di Biagio Chiariello
fanpage.it, 1 dicembre 2023
“Mio figlio è una vittima dello Stato”. È lo sfogo di Antonella Zarri, madre di Alberto Scagni, massacrato di botte in carcere a Sanremo e da una settimana in coma farmacologico. Il killer della sorella Alice, condannato a 24 anni e 6 mesi, è stato picchiato talmente forte, a mani nude, con uno sgabello e con una sedia, da spezzargli le ossa del viso. È stato salvato dagli agenti di Polizia penitenziaria.
La Nazione, 1 dicembre 2023
Denso di significato il consiglio comunale straordinario che si è tenuto al carcere di via Pellegrini ieri mattina, in occasione della Festa della Toscana. Ai saluti di apertura del presidente del consiglio comunale di Massa, Agostino Incoronato, sono seguiti gli interventi del sindaco Francesco Persiani, il vescovo della diocesi di Massa Carrara Pontremoli, Mario Vaccari e Maria Cristina Bigi, già direttrice del carcere. Il consiglio ha avuto l’accompagnamento musicale degli studenti del liceo musicale cittadino del ‘Palma’ che hanno tenuto un concerto per l’occasione.
di Liborio La Mattina
giornalelavoce.it, 1 dicembre 2023
Tutto è cominciato con un laboratorio di lettura su “Fine pena ora”. “Della mia anima ne farò un’isola”. È il titolo di un progetto teatrale che nasce per caso, quasi d’incanto, da un laboratorio di lettura del libro Fine pena ora, di Elvio Fassone, edizione Sellerio. Il laboratorio, tenuto da Simonetta Valenti, con cadenza settimanale dallo scorso luglio, presso la sezione in cui sono detenuti i collaboratori di giustizia del carcere di Ivrea, che vivono in isolamento, si proponeva di avvicinarli alla lettura consapevole di un testo ed alla riflessione sui temi che via via emergevano. Un testo scelto anche per l’affinità della storia narrata con l’esperienza di chi vive in carcere. Ed è proprio da questa affinità che nasce l’idea di trasformare l’esperienza del laboratorio nella lettura scenica di alcuni capitoli del testo, integrandola con le riflessioni dei detenuti, in veste di attori/autori.
di Futura d’Aprile
Il Domani, 1 dicembre 2023
Nel nord dell’Iraq sono ancora presenti milioni di ordigni esplosivi, eredità delle guerre e dei conflitti interni degli ultimi decenni. Bonificare i terreni è pericoloso, ma necessario per permettere alla popolazione locale di tornare a vivere nelle proprie case e per evitare nuovi morti e mutilati. Per arrivare al campo di Mlay Golle, pochi chilometri a nord-est di Sulaymaniyah, bisogna percorrere una strada per buona parte sconnessa che si arrampica sulle colline intorno alla seconda città più grande del Kurdistan iracheno. Una volta lasciata la via principale non si incontrano che poche, sporadiche abitazioni, mentre in lontananza si scorge qualche piccolo villaggio o un branco di pecore intento a brucare l’erba verde-giallastra.
di Alberto Scerbo* e Orlando Sapia**
Il Dubbio, 30 novembre 2023
In nome della sicurezza sono aumentate le categorie dei “nemici” da punire. Negli ultimi decenni si è realizzato un’accentuazione delle istanze repressive all’insegna di una legislazione “emergenziale” senza fine. Si sono andate sviluppando le dinamiche tipiche del “populismo penale” che hanno prodotto un aumento delle fattispecie delittuose e degli edittali di pena, la creazione di tecniche legislative di normazione che comportano l’anticipazione della soglia punitiva e di circuiti di esecuzione penale differenziata.
di Ezio Farinetti
universitadellastrada.com, 30 novembre 2023
Le pagine dei giornali dei mesi passati, insieme ai grandi e tragici eventi che stanno segnando questo doloroso autunno, hanno spesso riportato notizie di indagini e provvedimenti relativi ad accuse di botte, abusi e torture perpetrate da agenti penitenziari nei confronti di soggetti detenuti, nelle carceri di Cuneo, Torino, Ivrea, Biella e - almeno per uscire dal contesto regionale - dell’Isola d’Elba. Si tratta di situazioni diverse, ma tutte accomunate da un’ipotesi accusatoria di violenze pesanti e collettive.
di Luna Casarotti*
monitor-italia.it, 30 novembre 2023
La storia di Stefania Calabria è la storia di una singola persona, ma rappresenta un dramma che coinvolge tanti detenuti. Non poter essere accanto a un familiare malato o partecipare a un funerale a causa delle restrizioni dettate dalla legge può avere un impatto pesantissimo sulla salute mentale delle persone recluse.
kisskiss.it, 30 novembre 2023
L’educazione ai sentimenti, alla gestione dell’emotività è il tema del momento dopo i noti fatti di cronaca nera che hanno sconvolto l’opinione pubblica italiana nell’ultimo mese. È un tema importante che andrebbe affrontato a scuola, in casa, in generale all’interno della società civile. E per chi è “sospeso” dalla società civile perché detenuto? Negli ultimi anni, il panorama carcerario italiano ha assistito a iniziative significative volte a promuovere l’inclusività e il recupero culturale dei detenuti. Progetti innovativi che, oltre a favorire la crescita individuale di chi è stato condannato alla reclusione, generano impatti positivi su tutta la società.
di Simona Musco
Il Dubbio, 30 novembre 2023
Il ministro prova “salvare” Crosetto dopo le sue dichiarazioni sulle toghe: “Si riferiva al caso Palamara”. Carlo Nordio rimanda la riforma della separazione delle carriere. Proprio mentre conferma la volontà di andare fino in fondo, con un’intervista al Corriere della Sera nella quale stempera la polemica che ha investito il ministro Crosetto e tenta di tranquillizzare le toghe, il guardasigilli sposta in avanti la timeline della proposta più odiata dalla magistratura, perché la priorità, dice, è il premierato. Impossibile proporre un referendum su entrambi i temi, dunque di separare le carriere se ne parlerà più tardi.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 30 novembre 2023
La destra cavalca un giustizialismo che produce moltissimi voti. La sinistra vede nell’alleanza con la magistratura l’unica possibilità di resistere e di sferrare dei colpi. Occorrerebbero degli statisti: ne avete visto qualcuno in giro? Il ministro Crosetto ha sollevato un problema serio. Quello dell’uso della giustizia a fini politici da parte di settori molto potenti della magistratura. Si è aperta una polemica, naturalmente, per la semplice ragione che la magistratura - e specialmente la magistratura associata - gode di un forte sostegno di settori importanti della stampa, e con facilità stronca qualunque attacco mediatico.
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