di Federico Monga e Andrea Joly
La Stampa, 30 novembre 2023
Il ministro dell’Interno: “All’Italia servono più centri di permanenza per il rimpatrio. L’accordo con Tunisi ha funzionato. Crosetto è equilibrato, ha già chiarito con l’Anm”. I migranti minori “non saranno mai trattenuti nei Centri di permanenza per il rimpatrio”. L’accordo con l’Albania “ha attirato l’attenzione degli altri Paesi e può essere replicato, in Europa e in Italia”. Quello con Tunisi “sta funzionando: hanno fermato oltre 60 mila partenze”. E sull’emergenza femminicidi “le forze dell’ordine sono preparate ma continueremo a lavorare sulla formazione degli agenti”. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi traccia una linea delle emergenze in corso del nostro Paese. E sulla sensazione di insicurezza dei cittadini afferma “va in controtendenza rispetto ai dati che abbiamo. Siamo tra i più sicuri ma gli italiani non lo percepiscono, questo governo ha rispetto di questa sensazione e lavora per migliorare su ogni aspetto”.
di Fulvio Vassallo Paleologo
Il Manifesto, 30 novembre 2023
La Corte europea dei diritti umani condanna ancora una volta l’Italia per detenzione arbitraria in un hotspot di minori stranieri non accompagnati, giunti a Taranto nel 2017. La Corte europea dei diritti dell’Uomo, con una sentenza del 23 novembre scorso, ha condannato ancora una volta l’Italia per la detenzione arbitraria senza basi legali in un centro di accoglienza/detenzione “Hotspot”. In questo caso di minori stranieri non accompagnati, giunti a Taranto nel 2017. I giudici di Strasburgo hanno sanzionato l’Italia anche per trattamenti inumani e degradanti, per il sovraffollamento della struttura, per la mancata nomina di un tutore, e per la violazione degli obblighi di informazione. Condizioni che ad ogni accesso nelle strutture di prima accoglienza, comunque denominate, si verificano ancora oggi.
di Maurizio Ferrera
Corriere della Sera, 30 novembre 2023
Oggi vivono nell’Unione europea 26 milioni di musulmani (il 5% del totale), una cifra in rapida crescita sia per i più alti tassi di fertilità sia per i flussi migratori. L’integrazione non è facile. È possibile che fra qualche mese l’Olanda abbia un primo ministro apertamente “islamofobo”. Si tratta di Geert Wilders, vincitore delle ultime elezioni. Nel suo programma c’è la proposta di bandire le moschee e le scuole coraniche, vietare il velo islamico negli edifici pubblici, bloccare l’immigrazione.
di Eugenio Occorsio
L’Espresso, 30 novembre 2023
Uno Stato diviso. Oggetto degli interessi di Iran, Russia, Turchia e Stati Uniti. Se la situazione esplode nel Paese del dittatore Assad la guerra rischia di estendersi in Medio Oriente. La Siria incombe come l’ennesima minaccia che la guerra in Israele degeneri in un conflitto più ampio: in nessun Paese al mondo come in Siria esiste un coacervo di interessi così concentrato e pugnace, prova ne sia la guerra civile “tutti contro tutti” scoppiata nel 2011, che cova tuttora sotto la cenere e ha provocato 640 mila morti, seconda nel XXI secolo solo alla “Seconda guerra del Congo” (2000-06) che di vittime ne ha fatte 5 milioni.
di Grazia Zuffa
Il Manifesto, 29 novembre 2023
Il 5 dicembre la Corte Costituzionale discuterà del ricorso avanzato dal Tribunale di Sorveglianza di Spoleto in merito alla sessualità e all’affettività attualmente negate ai detenuti e alle detenute. La questione è di tale importanza da spingere alcune associazioni (la Società della ragione, il Centro Riforma dello Stato, l’Associazione Luca Coscioni) a promuovere un pubblico appello alla Corte dal titolo Il corpo recluso e il diritto all’intimità. L’appello, redatto dal costituzionalista Andrea Pugiotto, ha come primi firmatari un centinaio di giuristi e di altre personalità e sta raccogliendo altre adesioni sui siti delle associazioni. Si spera che la mobilitazione cresca in vista dell’udienza della Corte e che molte altre firme si aggiungano.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 29 novembre 2023
Nell’ultimo pacchetto sicurezza, “il differimento dell’esecuzione della pena nei confronti delle donne incinte o con figli di meno di un anno passa da obbligatorio a facoltativo. È una riforma ideologica. Bisogna fare pressione affinché quella norma venga tolta, anche con un appello che chiedo venga firmato da chiunque pensi si tratti di una misura contro la Costituzione”: lo ha detto ieri il capogruppo di Avs nella commissione Giustizia della Camera Devis Dori, alla conferenza stampa “Donne oltre le sbarre”, da lui convocata insieme alla “Rivista Avvocati”.
di Angela Stella
L’Unità, 29 novembre 2023
L’iniziativa del deputato di sinistra Devis Dori (AvS) ha avuto l’adesione di Pd, Italia Viva, Azione, 5 Stelle, Più Europa e di Luigi Manconi. Si è tenuta ieri alla Camera una conferenza stampa del capogruppo di AvS nella commissione Giustizia, Devis Dori, sulla misura contenuta nell’ultimo pacchetto Sicurezza del Governo che elimina l’obbligo di differimento dell’esecuzione carceraria per le donne incinte o con figli con meno di un anno d’età.
antigone.it, 29 novembre 2023
1. No al recente pacchetto sicurezza del Governo che semplifica tragicamente la nostra società attraverso un inutile e ingiusto inasprimento del modello di repressione penale e carceraria. La sicurezza è una cosa seria e non può essere declinata solo in termini di proibizioni e punizioni. La sicurezza si conquista con inclusione lavorativa e reddito, offerta generalizzata di salute fisica e psichica, città aperte e a disposizione anche nelle ore notturne di donne e uomini, solidarietà sociale verso le fasce più bisognose della popolazione. La sicurezza è prima di tutto sicurezza sociale, lavorativa, umana. Il pacchetto sicurezza del Governo, che fa seguito alle norme già approvate su rave parties, minori e migranti, è una forma di strumentalizzazione delle paure delle persone e di divisione manichea della società in buoni e cattivi. No al governo nel nome della paura e sì al governo nel nome della solidarietà di cui all’articolo 2 della Costituzione.
di Monica Zornetta
Avvenire, 29 novembre 2023
La speranza ha tanti nomi, forme, sapori: può essere soffice o croccante; può avere le dimensioni di un chicco di caffè e l’aspetto di un tarallo o di un panettone artigianale. A dimostrarlo sono le numerose eccellenze alimentari prodotte ogni giorno all’interno di molte carceri italiane grazie a importanti progetti sociali. Gestiti da associazioni, cooperative e imprese del Terzo settore insieme con le amministrazioni penitenziarie, sono progetti che puntano a far acquisire alle persone recluse quelle competenze professionali utili al loro reinserimento sociale, civile e lavorativo una volta espiata la pena, come prevede l’articolo 27 della Costituzione. Inoltre, accolgono il monito lanciato lo scorso anno da Papa Francesco al mondo carcerario: “Non possono esserci condanne senza finestre di speranza”.
di Valter Vecellio
L’Opinione, 29 novembre 2023
Per raccontare il caso di Beniamino Zuncheddu, il Tg1 delle 20 ha dedicato un paio di minuti. Bisognava essere bravi nel raccontare questa storia senza citare neppure il Partito Radicale. Giacinto Pinto c’è riuscito. Complimenti. Integrazione che riguarda il Tg2 delle 20,30: non se ne occupa proprio: 32 anni di ingiusta carcerazione sono una storia di “ordinaria ingiustizia”. Talmente ordinaria che non merita di occuparsene. Doppi complimenti.
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