di Pierpaolo Lio
Corriere della Sera, 22 aprile 2024
Gli episodi dal 2022, contestata anche una tentata violenza sessuale. L’indagine condotta con intercettazioni e telecamere interne all’istituto. Tentata violenza sessuale, tortura, lesioni e maltrattamenti. Sono i reati contestati ad alcuni agenti della polizia penitenziaria, alcuni dei quali ancora in servizio all’interno del carcere minorile Beccaria di Milano. La polizia e il nucleo investigativo regionale della Lombardia della Penitenziaria, coordinati dalla procura, hanno eseguito lunedì mattina un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tredici agenti della polizia penitenziaria, nonché la misura della sospensione dall’esercizio di pubblici uffici nei confronti di ulteriori otto dipendenti del Corpo.
La Repubblica, 22 aprile 2024
Reazioni nel mondo politico e carcerario all’inchiesta di Milano. L’Osapp e Scalfarotto chiedono l’intervento del ministro Nordio. “Su quello che è successo al Beccaria non posso ancora esprimere giudizi precisi. Però un giudizio più generico lo esprimo, cioè che il Beccaria è stato abbandonato per anni e anni, senza una direzione”. A poche ore dalla notizia degli arresti degli agenti di polizia penitenziaria del carcere minorile Beccaria di Milano, il sindaco Beppe Sala commenta le prime informazioni sulle presunte violenze sui detenuti che hanno portato all’arresto e alla sospensione di 21 agenti in totale. “Certe cose possono succedere. Possono, ma non dovrebbero. Vedremo cosa uscirà da questa indagine”, dice Sala.
di Stefano Brogioni
La Nazione, 22 aprile 2024
Sollicciano, un carcere “disumano” anche al Femminile. Per questo, il tribunale di sorveglianza, seguendo un orientamento ormai noto, ha concesso a una detenuta di 38 anni uno sconto di 42 giorni sulla pena da espiare, riconoscendole anche un indennizzo. Per il giudice Maria Elisabetta Pioli, che ha accolto il ricorso dell’avvocato Elisa Baldocci (il legale che aveva ottenuto un riconoscimento analogo, a dicembre, per un altro detenuto), per 469 giorni della sua reclusione, la detenuta ha subito un trattamento che viola l’articolo 3 della Cedu.
di Claudia Milani Vicenzi
Giornale di Vicenza, 22 aprile 2024
Al “Del Papa” il tasso di sovraffollamento è del 120%. Mancano anche psicologi e nell’ultima ala costruita ci sono problemi di riscaldamento e all’impianto elettrico. In tutta Italia allarme suicidi. I detenuti sono attualmente 365, quindi il tasso di sovraffollamento è del 120%. Mancano molte figure, dagli educatori agli agenti di polizia penitenziaria. “Quando sono entrato in carcere la mia prima sensazione è stata quella di essere fuori dal mondo, come non esistessi più. La vita all’esterno continuava ma senza di me. Ero stato “cancellato”. Quando, poi, sono uscito niente è stato più come prima”. Queste le parole di un ex detenuto. Parole che fanno riflettere sulla situazione carceraria oggi in Italia.
di Errico Novi
Il Dubbio, 22 aprile 2024
“Tutto sta nelle parole. Persino in quelle degli avvocati nei processi”. Padre Francesco Occhetta è una figura importante, in Vaticano, per l’incontro culturale fra teologia e società. Insegna alla Pontificia Università Gregoriana, facoltà di Scienze sociali, ed è impegnato nella “sovrintendenza” della basilica di San Pietro al fianco del cardinale Mauro Gambetti. Ma padre Occhetta, gesuita, è anche uno studioso di diritto, oltre che un teologo morale. E conosce perciò il peso che i concetti di vendetta, o di pena esemplare, assumono nel discorso pubblico.
Il Dubbio, 22 aprile 2024
“Riconciliazione: nel pensiero di Martini, lo scopo ultimo del diritto penale non può essere prima di tutto quello di far pagare il male commesso, quanto quello di ricostruire i legami spezzati dall’azione malvagia. Il dolore cagionato chiama una più grande responsabilità nei confronti delle persone offese, persone con un volto unico e irripetibile, con una storia unica e irripetibile, con nomi e condizioni inconfondibili. E questa responsabilità a tu per tu costituisce una pena di significato costruttivo, non meno impegnativa per il condannato rispetto a quella tradizionalmente intesa.
di Grazia Zuffa
L’Unità, 22 aprile 2024
Caso Careggi. È appena uscita la relazione del Ministero della Salute sulla visita ispettiva “ordinaria urgente” effettuata a Careggi il 23 e 24 gennaio sulla presa in carico dei pazienti con disforia di genere e sulla somministrazione del farmaco triptorelina. La disforia di genere è una categoria diagnostica presente nel DSM V (il manuale diagnostico psichiatrico comunemente usato), e indica lo stato disagio/sofferenza per l’incongruenza fra il sesso assegnato alla nascita e l’identità di genere percepita. La triptorelina è un farmaco che, tra gli altri suoi utilizzi, può essere impiegato anche per la disforia di genere nei preadolescenti, al fine di sospendere la pubertà per un periodo limitato, al massimo per due anni.
di Paolo Mastrolilli
La Repubblica, 22 aprile 2024
In teoria, il Piano Mattei sarebbe anche una buona idea. Chi non vorrebbe aiutare l’Africa a svilupparsi di più e meglio, per offrire una vita migliore ai suoi abitanti, e maggiore sicurezza alle regioni vicine? Sarebbe la cosa giusta da fare per loro, e conveniente per noi. Il problema è che per guidare simili iniziative, qualunque siano le operazioni sul terreno, servono i mezzi. E l’Italia, con tutta la buona volontà, non ne ha abbastanza. Si può chiedere agli altri paesi di contribuire, in base alla bontà e giustizia del progetto. Ma anche senza scendere nelle rivalità storiche, come quella con i francesi, o le divergenze di interessi, come la Russia che si infiltra nelle regioni settentrionali e sahariane del continente, è difficile spiegare perché altre nazioni dovrebbero mettere le loro risorse a disposizione dell’idea di Roma, che poi ne rivendicherebbe legittimamente il merito.
di Cristina Benenati
La Stampa, 22 aprile 2024
Mosca l’anno scorso ha stanziato 109 miliardi di dollari per le armi, l’Ucraina 65 a cui si sono sommati 35 di aiuti. Il Medio Oriente sfonda quota 200 miliardi. Allarme del Sipri: è record dal 2009. I bilanci per la difesa sono cresciuti del 6,8% nel 2023, toccando il massimo storico di 2.443 miliardi di dollari. Gli Stati Uniti, di gran lunga più avanti, seguiti da Cina e Russia, sono i tre Paesi che hanno speso di più per le loro forze armate. Mai prima d’ora la spesa militare era aumentata così tanto su base annua: il picco a 2,29 miliardi di euro equivale al 2,3% del Pil globale, un terzo in più del Pil annuo dell’Italia. E’ l’allarme lanciato dal Sipri, lo Stockholm International Peace Research Institute, che nel report del 2023 ha analizzato vari capitoli di spesa degli Stati e si è soffermata anche sul riarmo, la velocità di allestimento e approvvigionamento di armi, arrivato a un a “velocità mai vista prima”.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 22 aprile 2024
Nato nel 1949 per ospitare in Libano gli sfollati palestinesi. All’inizio era un ammasso di tende mentre oggi è un dedalo di edifici alti. In uno spazio pensato per accogliere tremila persone ce ne sono diciassettemila. Quando ha lasciato la casa in cui è nato, Ibrahim Nemer Deraoui aveva dieci anni. Era il 1948, l’anno della fondazione dello Stato di Israele, dello sfollamento forzato di 700 mila palestinesi dalla loro terra, l’anno della Naqba, la catastrofe.
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