di Ellie e Nicola (Duo Iberia)
Ristretti Orizzonti, 13 dicembre 2023
Lunedì 4 dicembre si è svolto presso la Casa Circondariale Don Bosco di Pisa un evento molto particolare: due musicisti, accompagnati da una operatrice dell’associazione Do Re Miao già attiva presso l’istituto, hanno offerto la loro musica alle detenute e ai detenuti presso la Cappella messa gentilmente a disposizione per l’occasione.
di Mauro Magatti
Corriere della Sera, 13 dicembre 2023
La sinistra si occupa di società in modo rituale, la destra cavalca il malcontento: così cresce l’astensionismo. Il dibattito di questi mesi sul salario minimo ha solo sfiorato la questione delle disuguaglianze sociali che, da molto tempo ormai, non è più un tema capace di incidere sulla agenda politica. La sinistra le richiama in modo più o meno rituale. Ma il problema è che, persa la base dei militanti, i suoi gruppi dirigenti appaiono culturalmente molto lontani dai ceti popolari di oggi, che non conoscono e non capiscono. La frammentazione delle condizioni di lavoro e la penetrazione di nuovi modelli culturali hanno col tempo scavato un fossato che sembra incolmabile. La destra sa cavalcare il malcontento, che trova proprio nell’aumento delle disuguaglianze il suo terreno di coltura, ma non va alla radice del problema. Modi bruschi e linguaggio aggressivo - con malcelati ammiccamenti all’odio e alla violenza - riescono a intercettare il risentimento che ribolle in molte persone. Senza, però, sapere poi dare risposte adeguate. Da qui la fragilità delle democrazie contemporanee, che si manifesta in due modi. Da un lato, con l’aumento dell’astensionismo: non ci si sente rappresentati da nessuno, e perciò non si va più alle urne. Dall’altro, con il continuo riemergere di forze populiste più o meno estremiste. Che qualche volta arrivano ad assumere posizioni anti-sistemiche.
di Martin Jelsma*
Il Manifesto, 13 dicembre 2023
La Bolivia ha avviato il processo di revisione da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) della classificazione della foglia di coca come stupefacente ai sensi della Convenzione unica del 1961, un’opportunità senza precedenti per correggere una grave ingiustizia storica. La modifica dello status della coca nei trattati sulle droghe dell’ONU potrebbe rivendicare i diritti dei popoli indigeni e aprire mercati internazionali per i prodotti naturali della coca. Può generare opportunità di sostentamento lecito per i coltivatori e contribuire alla costruzione della pace nella regione andina, portando i benefici della coca alle popolazioni di tutto il mondo. La revisione può anche aiutare a modernizzare un sistema di trattati sulle droghe che è ancora impantanato nei pregiudizi coloniali e razziali da cui è nato a metà del XX secolo.
di Leonardo Clausi
Il Manifesto, 13 dicembre 2023
La Camera approva di misura. Per il migrante sulla Bibby Stockholm ipotesi suicidio. Adesso il testo dovrà essere votato dai Lord. Nuovi ostacoli in arrivo. Un richiedente asilo è morto sulla Bibby Stockholm, la galera senza remi ormeggiata in Dorset di cui il governo Sunak è “armatore”. Si sarebbe tolto la vita ieri, probabilmente per le condizioni dis-umanitarie che devono sopportare a bordo gli oltre duecentocinquanta migranti ivi confinati dall’ottobre scorso, secondo la politica di deterrenza agli sbarchi sbandierata dallo slogan stop the boats, zattera elettorale di un governo in alto mare.
di Massimo Congiu
Il Manifesto, 13 dicembre 2023
L’Helsinki Hungarian Committee è tra le principali Ong che monitorano in maniera indipendente le carceri magiare. Altro problema, sottolinea, è l’indipendenza dei giudici. “La riforma 2023? Effetti solo a lungo termine”. L’Helsinki Hungarian Committee è tra le principali Ong di Budapest che monitorano in maniera indipendente le carceri magiare. Dove si trova da 10 mesi Ilaria Salis, in attesa di giudizio, e dove rischia di finire Gabriele Marchesi, su cui pende un mandato d’arresto europeo. Entrambi sono accusati di aver aggredito dei militanti neonazisti il 10 febbraio scorso. Zsófia Moldova ed Erika Farkas sono due avvocate dell’Ong, lavorano nei programmi su giustizia e Stato di diritto.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 12 dicembre 2023
Nel carcere di Verona-Montorio tre detenuti si sono tolti la vita in meno di un mese. A Viterbo l’esperienza dello staff multidisciplinare per affrontare le situazioni a rischio. Negli ultimi mesi le carceri italiane hanno vissuto un’epidemia di suicidi, con ben 66 detenuti che si sono tolti la vita. Il picco più drammatico è stato registrato nel carcere di Montorio, Verona, con tre decessi autoinflitti in meno di un mese, come denunciato dall’associazione “Sbarre di Zucchero”. L’ultimo episodio quello di un giovane marocchino di nome Oussama Saidiki, proveniente dalla quinta sezione, che si è impiccato nella sua cella di isolamento. La notizia giunge a poche ore dalla morte di un altro detenuto avvenuta nell’ospedale di San Vittore a Milano, che ha commesso il gesto mortale durante la diretta della Prima della Scala di Milano, creando un ulteriore allarme sulla condizione delle carceri.
di Angela Stella
L’Unità, 12 dicembre 2023
In pochi giorni impiccagioni a Parma, S. Vittore e Verona. Petrelli (Ucpi): “Fallimento delle politiche carcerocentriche”. Gonnella (Antigone) “Serve un modello penitenziario nuovo, aperto”. Tre suicidi per impiccagione si sono tragicamente susseguiti in questi ultimi giorni nella Casa di reclusione di Parma, nella Casa Circondariale di Milano San Vittore e in quella di Verona-Montorio, portando a sessantasei il numero complessivo delle persone che si sono tolte la vita in carcere in questo ultimo anno.
di Vito Daniele Cimiotta*
L’Unità, 12 dicembre 2023
Ha 21 anni, è nato a Bari, e ha fatto il suo primo ingresso in un penitenziario nel 2016. Da quando è detenuto non lo è mai stato in una struttura pugliese. Questa è la vicenda di D. C., detenuto definitivo dal 2016, con fine pena settembre 2024. Una storia di detenzione, forse come tante, ma che più di altre, probabilmente, merita di essere raccontata. D. viene tratto in arresto nel 2016 a seguito di ordine di carcerazione e successivo cumulo di pene. D. all’epoca aveva appena compiuto 21 anni e da quel preciso momento, ha girato “gira” trentuno carceri italiane. Trentuno Istituti di pena, in sette anni di detenzione. Nessuno di questi nella sua Regione di origine, la Puglia, perché il giovane è di Bari. Pensate che dal 2016 non vede, se non in video call, alcuno dei suoi parenti, genitori compresi. Una storia che potrebbe sembrare banale ma che sicuramente non lo è.
Adnkronos, 12 dicembre 2023
“Serve una riforma strutturale delle misure di prevenzione, cura e custodia”. L’appello della Società italiana di Psichiatria: revisionare la legge 81/2014 e aprire un dialogo con la magistratura per meglio gestire le risorse e indirizzare i provvedimenti. I pazienti autori di reato in carico ai Dipartimenti di Salute mentale (DSM) a livello nazionale si stima siano oltre 6.500, i posti in R.E.M.S sono circa 650, i pazienti con misure di sicurezza detentive sono meno del 10% di quelli con misure di sicurezza non detentive. Numeri per difetto, secondo gli esperti, se si considerano tutti i provvisori e quelli assegnati R.E.M.S. in attesa che si liberino i posti nelle stesse.
di Filippo Rossi
Italia Oggi, 12 dicembre 2023
“Lavoriamo a riforme che possano riavvicinare i cittadini alla giustizia. Una di queste è sicuramente la separazione delle carriere che dia l’idea di un giudice terzo e imparziale, equidistante tra accusa e difesa. Ma la riforma vera è quella dell’aumento del numero dei magistrati. Abbiamo un magistrato ogni 11.500 cittadini, in Germania il rapporto è di 1 ogni 5500. Su questo bisogna necessariamente intervenire. L’Ufficio per il processo si è rivelato una scelta efficace. Oggi contiamo su seimila addetti che rimarranno fino al 2026. È stato bandito un nuovo concorso per 4200 unità che ci auguriamo di poter stabilizzare se le risorse economiche lo consentiranno. Questi provvedimenti hanno comportato un’accelerazione dei tempi del processo penale del 29% e dei processi civili del 19%. Siamo sulla buona strada per centrare gli obiettivi che l’Europa ci chiede”. Queste le parole del viceministro della giustizia Francesco Paolo Sisto al Cnpr Forum “L’Italia che verrà: uno sguardo sul futuro del nostro Paese”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, dedicato all’evento nazionale “Insieme per il Domani”.
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