di Antonio Polito
Corriere della Sera, 3 dicembre 2023
Il rapporto del Censis, il declino del Paese e noi tra incubi e felicità. Siamo pessimisti perché le cose vanno male o le cose vanno male perché siamo pessimisti? Con inesorabile cadenza annuale, il Rapporto Censis ci ha messo un’altra volta di fronte al vero dilemma dell’Italia di oggi. Che, a ben guardare, non se la cava poi così male. Mai stata più sana, mai così occupata, mai più libera. Eppure, se chiedete agli italiani come va, riceverete in risposta un vero e proprio campionario di paure, timori, incubi.
di Gaia Manzini
L’Espresso, 3 dicembre 2023
Per disinteresse, apatia, depressione persino. La dispersione aumenta. E ora a lasciare sono anche studenti dei licei più prestigiosi, con famiglie benestanti alle spalle. Gli esperti confermano: il dialogo scuola-ragazzi è in crisi. Ludovico, 20 anni, viveva in una piccola città di provincia in mezzo alla pianura padana. Di quella città ricorda solo la nebbia e i ragazzi come lui che sentivano di non avere obiettivi; e allora molto meglio andarsene in giro per quattro giorni senza dare notizie, invece che entrare in classe tutte le mattine.
di Stefano Montesi
Il Manifesto, 3 dicembre 2023
“Quanto sta emergendo dalle indagini sulle condizioni di trattenimento di uomini migranti nel Centro di permanenza per i rimpatri di via Corelli a Milano è solo la punta di un iceberg. È il sistema di detenzione amministrativa a essere profondamente illegale. A questo si aggiungono violenze, carenza di servizi, trattenimento di persone vulnerabili in luoghi inadatti, frodi nella loro gestione”, afferma il segretario di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo. Che avanza una proposta a tutte le forze democratiche: costituire una commissione di inchiesta indipendente su queste strutture dove i migranti in condizione di irregolarità amministrativa, dunque senza aver commesso alcun reato, sono privati della libertà personale.
di Giampiero Rossi
Corriere della Sera, 3 dicembre 2023
Il presidente Riccardo Tromba: “Denunciamo da anni, finalmente è chiaro che le nostre non erano invenzioni né forzature”. “Finalmente è crollato il muro di gomma”. È passato poco più di un mese da quando il Naga, insieme alla rete “Mai più lager” ha presentato un dettagliato e tremendo dossier sulle condizioni all’interno del Cpr di via Corelli. In precedenza, nel febbraio di quest’anno, anche il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale Francesco Maisto aveva redatto un rapporto allarmato e allarmante.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 3 dicembre 2023
Le deposizioni in Procura di chi lavora nel centro di permanenza per rimpatri in vista dell’espulsione: “Mediatori culturali non ne ho mai visti, colloqui a gesti con lo psicologo o attraverso attraverso Google Traslator”. Chi, per definizione, viene portato nel Cpr-Centro permanenza per rimpatri di via Corelli in vista dell’espulsione? Ovviamente stranieri di ogni lingua del mondo, ma siccome “mediatori culturali non ne ho mai visti, con i nuovi giunti nel Cpr mi vedevo costretta come psicologa a fare i colloqui attraverso Google Traslator, che non è una pratica idonea”: incredibile giustificazione consegnata alla Procura che venerdì ha chiesto al gip Livio Cristofano di commissariare il Cpr di via Corelli affidato dalla Prefettura alla società salernitana La Martinina srl in un appalto da 4,4 milioni, al centro dell’inchiesta per le ipotesi di reato di frode in pubbliche forniture e turbativa d’asta, addebitate all’amministratrice Consiglia Caruso e al gestore suo figlio Alessandro Forlenza.
di Giuseppe Sarcina
Corriere della Sera, 3 dicembre 2023
Per riportare la pace a Gaza è necessaria un’intesa tra Usa, Russia, Cina, Regno Unito e Francia. Il mondo arabo-musulmano sta già tentando una mediazione. Prima tappa: Pechino, poi Mosca, Londra e Parigi. A Gaza è ripresa la guerra e a Doha, in Qatar, si sono bruscamente interrotte le trattative per la liberazione degli altri 180 ostaggi rimasti nelle mani di Hamas. La tregua di sette giorni aveva ridato un certo slancio a movimenti sotto traccia della diplomazia. Ora c’è il rischio di dover ricominciare daccapo.
di Antonella Mariani
Avvenire, 3 dicembre 2023
L’attivista iraniana, le cui condizioni di salute sono sempre più precarie, non sarà presente alla cerimonia di Oslo il prossimo 10 dicembre. È la terza volta che avviene nella storia. Il 10 dicembre non sarà a Oslo, a ricevere il premio Nobel per la pace. Nella storia, era successo solo altre tre volte che il vincitore fosse impossibilitato perché in carcere. Dopo quella del tedesco Von Ossietzky (1935), della birmana Aung San Suu Kyi (1991) e del cinese Liu Xiaobo (2010), sarà la sedia vuota dell’iraniana Narges Mohammadi, anche lei in prigione come i suoi tre predecessori, a segnare la celebrazione.
di Alessandro De Pascale
Il Manifesto, 3 dicembre 2023
Parla il direttore di Peace, Democratization and Development. “Oltre 30mila persone. È questa la nostra stima sul numero di civili uccisi dalla giunta militare al potere dal colpo di Stato”, avvenuto in Myanmar il 1° febbraio 2021. Salai Van Biak Thang, direttore di Peace, Democratization and Development (PDD) presso la Chin Human Rights Organization (CHRO), durante il nostro incontro scandisce questo numero più volte.
di Chiara Sgreccia
L’Espresso, 3 dicembre 2023
Il Paese africano, distrutto da un conflitto che va avanti da 25 anni, è il posto peggiore in cui essere donna secondo le classifiche internazionali. Ma c’è anche chi dà una speranza, come spiega l’attivista per i diritti umani Christine Schuler Deschryver, direttrice del centro che aiuta le vittime di violenza.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 2 dicembre 2023
Mauro Palma lascia dopo quasi 8 anni. Ma il nuovo collegio non è ancora stato nominato. Carceri, ma non solo: centri per il trattenimento dei migranti, ospedali, Servizi psichiatrici di diagnosi e cura, Residenze socio assistenziali (Rsa) o per l’Esecuzione penale esterna dedicate ai folli-rei (Rems), camere di sicurezza delle Forze di Polizia. Sono questi i luoghi dove la consapevolezza del diritto è stata messa a dimora 7 anni e dieci mesi fa dal primo Collegio italiano del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale - composto da Mauro Palma, Daniela De Robert e Emilia Rossi - che ieri ha ufficialmente concluso il proprio mandato con una cerimonia al Senato.
- “Bisogna aver visto”. Noi l’abbiamo fatto
- Natale in carcere, non è un cinepanettone ma un vero incubo
- “Creiamo Unità operative aziendali di sanità penitenziaria”
- Il caso Zuncheddu racconta la giustizia italiana più di un’enciclopedia
- Giustizia, i nodi che infiammano lo scontro tra il governo Meloni e i magistrati











