di Pierluigi Battista
Il Foglio, 12 agosto 2024
C’è stato un tempo in cui l’eresia garantista attecchiva non solo a sinistra, ma persino nella magistratura. Poi la “questione morale” e Mani pulite hanno spazzato via tutto. Fino al corteo a Genova contro l’avversario arrestato. Come minimo avremmo letto: “Un attacco di questa destra alla magistratura”, una squallida “delegittimazione dei giudici”, un attentato all’”indipendenza della magistratura”, un pericoloso difendersi “dai” processi e non “nel processo”. Ecco come pensiamo, con i parametri di oggi, che abbia reagito la sinistra italiana a questa prosa dal vago sapore eversivo in cui i magistrati nel 1972 venivano definiti, senza vergogna, senza pudore, quasi un omaggio alla politica corrotta e impunita, addirittura “mostri”: “Spesso ossuti e avvizziti, più spesso obesi e flaccidi, col viso marcato dalle nefandezze del loro mestiere, ogni anno ci appaiono vestiti da pagliacci, come non osano neppure gli alti prelati. Chi sono? Sono gli alti magistrati che inaugurano l’anno giudiziario, per dirci che bisogna mettere più gente in galera e tenercela, e quale gente e perché”. Un attacco smodato, greve e volgare. E infatti si continuava su questo tono che dire delegittimante è davvero poco: “Questi personaggi sono l’immagine stessa del privilegio e dell’arbitrio. Dispongono del più illecito dei poteri, quello sulla libertà altrui. Ma sono intoccabili, ancora in un tempo in cui non c’è gerarchia che in qualche modo non debba render conto di sé. Dispongono di armi micidiali, leggi inique e meccanismi incontrollabili. E le maneggiano come e contro chi vogliono”.
di Simone Innocenti
Corriere della Sera, 12 agosto 2024
Simone Boccaccini, fiorentino, ora 64 anni, nel 2002 era un idraulico dipendente del Comune di Firenze e sindacalista delle Rdb: condannato per il delitto di Marco Biagi, ha usufruito di uno sconto di pena per buona condotta. Ha saldato il suo debito con la giustizia e ieri mattina è uscito dal carcere di Alessandria, dove stava scontando la pena per aver preso parte all’omicidio di Marco Biagi. Il giuslavorista ucciso dalle Br-Pcc la sera del 19 marzo 2002 a Bologna nei pressi della sua abitazione, in via Valdonica.
di Filippo Fiorini
La Stampa, 12 agosto 2024
Il sindaco Lepore: “Notizia sconvolgente”. Il figlio di Biagi: “Assassino, provo rabbia”. Con 10 mesi d’anticipo, Simone Boccacini è libero. Buona condotta e sconto di pena. Questo è il motivo per cui il tribunale di Alessandria ha deciso che l’ex basista delle Nuove Brigate Rosse potesse vedere ieri, a 64 anni compiuti, la sua prima mattina fuori dal carcere.
di Francesco Rosano
Corriere della Sera, 12 agosto 2024
Lorenzo Biagi dopo che l’ex Br è tornato in libertà: “Provo rabbia, avrei preferito che scontasse la pena fino in fondo. Le leggi italiane sono queste. “Neanche di fronte a un caso grave, come un omicidio di stampo terroristico legato alla Brigate rosse, si è riusciti a far scontare una pena fino in fondo. Ne prendo atto, ma provo tanta rabbia e amarezza”. La notizia della liberazione di Simone Boccaccini, uscito dal carcere in anticipo grazie a uno sconto di pena e alla buona condotta, è un fulmine nel cielo dell’estate di Lorenzo Biagi, il figlio minore del giuslavorista Marco Biagi, ucciso nel marzo 2002 sotto la sua abitazione nel centro di Bologna da un commando delle nuove Br. “Questa ingiustizia si aggiunge alla prima e più grave subita da mio padre: negargli la scorta, ciò che ha fatto sì che venisse ucciso”.
di Livia Zancaner
Il Sole 24 Ore, 12 agosto 2024
Suicidi, mancanza di personale, sovraffollamento, violenze, perdita di ogni visione sul futuro, sulla realtà, sulla vita. In Italia la situazione delle carceri è al collasso e luoghi che dovrebbero avere come obiettivo la rieducazione del condannato (articolo 27 della Costituzione) diventano luoghi senza futuro. Al momento sono oltre 60 i suicidi accertati da inizio anno tra i detenuti, l’indice di sovraffollamento nazionale è al 130%, con punte oltre il 230% e secondo il sindacato Uilpa della Polizia penitenziaria, i detenuti in più rispetto ai posti disponibili sono 14.500 e gli agenti mancanti circa 18 mila. Una ricerca del Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, mostra che sei detenuti su dieci sono già stati in carcere almeno una volta. Ma sempre il Cnel stima che il dato della recidiva può calare fino al 2% per i detenuti che hanno avuto la possibilità di un inserimento professionale. E così, anche nelle sovraffollate carceri italiane, esistono strade per uscire dal tunnel. Nel nostro viaggio a Opera, nelle visite superando il cancello d’ingresso, impareremo che i detenuti possono diventare sarti, poeti, musicisti, giornalisti, panettieri, liutai. Possono laurearsi. Possono essere uomini che guardano al futuro.
cronachetarantine.it, 12 agosto 2024
Nella Casa Circondariale “Carmelo Magli” di Taranto è atteso per il prossimo 13 agosto il sottosegretario al Ministero della Giustizia on. Andrea Delmastro Delle Vedove, e così la CGIL di Taranto, insieme alla locale Funzione Pubblica non perde occasione per rimarcare il clima di emergenza in cui la struttura ormai vive da tempo. I temi sono oggetto di una lettera aperta che il segretario generale della CGIL, Giovanni D’Arcangelo e quello della FP CGIL, Mimmo Sardelli, rivolgono proprio all’esponente parlamentare. “La sua visita ci fa piacere - dicono - ma soprattutto, riteniamo che questa sia una propizia occasione per farle toccare con mano lo stato di emergenza totale della struttura e del modello organizzativo in atto”.
di Lorenzo Durandetto*
lavitacattolica.it, 12 agosto 2024
L’esperienza pastorale del carcere ha la “bellezza” di poter essere vissuta da diversi punti di vista, non solo dall’interno. Nell’incontro nazionale con tutti i cappellani e volontari degli istituti penitenziari italiani che si è svolto ad Assisi lo scorso aprile, il cardinale Matteo Maria Zuppi nel suo intervento sottolineava come sia importante fare “cultura” sul carcere, per sensibilizzare la società su questo tema così forte e delicato. Oggi vorrei raccontare alcuni piccoli episodi collaterali alla mia esperienza come Cappellano, ma che mi sono rimasti nel cuore e possono aiutare nella riflessione.
di Linda Chiaramonte
Left, 12 agosto 2024
Leone d’oro alla carriera 2023, il regista ha realizzato una nuova tappa del suo ultra trentennale lavoro nel carcere di Volterra. È un procedere lento, un avvicinamento per gradi quello che fa il pubblico entrando nella casa di reclusione di Volterra per assistere allo spettacolo Atlantis - Capitolo 2 diretto da Armando Punzo, regista e drammaturgo della Compagnia della Fortezza, andato in scena nei giorni scorsi. Si attraversano porte di ferro, cancelli, spiazzi, in un percorso che prepara ad immergersi in una dimensione altra, quella del teatro, che in questo caso occupa e abita spazi solitamente invalicabili che negli otto giorni di repliche si aprono a sguardi e presenze esterne.
di Ilvo Diamanti
La Repubblica, 12 agosto 2024
Per il 58% necessari più controlli: le crisi internazionali generano insicurezza. Gli under 30 e gli studenti hanno un senso di apertura più elevato. I confini condizionano il “sentimento” degli italiani, come dimostra la recente indagine condotta dal LaPolis-Università di Urbino Carlo Bo. Perché de-limitano lo spazio dei Paesi. E, per questo, de-finiscono il mondo. Non solo sul piano politico. Anche “personale”. Il “finis”, alla base del concetto di “con-fine”, infatti, significa “limite”. Entro il quale possiamo muoverci. O meglio, ci si può muovere. I confini, infatti, servono a de-limitare i “movimenti”. Perché il controllo dei confini, in particolare, è un metodo di controllo. Necessario a garantire la libertà e la sicurezza personale, in base alla sovranità “nazionale”. Visto che le “nazioni” sono de-limitate, cioè, de-finite, dai confini. In questa fase, in particolare, i motivi di in-sicurezza inter-nazionale sono diversi e crescenti. Vicino e lontano dai nostri confini. A causa delle guerre che hanno sconvolto il mondo intorno a noi. E che noi percepiamo in tempo reale.
di Gabriella Debora Giorgione
vita.it, 12 agosto 2024
Una delegazione del Tavolo Asilo e Immigrazione insieme a un gruppo di parlamentari è entrata nel Centro per il rimpatrio di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza: “Grave degrado e gestione problematica del centro”. Non finisce qui: “L’idea adesso è quella di coordinare delle ispezioni all’interno di tutti i Cpr in Italia per arrivare ad una proposta congiunta parlamentare che ne chieda la chiusura”, così Alessia Araneo, consigliera e capogruppo regionale della Basilicata del Movimento Cinque Stelle che sabato 10 agosto faceva parte della delegazione del Tavolo Asilo e Immigrazione entrata nella struttura detentiva di Palazzo San Gervasio.
- La tratta degli schiavi minorenni. Mappa della sofferenza invisibile
- La grande questione globale dei giovani africani
- Nei campi palestinesi di Beirut dove cresce Hamas: “Sinwar l’unico che ci difende dai massacri”
- Stati Uniti. Alcatraz: al di là dell’umanità
- Stati Uniti. Alcatraz: al di là dell’umanità









