di Alice Dominese
Il Domani, 12 agosto 2024
Nel 2023 sono scomparsi 10.100 minori stranieri in Italia. Molti sono vittime di sfruttamento. L’ansia di pagare il debito con chi li ha portati in Europa è la spinta a fuggire dai centri. In media, in Italia ogni giorno scompaiono quasi 28 minori stranieri non accompagnati senza lasciare traccia. Lo dicono le stime del progetto di giornalismo transfrontaliero Lost in Europe, secondo cui circa 51.439 minori stranieri non accompagnati sono scomparsi, tra il 2021 e il 2023, dai centri di accoglienza di Unione europea, Gran Bretagna, Norvegia e Svizzera.
di Mario Giro*
Il Domani, 12 agosto 2024
In Nigeria, Kenya, Senegal i giovani si ribellano e attaccano le istituzioni. È in atto un cambiamento antropologico: i giovani africani si muovono in autonomia e decidono da soli. Si sentono traditi sia dalle loro élite che dall’Occidente. Chi potrà parlare con loro? Cosa sta accadendo ai giovani in Africa e, soprattutto, perché? In Nigeria in giovani contestano il governo eletto da poco più di un anno ma contestavano anche quello precedente. C’è un’insoddisfazione generale delle giovani generazioni nigeriane che ha come detonatori la violenza delle forze dell’ordine, la mancanza di lavoro o la percezione (molto forte ormai) della corruzione delle élites.
di Gabriella Colarusso
La Repubblica, 12 agosto 2024
Il gruppo armato palestinese ha sempre più seguito soprattutto tra i giovani. Restano le rivalità con Fatah, ma ora le due fazioni sono unite dal comune nemico. Hamad non l’ha mai vista la guerra, ma dice che a Gaza andrebbe di corsa, a combattere per “la nostra terra”. Ha 15 anni, una t-shirt lercia addosso e i sandali consumati, gli occhioni dolci che tradiscono la posa spavalda. È nato e cresciuto a Shatila, nello squallore e nella povertà del campo profughi a Sud di Beirut dove tre generazioni di palestinesi hanno perso il loro futuro. Alla tv scorrono le immagini dei corpi dilaniati “in un altro massacro di Netanyahu!”, urla. “Sinwar sta combattendo per la nostra libertà, è l’unico a farlo!”, e indica la grossa foto del nuovo capo di Hamas che pendola tra due file di palazzi, coperta da un groviglio di cavi elettrici. Sinwar è nella posa di estrarre la pistola dalla tasca. Sulla foto c’è scritto: “Nel nome di Dio, abbiamo iniziato a negoziare”.
di Patrizia Renzetti
huffingtonpost.it, 12 agosto 2024
90 anni. Cifra tonda per il carcere di Alcatraz che nasceva esattamente l’11 agosto nel 1934. San Francisco è molto bella, ha quel mood di italianità che altre città americane non hanno. Ma non avremmo completato il viaggio da queste parti, se non avessimo visitato anche Alcatraz, il carcere più celebre al mondo, che da laggiù, in cima a The Rock, nella Baia di San Francisco, circondata dall’Oceano Pacifico, incute timore alla città… un pochino la ricorda l’Azkaban di Harry Potter. Da carcere di massima sicurezza a museo. Siamo nel bel mezzo della baia, tra acque gelide e raffiche di vento, talmente potenti, che è difficile addirittura attraversare l’ex cortile dove i detenuti più meritevoli, trascorrevano le ore all’aperto.
di Patrizia Renzetti
huffingtonpost.it, 12 agosto 2024
90 anni. Cifra tonda per il carcere di Alcatraz che nasceva esattamente l’11 agosto nel 1934. San Francisco è molto bella, ha quel mood di italianità che altre città americane non hanno. Ma non avremmo completato il viaggio da queste parti, se non avessimo visitato anche Alcatraz, il carcere più celebre al mondo, che da laggiù, in cima a The Rock, nella Baia di San Francisco, circondata dall’Oceano Pacifico, incute timore alla città… un pochino la ricorda l’Azkaban di Harry Potter. Da carcere di massima sicurezza a museo. Siamo nel bel mezzo della baia, tra acque gelide e raffiche di vento, talmente potenti, che è difficile addirittura attraversare l’ex cortile dove i detenuti più meritevoli, trascorrevano le ore all’aperto.
di Patrizia Renzetti
huffingtonpost.it, 12 agosto 2024
90 anni. Cifra tonda per il carcere di Alcatraz che nasceva esattamente l’11 agosto nel 1934. San Francisco è molto bella, ha quel mood di italianità che altre città americane non hanno. Ma non avremmo completato il viaggio da queste parti, se non avessimo visitato anche Alcatraz, il carcere più celebre al mondo, che da laggiù, in cima a The Rock, nella Baia di San Francisco, circondata dall’Oceano Pacifico, incute timore alla città… un pochino la ricorda l’Azkaban di Harry Potter. Da carcere di massima sicurezza a museo. Siamo nel bel mezzo della baia, tra acque gelide e raffiche di vento, talmente potenti, che è difficile addirittura attraversare l’ex cortile dove i detenuti più meritevoli, trascorrevano le ore all’aperto.
di Donatella Stasio
La Stampa, 11 agosto 2024
L’idea del governo è una detenzione che produce solo abbrutimento, morti e criminalità. Non tirino per la giacca il capo dello Stato: il ministro accolga i richiami del Colle. Il governo ha varato un decreto legge inutile ad arginare l’emergenza carceri, lo ha chiamato “carcere sicuro”, lo ha blindato in Parlamento contro ogni proposta volta a ridurre l’escalation di suicidi, lo ha fatto approvare con voto di fiducia e a razzo, sebbene il termine per la conversione in legge scadesse il mese successivo e dunque ancora si sarebbe potuto fare qualcosa, ma da domani tutti al mare, e pazienza se in carcere si continua a morire.
di Manuela D’Alessandro
agi.it, 11 agosto 2024
Chi si è tolto la vita subito dopo l’ingresso in prigione, chi poco prima di lasciarla. Chi era vittima delle dipendenze e chi di sofferenze psichiatriche. Una cupa Spoon River a cui si aggiungono sette agenti penitenziari. Si sono impiccati quasi tutti, chi col laccio dei pantaloni, chi con le lenzuola, chi con una corda. Qualcuno si è soffocato con un sacchetto di plastica, qualche altro riempiendosi i polmoni di gas o altre sostanze. A volte in cella non erano soli, c’erano dei compagni. A volte non sono morti subito, gli agenti della penitenziaria hanno provato a rianimarli. Età media 37 anni, più stranieri che italiani. Reati dall’omicidio al piccolo spaccio, tanti con dipendenza dalla droga, diversi con sofferenze psichiatriche. Ecco i 65 uomini e donne che si sono tolti la vita nelle carceri italiani dal primo gennaio 2024. Nel 2022 alla fine se ne erano contati 85, mai così tanti. Non di tutti sono noti nomi e cognomi, della maggior parte i sindacati penitenziari, che a loro volta registrano sette suicidi di agenti in questo anno, hanno diffuso, assieme ad associazioni, garanti e legali, minimi brandelli delle loro storie.
di Massimiliano Saggese
Il Giorno, 11 agosto 2024
Al momento in Italia sono 21 le donne che stanno affrontando la pena in queste strutture. Polemica sul nuovo decreto carceri diventato legge che rende facoltativo il rinvio della pena. Oltre il cancello spuntano i giochi. Dentro, sulle pareti colorate, tanti disegni. Ma ci sono cancellate tutt’attorno, nella “terra di mezzo” che si cerca di rendere sempre più simile a una casa per addolcire quello che è un luogo di detenzione: è l’Icam, Istituto a custodia attenuata per madri detenute in via Macedonio Melloni, il primo in Italia (e in tutto sono quattro), parte del polo penitenziario di San Vittore. È in un edificio a sé, con camere ampie e spazi comuni. Adesso ospita otto donne che stanno scontando una pena, con accanto i loro bimbi (dai nascituri fino a piccoli che frequentano le elementari).
di Alessandro D’Amato
La Nazione, 11 agosto 2024
Il senatore Verini (Pd): bocciati i nostri emendamenti. Detenzione preventiva? “Sia per tutti o per nessuno”. “Da quando faccio il parlamentare è la 90esima volta che visito un carcere. La prima domanda te la rivolgono con gli occhi: “È vero che non avete fatto niente?”. In 4.500 con meno di un anno o tra uno e due anni da scontare avevano una speranza. Ma il governo non ha fatto niente”. Il senatore del Pd Walter Verini negli ultimi giorni è stato nelle carceri di Perugia, Terni, Rieti, Regina Coeli e Rebibbia a Roma. Oggi racconta la disperazione: “Un detenuto teneva in mano un giornale con il titolo “Parlamento bloccato, nulla di fatto per le carceri”. Il tema della liberazione anticipata o dei domiciliari era qualcosa a cui stare appesi, che per chi vive in tre metri quadrati vuole dire tanto”.
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