magistraturademocratica.it, 13 novembre 2023
Il carcere è uno dei luoghi in cui un paese democratico misura il suo tasso di aderenza ai diritti universali dell’uomo. È il fulcro in cui l’uso della forza, regolato dallo Stato nel processo, cerca il suo più difficile equilibrio con l’umanità del trattamento sanzionatorio e con la risposta rieducativa che la Costituzione affida alle pene.
di Francesco Olivo
La Stampa, 13 novembre 2023
Meloni rinvia la separazione delle carriere per blindare il premierato. Forza Italia: “Le due leggi vadano insieme”. I timori per il referendum. La linea è stata consegnata agli alleati nel corso di una riunione a Palazzo Chigi alla fine di ottobre. Giorgia Meloni ha indicato la priorità: l’introduzione del premierato. E quindi, tutto il resto può attendere. La prima vittima di questa scelta è la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri, una riforma indicata nel programma della coalizione, ma poi messa da parte, anche per evitare conflitti con la magistratura, in larghissima parte contraria.
di Liana Milella
La Repubblica, 13 novembre 2023
Slittata la riforma per far posto al premierato. Furibondo Enrico Costa di Azione: “Truffato il Parlamento”. “Ma allora Nordio, e purtroppo anche Sisto, ci pigliano in giro…”. E ancora: “Lo sappiamo che vorrebbero andare tutti e due alla Consulta a fare il giudice, e quindi devono accattivarsi l’opposizione, ma non possono svendere così la battaglia più importante fatta da Berlusconi”. E cioè la separazione delle carriere.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 13 novembre 2023
Le ultime parole del ministro Carlo Nordio, gli avvocati le hanno interpretate così: la famosa separazione delle carriere non si farà mai più. “Quel che tocca i magistrati, non si può e non si deve fare”, dice Giampaolo Di Marco, segretario dell’Associazione nazionale forense, la più antica e vasta associazione di avvocati in Italia.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 13 novembre 2023
Da Torino alla procura generale di Roma, al dopo-Gratteri e alla Sicilia. Il primo Csm a trazione centrodestra alle prese con un inverno di nomine. Definiti i vertici degli uffici giudiziari requirenti di Napoli e Firenze, si muovono le pedine sullo scacchiere per le prossime nomine dei capi dei pm di altre procure italiane rilevanti. Un risiko a incastro deciso da un Csm che per la prima volta è a maggioranza di destra e che continuerà a ridisegnare il rapporto politica-magistratura sull’asse Palazzo Chigi-Palazzo dei Marescialli.
di Eugenia Nicolosi
La Repubblica, 13 novembre 2023
In un anno di lavori l’esecutivo ha alimentato il dibattito pubblico, dando così l’illusione di un’azione che non c’è stata. L’importante non è solo che se ne parli, se la questione riguarda il fenomeno della violenza sulle donne che in Italia colpisce una donna su tre. E invece in un anno di lavori il Governo Meloni ne ha quasi esclusivamente parlato, alimentando il dibattito pubblico e dando così l’illusione di un’azione. Ma ne ha parlato in qualche modo male, per esempio invocando la castrazione chimica per gli autori di stupro, e con scarsa coerenza tra le politiche portate avanti e il linguaggio usato.
ansa.it, 13 novembre 2023
È morto ieri sera nel carcere Opera di Milano il boss palermitano Vincenzo Galatolo. Recuso al 416 bis da molti anni, il capomafia dell’Arenella era malato terminale per un tumore ai polmoni e al cervello. Il suo avvocato aveva presentato istanza di scarcerazione, viste le sue gravi condizioni di salute, ma era stata rigettata. A giugno era diventata definitiva la sua condanna a 30 anni per la strage di Pizzolungo del 1985 costata la vita a Barbara Izzo e ai suoi figli gemelli, Salvatore e Giuseppe. L’obiettivo era il giudice Carlo Palermo.
Il Sole 24 Ore, 13 novembre 2023
Le Stem e la formazione 4.0 entrano in carcere. È partito a luglio (e si concluderà a dicembre), presso la casa circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino, un progetto che introduce i detenuti “dimittendi”, cioè con fine pena residuo non superiore ai due anni, alle discipline Stem (in particolare matematica, robotica e programmazione), all’uso e alla programmazione di robot industriali, al coding e alla saldatura robotizzata.
di Andrea Guida
firenzetoday.it, 13 novembre 2023
Il corso è orientato ai detenuti che sono a fine pena o che hanno commesso reati minori. Ripartire dopo un periodo passato in galera non è mai semplice. Il momento più difficile è sicuramente quello del reinserimento nel mondo del lavoro. Per questo motivo l’Università di Firenze ha deciso di finanziare un corso professionale per i detenuti a fine pena con l’obiettivo di dare a queste persone una seconda possibilità. A dirigere il corso è Pierluigi Madeo, titolare e chef del gruppo Pizzaman. Il corso ha una durata di 120 ore e si divide tra teoria e pratica. Il fine è insegnare ai carcerati i segreti per diventare pizzaioli. Non solo. Una parte del percorso, curata dal docente Mattia Rossini, è orientata anche sulla comunicazione e sul marketing per coloro che hanno l’obiettivo di diventare ristoratori.
ansa.it, 13 novembre 2023
Dal 16 novembre al Teatro delle Passioni, dal 26 l’Amleto. La compagnia modenese Teatro dei Venti, diretta da Stefano Tè, che da quasi vent’anni porta il teatro all’interno delle carceri con percorsi creativi appositamente pensati per detenuti e detenute, torna in scena al Nuovo Teatro delle Passioni di Modena con due spettacoli coprodotti con Emilia Romagna Teatro, “Giulio Cesare” e “Amleto”. Realizzati insieme agli attori della casa circondariale di Modena e della casa di reclusione di Castelfranco Emilia, il primo si potrà vedere dal 16 al 19 novembre per la prima volta al di fuori delle strutture detentive; Amleto sarà in scena invece in prima assoluta dal 23 al 26 novembre.
- “Con l’educazione si può cambiare il mondo e noi ve lo dimostreremo”
- Esiste in Italia il diritto a morire in condizioni dignitose?
- Suicidio assistito, le ragioni del sì. Sostengo le scelte di fine vita perché difendo la libertà
- Suicidio assistito, le ragioni del no. Il “patto mortale” tra toghe e camici che può annullare la volontà di chi desidera vivere
- Avrei voluto riportare a casa Massimiliano. Ma scegliere di morire era un suo diritto











