di Alessandro De Angelis
La Stampa, 11 dicembre 2023
Mancano esattamente sei mesi, ovvero ben centottanta giorni, oltre quattromila ore alle Europee. Praticamente un’eternità, ma sembra già domani: Salvini, dopo aver aperto la sua campagna elettorale con i “mostri” a Firenze, va comiziando sul gioielliere pistolero per prendere voti da destra; Giorgia Meloni pur di aprire - ammesso che ci riesca - i famosi centri in Albania, stanzia uno sproposito di denari ma vuoi mettere il gran finale a Durazzo. E nel frattempo, stoppa pure la nomina di Paola Concia (per non perdere voti a destra); Conte ha alzato i decibel sognando il sorpasso a sinistra; Elly Schlein per l’occasione ri-arruola la triade dei riservisti democristiani (Prodi, Letta e Gentiloni); Renzi invece è già capolista.
di Lucetta Scaraffia
La Stampa, 11 dicembre 2023
Dopo l’efferato omicidio di Giulia Cecchettin si è verificato, come al solito, l’effetto imitazione: si susseguono violenze e femminicidi, in alcuni casi chiaramente collegati al delitto di Giulia dal colpevole stesso. Si tratta di un fenomeno che si è più volte presentato nella nostra società mediatica: le denunce, le manifestazioni di solidarietà alle vittime, la ricerca dei metodi utili a frenare questo o quel tipo di violenza si rovesciano nel loro contrario. Troppo spesso tutti i discorsi, le manifestazioni, le condanne suscitate dai femminicidi, così come succede del resto per le continue condanne dell’antisemitismo, sembrano non servire ad altro che a favorire la diffusione degli uni e dell’altro.
di Gianluca Nicoletti
La Stampa, 11 dicembre 2023
Il tribunale della “gente per bene da tastiera” ha sentenziato che Gino Cecchettin dovrebbe tacere e scomparire. Nei social, e non solo, è partita la gara al massacro di un padre che ha appena seppellito la sua ragazza, ammazzata a coltellate. Qualcuno ora pretende di insegnargli come comportarsi nella gestione del suo dolore. Perché nulla possa essere concesso a quest’uomo trapassato da una tragedia inimmaginabile, gli è stato anche ricordato come Gesù avesse perdonato i suoi carnefici. Gli indignati peraltro si erano già ampiamente espressi nei confronti della sorella di Giulia, il suo discorso sulle responsabilità dei maschi in generale non è piaciuto ai difensori della virilità cosmica, che il femminismo vorrebbe delegittimare. Persino verso la nonna non sono state risparmiate critiche, solo perché in tv non è sembrata sufficientemente affranta.
di Davide Frattini
Corriere della Sera, 11 dicembre 2023
Netanyahu: “Arrendetevi, non morite per Sinwar”. Dura telefonata del premier con Putin. Per l’intelligence solo il 10-15% dei palestinesi catturati appartiene ad Hamas. Un sacco di farina costa 450 shekel, oltre 110 euro, lo zucchero è scomparso dai negozi e lo si compra al mercato nero, caffè, uova, biscotti sono lussi che nessuno si può permettere perché sono introvabili. L’autunno mediorientale non ha ancora portato il freddo più intenso, i palestinesi tagliano la legna dove la trovano - alberi o porte delle case distrutte - per bollire l’acqua. Oltre 1,8 milioni di sfollati interni sono scappati a sud lungo le vie di evacuazione ordinate dall’esercito israeliano, adesso premono verso Rafah e il confine con l’Egitto. Dove sopravvivono ammassati nelle tende. “Non c’è nulla da mangiare e siamo in 21 sotto i teli”, racconta Etimad Hassan all’agenzia Associated Press. I morti sono quasi 18 mila, un terzo di questi combattenti.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 11 dicembre 2023
“Una volta ero una combattente. Anche quando la Repubblica islamica cercava di demolirmi, io andavo avanti. Ma recentemente penso spesso al suicidio. Passo tutto il giorno in attesa che arrivi la notte per addormentarmi”. “Non credo che sarò mai di nuovo la persona che ero prima. Non trovo nulla che mi riporti a com’ero prima, che mi restituisca l’anima. Spero che la mia testimonianza favorisca la giustizia, non solo per me”. Sono due delle tante testimonianze contenute in un rapporto di Amnesty International che, in 120 pagine, denuncia come durante la rivolta del movimento Donna Vita Libertà del 2022 le forze di sicurezza iraniane abbiano usato lo stupro e altre forme di violenza sessuale per intimidire e punire chi aveva manifestato in forma pacifica.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 10 dicembre 2023
Settantacinque anni fa, proprio il 10 dicembre, l’Onu approvò la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Frutto di anni di discussioni e lavori e che prendeva spunto dalla dichiarazione di indipendenza americana del 1776 e dalla dichiarazione di diritti del cittadino frutto della rivoluzione francese, del 1789. Votarono a favore 48 paesi dei 58 che facevano parte dell’assemblea dell’Onu; due paesi non parteciparono al voto e otto si astennero.
di Sergio D’Elia
L’Unità, 10 dicembre 2023
Il leader sudafricano non ha lasciato un vuoto, ma un pieno di ispirazione e di proposte. Come il documento che l’Onu gli ha intitolato e che definisce standard minimi per il trattamento dei prigionieri. E che però viene calpestato ogni giorno nelle nostre celle di isolamento, cimiteri dei vivi dove è concentrato tutto ciò che la civiltà ha abolito. Nelson Mandela è venuto a mancare dieci anni fa. Ma nessuno può veramente dire che ci ha lasciati o che ha lasciato un vuoto.
di Giacomo Galeazzi
interris.it, 10 dicembre 2023
Il fondamentalismo islamico “è il vero nemico della società, è un pericolo”, ha detto il presidente della conferenza degli Imam di Francia, Hassen Chalghoumi dopo l’attentato alla Tour Eiffel a Parigi. L’Imam è noto per le sue posizioni moderate e da sempre in favore del dialogo interreligioso. E ha lanciato un forte appello “all’unità di tutti per combattere questo flagello”. Per lui, “la radicalizzazione è come un cancro: ci sono certe fasi in cui si può ancora trattare, ma dopo no. Quando sono determinati a passare all’azione è finita”, ha avvertito Chalgoumi. L’allarme-fondamentalismo è particolarmente grave nelle carceri. “Se non bastassero le aggressioni quotidiane, gli agenti della polizia penitenziaria devono da tempo prepararsi a fronteggiare altre emergenze. E ulteriori pericoli-avverte Aldo Di Giacomo, segretario S.Pp.-. Come i sequestri di persona ad opera di detenuti sempre più violenti, specie stranieri”. Per esempio, aggiunge Di Giacomo, “nel carcere fiorentino di Sollicciano un nostro collega è stato sequestrato da un gruppo di detenuti di origini africane. Già noti per comportamento ed atteggiamenti violenti. La situazione ha superato ogni limite di sopportazione”.
L’Unità, 10 dicembre 2023
In occasione della Giornata mondiale dei diritti umani, associazioni della società civile lanciano una richiesta alle forze parlamentari: cancellate il ddl governativo con le disposizioni in materia di sicurezza pubblica: norme “inemendabili, contrarie ai diritti umani e ai principi costituzionali”. Le sottoscritte organizzazioni della società civile impegnate per la promozione del rispetto dei diritti umani lanciano un appello urgente affinché il Parlamento non adotti il “pacchetto sicurezza” governativo presentato pubblicamente a fine novembre.
di Vincenzo Iurillo
Corriere della Sera, 10 dicembre 2023
“Il disegno di legge in materia di sicurezza pubblica contiene una serie di norme tecnicamente da stato autoritario”. La tocca piano il pm di Napoli Fabrizio Vanorio, esponente di Magistratura Democratica, dieci anni in Direzione distrettuale antimafia, già inquirente di inchieste e processi sul clan dei Casalesi e sui loro referenti politici, su Silvio Berlusconi e su Massimo D’Alema, ora in servizio alla sezione pubblica amministrazione dell’ufficio guidato da Nicola Gratteri. Vanorio queste cose le ha dette in un seminario all’Università di Napoli davanti ai docenti dell’Ateneo e ai vertici della classe forense napoletana. E le ribadisce in questa intervista.
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