di Giuseppe Di Bisceglie
Corriere del Mezzogiorno, 12 dicembre 2023
Il festival dell’antimafia sociale nel 2024 coinvolgerà anche l’Università di Foggia Parla il direttore, Leonardo Palmisano. “Sarà il primo esperimento in Italia”. Parlare ad un pubblico vasto, per diffondere la cultura della legalità, della lotta alle mafie realizzando un welfare sociale e non soltanto culturale. È l’obiettivo che, sin dall’inizio, si è posto LegalItria, tra i principali festival dell’antimafia in Italia che coinvolge come partecipanti attivi studenti di ogni ordine e grado; lavoratori e lavoratrici, genitori, detenuti e detenute, i frequentatori di biblioteche pubbliche e di comunità e i senza fissa dimora. LegalItria, sino alla sua ultima edizione, ha regalato testi sui temi del festival a migliaia di studenti italiani impegnati in un percorso di lettura collettivo. “Ora è arrivato il momento di un importante cambiamento”, afferma il direttore artistico della manifestazione, il sociologo Leonardo Palmisano.
di Ornella Sgroi
Corriere della Sera, 12 dicembre 2023
Si stima che quest’anno si spenderanno in media 186 euro a testa. Lo scambio di doni è una bella tradizione, sarebbe importante però fare qualcosa per gli altri. Confcommercio ha stimato che quest’anno gli italiani spenderanno un po’ più di 8 miliardi in regali di Natale. Una media - si legge nel Rapporto - di 186 euro a testa. È una stima giudicata in ripresa, visto che l’anno scorso di miliardi ne erano stati spesi solo poco più di sette. Però bisogna tener conto dell’inflazione che ha fatto salire i prezzi, quindi non è detto che a una spesa maggiore corrispondano più regali comprati. Dopodiché bisogna fermarsi un attimo e forse ripensarci un po’, a quella media dei 186 euro a testa. Perché in Italia ci sono 5,6 milioni di “poveri assoluti”, il che vuol dire una persona su dieci: questa volta la cifra è dell’Istat, oltre che dell’ultimo Rapporto Caritas. E loro, con ogni probabilità, nella media dei 186 euro non ci entrano perché in regali spenderanno poco o niente: se la cifra totale va quindi divisa solo tra gli altri dobbiamo pensare che quella media sia destinata a essere più alta. Si tratta di stime, certo.
di Paolo Maddalena*
Il Fatto Quotidiano, 12 dicembre 2023
Il 10 dicembre è una data che non può passare inosservata. Infatti il 10 dicembre 1948 fu approvata a Parigi, dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, una Carta di straordinaria importanza che, concludendo una stagione di forte impegno culturale, apriva le porte a un mondo nuovo di progresso e di civiltà: la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Ed è da sottolineare che questa Dichiarazione fu prevalente opera di una straordinaria donna: Eleonora Roosevelt, cugina e poi moglie del Presidente degli Stati Uniti, Franklin Delano Roosevelt.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 12 dicembre 2023
L’idea del responsabile dell’Istruzione fermata da una buona dose di bigottismo e vigliaccheria. Chissà se è stata la società del maschio o la società del pregiudizio a indurre il ministro Giuseppe Valditara a sospendere la nomina delle Garanti al progetto per le scuole “Educare alle relazioni”, tre donne di grande levatura culturale come Annapaola Concia, suor Monia Alfieri e Paola Zerman. Sicuramente una grande miopia politica si è impadronita dei principali partiti di maggioranza e di opposizione, sbalestrati tra gli opposti estremismi di movimenti per la vita piuttosto che per la fluidità. Una volta di più la politica ha mostrato, nel momento in cui avrebbe dovuto esibire la sua forza tranquilla, la propria fragilità, pari a quella del maschio da “rieducare”.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 12 dicembre 2023
È evidente che dietro alle scelte c’è un’ideologia secondo la quale gli esseri umani non sono tutti uguali, e di conseguenza per fare una politica moderna bisogna adattarla alla gerarchia degli esseri umani. Il governo ha cancellato l’esistenza dei ragazzini immigrati. Quelli che vari giornali di destra chiamano “negri”. Non esistono più. E questa semplice e da tempo auspicata decisione ha permesso un risparmio secco di 45 milioni, che sono stati spostati dal capitolo di bilancio relativo all’accoglienza dei profughi al capitolo relativo al rafforzamento della polizia.
di Rocco Vazzana
Il Dubbio, 12 dicembre 2023
Il Giornale pubblica “prove” contro il capomissione della Ong Mediterranea. Ma il Gip gli diede ragione sull’operazione in mare del 2019: per il giudice c’era l’obbligo di prestare soccorso. Il tiro a bersaglio sulle Ong passa anche per le fake news. Così, mentre il capomissione di Mediterranea, Luca Casarini, aspetta di sapere se verrà rinviato a giudizio a Ragusa per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violazione del codice della navigazione, alcuni giornali hanno dato il via al cannoneggiamento.
di Antonio Polito
Corriere della Sera, 12 dicembre 2023
L’imminenza del Natale: in questa terra si intreccia la storia di molti popoli e delle tre grandi religioni monoteiste. Tutto obbliga l’Occidente a tirare un bilancio della guerra e a cercarne la fine. C’è un “meme” che gira sul web in questi giorni. Dice: “Miliardi di persone in tutto il mondo stanno per celebrare il compleanno di un ebreo nato a Betlemme più di duemila anni fa, ma non credono che gli ebrei abbiano vissuto lì prima del 1948”. È un modo, certo provocatorio, di ricordare un po’ di storia ai nemici di Israele. Ma dovrebbe ricordarla anche a Israele. Il suo diritto ad esistere nei confini precedenti alla guerra del 1967 è fuori discussione. Eppure quella terra tra il Giordano e il mare è in qualche modo anche nostra, dei cristiani; ed è anche loro, degli arabi e dei musulmani che l’hanno abitata e la abitano. Perché vi si sono intrecciate le storie di molti popoli e delle tre grandi religioni monoteiste.
Il Manifesto, 12 dicembre 2023
Dopo la lettera dell’anarchica detenuta a Budapest. Il Pd, per bocca della deputata Lia Quartapelle, interroga il ministro degli Esteri Antonio Tajani sulle condizioni di Ilaria Salis, la 39enne reclusa in Ungheria dallo scorso febbraio e accusata di aggressione a due neonazisti. Due settimane fa era stata resa pubblica una sua lettera nella quale descriveva le terrificanti condizioni della sua detenzione, tra ambienti fatiscenti e situazioni degradanti, “incompatibili con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo che vieta trattamenti inumani e degradanti e per i quali l’Ungheria è già stata condannata dalla Cedu anche con riferimento al sovraffollamento carcerario”.
di Anna Zafesova
La Stampa, 12 dicembre 2023
Da sei giorni nessuna notizia dell’oppositore rinchiuso nella colonia Ik-6. Alexey Navalny è sparito. L’allarme è stato lanciato ieri dai collaboratori del dissidente russo, dopo che per sei giorni non si è avuta nessuna notizia di lui. Ieri non è apparso in videocollegamento all’udienza per uno dei numerosi ricorsi che aveva sporto contro i maltrattamenti subiti nel sistema penitenziario russo. “Problemi con la fornitura di elettricità”, hanno risposto dalla IK-6, la colonia correttiva di regime severo a Melekhovo, regione di Vladimir, dove Navalny era detenuto da due anni.
di Alessandra Fabbretti
Il Manifesto, 12 dicembre 2023
Il nuovo rapporto di EgyptWide: dai 35 milioni di euro del 2021 ai 72 del 2022 per i sistemi d’arma usati dalla polizia. Pistole e armi leggere, esplosivo Tnt, attrezzature per l’addestramento e pezzi di ricambio: questa la parte più consistente dell’export verso l’Egitto di armi fabbricate in Italia. “Sembrano componenti secondarie ma possono giocare un ruolo significativo nella violazione dei diritti umani e quindi del diritto internazionale”, è l’allarme lanciato da Alice Franchini, responsabile advocacy di EgyptWide.
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