di Angelica Malvatani
Il Resto Del Carlino, 19 aprile 2024
Mai prima si era visto un Vescovo impegnato come parroco dietro le sbarre: “C’è sofferenza e bisogno di portare il Vangelo. Fuori certi riti sono diventati automatici, poco sentiti. Qui è diverso”. La parola che più torna nei discorsi di monsignor Armando Trasarti è dignità, è un pensiero fisso che si adatta a ogni persona che incontra. Per questo al vescovo di Fermo Rocco Pennacchio è parso giusto e naturale chiedergli di occuparsi dei detenuti del carcere della città, di diventarne il parroco, lui, un Vescovo emerito.
di Mario Consani
La Repubblica, 19 aprile 2024
Quando tutto manca, la fantasia aiuta a sopravvivere nelle celle. Una mostra raccoglie e racconta gli oggetti inventati dai detenuti per sopperire a tutto quello che è proibito: dalla grattugia per il formaggio al frullatore. Per inventarsi un frullatore, in fondo basta togliere le pale al ventilatore (che in carcere si può tenere) e infilare nella base del motore tre forchette di plastica fuse a corpo unico che, in effetti, gira come un (quasi) normale sbattitore a frusta. Nella “cucina” di ogni cella manca tutto ma non la fantasia nell’arte di prepararsi il cibo, attività primaria per chiunque trascorra dietro le sbarre la maggior parte della giornata. Così da oggetti semplici ne nascono altri un po’ più raffinati.
di Arianna Di Genova
Il Manifesto, 19 aprile 2024
Biennale 60. “Con i propri occhi”, a cura di Chiara Parisi e Bruno Racine. Desideri, sorveglianza, ricordi: gli artisti - da Cattelan a Claire Fontaine fino a Gomes e Fattal - in un percorso dentro alla Casa di reclusione femminile alla Giudecca, lavorando con le residenti. Davanti ai Giardini ha attraccato la Freedom Boat, con i suoi reading per la Palestina, mentre per tutta Venezia sono appesi volantini rossi che disegnano la mappa dei rifugi anti-aerei: è l’incursione del padiglione Ucraina fra i canali, che racconta così il suo perenne stato d’allarme. Ma alla Giudecca, invece, c’è un silenzio assoluto. Il mondo esterno è bandito.
Il Mattino, 19 aprile 2024
L’opera è dedicata all’emarginazione, ai pregiudizi verso i bambini nati in famiglie affiliate alla criminalità organizzata Si terrà il prossimo venerdì 26 aprile, alle 10, presso la Casa Circondariale “Pasquale Mandato” di Secondigliano (via Roma Verso Scampia 350, Napoli) la proiezione - in anteprima assoluta - del film “Nati pre-giudicati” di Stefano Cerbone, alla cui sceneggiatura hanno collaborato i detenuti del reparto di Alta Sicurezza. All’iniziativa assieme al regista e ai detenuti interverranno: la direttrice del carcere Giulia Russo, il garante dei detenuti del Comune di Napoli don Tonino Palmese, i parlamentari Gaetano Amato, Francesco Emilio Borrelli e Federico Cafiero de Raho. Al termine seguirà un dibattito sul ruolo dei genitori nell’educazione dei figli in contesti cosiddetti a rischio come le famiglie di malavitosi.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 19 aprile 2024
Parla la presidente Anna Rossato: l’associazione animerà un laboratorio venerdì 10 maggio a cui seguirà un incontro con l’ex magistrato Gherardo Colombo e Marta Cartabia
di Mattia Feltri
La Stampa, 19 aprile 2024
La Commissione parlamentare indaga sul “degrado materiale, morale e culturale nella condizione dei minori”. Nella maggioranza c’è la disastrosa convinzione che i problemi si risolvano prendendo i giovani a randellate. Da novembre la “Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza” sta conducendo un’indagine conoscitiva “sul degrado materiale, morale e culturale nella condizione dei minori”. L’indagine si propone di esplorare la diffusione di alcol, droghe, aggressività, violenza, fragilità emotiva e piscologica, con focus su depressione, autolesionismo, disordine alimentare, suicidio, e poi la disabilità fisica e psichica, l’impatto di internet e delle nuove tecnologie. Sarà senz’altro una lodevole iniziativa, verranno convocati i ministri competenti, esperti di ogni ramo e disciplina, non mancherà l’illustre società civile, si produrranno numeri (spero) e si proporranno soluzioni, da cui sboccerà una voluminosa relazione finale, testo base per una risoluta azione di governo intenta a salvare il domani dei nostri ragazzi. Temo di no. Non so come stiano andando i lavori, non so chi sia stato audito, dunque nemmeno che sia stato detto, ma sospetto che l’indagine conoscitiva porterà a nulla di buono, o più semplicemente al nulla senza aggettivi. Parlo per pregiudizio, fondato però sul presupposto degli onorevoli parlamentari: il degrado materiale, morale e culturale nella condizione dei minori. E se io anche niente conoscessi di questo Paese, niente della sua classe politica, delle classi dirigenti in generale, mi sarebbe comunque sufficiente quella frase - il degrado materiale, morale e culturale dei minori - per diagnosticare un conclamato degrado materiale, morale e culturale in chi l’ha pensata, concepita, messa nero su bianco.
di Elio Palombi*
Il Riformista, 19 aprile 2024
La relazione annuale sull’attività del 2023 della Corte Costituzionale, svolta dal Presidente Augusto Barbera, in data 18 marzo 2024, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, assume un’importanza rilevante particolarmente sul tema del fine vita, che viene affrontato, da esperto costituzionalista, con la piena consapevolezza delle complesse problematiche sottostanti. Purtroppo, di fronte alla pressante esigenza di rispondere normativamente all’avanzare di nuove istanze sul problema del fine vita, si assiste alla latitanza del potere legislativo, cui spetterebbe il compito di agire per risolvere un problema estremamente delicato, che attiene al rispetto della dignità della persona umana.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 19 aprile 2024
Ricorso al Tar contro l’istituzione dei comitati etici regionali e le linee guida per l’attuazione della sentenza della Consulta. A giugno la Corte costituzionale si pronuncerà sul requisito del “sostegno vitale”. Di adeguarsi alla sentenza “Cappato - Dj Fabo” con la quale la Corte costituzionale nel 2019 riconobbe il diritto di un malato terminale, in determinate condizioni, a porre fine alle proprie sofferenze con il suicidio medicalmente assistito, il governo Meloni proprio non ne vuole sapere. Così il 12 aprile scorso la presidenza del Consiglio dei ministri e il ministero della Salute hanno impugnato davanti al Tar dell’Emilia-Romagna, tramite l’avvocatura di Stato, le delibere con le quali la Regione ha tentato di riempire il vuoto normativo lasciato dal pronunciamento della Consulta. In attesa di una legge regionale, la Giunta di Stefano Bonaccini infatti a febbraio, con due distinte delibere, ha istituito il Comitato regionale per l’etica della clinica (Corec), chiamato a dare un parere non vincolante sulle richieste dei pazienti, e ha dato “Istruzioni tecnico operative per la verifica dei requisiti previsti dalla sentenza della Corte Costituzionale 242/2019 e delle modalità per la sua applicazione”, inviando alle Asl le linee guida che stabiliscono iter e tempistiche dell’intervento medico pubblico sul fine vita: massimo 42 giorni dalla domanda del paziente alla eventuale esecuzione della procedura con il farmaco letale.
di Domenico Agasso
La Stampa, 19 aprile 2024
Le denunce dal servizio dei Gesuiti per i rifugiati in Italia: sempre più discriminazioni, mancano investimenti e inclusione, gli immigrati pagano un alto prezzo. “Ormai il diritto di asilo è al tramonto. Le decisioni politiche acuiscono gli ostacoli burocratici”. Si registrano sempre più discriminazioni, mancano investimenti e inclusione, gli immigrati pagano un alto prezzo. “Ormai il diritto di asilo è al tramonto. Le decisioni politiche acuiscono gli ostacoli burocratici”. Sono le denunce del Centro Astalli, il servizio dei Gesuiti per i rifugiati in Italia, in occasione della presentazione del “Rapporto” annuale, da cui emerge che mai ci sono stati “così tanti migranti morti: oltre 3mila solo sulla rotta mediterranea”; nel mondo più di 8.500.
di Simona Musco
Il Dubbio, 19 aprile 2024
Vacilla l’ipotesi secondo cui nel 2016-2017 le navi avrebbero favorito un business libico sui migranti. A sette anni di distanza dall’indagine sulla quale i partiti di centrodestra contavano per provare il mai dimostrato legame tra Ong e trafficanti, arriva finalmente la decisione del gup sul caso Iuventa. Il Tribunale di Trapani, dopo due anni di udienza preliminare, deciderà oggi se accogliere la richiesta di non luogo a procedere della procura di Trapani contro i quattro membri dell’equipaggio della Iuventa e contro gli esponenti di Save the Children e Medici Senza Frontiere. Una richiesta che si accompagna a quella del dissequestro della nave - ferma da sette anni e, dunque, lontana dai migranti in pericolo - riconoscendo, di fatto, l’insussistenza delle prove, come da sempre urlato dalle difese.
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