La mediazione culturale in carcere è una pratica indispensabile che per lungo tempo in Italia è stata disattesa, con il risultato di peggiorare la già difficile situazione, sia dei detenuti stranieri che degli operatori che li hanno in cura e osservazione. Ma cosa vuol dire fare mediazione culturale? Con la mediazione culturale si intende dare assistenza culturale ai detenuti stranieri e agli operatori dell’istituto, mettendo queste due tipologie, interconnesse per forza di cose, in comunicazione.
di Riccardo Arena
Ristretti Orizzonti, 22 aprile 2024
“Senza Dignità”: è il titolo dell’incontro, organizzato da Radio Radicale e dalla rubrica Radio Carcere, che si terrà a Roma il 23 aprile alle ore 15.30, presso il Dipartimento di Giurisprudenza (Sala del Consiglio) dell’Università Roma Tre. Incontro dove parteciperà anche il Ministro della Giustizia Carlo Nordio e dove per la prima volta i Presidenti nazionali dell’Anm e dell’Unione delle Camere Penali Italiane si confronteranno sull’emergenza carceraria.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 22 aprile 2024
Segnali positivi in giro per l’Italia: da magistrati condannati per violazione del segreto istruttorio a maggioranze trasversali per riequilibrare i rapporti tra potere legislativo e giudiziario, fino ai moniti della Consulta. C’è speranza per il garantismo. Tu chiamale se vuoi emozioni garantiste. Come spesso capita quando il presidente della Repubblica sceglie di non lisciare il pelo della bestia mainstream, le parole utilizzate martedì scorso a Roma, durante una celebrazione in memoria di Vittorio Bachelet, sono state poco valorizzate dai giornali così detti antipopulisti, che scelgono con sapienza di azzannare il populismo solo quando è un bersaglio semplice, banale, scontato. Sergio Mattarella, a differenza di chi cerca ogni giorno di tirargli la giacchetta per trasformarlo in un argine contro il populismo meloniano, martedì ha usato parole interessanti, e sagge, per mostrare al pubblico una forma di populismo non meno pericolosa rispetto a quelle denunciate solitamente dai professionisti dell’antipopulismo e con un’espressione secca, parlando al Csm, ha detto quanto segue: “I componenti del Csm si distinguono soltanto per la loro ‘provenienza’. Hanno le medesime responsabilità nella gestione della complessa attività consiliare e sono chiamati a svolgere il loro mandato senza doversi preoccupare di ricercare consenso per sé o per altri soggetti”.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 22 aprile 2024
La riforma epocale della separazione delle carriere in magistratura, obiettivo politico solennemente dichiarato sin dalla campagna elettorale da questa maggioranza di Governo, e regolarmente annunciata come imminente un giorno sì e l’altro pure, ci rimanda inesorabilmente al poeta settecentesco Pietro Metastasio. Il quale, riferendosi al mito classico dell’Araba Fenice, scriveva con malinconico disincanto, “che vi sia ciascun lo dice/ dove sia nessun lo sa. Se tu sai dov’ha ricetto/ dove muore e torna in vita/ me l’addita e ti prometto/ di serbar la fedeltà”.
di Daniele Negri
Il Riformista, 22 aprile 2024
Quell’intesa che giudici e pm dovrebbero raggiungere. L’udienza preliminare è un punto d’osservazione privilegiato a questo riguardo. Durante il percorso processuale si tratta della prima occasione di confronto dialettico ad armi pari tra accusa e difesa, quest’ultima finalmente a piena conoscenza dei risultati investigativi. Luogo ideale per decisioni ponderate, prese a ragion veduta, senza più l’alibi dell’asimmetria che connota la precedente fase delle indagini, dominata dall’urgenza di provvedere sulla base degli atti presentati dal pubblico ministero a sostegno delle proprie richieste.
di Liana Milella
La Repubblica, 22 aprile 2024
Da 150 giorni manca il 15cesimo giudice della Corte, ma anche la terza votazione andrà a vuoto. Se ne riparla a dicembre quando scadranno altri tre giudici. Era il 18 marzo. E il presidente della Consulta Augusto Barbera, accompagnando la battuta con un sorrisetto ironico, ricordò al parterre di autorità presenti (e c’erano tutte…) che se il collegio è composto da 14 giudici, “e può capitare che la votazione finisca in parità, tocca al presidente decidere, e non è proprio la cosa migliore del mondo…”. E già, è proprio così, anche alla Corte, come al Csm, il voto del primo inquilino vale doppio se finisce pari. A palazzo Bachelet già ne abusa Fabio Pinelli, il vice di Mattarella. Dal segreto della camera di consiglio della Consulta invece non sono trapelati finora casi del genere. A meno che non facciano scuola le rivelazioni a carica ormai scaduta, come quelle teorizzate dall’ex giudice Nicolò Zanon nel suo libretto sulle “opinioni dissenzienti”, che rivendica di poter raccontare, senza incorrere nella violazione del segreto, quello che accadeva in quelle riunioni. Nonostante la fermezza di Barbera che l’ha definita “certamente una grave scorrettezza” aggiungendo però che sotto la sua presidenza “non partiranno denunce sotto il profilo penale”. Una considerazione molto forte che per nessuna ragione si dovrebbe dimenticare. Il segreto della camera di consiglio esiste; rivelare, a mandato scaduto, l’assoluta riservatezza di quelle discussioni viola le regole. E chi le conosce è libero, a sua volta, di criticarlo.
Il Centro, 22 aprile 2024
Un detenuto del carcere di Sulmona, Silvio Chiodo di 65 anni, è morto in cella, per un malore improvviso nel sonno. L’uomo, che pare non avesse accusato problemi di salute, è stato trovato senza vita dagli agenti penitenziari. Sulle circostanze della morte la Procura ha disposto accertamenti eseguiti nell’obitorio dell’ospedale di Sulmona, dove la salma è stata
- Milano. Maltrattamenti e torture sui detenuti minorenni: arrestati 13 agenti penitenziari
- Milano. Il Sindaco Sala: “Il Beccaria abbandonato da anni”. Antigone: “Nostre denunce inascoltate”
- Firenze. “Un trattamento inumano” a Sollicciano, sconto di pena alla detenuta
- Vicenza. Carcere sovraffollato, pochi educatori e agenti. “Così la pena rende peggiori i detenuti”
- “Chi obbedisce all’odio uccide il futuro, la luce è nella giustizia riparativa”











