di Chiara Saraceno
La Stampa, 17 novembre 2023
Di solitudine ci si può ammalare. Può diventare una malattia che riduce la voglia di vivere, la capacità di sperare, di avere fiducia in se stessi e negli altri ed allo stesso tempo aumenta i rischi di ammalarsi di malattie convenzionalmente definite come tali, ad esempio, tra gli adulti e anziani, Alzheimer, deficit cognitivi, malattie cardiache. Presenta rischi di mortalità simili a quelli associati al fumare 15 sigarette al giorno, all’essere obesi, al non fare attività fisica, all’inquinamento. Non si tratta di un fenomeno marginale e neppure limitato ai paesi sviluppati, dove i legami comunitari sono più deboli. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, la solitudine sta diventando un problema sanitario globale, che attraversa tutti i confini nazionali, di grado di sviluppo, di età.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 17 novembre 2023
“Procedure accelerate? 85mila pratiche da smaltire e siamo pochi”. A scioperare ci sono anche i lavoratori del ministero dell’Interno che lavorano nelle commissioni di valutazione delle domande d’asilo dei migranti. Il governo continua a promettere esami accelerati e rimpatri veloci. Ma chi si è dato appuntamento il 17 novembre a Roma, dalle 11.00 di fronte alla Commissione nazionale per il diritto di asilo di via Santi Apostoli, ci mette poco a costringere Meloni e soci a un bagno di realtà, accordo con l’Albania compreso. Lo sciopero, che arriva dopo mesi di agitazione, è stato indetto da Fp Cgil (Funzione pubblica) proprio per le carenze nell’organico e i carichi di lavoro insostenibili a fronte dell’immenso arretrato. Ma anche per lo svilimento di personale altamente qualificato che in piazza porterà lo striscione “tutelare il diritto d’asilo, tutelare la professionalità”. “Vogliono risolvere problemi politici con soluzioni amministrative senza i mezzi per farlo, e col decreto Cutro le cose sono ulteriormente peggiorate”, avverte Adelaide Benvenuto, coordinatrice nazionale Fp Cgil ministero dell’Interno.
di Massimo Nava
Corriere della Sera, 17 novembre 2023
Il Medio Oriente ha oscurato nei media lo scontro in Ucraina e quasi non si sente parlare dell’Armenia. In meno di due anni, tre guerre hanno risvegliato quasi contemporaneamente i fantasmi della Storia del Novecento, alimentando nelle popolazioni coinvolte la paura collettiva della sopraffazione, della pulizia etnica, del genocidio. Il conflitto in Medio Oriente ha oscurato nei media quello in Ucraina e quasi non si sente parlare dell’Armenia, ma queste tre guerre apparentemente lontane nella loro genesi hanno in comune la Storia di terre contese, di popoli calpestati, di identità negate e ingigantiscono la paura che questa Storia continui a ripetersi.
di Giovanni Legorano
Il Domani, 17 novembre 2023
Lo spettro dei crimini di guerra aleggia sul conflitto di Gaza dal suo inizio. I timori che la risposta israeliana potesse essere sproporzionata rispetto all’attacco subito dal Paese ebraico il 7 ottobre e potenzialmente in violazione del diritto internazionale sono emersi da subito. In questo contesto, la sicurezza degli ospedali di Gaza è diventato il tema più controverso. Da quando i bombardamenti della Striscia sono iniziati, decine di migliaia di civili hanno trovato rifugio negli ospedali, per poi scappare altrove quando le condizioni di sicurezza si aggravavano anche in quei luoghi. Al centro delle controversie negli ultimi giorni è l’ospedale Al Shifa, il più grande di Gaza. Dopo giorni di assedio, che stando al Ministero della Sanità di Gaza aveva già causato la morte di decine di pazienti per mancanza di carburante per far funzionare i generatori di corrente e di altri mezzi di sussistenza, l’esercito israeliano è entrato nell’ospedale.
Il Domani, 17 novembre 2023
L’accordo era già stato impugnato da diverse corti minori dopo le critiche da parte della società civile. Il governo britannico, in attesa del giudizio della corte suprema, ha comunque continuato il suo progetto di costruzione dei centri per migranti nel paese africano. La Corte suprema britannica dà ragione ai tribunali minori dichiarando illegale il piano di trasferimenti dei migranti in Ruanda varato dal governo conservatore. I cinque giudici della corte suprema hanno dichiarato che i richiedenti asilo sarebbero “a rischio reale di maltrattamenti” perché potrebbero essere rimandati nei loro paesi d’origine una volta arrivati in Ruanda. Un accordo che ha generato importanti critiche, così come la proposta di legge per contrastare l’immigrazione illegale varata da Sunak.
di Maurizio Carucci
Avvenire, 16 novembre 2023
Solo una minima parte dei quasi 60mila detenuti (il 5,4%) partecipa a programmi di formazione professionale. Sebbene il tasso di recidiva scenda al 2% per chi impara un mestiere. Dignità e speranza per chi ha sbagliato e vuole ricominciare sul binario giusto. Con questo spirito Intesa Sanpaolo e Caritas italiana dedicano ai detenuti la nuova edizione del programma di azione contro la povertà: Aiutare chi aiuta. L’attenzione è puntata sui quasi 60mila detenuti, in carceri dove il sovraffollamento raggiunge il 116%, secondo i nuovi dati del ministero della Giustizia. Solo una minima parte, il 5,4%, partecipa programmi di formazione professionale, eppure “il tasso di recidiva tra i detenuti che non sono coinvolti in programmi di reinserimento è pari al 70%, e scende al 2% se consideriamo soltanto i detenuti che hanno appreso un lavoro in carcere.
di Manuela D’Alessandro
agi.it, 16 novembre 2023
A sollevare la questione, che sarà discussa il 5 dicembre, il giudice Fabio Gianfilippi secondo il quale è “urgente” superare l’attuale divieto. Il 5 dicembre la Corte Costituzionale è chiamata a esprimersi sulla possibilità per i detenuti “di svolgere colloqui intimi, anche a carattere sessuale, con la persona convivente non detenuta, senza che sia imposto il controllo a vista da parte del personale di custodia”. Così scrive Fabio Gianfilippi, giudice della Sorveglianza di Spoleto, nell’ordinanza con cui ha mandato gli atti alla Consulta accogliendo l’istanza di un uomo che lamentava “le conseguenze negative che l’assenza di intimità con la compagna sta avendo sul suo rapporto di coppia a cui tiene particolarmente e al quale considera legato il proprio reinserimento sociale”.
di Liana Milella
La Repubblica, 16 novembre 2023
In Campidoglio il Guardasigilli rilancia la sua idea. Per Bernardini è “una proposta naïf”. Magi: “Case territoriali di reinserimento sociale”. Il carcere di Regina Coeli, che ospitò Pertini e Saragat, trasformato in un museo. Le caserme dismesse, al posto delle prigioni, per i detenuti con pene lievi. Il Guardasigilli Carlo Nordio, in Campidoglio a Roma, interviene all’ennesimo convegno, questa volta dedicato ai vent’anni di Garante di Roma capitale. E ripete quello che ormai va dicendo da un anno, alleggerire il peso dei detenuti nelle carceri. Peccato che le sue norme e quelle di tutto il governo Meloni - dal decreto Rave al decreto Cutro al decreto Caivano - vanno proprio tutte nella direzione opposta di aumentare a dismisura le pene, e di conseguenza anche i detenuti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 16 novembre 2023
La Confederazione sindacati Italiani di Penitenziari (Con.Si.Pe.) preoccupata per la costante violazione dell’articolo 27 della Costituzione. Bisogna potenziare l’organico degli operatori del trattamento educativo. È ciò che propone la Confederazione Sindacati Italiani di Penitenziari (Con. Si. Pe.), inviando un urgente appello al Sottosegretario di Stato alla Giustizia Andrea Del Mastro e al Sottosegretario di Stato alla Giustizia, onorevole Andrea Ostellari, con copia al Garante Nazionale dei Diritti delle Persone Private della Libertà Personale e ai Presidenti dei Tribunali di Sorveglianza. L’obiettivo è sottolineare una serie di gravi preoccupazioni riguardo alla violazione dell’articolo 27 della Costituzione Italiana, che sancisce che “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.
garantedetenutilazio.it, 16 novembre 2023
La Conferenza in assemblea elegge a rappresentarla Ciambriello, Garante delle persone private della libertà della Regione Campania. Succede ad Anastasìa, eletto nel 2018. La Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, riunitasi oggi in assemblea ha eletto con 46 voti Samuele Ciambriello, come proprio Portavoce, per il biennio 2023-2025. L’assemblea si è svolta in modalità mista nella Sala Di Liegro di Palazzo Valentini, sede della Città metropolitana di Roma Capitale. La votazione ha avuto luogo a scrutinio segreto. Di 79 Garanti di regioni e province autonome, di province e aree metropolitane e di comuni aventi diritto, in 60 hanno espresso la propria preferenza in presenza, per delega o da remoto, attraverso la piattaforma Eligo. 12 preferenze sono state espresse a favore di Roberto Cavalieri, Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale dell’Emilia Romagna. Due le schede bianche.
- Riformare il carcere per rafforzare la funzione rieducativa della pena
- La riforma è così “epocale” che nessuno vuole farla
- C’è l’ossequio ai dogmi della Dna dietro lo stop sulle carriere separate
- Stretta del governo sulla sicurezza: pene più severe per terrorismo, occupazioni e accattonaggio
- Borseggiatrici incinte, il carcere ora è possibile











