di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 29 novembre 2023
Intervista al ministro della Giustizia Carlo Nordio: “Io e Guido Crosetto in consonanza, condivido la sua preoccupazione”. I retroscena parlano di un Consiglio dei ministri burrascoso che lunedì ha approvato il decreto legislativo della legge Cartabia.
di Simona Musco
Il Dubbio, 29 novembre 2023
Le correnti dei magistrati smorzano la polemica con il ministro Crosetto, Antimafia e Copasir si sfilano. Il ministro della Difesa Guido Crosetto si dice pronto a chiarire con tutti. In Parlamento, in Antimafia, davanti al Copasir e anche con l’Anm. Consapevole, forse, che è meglio fare un passo indietro, per evitare una nuova guerra contro la magistratura, che ha già parecchio materiale in mano per avercela con l’esecutivo.
di Giulia Merlo
Il Domani, 29 novembre 2023
Per l’ex procuratore capo di Milano le parole di Corsetto sono gravi: “Questo esecutivo è insofferente all’indipendenza dei magistrati”. “La separazione delle carriere torna sempre, nelle occasioni più disparate, come rimedio per tutto”, è il parere di Edmondo Bruti Liberati, ex procuratore capo di Milano e già presidente dell’Associazione nazionale magistrati, che considera il caso Crosetto un episodio molto grave, spia di una diffusa insofferenza del governo nei confronti delle toghe.
di Armando Spataro
La Stampa, 29 novembre 2023
Da Berlusconi a Meloni, spesso i premier hanno cercato di conformare i giudici alla linea del governo. Ma solo attraverso una corretta dialettica tra istituzioni indipendenti ci sarà equilibrio tra i due poteri. La linea d’ombra, nello splendido romanzo di Joseph Conrad, divide la giovinezza dalla maturità dell’età adulta del protagonista che alla fine, con l’aiuto del cuoco della nave che comanda, riesce a superarla. Di fronte a certe prese di posizione di buona parte della politica italiana nei confronti della magistratura mi ritorna in mente quella linea che in questo caso, però, diventa un muro che separa in modo insuperabile disconoscimento e rispetto dei principi costituzionali. E sembra che ogni aiuto sia inutile perché rimane ferma la convinzione che la magistratura sia un “ordine” sottoposto alla politica e non uno dei tre poteri indipendenti su cui si fonda ogni democrazia: lo dissero in tv anche due ex ministri della Giustizia (Alfano e Castelli) nel 2011, mentre Silvio Berlusconi contestò la possibilità di un magistrato, semplice funzionario dello Stato e vincitore di un pubblico concorso, di incriminare ed eventualmente condannare chi, eletto dal popolo, è legittimato a governare il Paese. Le citazioni potrebbero continuare saltando dal 1940, allorché Mussolini, nel corso della inaugurazione dell’anno giudiziario a Palazzo Venezia (e non in Cassazione), dinanzi a duecentocinquanta alti magistrati schierati in uniforme del Partito nazional fascista, affermò che nella sua concezione non esisteva una divisione di poteri nell’ambito dello Stato poiché “il potere è unitario.”. Insomma i magistrati si conformino alla linea politica di chi governa ed evitino di criticarne i contenuti, pur se riguardanti la giustizia: persino Matteo Salvini, quando era ministro dell’Interno, a proposito dei rilievi della magistratura in ordine alle pessime leggi in materia di immigrazione, lesive dei diritti fondamentali delle persone e generatrici di xenofobia, invitò i giudici ad applicarle evitando interpretazioni sgradite alla maggioranza salvo “scendere in politica” se avessero avuto rilievi da formulare. Insomma, solo in politica si può discutere delle leggi in fase di elaborazione o dopo la loro approvazione.
di Federico Capurso
La Stampa, 29 novembre 2023
Il leader di Iv evoca i timori di Palazzo Chigi: “La riforma è al palo. Noi pronti a collaborare, ma l’impressione è che la premier abbia paura”. Il leader di Italia viva Matteo Renzi sta andando a Miami, dove il figlio studia all’università. Prima di partire, però, vuole lanciare un invito a Giorgia Meloni a riprendere in mano la riforma della Giustizia: “Noi siamo disponibili a collaborare”, assicura, ma tutto è fermo e adesso l’impressione dell’ex premier è che “Meloni ha paura”.
di Angela Stella
L’Unità, 29 novembre 2023
Crosetto cosa sa? E cosa lo ha spinto ad alzare un polverone così alto e uno scontro così acceso con l’Anm dopo che il Governo Meloni aveva dato dei segnali di distensione negli ultimi tempi? “Se interessati, incontrerei molto volentieri il Presidente dell’associazione Magistrati Santalucia ed il suo direttivo per chiarire loro le mie parole e le motivazioni. Così capiranno che alla base c’è solo un enorme rispetto per le istituzioni. Tutte. Magistratura in primis”: ecco che nel pomeriggio di ieri, dopo due giorni di feroci polemiche, arriva la retromarcia del Ministro della Difesa Guido Crosetto. Alla quale il leader dell’Anm risponde: “Chiediamo al ministro Crosetto che vengano fugati sospetti e ombre, non deve lasciare che le sue parole cadano nel vago. Se c’è da chiarire lo faccia, nei modi che preferisce”. Parliamo di retromarcia, in virtù di tutto quello che il ministro aveva detto nelle ultime 48 ore.
di Giuliano Ferrara
Il Foglio, 29 novembre 2023
La politica inerme davanti ai pm che riscrivono la storia d’Italia come se fossero una lobby che svuota di significato il funzionamento della democrazia liberale. Eugenio Albamonte è un pubblico ministero, già capo dell’Associazione nazionale magistrati, della corrente di Area che in congresso si dice esterrefatta della pretesa che i magistrati siano considerati dei burocrati. Infatti Albamonte stabilisce così la sua equivalenza costituzionale tra magistratura e potere legislativo: alla domanda su come giudichi l’idea di un test psico-attitudinale di reclutamento per i magistrati, come per i piloti di aereo e per i poliziotti, il pm risponde su Repubblica: “Come reagirebbe la politica se io oggi proponessi un identico test per candidarsi in Parlamento?”. Non lo sfiora la realtà, una realtà costituzionalmente garantita come l’indipendenza della magistratura. Non pensa all’ovvio, all’evidente, all’irrecusabile: il magistrato è un funzionario incaricato di applicare la legge e viene scelto tramite concorso, ha un diritto e un dovere di indipendenza che gli è garantito e imposto dalle scelte delle istituzioni rappresentative ed è incardinato in Costituzione proprio perché deve essere solo “la bocca della legge”, perché deve essere e apparire imparziale, mentre l’eletto in Parlamento è un cittadino che esprime la democrazia dei partiti e dei movimenti, l’elezione popolare è il suo unico possibile test, e può essere parziale, conflittuale, senza limiti politici né vincolo di mandato.
di Enrico Pisciotta
ilsicilia.it, 29 novembre 2023
La situazione carceraria in Sicilia non è delle migliori. Le numerose rivolte ed episodi di violenza che nelle ultime settimane si stanno verificando negli istituti penitenziari dell’Isola sono solo la punta dell’iceberg di una serie di circostanze sommerse che troppe volte negli anni sono state trascurate. Carenza di operatori, diritti negati e sovraffollamento sono le condizioni quotidiane per i detenuti e le detenute in ambito regionale e, più in generale, nell’intero territorio italiano. A ciò si aggiunge anche la trascuratezza dell’aspetto affettivo e psicologico a causa del distacco dalla famiglia e dai legami più cari, specie per le donne recluse.
di Alessandra Codeluppi
Il Resto del Carlino, 29 novembre 2023
“Trattamento inumano”. Respinto il ricorso, ribaditi lo stop dal servizio per un anno e l’obbligo di firma. Il tribunale: “Dai filmati nessuna prova di resistenza del recluso contro le guardie. Comportamento inadeguato e degradante. La perquisizione? Senza dignità”. Tortura aggravata perché commessa da pubblici ufficiali, con abuso di potere, violando la disciplina della loro funzione e causando lesioni. È il reato ipotizzato dal pubblico ministero Maria Rita Pantani a carico di 14 agenti della polizia penitenziaria indagati (per dieci erano state disposte inizialmente misure cautelari, poi per un agente revocata) per la condotta violenta che avrebbero tenuto verso un detenuto, un 40enne tunisino lo scorso aprile nella casa circondariale ‘La Pulcè di via Settembrini a Reggio. Tre di loro avevano impugnato l’ordinanza del gip Luca Ramponi al Riesame, che ha confermato lo stop dal pubblico ufficio per un anno e l’obbligo di firma quotidiano. Ecco cosa scrive il Riesame per uno di loro. La difesa ha sostenuto che l’azione fosse giustificata, al di là delle modalità esecutive, dalla personalità e dal contegno del detenuto, oltreché dalla resistenza verso gli indagati.
Il Resto del Carlino, 29 novembre 2023
“Dopo aver trovato e stanziato tutte le risorse necessarie per la realizzazione del nuovo carcere di Forlì, parliamo di oltre 27 milioni di euro, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha accelerato l’iter per l’affidamento dell’opera”: lo annuncia la deputata di Fratelli d’Italia, Alice Buonguerrieri. Dopo un lunghissimo stallo, Forlì può sperare di vedere il nuovo penitenziario, che sorgerà al Quattro: mossa dalle molteplici e strategiche implicazioni visto che, a cascata, libererebbe la Rocca di Ravaldino.
- Udine. Caritas, domani l’incontro “Il carcere e la città”
- Firenze. Conferenza nazionale dei Poli Universitari Penitenziari
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