L’Unità, 15 novembre 2023
Svolta alla revisione del processo in corso per la strage di Sinnai. “Mi fu indicata la foto di Beniamino Zuncheddu, un poliziotto mi disse che il colpevole era lui”. La condanna all’ergastolo per triplice omicidio. L’unico superstite e testimone chiave della strage in una seduta drammatica ha confermato i dubbi di avvocato e Procura. La strage è quella del Sinnai, Sardegna, del 1991: tre pastori uccisi. Il condannato, che si è proclamato sempre innocente, Beniamino Zuncheddu sta scontando l’ergastolo. È in carcere da 33 anni. Luigi Pinna, l’unico superstite della strage e testimone chiave, ha rilasciato le dichiarazioni nell’ambito del processo di revisione in corso davanti ai giudici della Corte d’Appello di Roma. All’esterno del tribunale di Roma, durante l’udienza di ieri, un sit di familiari e militanti del partito Radicale che da sempre sostengono l’innocenza del condannato.
di Massimiliano Melley
milanotoday.it, 15 novembre 2023
Votata all’unanimità in Regione una mozione per migliorare le condizioni di vita all’interno dell’istituto, potenziando anche le occasioni di formazione e lavoro per i detenuti minorenni. Migliorare le condizioni e gli ambienti del carcere minorile Beccaria di Milano, con risorse proprie o della cassa ammende, ideando percorsi di inclusione sociale, formativa e lavorativa e affiancando mediatori linguistici e culturali al personale penitenziario. Ma anche riqualificando e ampliando gli spazi destinati alla vita quotidiana e migliorando le condizioni igieniche.
cesenatoday.it, 15 novembre 2023
“Il tempo in carcere non passa mai - sottolinea Antonio Semeraro - ed è tutto tempo sprecato, si perdono anni di vita e spesso ti resta solo una grande solitudine”. Si è svolto ieri, lunedì 13 novembre alI’istituto Marie Curie di Savignano sul Rubicone un incontro, presieduto dal dirigente scolastico Mauro Tosi e dalla prof.ssa Roberta Ortis, rivolto agli studenti sui temi della legalità e sicurezza sociale, promosso dall’impresa sociale Altremani srl e da Techne, agenzia formativa che opera da oltre 20 anni nella Casa circondariale di Forlì. Altremani è la prima società nata in provincia con l’unico scopo di lavorare sui temi dell’esecuzione penale, offrendo lavoro ai detenuti della Casa Circondariale di Forlì e promuovendo sul territorio attività educative finalizzate a diffondere nei giovani la cultura della legalità e della tolleranza in un’ottica di prevenzione del reato.
di Laura Fasani
Giornale di Brescia, 15 novembre 2023
In uno dei luoghi più inospitali e criticati di Brescia, il carcere di Canton Mombello, da qualche mese il cielo è stato portato in una stanza. Quasi letteralmente: sulle pareti ridipinte di azzurro campeggiano nuvole sorridenti, mongolfiere, pupazzi volanti e un tracciato per il gioco dell’oca tra casette colorate. Sono i nuovi disegni realizzati sulle quattro mura dello Spazio Giallo, la stanza che accoglie le famiglie in attesa di colloquio con i detenuti. Da qui negli ultimi due anni sono passati tra gli ottanta e i cento bambini dagli zero ai dodici anni, secondo le stime dell’associazione Carcere e Territorio. Un luogo fino a poco tempo fa asettico e inadeguato per i bimbi, che nei mesi scorsi è però stato completamente trasformato dagli studenti del liceo Leonardo e da due detenuti grazie al progetto “Accogliamo” insieme a Carcere e Territorio.
avveniredicalabria.it, 15 novembre 2023
La morte di una donna per femminicidio è l’epilogo di una storia di violenza, che coinvolge una comunità, segna in modo indelebile la vita di più famiglie, lascia bambini orfani, trasmette alle generazioni future un senso di insicurezza. È una tragedia che interroga le coscienze e costringe a ripensare il rapporto uomo donna. Ma cosa s’intende per femminicidio? E perché si viene uccise? Perchè si muore? E dei bambini e bambine loro figli/e chi se ne occupa? A queste domande si cercherà di dare delle risposte nell’incontro organizzato dalla Coop di donne Soleinsieme in collaborazione con la Cgil dell’Area Metropolitana e con il Centro Comunitario Agape.
di Susanna Schimperna
L’Unità, 15 novembre 2023
“Devono marcire in galera”: sono frasi del genere le fondamenta dell’indifferenza verso le carceri: un mix di rancore e odio verso chi ha sbagliato che i racconti di 19 detenuti ribaltano. Dei penitenziari sappiamo poco e non abbiamo intenzione di saperne di più. Però ne parliamo, con frasi slogan che dovrebbero racchiudere la soluzione di ogni male, ripulire le strade dalla delinquenza, garantirci la sicurezza: “Bisogna inasprire le pene”, “Chiuderli e buttare la chiave”, “Marciscano in galera”, “La colpa è del buonismo, il 41bis va esteso a tutti i ladri e gli assassini”, “In carcere devono soffrire, non è mica un albergo”.
di Ilaria Donatio
Il Riformista, 15 novembre 2023
Caino - oltre ad essere un personaggio biblico, fratricida per motivi abietti - è il protagonista dell’omonimo romanzo di José Saramago: lo scrittore portoghese ne fa un viaggiatore nello spazio e nel tempo che attraversa tutti gli episodi più significativi dell’Antico Testamento. Attraverso questo Caino errabondo, i lettori scoprono le pretese del Dio della Bibbia insieme ai suoi castighi. E da personificazione del male, nell’allegoria letteraria, Caino diventa anche vittima, schiacciato com’è dal potere vendicativo del suo dio, superiore - per crudeltà - a lui e agli altri peccatori. In chiave giuridica, questa immagine evoca i tratti essenziali di una pena “costituzionalmente orientata”: l’atto criminale - per quanto efferato sia - merita giustizia e non vendetta, da cui Caino deve essere sempre protetto. Ed eccolo il cuore del libro “Pena di morte, morte per pena” a cura dell’associazione radicale “Nessuno tocchi Caino (Edizioni Ponte Sisto, 2023) che raccoglie storie, lettere, testimonianze e riflessioni sulla pena di morte e sui tanti casi di morte a causa della pena che si stava scontando, accaduti nelle carceri di tutto il mondo, durante il 2022 e fino ai primi sei mesi del 2023.
di Elena Loewenthal
La Stampa, 15 novembre 2023
Se non fosse che è tutto vero sarebbe un teatro dell’assurdo. Se non fosse che in questa paradossale ma anche e soprattutto drammatica vicenda c’è in gioco la vita di tante persone - adulte e bambine. Ci sono, loro malgrado, chiamate in causa tante famiglie, e in fondo non è vero quello che dice Tolstoj su quelle felici che sono sempre uguali mentre quelle infelici lo sono ciascuna a modo suo. Ogni famiglia, beata o tragica che sia, è una storia a sé. Ma quelle trentatré più sei registrate negli ultimi mesi a Padova raccontano oggi, purtroppo, qualcosa in più - anzi in meno - di quella storia a cui ogni famiglia avrebbe diritto.
di Enrico Ferro
La Repubblica, 15 novembre 2023
“L’interesse del minore viene prima di tutto: l’idea che a dei piccoli siano negati diritti fondamentali e che siano esposti a gravi discriminazioni è inaccettabile anche moralmente”
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 15 novembre 2023
Sull’accordo tra Italia e Albania ora dovrà pronunciarsi l’Ue. Già nel giugno 2018, il Consiglio europeo aveva considerato l’idea di piattaforme regionali di sbarco. Ma sia la Commissione europea sia il servizio giuridico del parlamento Ue avevano ritenuto difficilmente realizzabile l’iniziativa. L’accordo sulla realizzazione di centri per in migranti, firmato della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il premier albanese, Edi Rama, circa il quale su queste pagine abbiamo espresso molti dubbi in punto di diritto, è al vaglio dell’Unione europea.











