di Mario Di Vito
Il Manifesto, 2 dicembre 2023
Lo scontro sulla giustizia. Il ministro (non) spiega le sue uscite: “Mai attaccato i magistrati”. Opposizioni all’attacco. Musolino (Md): “Non conosce la Carta”. Solo un malinteso. “Non ho mai attaccato e mai attaccherò la magistratura”. Anzi, una trappola. “Contro di me un plotone d’esecuzione ad personam”. Forse però qualcosa c’è. Ed ecco di nuovo il gran complotto: “Mi hanno detto: attento, farai la fine di Craxi”.
di Giulia Merlo
Il Domani, 2 dicembre 2023
Parla di “parole mistificate” e dice di avere “fiducia nella magistratura”. Meloni vuole chiudere la polemica e lui si è accodato, come già Nordio. L’aula di Montecitorio, con una convocazione insolita rispetto alla prassi per le 9.30 del venerdì mattina, era tutta per il ministro Guido Crosetto. A sottolineare l’eccezionalità del caso, Crosetto ha deciso di rispondere in prima persona all’interpellanza urgente in tema di giustizia, promossa dalle opposizioni e in particolare dal deputato di più Europa, Benedetto Della Vedova, invertendola con quella sul Medio Oriente che slitta di qualche giorno.
di Simone Canettieri
Il Foglio, 2 dicembre 2023
Davanti a 30 deputati il ministro parla genericamente di giustizia e politica senza fornire rivelazioni. Intanto il pacchetto Nordio è fermo. Cronaca di un venerdì già visto. Compresa la risposta di Magistratura democratica. Eccolo qui Guido Crosetto, “di persona personalmente”, con 39 di febbre, al centro di un Transatlantico vuoto. È venerdì. E nemmeno lo “scandalo della settimana” - l’intervista di domenica scorsa del ministro al Corriere sui piani dei pm contro il governo - può rovinare il week-end agli onorevoli, ululanti, da una parte e dell’altra, da cinque giorni. Rapida zoomata dalla tribuna dell’Aula: presiede il vicepresidente Sergio Costa, Crosetto è l’unico ministro sui banchi del governo (in compagnia di quattro tra sottosegretari e viceministri). E ancora: pattuglia di dieci fratelli di Guido (e d’Italia) capitanata da Giovanni Donzelli, un forzista turbogarantista (Giorgio Mulè), una leghista-giudice (Simonetta Matone), sei del Pd (c’è Elly Schlein) e cinque del M5s (c’è Giuseppe Conte). Poi Benedetto Della Vedova, che ha presentato l’interpellanza urgente.
di Simona Musco
Il Dubbio, 2 dicembre 2023
Il nome di M. era finito nell’inchiesta sui concorsi truccati all’Università di Reggio Calabria. Ma lo ha saputo dai giornali, così come ha scoperto della sua archiviazione. Ventuno aprile 2022. L’Università Mediterranea di Reggio Calabria finisce nella bufera. Non è la prima né l’ultima volta per un Ateneo italiano e le accuse sono quasi sempre le stesse: l’esistenza di un presunto sistema che pilota i concorsi. In mezzo ci finiscono nomi di primo piano, dal rettore ai dipendenti, passando per cinque professori e svariati concorsisti, accusati di aver fatto patti per superare le prove a danno di altri. Candidati “scelti su segnalazione” e destinatari di un trattamento di favore sulla base dei desiderata dei docenti.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 2 dicembre 2023
Diverse condanne che comportano arresto e detenzione devono condurre a una reclusione che non superi il quintuplo della sanzione più grave. Il cumulo di pene di diversa specie comminate con distinte condanne per differenti reati va effettuato in base a entrambe le regole fissate dal comma 1 e dal comma 2 dell’articolo 78 del Codice penale. Per cui il giudice per sciogliere il cumulo materiale anche in caso di pene diverse (arresto e detenzione) deve applicare tanto il criterio proporzionale quanto quello fisso previsto dalla suddetta norma penale. Il primo afferma che la pena risultante dallo scioglimento del cumulo materiale non può eccedere il quintuplo della pena più grave irrogata mentre il secondo criterio pone uno sbarramento fisso in base al quale la pena derivante dal calcolo non può comunque superare i trent’anni di reclusione.
di Mara Chiarelli
ledicoladelsud.it, 2 dicembre 2023
Non solo sovraffollamento. Di problemi il carcere di Bari ne ha tanti, alcuni dei quali incancreniti, nonostante i numerosi interventi dei vari “attori” coinvolti e i tentativi di tamponarne le emergenze della direzione stessa. Li ha constatati, per l’ennesima volta ieri mattina, una delegazione di Antigone, l’associazione “per i diritti e le garanzie nel sistema penale”. La visita delle avvocate Maria Pia Scarciglia (presidente regionale) e Noemi Cionfoli (componente dell’Osservatorio sulle condizioni di detenzione) è durata alcune ore e ha riguardato tutti gli aspetti della vita in carcere dei 435 detenuti (con una capienza massima che invece ne prevede 270).
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 2 dicembre 2023
“Al carcere di Prato manca circa il 60% di organico e anche il numero degli educatori è di gran lunga inferiore alle necessità. Su nove previsti, ne sono attivi solo sei, più uno con un contratto part time”. Sono le parole del garante regionale dei detenuti Giuseppe Fanfani dopo una visita all’istituto penitenziario pratese. Dai colloqui intercorsi, anche in via riservata, con sette detenuti che ne avevano fatto richiesta, è emersa una situazione di “grave carenza di personale”, soprattutto sottoufficiali e di criticità sulla capienza: i posti previsti sono 589 e c’erano 556 detenuti alla data della visita del garante, dei quali 262 stranieri.
mantovauno.it, 2 dicembre 2023
“Una finestra sul mondo”, è il titolo dello spettacolo tenutosi oggi all’interno del carcere di via Poma. Uno spettacolo che fa da sintesi al laboratorio teatrale portato avanti dai detenuti, una delle molte attività in sostegno ai detenuti che la Diocesi promuove, attraverso il cappellano della Casa Circondariale padre Vasile Andrei Mesesan e il gruppo dei volontari della Cappellania. “Un progetto - ha spiegato il cappellano del carcere - con cui vogliamo mostrare questo mondo carcerario. La gente non si fa molte domande. Qui ci sono un insieme di reati, ma c’è molto di più. Ci sono delle persone che hanno sbagliato, ma che hanno delle qualità. Vogliamo far capire che bisgona dare una seconda possibilità. Forse anche una terza. Come, se non credere in loro, attraverso progetti che possano accompagnarli nel loro cammino dopo aver scontato la loro pena?”.
lavocediasti.it, 2 dicembre 2023
L’obiettivo dell’iniziativa artistica è di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della giustizia riparativa e della reintegrazione sociale dei detenuti. Lunedì 4 dicembre alle ore 16 presso lo spazio culturale “Fuoriluogo” di via Govone, ad Asti, si inaugura la mostra “Art. 27” dedicata al diritto dei detenuti alla rieducazione. L’iniziativa è promossa dall’Associazione “Essere Umani” di Torino, che opera negli ambienti a rischio di disumanizzazione, in collaborazione con gli studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e con il patrocinio del Garante Regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale.
Il Centro, 2 dicembre 2023
Il progetto di Sport e Salute e del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, “Carceri”, arriva in Abruzzo, a Castellalto, in provincia di Teramo. A partecipare saranno i detenuti del carcere di Teramo, che potranno cimentarsi nelle discipline Soft cricket, Flying Disc e Dodgeball.
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